In Arte Nino (2017)

In Arte Nino

Locandina In Arte Nino
In Arte Nino (In Arte Nino) è un film del 2017 prodotto in Italia, di genere Biografia e Drammatico, diretto da Luca Manfredi. Dura circa 120 minuti. Il cast include Elio Germano, Miriam Leone, Stefano Fresi, Anna Ferruzzo, Duccio Camerini, Barbara Ronchi.

TRAMA

"Questo ragazzo ha una fibra molto forte, potrebbe vivere altri tre o quattro anni... ma non deve fare sport, non deve prendere freddo, non deve fumare e, soprattutto, non deve andare con le donne, perché è ancora positivo alla tbc." A ricevere la notizia è una donna sulla quarantina, che si asciuga le lacrime con il fazzoletto. La seconda guerra mondiale è ancora in corso, il ragazzo in questione è Saturnino Manfredi, classe 1921, da Castro dei Volsci, in Ciociaria. La prognosi di dimissione è del primario del Forlanini, dove Nino, colpito da tubercolosi quando aveva solo diciott'anni, finisce ricoverato per tre anni. Un miracolo, è l'unico sopravvissuto della sua camerata d'ospedale. Uscito dal sanatorio, Nino ritorna alla vita. Una sera conosce per caso un gruppo di ragazzi esuberanti, che frequentano l'Accademia d'Arte Drammatica (tra i quali Tino Buazzelli) e, affascinato, decide di fare l'attore. Una decisione irrevocabile, che lo riscatta dalla malattia e diventa ragione di vita. Una vocazione che trova, a sbarrargli la strada, un grosso macigno: Romeo Manfredi, solido maresciallo di polizia, ciociaro, e padre di Nino. Romeo, come gli altri Manfredi (una famiglia semplice in gran parte emigrata negli USA dopo la prima guerra mondiale) è un uomo severo, un maresciallo tutto d'un pezzo, che non fa trapelare mai i sentimenti, né con la moglie Antonia e tanto meno con i due figli maschi, Dante e Saturnino, a cui vuole insegnare che "il dovere" viene prima di tutto, coincide col sacrificio e l'obbedienza. Mentre la madre Antonia (sarta specializzata nel "rovesciamento" degli abiti usurati) soffre e gioisce per quel figlio scapestrato, Romeo è convinto che, prima o poi, riuscirà a piegare il suo secondogenito (sempre che la "tbc" non lo ammazzi prima) alla disciplina e a una vita ordinata. Quando viene a sapere che Nino si è iscritto, di nascosto, all'Accademia d'Arte Drammatica, il maresciallo non la prende bene. Anzi, malissimo. Nino deve studiare e diventare avvocato: questo è quello che Romeo, a costo di enormi sacrifici, ha in serbo per lui. Nino sceglie di combattere la sua battaglia, mescolando rabbia e astuzia. Si iscrive a Giurisprudenza ma, contemporaneamente, frequenta l'Accademia Silvio D'Amico, dove sotto la guida dell'eccentrico maestro Orazio Costa si forma, insieme al suo compagno di corso Morelli che lo accompagnerà, come mentore e sodale, in un viaggio iniziatico attraverso ingaggi di fortuna, espedienti per sbarcare il lunario, incontri strani, avventure e disastri nel colorato mondo della Rivista italiana. Intanto il braccio di ferro con il padre Romeo, che gli ha tagliato ogni sostegno, continua. Poi, un giorno, Nino finalmente prende la laurea in Legge. Come prima cosa, salta sul tram, si presenta in commissariato e la butta sulla scrivania dell'ufficio di polizia di Romeo: "Eccola, ti ho accontentato. Adesso con questa facci quello che vuoi, perché io parto in tournée con Gassman!" Nino vive più di un'avventura sentimentale, fino a che non incontra lei. Fascino, eleganza, bellezza. Fa la mannequin per Capucci e si chiama Erminia Ferrari. Qualche tempo dopo, nel '55, diventa Erminia Manfredi. Dopo qualche anno incerto, dividendosi tra teatro, doppiaggio, la radio e piccole partecipazioni in film di scarso valore, improvvisamente per Nino arriva il successo con la TV. Siamo nel '58. E il figlio si aspetta dal padre che gli venga riconosciuto. E invece, no. Niente. Il rapporto tra padre e figlio è ripartito, più o meno cordiale, ma l'applauso di Romeo non arriva nemmeno adesso. O meglio: Nino non lo può vedere. Perché, invece, quando esordisce con la battuta ciociara Fusse ca fusse la vorta bbona la prima sera di Canzonissima, fuori da un bar di quartiere, affollatissimo, dove la gente si sganascia alle battute di Bastiano barista di Ceccano, c'è anche il maresciallo Romeo Manfredi che ride, piange e applaude quel figlio, che alla fine ha vinto la sfida contro la tbc e contro di lui.

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita in Italia: 25/09/2017 (TV, Rai1)
Genere: Biografia, Drammatico
Nazione: Italia - 2017
Formato: Colore
Durata: 120 minuti
Produzione: Compagnia Leone Cinematografica, Rai Fiction

Cast e personaggi

Regia: Luca Manfredi
Sceneggiatura: Dido Castelli, Luca Manfredi
Musiche: Nicola Piovani
Fotografia: Fabio Olmi
Scenografia: Mariangela Capuano
Montaggio: Luciana Pandolfelli
Costumi: Alessandro Lai

Cast Artistico e Ruoli:
foto Elio GermanoElio Germano
Saturnino 'Nino' Manfredi
foto Stefano FresiStefano Fresi
Tino Morelli
foto Anna FerruzzoAnna Ferruzzo
Antonia Manfredi
foto Duccio CameriniDuccio Camerini
Romeo Manfredi
foto Barbara RonchiBarbara Ronchi
Rossella Falk
foto Vincenzo ZampaVincenzo Zampa
Gianni Bonagura
foto Flavio FurnoFlavio Furno
Dante Manfredi
foto Roberto CitranRoberto Citran
Prof. Stampellone, pneumologo
foto Sara LazzaroSara Lazzaro
Iolanda, giovane prostituta

Immagini

[Schermo Intero]

I PERSONAGGI

Miriam Leone è Erminia, siciliana, futura moglie di Nino, che negli anni '50 faceva l'indossatrice. Stefano Fresi è Tino Morelli, compagno di Nino all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Anna Ferruzzo è Antonia Manfredi, ciociara, casalinga e madre di Nino e Dante. Duccio Camerini è Romeo Manfredi, ciociaro, padre di Nino e Dante e maresciallo di Polizia. Barbara Ronchi è Rossella Falk, compagna di Nino all'Accademia d'arte drammatica S. D'Amico. Vincenzo Zampa è Gianni Bonagura, compagno di Nino all'Accademia d'Arte Drammatica. Flavio Furno è Dante Manfredi, ciociaro, studente di medicina e fratello di Nino. Roberto Citran è uno pneumologo, primario del sanatorio Carlo Forlanini, medico curante di Nino. Sara Lazzaro è una giovane prostituta della Suburra, che inizia il giovane Nino all'amore. Massimo Wertmuller è un regista di Cinecittà, che boccia senza appello Nino, a un provino. Paola Minaccioni è Arsenia Bianconi, zitella, titolare di una pensione che ospita Nino.Vincenzo Nemolato è Italo, detto "Zagaja", tubercoloso e compagno di sanatorio di Nino. Emanuel Caserio è Cesare, detto "Scommetti", tubercoloso e compagno di sanatorio di Nino. Luca di Giovanni è Enzo, detto "Lampadina", tubercoloso e compagno di sanatorio di Nino. Cinzia Mascoli è una vedova, affittacamere a Roma, che ospita Tino Morelli. Giancarlo Previati è Umberto Ferrari, padre di Erminia e futuro suocero di Nino. Pietro Ragusa è Orazio Costa, docente di recitazione e mimica all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Leo Gullotta è il professor Giuffrida, siciliano zoppo, docente tisico dei lungodegenti del sanatorio. Giorgio Tirabassi è Nello, infermiere del Forlanini, il sanatorio di Roma dove era ricoverato Nino. Vittorio Viviani è un regista di cinema con cui Nino fa una particina da pastore ciociaro. Alessandra Costanzo è Angela Ferrari, madre di Erminia e futura suocera di Nino.Guido Roncalli è un regista teatrale con il quale Nino fa un provino.

NOTE DI PRODUZIONE

Un film omaggio a Nino Manfredi, istrionico artista, sublime interprete e icona del cinema e della tv. Il racconto del viaggio lungo e a volte tortuoso verso la celebrità di un esile e cagionevole ragazzo di nome Saturnino che nato nella periferica Ciociaria arriva a Roma per realizzare il suo più grande sogno: diventare attore. I primi passi di quella che non è stata solo una sfavillante carriera, ma anche e soprattutto una sconfinata storia d'amore. Un amore grande che Manfredi ha vissuto alla massima intensità sia sul palcoscenico, insieme al pubblico, che nella vita privata, a fianco di Ermina, la donna della sua vita.

NOTE DI REGIA - Luca Manfredi

Pensando al percorso di mio padre, ho tentato di raccontare la sua storia, un miscuglio di dramma, sacrifici e commedia, con lo "stile" che Nino ha sempre prediletto: quello dove la risata è pronta a stemperare il momento drammatico, e dove la commozione a volte finisce per sopraffare il divertimento. Uno stile non facile, quello dei maestri della "commedia all'italiana", che molto umilmente ho cercato di seguire, insieme alla cura nella ricerca degli ambienti e dei toni fotografici, per ricostruire il sapore di quei vent'anni. E poi, c'era la cosa più importante di tutte: la scelta del protagonista. Una scelta, in questo caso, molto difficile, perché bisognava trovare un grande attore, capace di interpretare un "mito" del cinema italiano. Così, il mio pensiero è andato a Elio Germano, che si porta dentro un "dna artistico" molto simile a quello di mio padre, e come lui sa entrare nella pelle e nelle emozioni dei suoi personaggi. Elio, che ha molto amato Nino, ha accettato con entusiasmo la sfida, partecipando anche alla stesura della sceneggiatura, e con la sua straordinaria capacità interpretativa, ci ha restituito un giovane Nino Manfredi, emozionante, ironico, tenero e divertente, supportato in questo difficile compito da un nutrito cast di bravissimi attori. E a tutti loro va il mio affettuoso Grazie.

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