Il terzo tempo (2013)

Il terzo tempo

Locandina Il terzo tempo
Il terzo tempo (Il terzo tempo) è un film di genere Drammatico e Sportivo di durata circa 96 minuti diretto da Enrico Maria Artale con protagonisti Pier Giorgio Bellocchio, Stefano Cassetti, Germano Gentile, Edoardo Pesce, Franco Ravera, Lorenzo Richelmy.
Prodotto nel 2013 in Italia. esce in Italia Giovedì 21 Novembre 2013 distribuito da Filmauro. Al Box Office Il terzo tempo ha incassato circa 99.993 euro.

TRAMA

Samuel è un ragazzo nato e cresciuto in condizioni difficili e violente. Non ha mai conosciuto il padre, ha avuto un rapporto fugace con la madre tossica e ha trascorso già diversi anni entrando e uscendo dal carcere per furti ed altri piccoli reati. Il magistrato di sorveglianza, finito l'ennesimo periodo di reclusione, lo inserisce in un programma di riabilitazione presso un'azienda agricola di un paese di provincia. Il suo supervisore è l'assistente sociale Vincenzo, il quale, dopo la morte della moglie, fatica a ristabilire un certo equilibrio nella sua esistenza: si divide tra il lavoro, una figlia adolescente e l'incarico di allenatore della squadra locale di rugby gestita da Teresa. Samuel si adatta difficilmente alle regole dell'azienda agricola e ai nuovi ritmi ed obblighi che queste comportano, non riesce a crearsi una vita sociale ed il rapporto con Vincenzo si rivela da subito problematico. Ex campione di rugby, Vincenzo intuisce le potenzialità sportive del ragazzo e lo convince a provare a cimentarsi in mischie, calci piazzati e mete. I primi allenamenti sono un fallimento, Samuel non lega con i compagni e la mentalità del "gioco di squadra" non gli appartiene. Giorno dopo giorno, però, inizia a capire che lo sport può dargli una possibilità di rinascita e una nuova vita, sebbene ci siano ancora tanti ostacoli, interiori e non, da superare. Le tensioni e le incomprensioni tra Vincenzo e Samuel tuttavia non diminuiscono e il legame che il ragazzo crea con Flavia, figlia dell'allenatore, peggiora il tutto. Il campionato di rugby, intanto, prosegue tra allenamenti e partite. Samuel capisce di aver trovato nello sport nuovi e sani stimoli, una possibilità di riscatto grazie alla palla ovale e una vita sociale nell'affiatamento tra i compagni di squadra e nell'amore di Flavia. Il gioco del rugby assume quindi un significato che va oltre il semplice agonismo sportivo: diventa metafora della vita e della voglia di tornare a sperare. "Il terzo tempo" è quello che si svolge al termine della partita tra le squadre avversarie e le diverse tifoserie. Si celebrano allo stesso tempo vincitori e vinti, riconoscendo il valore e le capacità di entrambe le formazioni e la correttezza secondo le regole del gioco. Le partite saranno dure, il confronto fisico tra i giocatori costante, impegnativo e combattuto fino all'ultima meta, ma lo scontro avverrà sempre con grande rispetto dell'avversario. Samuel è il protagonista di una grande e profonda storia di riscatto e passione ambientata nell'emozionante mondo del rugby.

Data di Uscita ITA: Giovedì 21 Novembre 2013
Genere: Drammatico, Sportivo
Nazione: Italia - 2013
Formato: Colore
Durata: 96 minuti
Distribuzione: Filmauro
Box Office: Italia: 99.993 euro
Note:
Presentato alla 70a Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

Cast e personaggi

Regia: Enrico Maria Artale
Sceneggiatura: Francesco Cenni, Enrico Maria Artale, Luca Giordano
Fotografia: Francesco Di Giacomo
Scenografia: Laura Boni
Montaggio: Paolo Landolfi
Costumi: Irene Amantini

Cast Artistico e Ruoli:

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Il terzo tempo, Enrico Maria ArtaleIl terzo tempo, Enrico Maria Artale parla del suo Film

Il trailer del film Il terzo tempo, di Enrico Maria Artale, che ci racconta anche da dove nasce la storia.

Immagini

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Foto e Immagini Il terzo tempo
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Commento del regista

Il terzo tempo è un film che riunisce diversi generi attorno ad una emozione: la palpitazione giovanile di chi sente, per la prima volta, che le cose possono veramente cambiare. E così il film sportivo o il film sociale di derivazione carceraria, la commedia sentimentale o il dramma familiare, si intrecciano indissolubilmente in un racconto dove ogni personaggio è segnato da un conflitto interiore, il cui accostamento arriva a produrre situazioni imprevedibili, a volte dure, a volte divertenti; dove a trionfare in un modo o nell'altro è sempre l'istinto di sopravvivenza, l'incontenibile desiderio di vivere. Di fronte ad un genere classico come il film sportivo, tradizionalmente intessuto di forti implicazioni sociali, la sfida era trovare un'originalità nell'andamento della storia. Abbiamo quindi deciso di ribaltare i personaggi tipici: ognuno di questi, specialmente l'allenatore, sembra muoversi soltanto per i propri interessi personali, apparentemente privo di qualsiasi considerazione morale. Ci troviamo nella logica del paradosso: i nostri personaggi facendo le cose sbagliate, per il motivo sbagliato, arriveranno tutti ad un insperato riscatto, svelando solo alla fine i veri valori della storia. La macchina da presa segue il personaggio di Samuel con radicale prossimità, aderendo al suo punto di vista emotivo, al suo corpo affaticato, costretto a incredibili sforzi per sostenere lavoro, allenamenti, spostamenti sempre più difficili. Il film è innanzitutto la sfida fisica, spettacolare, intimamente epica, di chi è tenuto sempre a rilanciare la posta in gioco, a stancarsi sempre di più, nel tentativo di canalizzare un'energia, potenzialmente violenta e distruttiva, in qualcosa che possa nobilitarla e valorizzarla: lo sport, il rugby. Il terzo tempo è un racconto scandito da un ritmo che cresce fino allo spasmo, dalle prime giornate lunghe e vuote dopo l'uscita dal carcere, a quelle sempre più concitate in cui Samuel tenterà di conciliare lavoro, sport, amore. La sfida ulteriore del film è stata quella di trovare il difficile equilibrio tra realtà e finzione attraverso l'utilizzo di luoghi e persone reali, con una ricchezza di materiale tipica del documentario e una narrazione articolata e complessa, sostenuta da personaggi già ben definiti nella sceneggiatura, da attori in grado di esprimere quella complessità, e da un impianto visivo non riducibile al semplice realismo.

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