Il Mondo Sulle Spalle (2019)

Il Mondo Sulle Spalle
Locandina Il Mondo Sulle Spalle
Il Mondo Sulle Spalle è un film del 2019 prodotto in Italia, di genere TV Movie, Drammatico diretto da Nicola Campiotti. Il cast include Stefano Rossi Giordani, Beppe Fiorello, Sara Zanier, Andrea Pennacchi, Alberto Basaluzzo, Gianluca Gobbi.

TRAMA

Marco è un tecnico specializzato in assemblaggio di componenti video. È bravo, affidabile e gode la fiducia del datore di lavoro e dei compagni. Aspetta un figlio da Carla, che ha conosciuto sull'autobus andando al lavoro. Nella vita di Marco sembra che tutto vada per il verso giusto. Ma le cose cambiano in pochi giorni, all'improvviso. La moglie ha un parto prematuro e il bambino nasce con una malformazione cardiaca. È il momento di farsi forza, di dedicarsi alla propria famiglia e invece il destino ha in serbo un'altra prova. Marco si trova per strada da un momento all'altro insieme ai compagni di lavoro. Per uno di quei giochi incomprensibili della finanza, la multinazionale da cui dipende decide di chiudere la fabbrica senza preavviso, anche se è in attivo. Due fulmini a ciel sereno, che potrebbero lasciare annichiliti, abbandonati alla voglia di arrendersi. E invece no. Marco decide di non rassegnarsi.

Il curatore fallimentare gli propone di mantenere attiva l'azienda per un anno insieme ad un manipolo di colleghi, nella speranza che qualcuno decida di rilevarla. Ma deve essere Marco a scegliere il gruppetto con cui continuare, visto che l'amministrazione controllata non permette di tenere tutti. È una scelta difficile, anche perché significa tagliare fuori amici fraterni, gente che conta su di te. Perché significa negare il lavoro a persone che contano su quello stipendio e delle quali lui conosce tutto: i problemi, i sogni. Marco accetta anche questo compito gravoso, convinto che se salverà l'azienda potrà riassumere tutti. Mette in gioco la sua credibilità per recuperare almeno una parte delle commesse. Convince i colleghi a lavorare per una paga minima. Lotta per un anno, mentre in un ospedale suo figlio sta combattendo un'altra battaglia difficile. E paradossalmente, è quasi come se la voglia di vivere che mette in gioco il suo bambino gli desse più forza per non mollare, per vincere la sua sfida. E invece, Marco la sua sfida la perde. Dopo un anno nessuno si è fatto avanti e il curatore non può che decretare il fallimento. Carla gli procura un colloquio col suo ex capo, che vorrebbe assumerlo, ma a Marco non piace quell'uomo cinico che fa ironia sui suoi compagni lasciati a casa. D'impulso, decide di rifiutare.

E a poco a poco, nella sua mente si fa strada un'idea folle: rilevare personalmente l'azienda e provare a rimetterla in piedi. Un'idea pazzesca, ma Marco decide di provarci. Fa anticamera da tutti i direttori di banca della zona, per chiedere un mutuo. Ma è difficile farsi dare fiducia, anche da quelli che ritiene amici, cosa ha da offrire in fondo? Alla fine, all'insaputa di sua moglie, gioca il tutto per tutto. Dà in garanzia la casa, per avere il capitale per rilevare l'azienda. E così, improvvisamente, nella vita di Marco si apre un altro fronte. Proprio nel momento in cui dovrebbe essere più felice: quando suo figlio ritorna a casa. Carla scopre che ha dato in garanzia alle banche la loro casa tenendola all'oscuro.

Non è tanto l'azzardo che la sconcerta, anche se quella casa è la loro unica certezza; è il fatto che Marco abbia deciso da solo per tutti e due in un momento così difficile della loro vita. È una crepa che non si salda, che si allarga: i due iniziano ad allontanarsi e Marco comincia a dormire in azienda. È ancor più difficile senza Carla al suo fianco. La battaglia è dura, si tratta di infilarsi con le proprie uniche forze in un mercato dominato da grossi gruppi, in cui vigono regole non sempre trasparenti. Ma Marco può contare sulla solidarietà dei compagni che ha radunato attorno a sé e sulla stima di un paio di imprenditori che lo hanno conosciuto come dipendente della ditta. E ogni volta che può, corre a casa a vedere suo figlio e cerca di recuperare il rapporto con Carla.

La sfida è acchiappare un appalto consistente, trovare il modo di vincere, battere la concorrenza di aziende più grandi e solide che possono permettersi di abbassare i prezzi. E forse l'idea vincente è cercare di aprire nuovi mercati, all'estero, dove ancora i rapporti di forza non sono definiti. L'occasione è un grosso bando di un'azienda americana per produrre lettori di POS. Ci sono molti requisiti a cui rispondere, un sacco di specifiche tecniche e di garanzie da dare. Bisogna prepararsi ad una ispezione degli americani dalla quale dipenderà l'assegnazione dell'appalto. Con molto impegno e con un po' di inventiva, Marco e i suoi ci provano, e il loro entusiasmo è talmente contagioso che Carla finisce per riavvicinarsi e dare il suo contributo in amministrazione. Ce la fanno, ma le prove per Marco non sono ancora finite.

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita in Italia: 19/02/2019 (TV, Rai1)
Genere: TV Movie, Drammatico
Nazione: Italia - 2019
Formato: Colore
Durata: N.d.
Produzione: PicoMedia, Rai Fiction (in collaborazione con), IblaFilm (in collaborazione con)

Immagini

[Schermo Intero]

NOTE DI REGIA - Nicola Campiotti

I n un'Italia in cui domina spesso il racconto del malcontento e della rassegnazione, della rabbia o della paura, la storia di Enzo Muscia mi è apparsa subito come un lampo nel buio, un raggio di luce tra le ombre del nostro complesso presente. Quando il suo viso sorridente comparve per la prima volta sulle pagine di alcuni quotidiani, cercai subito in rete l'indirizzo della sua azienda e chiesi udienza per un breve incontro con l'allora appena nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Desideravo approfondire quel racconto, ero curioso di conoscerne i momenti di crisi e i momenti di svolta, ma soprattutto mi interessava scoprire il percorso umano ed emotivo che si nascondeva dietro al profilo pubblico e professionale di Enzo Muscia. L'incontro durò una giornata intera e mentre lui si raccontava camminando avanti e indietro tra i capannoni della sua azienda, scoprivo che dietro a questa persona disponibile e generosa, animata da una grande concretezza e una visione imprenditoriale fuori dal comune, si nascondeva una storia familiare intima e riservata che Enzo mi confidò cominciando con queste parole: "Il coraggio per fare tutto quello che ho fatto me lo ha dato mio figlio, che in bilico tra la vita e la morte… è riuscito a restare nella vita. Da quel giorno non ho più avuto paura di niente…". Dopo aver incontrato Enzo altre due volte, dopo aver ascoltato e intervistato i suoi operai ("la mia famiglia", così li chiama Enzo) e aver ascoltato le loro toccanti testimonianze, raccolsi tutto quel materiale in un soggetto di due pagine. Ricordo l'emozione e la felicità di quel momento! Avevo una storia tra le mani che mi entusiasmava e mi emozionava, perché non parlava soltanto del mondo operaio e il mondo dell'impresa nel nostro Paese al tempo della crisi e della globalizzazione, ma mi parlava in qualche modo dell'Essere Umano(!), della possibilità concreta che ciascuno di noi ha di cambiare il destino delle cose anche quando tutto sembra ineluttabile e inesorabile. Argomenti su cui avevo riflettuto negli anni dell'Università tra i libri e i manuali di Filosofia... La vicenda umana e professionale di Enzo mi parlava di qualcosa che forse trascende persino la "forza di volontà", e che forse ha più a che vedere con un'energia misteriosa e ineffabile che permette agli uomini e alle donne non tanto di fronteggiare la realtà, ma di ribaltarla e sovvertirla. Adesso che avevo la storia dovevo trovare un attore che la potesse interpretare e anche io, nel mio piccolo, sentivo di avere davanti una grande sfida, quella di creare le condizioni per realizzare il mio primo film… Non ho dovuto pensarci a lungo. In fondo uno era l'attore a cui da subito ho sentito di voler raccontare la storia di Enzo e non tanto per le sue radici siciliane comuni a quelle del vero protagonista, ma piuttosto perché, forse più di ogni altro, in questi anni, si è dedicato a dar voce in televisione ad un'Italia silenziosa e resiliente. Uomini, spesso sostenuti da grandi donne, capaci di opporsi ad un pensiero dominante, capaci, a loro modo, di cambiare un pezzo piccolo di mondo alla volta. Concordai un incontro con Beppe e lo preparai al meglio delle mie possibilità. Vidi tutti i suoi film per la televisione ed ebbi un'idea spericolata e ambiziosa: realizzare per lui un montaggio di tre minuti, un moodboard video, con delle scene di suoi film che montate insieme avrebbero raccontato la storia che gli stavo per proporre. Lavorai a questo video con tutte le mie forze e realizzai un filmato in cui Beppe vide se stesso, in una decina di film diversi, che grazie al montaggio e all'uso di qualche frase di raccordo, stava già interpretando la storia che gli avevo appena raccontato. Fu un emozione forte per entrambi. Lui si commosse e io dentro di me pensavo ad Enzo che in ogni passaggio della sua impresa aveva tentato sempre il tutto per tutto. Mi accorsi immediatamente che la storia stessa di Enzo era contagiosa, mi trasmetteva tenacia e voglia di farcela. Meno di un anno dopo quell'incontro eravamo sul set. Stavo realizzando un sogno. Dopo tre anni di seconde unità stavo dirigendo il mio primo lungometraggio. Nel mio piccolo ho cercato di fare una regia che fosse solida e comprensibile per un pubblico ampio come quello televisivo - senza rinunciare in alcuni passaggi ad un modo di ripresa più agile e sperimentale. Ho costruito alcuni piani sequenza nei momenti emotivamente più forti per tentare di non spezzare l'emozione del racconto, ho usato la macchina a mano per restituire quell'idea di tensione e di azzardo vissuta da Enzo nei momenti più sofferti, cercando di lavorare sempre, anche con la macchina da presa, al servizio della storia che avevo scelto di raccontare. Con l'aiuto di una troupe straordinaria, sotto la guida propizia ed esperta del mio produttore e dei produttori Rai, trovando in Beppe una sorta di fratello maggiore che con la sua consapevolezza e professionalità ha saputo sostenermi lungo tutto il cammino, ho lavorato con tutte le energie affinché questa storia potesse arrivare al grande pubblico e magari possa essere per qualcuno persino fonte di ispirazione e di impegno civile. "Nihil difficile volenti" recita un antico proverbio latino e Enzo Muscia mi ha insegnato che è vero

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