Poster Una Vita in Fuga

Una Vita in Fuga (2021)

Flag Day
Locandina Una Vita in Fuga
Una Vita in Fuga (Flag Day) è un film del 2021 prodotto in USA, di genere Drammatico diretto da Sean Penn. Tratto dal libro autobiografico di Jennifer Vogel 'Flim-Flam Man: The True Story of My Father's Countrefeit Life'. Il cast include Sean Penn, Josh Brolin, Dylan Penn, Katheryn Winnick, Eddie Marsan, Norbert Leo Butz, Dale Dickey, Bailey Noble, Hopper Jack Penn, Jadyn Rylee. In Italia, esce al cinema giovedì 31 Marzo 2022 distribuito da Lucky Red. Disponibile in homevideo in DVD da giovedì 28 Luglio 2022.

La storia di una figlia che deve lottare per superare i problemi causati dall'amorevole, ma non del tutto innocente, padre, rapinatore di banche e truffatore che si è sottratto all'arresto per anni.

Ispirato alla storia vera del più noto falsario della storia americana. Sean Penn è John Vogel, un padre anticonformista, emozionante e straordinario che insegna a sua figlia Jennifer a vivere una vita di rischio e avventura. È esaltante per una bambina. Crescendo, la realtà inizia a divorare l’immagine del suo eroe. Le sue storie inverosimili non tornano più, ma le conseguenze sconsiderate sì. Jennifer costruisce una vita tutta sua, lontana dalla sua infanzia instabile. Ma mentre i piani folli di John continuano ad intensificarsi, non può fare a meno di essere attratta da suo padre e dalla sua avventura più devastante.

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita al Cinema in Italia: giovedì 31 Marzo 2022
Uscita in Italia: 31 Marzo 2022 al Cinema; 28 Luglio 2022 in DVD
Genere: Drammatico
Nazione: USA - 2021
Durata: N.d.
Formato: Colore
Distribuzione: Lucky Red
Note:
In concorso alla 74a edizione del Festival di Cannes.
Soggetto:
Tratto dal libro autobiografico di Jennifer Vogel 'Flim-Flam Man: The True Story of My Father's Countrefeit Life'.
In HomeVideo: in DVD da giovedì 28 Luglio 2022 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Sean Penn
Sceneggiatura: Jez Butterworth, John-Henry Butterworth
Musiche: Joseph Vitarelli
Fotografia: Danny Moder
Scenografia: Caria Sandells
Montaggio: Valdís Óskarsdóttir, Michelle Tesoro
Costumi: Patti Henderson

Cast Artistico e Ruoli:
foto Sean Penn

Sean Penn

John Vogel
foto Josh Brolin

Josh Brolin

Zio Beck
foto Dylan Penn

Dylan Penn

Jennifer Vogel
foto Katheryn Winnick

Katheryn Winnick

Patty Vogel
foto Eddie Marsan

Eddie Marsan

Mr. Emmanuel
foto Dale Dickey

Dale Dickey

Nonna Margaret
foto Jadyn Rylee

Jadyn Rylee

Giovane Jennifer

Recensioni redazione

Una vita in fuga, recensione del film di Sean Penn
Una vita in fuga, recensione del film di Sean Penn
Matilde Capozio, voto 5/10
Sean Penn è regista e protagonista, per la prima volta accanto alla figlia Dylan, di un film tratto da una storia vera, un dramma familiare che ruota attorno a un complesso rapporto tra padre e figlia, ma dall'esito poco riuscito.

Immagini

[Schermo Intero]

LA STORIA

Tratto da una struggente storia vera piena di umorismo, Una vita in fuga ripercorre la vita di Jennifer Vogel nell’arco di vent’anni mentre di affaccia nell’età adulta affrontando il rapporto contrastato con l’amato padre, il truffatore John Vogel.

La vita della giovane Jennifer nelle idilliache praterie del Minnesota viene stravolta quando John diventa sempre più irrequieto e decide di abbandonare la famiglia. La madre Patty cerca di sbarcare il lunario per mantenere Jennifer e il fratello Nick, ma affonda nella disperazione e nell’alcolismo quando i figli la lasciano per trascorrere un’eccitante estate piena di avventure sul lago insieme al padre. Quando i suoi loschi traffici raggiungono un livello di guardia, John rispedisce i figli dalla madre, scomparendo nuovamente dalla vita di Jennifer.

Jennifer si trasforma in un’adolescente ribelle che trova insopportabile vivere con la propria madre. Dopo un terrificante incontro con il nuovo patrigno, le tensioni tra Jennifer e Patty esplodono e Jennifer decide di riallacciare i rapporti con John. Trovando il padre depresso e fuori fase, Jennifer scopre un nuovo senso nella vita aiutandolo a rimettersi in piedi e a fare ordine nella propria esistenza.

Jennifer è sempre più in difficoltà nel mettere insieme i pezzi della vita quotidiana di John e poco dopo, quando questi viene arrestato per una rapina in banca, si spaventa nell’apprendere la verità sulla pericolosa doppia vita del padre. Dopo un incontro denso di emozioni con John che si trova in carcere, Jennifer taglia tutti i ponti con lui e si dirige ad ovest verso la California, nella speranza di sfuggire alla dolorosa influenza della sua famiglia.

Durante il viaggio, prova un profondo senso si smarrimento e finisce con il decidere di tornare a casa per costruirvi una vita per sé. Dopo essersi rappacificata con Patty e Nick, Jennifer frequenta l’università e inizia a studiare per realizzare il suo sogno di una vita di diventare giornalista investigativa, ignorando le lettere che John le manda dalla prigione.

Godendosi finalmente la tanto meritata stabilità, la carriera di Jennifer decolla quando comincia a scrivere per un giornale locale. I reportage che le vengono affidati diventano via via più importanti, finché un giorno riceve l’incarico più prestigioso della sua carriera, ma resta di stucco quando John riappare manifestando il desiderio di riavvicinarsi e promette di ricostruire il loro rapporto.

Inizialmente Jennifer acconsente a trascorrere del tempo con suo padre, ma ben presto subodora ulteriori menzogne da parte sua e decide di lanciarsi nelle ricerche per il suo servizio. Nel disperato tentativo di dimostrare il suo valore, John comincia a contraffare denaro e i suoi oscuri segreti tornano a riaffiorare in superficie in un modo inatteso ed esplosivo.

A Jennifer non resta altro che riconciliare i sentimenti contrastanti che prova per suo padre e trovare un senso di libertà personale ricavandolo dalle ombre del passato di quest’uomo.

NOTE DI PRODUZIONE

Il due volte premio oscar Sean Penn dirige e interpreta Una vita in fuga accanto alla figlia Dylan Penn per raccontare la storia del reale rapporto padre-figlia da cui il film prende spunto. Adattata dal libro Flim-Flam Man: The True Story of My Father’s Counterfeit Life di Jennifer Vogel, la sceneggiatura è firmata dal drammaturgo premiato con il Tony Award Jez Butterworth e da JohnHenry Butterworth. Completano il cast il candidato all’Academy Award Josh Brolin, il due volte vincitore del Tony Award Norbert Leo Butz, Dale Dickey, Eddie Marsan, Bailey Noble, Hopper Jack Penn e Katheryn Winnick, oltre alla seguitissima artista musicale Jadyn Rylee nel suo primo ruolo di attrice.
Una vita in fuga è prodotto dal vincitore di Golden Globe e PGA Award William Horberg, dal candidato agli Academy Award e ai BAFTA Award Jon Kilik e da Fernando Sulichin e comprende canzoni originali di Cat Power, del vincitore del Golden Globe Award e candidato al Grammy Award Eddie Vedder e del vincitore dell’Oscar e del Grammy Glen Hansard.

Quando il produttore William Horberg legge per la prima volta le avvincenti memorie di Jennifer Vogel, intuisce immediatamente che potrebbe essere un testo ideale per un adattamento cinematografico. Divertente e struggente al tempo stesso, Flim-Flam Man: The True Story of My Father’s Counterfeit Life racconta in dettaglio il tumultuoso rapporto della Vogel con suo padre, che si rivelerà anche essere uno dei più grandi contraffattori di valuta della storia degli Stati Uniti, nel percorso che l’ha portata a diventare una rispettata scrittrice e giornalista. Horberg si assicura i diritti del libro e insieme a Vogel intraprende un viaggio durato quindici anni per portare la storia dell’autrice sul grande schermo.

Accompagnato da una sceneggiatura scritta da Jez e John-Henry Butterworth, Una vita in fuga attira l’attenzione del regista e attore Sean Penn, a cui si uniscono i produttori Jon Kilik e Fernando Sulichin. Finanziato e prodotto in modo indipendente, nel giro di breve tempo il film seduce moltissimi altri talenti.

Jennifer Vogel osserva: “Il progetto del film risale a prima della pubblicazione della mia autobiografia, Flim-Flam Man. Nel 2004, il produttore William Horberg e lo sceneggiatore Jez Butterworth mi vennero a trovare a Minneapolis e io feci fare loro un giro della città e della mia vita. Da allora, la sceneggiatura ha subito vari rimaneggiamenti – a un certo punto ho scritto anch’io una versione. Siamo arrivati più volte a un passo dal fare il film, ma è stato solo quando Sean Penn è salito a bordo che ogni tassello è andato al suo posto.”

Horberg aggiunge: “Sydney Pollack e io avevamo conosciuto Jez durante la realizzazione di Birthday Girl, che lui aveva scritto e diretto e che noi avevamo prodotto. Sapevo che era uno sceneggiatore di grande talento con le qualità e sensibilità vicine a quelle del libro. Quando l’ho letto, è stato la prima persona a cui ho pensato e sono stato entusiasta quando lui e il fratello John-Henry, con cui spesso lavora, hanno accettato di adattarlo. C’è voluto molto tempo per realizzare questo film, ma la sua sceneggiatura è sempre stata la spinta che ci ha fatti continuare. Era semplicemente troppo bella per rinunciarvi.”

Parlando di cosa lo ha attratto nel materiale originale e nella sceneggiatura, Penn spiega, “Il memoir stesso era talmente ricco nel suo candore e nel contenuto della sua prosa che se ne sarebbero potuti ricavare sei film. Ma Jez Butterworth e John-Henry Butterworth sono stati bravissimi nel distillare il suo spirito e trasferirlo dal libro alla sceneggiatura e trovo estremamente commoventi queste storie di rapporti famigliari.”

Kilik ha immediatamente condiviso il suo entusiasmo: “L’idea di Sean che dirige se stesso e Dylan in questo racconto padre-figlia era così avvincente che non avremmo potuto lasciar perdere l’occasione. Dovevamo a tutti i costi fare il film, a prescindere dal budget. E così Sean, Bill e io ci siamo azzerati i compensi e abbiamo fatto tutto il necessario per realizzarlo.”

Aggiunge Sulichin: “Era una sceneggiatura molto prestigiosa, a prova di bomba, scritta da uno dei più grandi autori ed era una storia accattivante, sommata alla passione di Sean Penn per il materiale: una combinazione irresistibile per una collaborazione. Capita molto raramente di avere simili opportunità di partecipare a una storia così bella.”

Benché molto noto come attore in 40 anni di carriera, Penn non era mai apparso davanti alla macchina da presa in nessuno dei cinque lungometraggi che aveva diretto prima. Spiega: “Ho sempre ammirato chiunque sia in grado di dirigere e interpretare uno stesso film e non avevo mai preso in considerazione di farlo io. Ma per via di un concorso di circostanze è successo e, come avevo immaginato, mi ha sfinito. Non sono certo che riprenderei in considerazione di farlo”.

A Penn si è presentata l’occasione unica di recitare al fianco di sua figlia Dylan Penn, nel ritratto dell’autentico duo padre-figlia di John e Jennifer Vogel. Il cast comprende un altro componente della famiglia Penn, Hopper Jack, figlio di Sean e fratello di Dylan, ingaggiato per interpretare un altro componente famigliare nei panni di Nick Vogel.

Lavorando con i suoi figli, Sean Penn ha provato una grande ammirazione e dichiara: “Dylan è una macchina della verità che ha impressionato tutti noi fin dal primo giorno. Lavorare con lei mi ha dato la mia dose giornaliera di orgoglio. È stato davvero appassionante. Hopper è uno di quegli attori… che ti basta puntargli addosso la macchina da presa e la macchina si innamora di lui. Ha una presenza molto tenera.”

Dylan Penn commenta: “Lavorare con mio padre nei panni del mio co-protagonista e del mio regista è stata un’esperienza estremamente intensa! Detto questo, è realmente il miglior partner e il miglior regista con cui abbia mai lavorato. Mi sono sentita incredibilmente sostenuta e questo mi ha permesso di essere estremamente vulnerabile e nuda sul piano emotivo. È davvero bravo a parlare con gli attori per ottenere quello che vuole; e per quanto sul set dia l’impressione di essere esigente, è confortante avere una persona che sa esattamente quello che vuole, dal modo in cui fai la riga nei capelli a quello in cui entri in una stanza. Lavorare con mio fratello è stato un vero regalo, rende tutto molto semplice. Nella vita reale siamo molto uniti e penso che la nostra complicità appaia in modo evidente nelle scene che abbiamo insieme.”

Tutta la famiglia sembra concordare dal momento che anche Hopper Jack Penn conviene: “È stato davvero fantastico lavorare con Dylan e nostro padre. Durante le riprese sono riuscito ad attingere a molte emozioni reali legate alla nostra vita e questo ha dato un senso di autenticità ai nostri ruoli e alle nostre scene insieme.”

Ai Penn si è aggiungo uno stellare cast corale che comprende John Brolin, Norbert Leo Butz, Dale Dickey, Eddie Marsan, Bailey Noble e Katheryn Winnick nei panni di Patty Vogel.

L’entusiasmo degli attori per la storia e la sceneggiatura, oltre che per la possibilità di lavorare con il regista Sean Penn, è inconfutabile. Spiega Brolin: “Quello che mi ha attratto in Una vita in fuga è stato sia la sceneggiatura molto ben scritta sia la mia amicizia di lunga data con Sean. Sapevo che sua figlia Dylan avrebbe interpretato la protagonista che attraversa una straordinaria traiettoria fluttuante, ricca di emozioni forti, evidente già sulla carta. Con uno come Sean al timone, sapevo che sarebbe stato molto intenso. Mi hanno sempre interessato soprattutto le storie personali e mi piaceva molto l’idea di poter fornire una qualche forma di sostegno agli attori che qui condividevano un vero e proprio tessuto connettivo personale con la storia. Sono molto felice di aver preso parte a un progetto che mi ricorda il motivo per cui mi piace raccontare delle storie in primo luogo: il riflesso della condizione di fallacia umana in tutto il suo elettrizzante splendore.”

Dickey condivide la sua emozione: “Se Sean Penn ti chiama e ti offre un ruolo, lo accetti punto e basta! Avevo lavorato con lui 20 anni fa in La promessa; era stato il mio primo grande film e ho un’opinione immensa di Sean come regista, come attore e quel che più conta come essere umano, attento e generoso nei confronti di un mondo che ha bisogno. L’occasione di lavorare con lui è unica e io l’ho avuta due volte, dunque mi sento molto fortunata.”

Marsan aggiunge: “Sean è un attore esperto e un regista; è un artista e un narratore fenomenale. Il modo in cui utilizza le interpretazioni degli attori filmandole in piano sequenza, per registrare ogni battito della scena, è stato una rivelazione per me. È stato fantastico lavorare con Dylan ed è stato incantevole osservare la chimica che ha con Sean sul set. Forse il merito è del fatto che è cresciuta osservando i genitori al lavoro, ma ha mostrato un agio e un’autenticità che va ben oltre la sua età.”

“La spontaneità di Sean come attore è ciò che rende il suo lavoro così ricco. Mentre recitavo con lui non avevo altra scelta che restare radicata nel momento presente e questo mi ha dato un brivido totale. La sua attenzione al dettaglio di ogni aspetto della realizzazione del film eleva ogni suo progetto. È un creativo veramente brillante e lavorare con lui è stata la realizzazione di un sogno”, commenta Noble. “Mi sono sentita immediatamente attratta dalla crudezza della storia di Jennifer che traspare dalla sceneggiatura e dalle sue memorie, Flim-Flam Man. E Debbie, il mio personaggio, è stata uno sballo assoluto da interpretare. È un’eterna ottimista e lo spirito più libero che io abbia mai interpretato. È una piccola scintilla di luce nel clima pesante della vicenda.”

In merito al metodo di Sean Penn, Winnick spiega: “Sono rimasta incantata nel vederlo destreggiarsi tra il ruolo di attore e quello di regista. Essendo io stessa una giovane regista, mi ha folgorato la sua passione, il suo occhio creativo e la sua innata capacità di lavorare a stretto contatto con gli attori spingendoli a superare limiti che loro stessi non sanno di avere. Si cala in trincea con te per forgiare ogni scena e creare un ambiente sicuro per permetterti di assumerti dei rischi emotivi. È un vero regista di attori.” E aggiunge: “Una vita in fuga è una potente storia vera piena di amore, tragedia e struggimento. Un vero viaggio padre-figlia e un racconto di formazione. È un film con cui ciascuno può identificarsi, che narra di rapporti famigliari complessi, di scoperta della propria identità e di perdono.”

Gli attori non protagonisti sono stati scelti attraverso una serie di audizioni che si sono tenute in tutto il Canada, con migliaia di giovani che si sono presentati per interpretare le versioni più giovani di Jennifer e Nick Vogel. Avendo catturato l’attenzione del regista Sean Penn con la sua straordinaria cover di “The Sound of Silence”, la cantante star di YouTube Jadyn Rylee è stata selezionata per interpretare Jennifer adolescente nel suo primo ruolo da attrice. Rylee commenta: “La mia esperienza con Sean Penn è stata assolutamente fantastica. È spiritoso e scherza in continuazione. Ha reso ogni giorno sul set il migliore. È sempre stato disponibile a darmi indicazioni per i miei dialoghi durante le scene. Avrei voluto che le riprese non finissero mai!”

Mentre cercava di ricreare il panorama del Midwest americano nell’arco di più di 20 anni a partire dagli anni 1970, la squadra di scenografi ha inaspettatamente trovato la casa ideale nella provincia canadese di Manitoba. Dopo mesi di sopralluoghi intensivi a Winnipeg e dintorni, gli autori sono stati felici di scoprire che molti dei luoghi sono rimasti inalterati nel tempo e riproducono alla perfezione il look della fine del XX secolo di Minneapolis e delle città circostanti, dove la storia originale ha avuto luogo. Sean Penn spiega: “Manitoba ci ha offerto le sue terre di pascolo, illuminate da una luce bassa e duratura; inoltre Winnipeg oggi si presta a una miglior rappresentazione della Minneapolis del passato della Minneapolis di oggi.”

Per dare un’ulteriore aria di autenticità all’epoca di ambientazione della storia, il regista Sean Penn e il direttore della fotografia Danny Moder scelgono di girare il film in 16mm su pellicola Kodak utilizzando macchine da presa Arri e obiettivi vintage.

Penn spiega: “Ho sempre amato la grana della pellicola 16mm. A prescindere da come la tagli, all’immagine digitale manca quella bellezza della vita che evoca la sensazione del tempo che passa. Quindi piuttosto che girare in digitale e poi imporre un’immagine filmica stratificata, siamo andati dritti alla fonte. Danny Moder è stato uno straordinario compagno d’armi. È stato disponibile a compiere scelte azzardate e il suo straordinario senso della luce, del colore e della composizione è eguagliato solo dal suo impegno autoriale nei confronti della narrazione.”

Moder aggiunge: “Anni fa Sean mi espresse il suo senso di frustrazione nei confronti di un direttore della fotografia che trascorreva troppo tempo a correggere il colore. Inoltre, Sean ha subito dichiarato di voler girare in pellicola. L’emulsione della pellicola offre una profondità e forse quella nostalgia che abbiamo cercato di cogliere non sarebbe stata visibile se avessimo girato in digitale. La sfida è stata far quadrare il bilancio considerando l’acquisto della pellicola, un laboratorio affidabile e qualcuno in grado di caricare un magazzino! Nella mia esperienza la presenza emblematica di Sean si sente tantissimo. A volte è misurato nelle sue descrizioni e attinge a un vocabolario molto incisivo per descrivere quello che ha in mente. Durante il periodo trascorso a fare i sopralluoghi e a parlare della sceneggiatura, è stato un vero privilegio osservare come si avvicina a un progetto. È interessante ascoltare la profondità dei suoi riferimenti e percepire il ritmo del suo processo creativo. Nella modalità odierna di fare un film sulla base di un piano di lavorazione serrato e di uno storyboard preciso, è un’esperienza unica poter sperimentare durante le riprese.”

Le riprese sono iniziate nel giugno 2019 e sono state affidate a quatto unità che hanno lavorato per otto mesi per cogliere il passare delle stagioni e le diverse condizioni metereologiche. Dai campi di grano dorati e ai laghi d’estate, agli orizzonti dei paesaggi industriali urbani e alle periferie coperte di neve, l’aver girato gran parte del film a Manitoba ha fatto sì che la quasi totalità delle scene previste sul copione venisse filmata in un raggio di 160 chilometri. La produzione si è anche spostata nel Big Sur per catturare la maestosa costa californiana descritta in sceneggiatura.

Interamente girato in loco, il look d’epoca di Una vita in fuga è stato elaborato dallo scenografo Craig Sandells e dalla costumista Patti Henderson, che si sono adoperati per far sì che gli anni 1970, 1980 e 1990 venissero rappresentati in modo autentico sullo schermo. Laddove non esistevano edifici tipici di quel periodo, Sandells ha appositamente realizzato facciate e interni curandole nei minimi dettagli. Oltre ad aver disegnato varie creazioni originali per alcuni costumi chiave per gli interpreti, Henderson ha viaggiato lungo entrambe le coste del Canada e degli Stati Uniti per trovare un guardaroba vintage consono al periodo per l’intero cast.

Il racconto di Una vita in fuga contempla un discreto numero di ambienti importanti e di sfide produttive singolari. Una sequenza cruciale nel film viene girata in una vera casa lacustre di metà secolo sul Falcon Lake, a Manitoba, ma in sceneggiatura la struttura viene rasa al suolo da un incendio. Sandells e il suo team hanno ricreato un modello in scala della casa originale, comprensivo di tutti gli esterni e gli interni, per consentire una fotografia autentica e dettagliata della casa in fiamme.

Sandells commenta: “Il progetto mi ha attirato perché si basa su una incredibile storia vera, è una sceneggiatura magnifica e perché il regista è Sean Penn: è il trilaterale perfetto per uno sceneggiatore. Mi sono avvicinato al look d’epoca del film come se fosse una finzione drammatica e non un documentario: era importante riprodurre il ‘sapore’ di quel periodo.”

Aggiunge Henderson: “Il progetto si espande su tre decenni e questo per me ha rappresentato la sfida di immaginare i costumi per un look da ‘persona qualunque’ durante tre periodi molto ben distinti. Una delle sfide che preferisco nel disegnare i costumi è caratterizzare un’epoca in modo sottile: ottenere il look di un determinato periodo mantenendolo reale e tuttavia visivamente corretto per l’onnipresente pubblico critico. Trovo la Storia affascinante e mi appassiona contribuire a un racconto sul piano visivo.”

Dal momento che la sceneggiatura prevedeva due grandi parate di celebrazione dell’American Flag Day (n.d.t. Giorno della Bandiera, la festa dell’adozione della bandiera americana), la produzione ha messo insieme centinaia di comparse, carri, reginette di bellezza, componenti della banda e molti altri figuranti. Una grande sfilata ambientata nel centro di Minneapolis ha obbligato la produzione a interrompere la circolazione in numerosi isolati del quartiere della Borsa di Winnipeg solitamente molto trafficato.

Il vero John Vogel aveva costruito un covo per le sue contraffazioni nello scantinato di una tipografia di sua proprietà e la produzione ha riprodotto fedelmente questo procedimento. Ha ricreato meticolosamente le sue attività, utilizzando persino lo stesso modello di macchina per la stampa offset usata da Vogel e ricercando in modo accurato i metodi di contraffazione usati in quegli anni applicati da Sean Penn.

La scena culminante dell’inseguimento ha richiesto giorni di prove che hanno coinvolto un gruppo di agenti di polizia e di autopattuglie, elicotteri dei telegiornali e della polizia, la polizia federale e l’aeronautica, scontri a fuoco, scontri automobilistici mozzafiato, filmati nel parco provinciale Birds Hill solitamente molto pacifico di Manitoba.

La versione finale del film ha preso forma nella post-produzione che si è svolta tra Stati Uniti, Canada e Irlanda. La montatrice vincitrice del premio BAFTA Valdís Óskarsdóttir ha messo a servizio del film il suo tipico stile poetico rendendo onore alle indelebili interpretazioni degli attori. A proposito della sua collaborazione con Sean Penn, Óskarsdóttir commenta: “La sceneggiatura e l’occasione di lavorare con Sean mi hanno immediatamente attratta verso il progetto. La mia collaborazione con Sean è stata istruttiva, illuminante e non convenzionale. È stata una grande esperienza che mi accompagnerà tutta la vita.” Óskarsdóttir è stata affiancata dalla montatrice Michelle Tesoro, A.C.E., nel dar forma all’arco temporale di oltre vent’anni di storia raccontata attraverso le riflessioni della protagonista del film, Jennifer. Tesoro aggiunge: “Sean è un vero collaboratore. È di ampissime vedute e ti lascia libera di immaginare qualunque soluzione creativa sia necessaria a conseguire la sua visione, visione che diventa la tua e viceversa. Ha un modo di concepire le cose assolutamente unico e dal momento che non abbiamo sempre le stesse idee, i risultati che ne derivano a volte sono interessanti!”

Dal momento che gli oltre 20 anni di vita di John Vogel sono interpretati sullo schermo esclusivamente da Sean Penn, la produzione è ricorsa alla società di effetti speciali SSVFX per ringiovanire i tratti dell’attore quando interpreta John Vogel da giovane nella prima parte del racconto. Il loro straordinario modo di lavorare ha permesso di dare un aspetto naturale e credibile all’interpretazione di Penn nei panni del suo personaggio.

Il compositore Joseph Vitarelli ha firmato la colonna sonora del film, rivolgendosi a una serie di musicisti di fama mondiale tra cui i violinisti Ann Marie Simpson e Charlie Bisharat. Le musiche sono state missate dal leggendario ingegnere del suono Dave Way. Vitarelli spiega l’ispirazione che lo ha spinto ad abbracciare il progetto “Non avrei potuto declinare una sceneggiatura così bella né l’opportunità di lavorare di nuovo con Sean.” Vitarelli e Penn avevano già collaborato per il film di esordio alla regia di Penn Tre giorni per la verità.

Per completare l’universo musicale del film, Sean Penn è ricorso a Eddie Vedder, già collaboratore di Into The Wild – Nelle terre selvagge, nonché a Cat Power e Glen Hansard, per scrivere e interpretare i brani originali del film. I loro contributi emotivamente incisivi comprendono brani di forte impatto come “Dream”, eseguito da Cat Power, “As You Did Before”, eseguito da Glen Hansard, e “There Is A Girl”, un toccante duetto padre-figlia eseguito da Eddie Vedder e Olivia Vedder.

A proposito della collaborazione, Penn rivela “Poter contare su una squadra di cantautori come Eddie Vedder, Glen Hansard e Cat Power è un vero colpo di fortuna. Non c’è altro da aggiungere. I testi e le musiche parlano da soli. Bellissimi.  

NOTE AGGIUNTIVE DI ATTORI E MEMBRI DELLA TROUPE

Dylan Penn [Jennifer Vogel]

“Ho letto il libro quando ero molto più giovane, a circa 12 o 13 anni, quindi ho sempre sentito un legame con il contenuto in un modo un po’ nostalgico. Ho avuto un rapporto molto complesso e tuttavia splendido con mio padre e ho colto molte similitudini nel rapporto tra Jennifer e John.”

“Come preparazione per interpretare il ruolo, ho letto varie volte il libro e ho incontrato Jennifer che è stata molto aperta e sincera e mi ha permesso di farle un sacco di domande. E nello stesso tempo, mi ha lasciato libera di interpretarla a modo mio, in modo da non limitarmi a una sola dimensione.”

“L’essenza del libro è estremamente tutelata nella sceneggiatura e questo era molto importante per me e per tutte le persone coinvolte nel progetto. Volevo a tutti i costi che emergesse la forza di Jennifer; per essere una persona che è stata trascinata nel fango e tradita innumerevoli volte, è comunque riuscita a rialzarsi e a crearsi una vita straordinaria e trasmette una grande gioia di vivere, scevra da ogni sentimento di rabbia. È una dote incredibile.”

“Sono molto entusiasta di contribuire a diffondere questa storia. Jennifer stava cercando di realizzare il film da almeno un decennio ed è meraviglioso far parte di un progetto che tante persone aspettavano da molto tempo. La sua è una storia di sopravvivenza e penso sia quello di cui ha bisogno la gente oggi.”

Josh Brolin [Zio Beck]

“Lavorare con Sean è stato divertente. Lo è sempre perché, come molte delle grandi persone con cui ho lavorato, è preparato, dunque ogni momento con lui ha il sapore della libertà. Ci fidiamo reciprocamente dei nostri istinti perché abbiamo già lavorato insieme e perché confidiamo l’uno nell’altro come amici. L’unica vera indicazione che mi ha dato, oltre ad avermi aiutato a trovare il look, è stata di fare casino con il tipo del suono e improvvisare qualcosa all’ultima ripresa, sapendo che aveva già quello di cui aveva bisogno, per portare un po’ di leggerezza sul set.”

Dale Dickey [Nonna Margaret]

Quando ho lavorato con Sean a La promessa in Canada 20 anni fa, i suoi figli avevano cinque e sette anni… Ora sono cresciuti e sono stata felice di rivederli e di lavorare con loro. Dylan è sensazionale. Sono due ragazzi meravigliosi.”

Eddie Marsan [Sig. Emmanuel]

“Avevo lavorato con Sean qualche anno fa sul set del film Il professore e il pazzo in Irlanda ed ero rimasto estasiato nel vedere la sua dedizione e la sua generosità di attore. Quando mi ha contattato per chiedermi di recitare in Una vita in fuga, con una sceneggiatura scritta da Jez Butterworth e John-Henry Butterworth, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione.”

Jadyn Rylee [Jennifer giovane]

“La cosa migliore dell’aver partecipato a questo film è stata la possibilità di lavorare fianco a fianco con Sean, oltre a quella di conoscere tante persone importanti come Katheryn, Bailey e Josh! Mi sono goduta ogni singolo istante e avrei voluto che non finisse mai. Spero di lavorare di nuovo con Sean un giorno.”

Katheryn Winnick [Patty Vogel]

“Il mio agente mi chiamò un fine settimana, pregandomi di leggere urgentemente il copione del nuovo film di Sean Penn. Sapevo che Sean è un attore e un regista molto brillante e avere l’opportunità di lavorare con lui su un progetto che lo appassionava tanto è stata l’occasione di una vita. La sceneggiatura si basava su una storia vera ed era scritta da uno dei miei commediografi preferiti, Jez Butterworth. Con una storia di grandissimo impatto e una serie di talenti coinvolti, sapevo che questo progetto sarebbe stato qualcosa di molto speciale.

Trascorse qualche giorno e nessuna notizia dal mio agente. Correva voce che stessero già valutando alcune attrici per il ruolo. Così scrissi a Sean una email, spiegandogli quanto amassi quel personaggio e quanto desiderassi avere la possibilità di misurarmi per ottenere la parte. Il giorno dopo ero su un aereo per il Minnesota, dove stava gestendo la pre-produzione, per incontrare lui e il suo produttore. Sentivo nel profondo del cuore che dovevo interpretare Patty Vogel. Alla fine dell’incontro, Sean mi disse senza girarci troppo intorno che avevo ottenuto il ruolo.”

“Patty è un personaggio molto complesso e potrebbe essere facilmente frainteso. Ho dovuto entrare nella sua testa per capire le ragioni per cui ha compiuto le scelte controverse che ha fatto, per comprendere chi era veramente e quali sono state le sue battaglie e quale il suo percorso.

L’autrice Jennifer Vogel mi ha aiutato tantissimo mandandomi fotografie di sua madre negli ultimi anni della sua vita. Ho fatto miei i diversi look e i cambiamenti. Ho lavorato a stretto contatto con la costumista e la squadra del trucco e delle acconciature per scandire il passare del tempo dalla spensierata gioventù di Patty ai suoi anni di solitudine devastati dall’alcool alla sua nuova famiglia disfunzionale, sino alla fine quando vediamo le tensioni dell’esistenza apparire sul suo viso che invecchia. Sean ha avuto la grande idea di realizzare delle protesi per i dettagli del volto e per il corpo per mostrare l’ultima fase di Patty nel film. Le ho adorate! Patty era in uno spazio emotivo completamente diverso e portava sul corpo i segni del decadimento come prova tangibile di tutto quello che aveva passato.”

“Ho assolutamente adorato lavorare con Sean! Fin dal primo giorno, ha creato uno spazio simile a una bolla che ci ha accolti tutti. Sul set non erano permessi i telefoni, non si potevano fare fotografie, nessuna distrazione. Ha creato un ambiente meraviglioso dove il tempo si è davvero rallentato, dove potevamo riflettere su noi stessi e sul nostro personaggio e concentrarci sulla magia del cinema.”

“Dylan è una giovane donna bella e piena di talento. La prima scena che ho girato con lei è stata un momento cruciale nel loro tumultuoso rapporto madre-figlia. Sean ha molto insistito affinché girassimo la scena in modo organico, permettendo alla macchina da presa di scovarci e lasciando fluire le emozioni che scaturivano dal contesto. Dylan ha fatto un lavoro fenomenale e non vedo l’ora che il mondo intero possa ammirarlo.”  

Jennifer Vogel [Autrice del libro]  

“La versione cinematografica delle mie memorie è un’interpretazione. Per molti aspetti si avvicina alla vita reale, benché per altri se ne discosti. Nel suo insieme, Una vita in fuga cattura i sentimenti che ho provato crescendo nel modo in cui sono cresciuta. Ma nel film c’è anche molto di Sean e Dylan Penn. E il rapporto padre-figlia che mettono in scena è elettrizzante e genuino.”

“Bill Horberg è stato il paladino del progetto fin dall’inizio. Ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto andarmene, ma Bill ha tenuto la barra dritta. Aveva fiducia nel fatto che tutto si sarebbe risolto. Sean Penn è un uomo coraggioso. Ci vuole fegato a fare un film sulla vita di una persona quando questa è ancora viva. Non si è lasciato intimorire dalle parti più difficili. Bill e Sean mi hanno mostrato molto rispetto e deferenza durante tutta la lavorazione.”

“Dylan Penn è bella e grintosa. Ricordo che la prima volta che ci siamo viste mi disse che non aveva tempo per le persone che non dicono la verità. Di sicuro ha contribuito con la sua verità al mio personaggio in Una vita in fuga. Possiede quell’ineffabile carisma che hanno tutti i grandi attori.”

“È surreale essere una persona normale e avere un film realizzato su di sé. Non ho trovato la cura contro il cancro. Non ho pilotato un razzo sulla luna. Ho avuto un padre che era un rapinatore di banche e un falsario. Sono sopravvissuta, ho trovato la mia strada e ho scritto le mie memorie. La mia storia è quella di una disadattata. L’aspetto più esaltante di tutta questa esperienza è stato la sensazione di essere appoggiata dall’instancabile Sean Penn.”

William Horberg [Produttore] 

“Il racconto che ti fa ridere e ti fa piangere è uno dei generi di narrazione che preferisco. Quando poi aggiungi “storia vera”, la combinazione può diventare potente. Ci sono molti memoir su famiglie disfunzionali, ma Jennifer è un’eccellente scrittrice con la sua schiettezza tipica del midwest, il suo umorismo e la sua mancanza di autocommiserazione ed è riuscita a cesellare il ritratto di una giovane che cresce con un padre affettuoso, bugiardo, affascinante e criminale, regalandoci la storia più sorprendente in assoluto, una perla nascosta.”

“Conoscevo un po’ Sean dagli anni ’80 quando ero un executive alla Paramount e sapevo che aveva un rapporto stretto con il produttore Art Linson. Quando Jez scrisse la prima versione della sceneggiatura lo fece pensando a Sean; è difficile pensare a un attore migliore per interpretare il fascino furfantesco e gli spigoli oscuri del vero John Vogel. Ironicamente, la nostra preoccupazione principale a quell’epoca era se saremmo riusciti a invecchiarlo in modo credibile per interpretare la seconda parte della ventennale saga. Ma il dannato progetto ha richiesto talmente tanto tempo per essere realizzato che quando siamo stati pronti per girare la preoccupazione era all’opposto; e abbiamo avuto bisogno di effetti visivi per ringiovanirlo nella prima parte!!”

Jon Kilik [Produttore]  

“Per me tutto è iniziato nel 2012 con una telefonata di Sean, ‘Ciao, c’è una cosa che vorrei fare e che ti vorrei mandare’. Mi fido talmente tanto di Sean che non ho dovuto dire altro che ‘Ci sto’. Era già successo in passato con altri progetti per i quali purtroppo la tempistica non ha funzionato. Questo ha richiesto così tanto tempo per decollare che, a prescindere da qualunque altro impegno ciascuno di noi avesse in corso, avremmo reso la realizzazione di Una vita in fuga la nostra priorità.”

Fernando Sulichin [Produttore] 

“Lavorare con Sean è come viaggiare su un treno ad alta velocità: non ha fermate intermedie e prosegue sino alla destinazione finale, un viaggio illuminante e sempre avventuroso. Abbiamo una totale fiducia creativa in lui e seguiamo e assecondiamo il suo istinto.”

“È una vera sfida rappresentare sullo schermo la riuscita o il fallimento nella costruzione di un rapporto tra un padre e una figlia, considerando il bagaglio personale di vita che ciascuno di noi si porta appresso. Penso che con questo dramma, Sean Penn sia riuscito a farlo in modo magistrale, incantevole e toccante.”

Danny Moder [Direttore della fotografia]  

“Negli ultimi anni Sean e io abbiamo cercato di sviluppare insieme un progetto. Siamo cresciuti nella stessa città dove hanno potuto formarsi alcuni dei nostri comuni istinti. Dedicare tanta parte della propria vita a un film e a un regista esige che si sia in sintonia affinché il processo creativo possa avere una direzione e una destinazione. Quindi sono rimasto attratto da questo quando Sean mi ha chiesto di leggere la sceneggiatura. Ho solo dovuto dire che mi piaceva perché egli mi rispondesse ‘Voglio che lo faccia tu’. È stata una bellissima giornata.”

“Per poter curare la regia e la recitazione, Sean era sollecitato in varie direzioni, quindi a volte dovevamo ricordarci quali indicazioni aveva dato inizialmente per trovare un aggancio mentre giravamo una scena. Quello che ci tengo a dire comunque è che mi ritengo fortunato ad averlo come amico e come regista, e di operare la macchina da presa e vederlo recitare in tempo reale, prima che il resto del mondo abbia la possibilità di vederlo. È uno dei momenti più grandi della mia carriera.”

“Con un budget per un film indipendente, il 16mm funziona per una serie di motivi. Innanzitutto mi piace il formato per le riprese in esterni e in automobile. Come in tutti i progetti, ci sono innumerevoli modifiche al piano di lavorazione e il 16mm offre una certa versatilità grazie alla sua leggerezza. Inoltre, esige una maggiore disciplina nella frequenza con la quale azioni la macchina da presa… ricaricare il magazzino impone una cadenza alla concentrazione della troupe. Il ricordo migliore di questo set è il momento in cui tornavano i giornalieri e tutta la troupe li guardava, alla fine delle riprese della giornata. Il risultato dei giornalieri presenta molte variabili, ma l’importante è guardarli in gruppo e far tesoro della lezione appresa il giorno dopo.”

“La cosa più eccitante da condividere è questa meravigliosa storia vera che raccontiamo. Insegna, con una certa licenza creativa, che quando una figlia apprende la verità su un padre, ne comprende le intenzioni e trova un conforto che potrà durare tutta la vita. E la mia personale lezione è che ho girato un film per Sean Penn.”

Craig Sandells [Scenografo]

“Sean è un genio, punto e basta. Possiede un modo non verbale di pretendere il meglio da te, ma anche di fornirti l’ispirazione per farlo. È un collaboratore straordinario, molto rispettoso del tuo talento e del tuo contributo e si aspetta che ciascuno faccia il proprio lavoro al massimo delle proprie capacità.”

“Come scenografo, sono immensamente fiero di aver fornito a Sean il contesto visivo per raccontare la storia nel modo in cui voleva raccontarla.”

Patti Henderson [Costumista]

“Sapevo che le possibilità di imparare da Sean e dalle sue esperienze di cineasta sarebbero state infinite. Siamo subito entrati in sintonia riguardo al look creativo dei costumi. Il mio forte sono i costumi d’epoca ed entrambi siamo figli degli anni ’70 e ’80, quindi abbiamo potuto condividere momenti dei tempi andati, che si trattassero di esperienze personali, di riferimenti temporali al periodo o di film di quegli anni che ci hanno ispirato nelle nostre riflessioni sul look di Una vita in fuga. È stato un processo molto collaborativo per tutte le persone coinvolte e Sean mi ha dato grande fiducia e mi ha permesso di creare personalità, tonalità del periodo e abiti che hanno contribuito a raccontare la storia. Sean mi ha concesso la licenza creativa per svolgere il mio lavoro in tutte le sue potenzialità. Ed è di questo che sono fatti i sogni di un costumista.”

“I due film che hanno messo in moto la mia creatività sono stati Quel pomeriggio di un giorno da cani e Sugarland Express. Entrambi mostrano sul piano visivo in modo sottile la moda degli anni ’70. Mi hanno fatto vedere la vera gente comune del mid-west per così dire. Esiste una linea sottile tra personaggio e caricatura. Per la costumista che sono, ho sentito di dover stare attenta a non enfatizzare troppo i profili e le tonalità marcati apparsi negli anni ’70 e ancora di più negli anni ’80 e poi poter passare alla fine con i look piuttosto conservativi degli anni ’90. Il tutto stando bene attenta alla veridicità della nostra storia e dei luoghi.”

“Jennifer Vogel ci ha mostrato alcune fotografie della sua famiglia. È stato di enorme aiuto per creare un look che restasse fedele alla storia della sua famiglia e al suo senso della moda nel corso degli anni.”

“Copriamo un arco temporale che va dagli anni ’70 e ’80 fino ai primi anni ’90, soprattutto a Minneapolis, nel Minnesota. Per ricreare adeguatamente il look del mid-west degli USA in quei periodi, sono andata a Minneapolis/St. Paul per cercare le vestigia della moda della città in quegli anni. E abbiamo avuto fortuna! Il Minneapolis St. Paul Vintage Market si è tenuto in un weekend durante la preparazione, quindi siamo balzati su un aereo per andare a indagare. Prima di partire abbiamo cercato i rivenditori di capi vintage nell’area di Minneapolis su Instagram. Una volta atterrati c’è stato l’effetto domino. Andavamo da un rivenditore vintage che ci mandava da un altro. Siamo finiti in scantinati di persone, negozi di roba usata, negozi vintage, mercatini della nonna e da un gruppo DJ underground che vendeva anche abiti vintage favolosi. La giacca da motociclista di Dylan viene da lì! Grazie alla catena dei social media, tutto questo è avvenuto prima ancora che visitassimo il Vintage Market per il quale eravamo originariamente andati a Minneapolis. E quando ci siamo arrivati, tutti i venditori già sapevano dal nostro arrivo e avevano preparato tutte le loro collezioni per noi. Li abbiamo ripuliti!

In passato, Minneapolis era un’importante città produttrice di indumenti. Quando chiusero le fabbriche, quei venditori/commercianti fecero man bassa di capi che risalivano ai periodi del nostro film che erano ancora nei cartoni. Una delle nostre prime visite è stata a una donna del posto che collezionava indumenti per bambini d’epoca. Ci ha offerto diverse scatole di capi degli anni ’70 e dei primi anni ’80 ancora incartati. Anche doppioni! Purtroppo siamo stati tra gli ultimi ad approfittare dei negozi vintage di Minneapolis poiché sono stati saccheggiati e pressoché distrutti durante i recenti scontri sociali. So che molti venditori/commercianti sono ansiosi di vedere il film per ricordare il contributo che hanno fornito ai costumi del nostro racconto.

Questi venditori ci hanno raccontato storie di quei quartieri e della gente che ci viveva. Molti ricordavano John Vogel come un infame imbroglione e hanno condiviso i loro ricordi. Molti ci hanno reso partecipi dei loro aneddoti personali di moda di quando erano giovani a Minneapolis. Grazie a Facebook, ho virtualmente conosciuto uno dei fotografi che era su un elicottero di un notiziario che copriva la caccia a John Vogel. Ha condiviso alcune cose che ricordava e mi ha dato una serie di indizi su dove cercare riferimenti fotografici delle uniformi della polizia e dello sceriffo locali. Ho potuto registrarmi all’archivio di un quotidiano che conservava le foto di quel reporter dell’ultimo giorno. Incredibile!

Quando siamo tornati a Toronto per attingere alle società di noleggio costumi, la mini-serie MRS. AMERICA era in pieni preparativi. Avevano preso la maggior parte dei migliori capi di quel periodo dalle case di noleggio prima che noi arrivassimo. Abbiamo dovuto modificare i nostri piani di ricerca. Ho chiesto aiuto ai miei conoscenti a Toronto e ho potuto accedere alle società di noleggio e ai negozi vintage prima degli orari di apertura. Abbiamo iniziato a trovare quello di cui avevamo bisogno con MRS. AMERICA che ci stava alle costole. È stata una delle sfide più grandi che abbiamo affrontato a testa alta!”

Michelle Tesoro, A.C.E. [Montatore]  

“È il racconto di un rapporto padre-figlia unico, basato su fatti reali. Non vedo l’ora che la gente assista a questo splendido esordio nella recitazione di Dylan Penn. Le scene tra Sean e Dylan sono le pietre miliari del film.”

“L’aspetto più importante era raccontare la storia dalla prospettiva di Jennifer Vogel. Gli inserti dei suoi ricordi d’infanzia lungo tutto il film ci hanno permesso di mantenere presente il passato e di tessere un legame emotivo diretto tra l’immagine fantasticata del padre della giovane Jennifer e il punto di vista sempre più disilluso della Jennifer adulta.”

La Colonna Sonora del film

Il film “Una vita in fuga” viene accompagnato dalla  colonna sonora originale pubblicata da Seattle Surf & Republic Records e composta da 13 tracce, tra cui canzoni di Cat Power, che ha collaborato in tre brani originali e in una cover, Glen Hansard, Eddie Vedder e il primo singolo estratto, “My Father’s Daughter” di Olivia Vedder. In totale, Vedder e Hansard hanno lavorato a otto nuove tracce. “Una vita in fuga” è la seconda collaborazione cinematografica di Vedder con Penn, la prima è stata “Into the Wild” del 2007 per la quale Vedder ha vinto un Golden Globe come migliore canzone per un film. Nello stesso anno, Hansard ha recitato e scritto la musica per il film “Once”, che gli è valso un Academy Award per la migliore canzone originale (“Falling Slowly”).

Una Vita In Fuga Original Motion Picture Soundtrack Tracklist:
1. “My Father’s Daughter”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Olivia Vedder
2. “Flag Day”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Glen Hansard and Eddie Vedder
3. “I Think Of Angels”
Written by Kristján Kristjánsson
Performed by Cat Power
4. “Tender Mercies”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Glen Hansard and Eddie Vedder
5. “Rather Be Home”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Glen Hansard and Eddie Vedder
6. “I Am A Map”
Written by Chan Marshall
Performed by Cat Power
7. “As You Did Before”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Glen Hansard
8. “There’s A Girl”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Olivia Vedder, Glen Hansard, and Eddie Vedder
9. “I’ll Be Waiting”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Glen Hansard and Eddie Vedder
10. “I Will Follow”
Written by Chan Marshall
Performed by Cat Power
11. “Wave”
Written by Glen Hansard and Eddie Vedder
Performed by Glen Hansard and Eddie Vedder
12. “Drive”
Written by William Thomas Berry, Peter Lawrence Buck, Michael E. Mills, and John Michael Stipe
Performed by Eddie Vedder
13. “Dream”
Written by Chan Marshall
Performed by Cat Power


extra dal pressbook del film

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STREAMING VOD, SVOD E TVOD:
Una Vita in Fuga disponibile in DVD da giovedì 28 Luglio 2022
info: 31 Marzo 2022 al Cinema; 28 Luglio 2022 in DVD.

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