Locandina The Vanishing - Il Mistero del Faro 2018 Kristoffer Nyholm

The Vanishing - Il Mistero del Faro (2018)

Keepers

The Vanishing - Il Mistero del Faro (Keepers) è un film di genere Drammatico e Mistero di durata circa 101 minuti diretto da Kristoffer Nyholm con protagonisti Gerard Butler, Peter Mullan, Connor Swindells, Søren Malling, Ólafur Darri Ólafsson, Gary Lewis.
Prodotto da Mad As Birds nel 2018 in UK [Uscita Originale il 04/01/2019 (USA)] esce in Italia Giovedì 28 Febbraio 2019 distribuito da Notorious Pictures.

TRAMA

Tre guardiani di un faro si apprestano ad assumere servizio per le solite sei settimane su una piccola e remota isola al largo della Scozia. Tutto prosegue con normalità fino a quando i tre non scoprono un baule pieno d'oro, portato sull'isola da un naufrago in fuga. Saranno costretti a uccidere dapprima per difendersi, poi per trattenere l'oro e infine continueranno a farlo accecati dall'odio e dalle paranoie, fino a quando rimarrà un solo sopravvissuto. 

Data di Uscita ITA: Giovedì 28 Febbraio 2019
Data di Uscita USA: Venerdì 4 Gennaio 2019
Data di Uscita Originale: 04/01/2019 (USA)
Genere: Drammatico, Mistero, Thriller
Nazione: UK - 2018
Formato: Colore
Durata: 101 minuti
Produzione: Mad As Birds, G-BASE, Head Gear Films (in associazione con), Metrol Technology (in associazione con)
Distribuzione: Notorious Pictures
Box Office: Italia: 213.168 euro -> Storico incassi

Prossimi passaggi in TV:
Giovedì 04 Giugno ore 21:00 su Sky Cinema Suspense

Cast e personaggi

Regia: Kristoffer Nyholm
Sceneggiatura: Celyn Jones, Joe Bone
Musiche: Benjamin Wallfisch
Fotografia: Jørgen Johansson
Scenografia: Jacqueline Abrahams
Montaggio: Morten Højbjerg
Costumi: Pam Downe

Cast Artistico e Ruoli:
foto Gerard ButlerGerard Butler
James Ducat
foto Peter MullanPeter Mullan
Thomas Marshall
foto Connor SwindellsConnor Swindells
Donald McArthur
foto Ken DruryKen Drury
Duncan
foto John TaylorJohn Taylor
Fisherman

News e Articoli

The Vanishing - Il Mistero del Faro al cinema da febbraioThe Vanishing - Il Mistero del Faro con Gerard Butler al cinema da febbraio

Un thriller psicologico ispirato a una leggenda reale, ancora irrisolta: il mistero del faro delle isole Flannan.

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Foto e Immagini The Vanishing - Il Mistero del Faro
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Curiosita'

IL MISTERO DEL FARO DELLE ISOLE FLANNAN
La storia di The Vanishing – Il mistero del faro inizia oltre 100 anni fa, proprio con il vero mistero del faro delle isole Flannan. Nel dicembre del 1900, tre guardiani del faro su questo promontorio roccioso, che si trova al largo della costa delle Ebridi, nella Scozia occidentale, scomparvero senza lasciare traccia. Il destino di questi uomini, che vivevano in isolamento ai confini del mondo, rimane tutt'oggi un mistero. Quando le autorità si resero conto che la luce del faro non era in funzione, venne inviata una squadra al faro per indagare, e ciò che trovarono fu davvero sconcertante. Non c'era nessuna traccia degli uomini. Avventurarsi fuori dal faro e lasciare la luce incustodita non era permesso e andava contro le regole del Northern Lighthouse Board. All'interno del faro, tuttavia, tutto sembrava normale. Le lampade erano piene di olio ed erano state fatte anche le pulizie. C'era del carbone spento nel camino. Gli orologi erano tutti fermi. Alcuni dicono che c'era una singola sedia rovesciata in cucina, anche se questa potrebbe essere stata una successiva licenza letteraria. È importante sottolineare che mancavano solo due cerate, il che suggerisce che il terzo uomo debba essere uscito senza il suo impermeabile, una mossa molto insolita. Anche gli appunti sul registro ufficiale del faro sembravano piuttosto impressionanti. Forse non tutto andava bene. Sono state avanzate una moltitudine di teorie sul destino degli uomini - alcune riguardano persino il soprannaturale - e questo mistero ha ispirato scrittori e poeti nel corso degli anni. Di certo ha ispirato Joe Bone, uno dei due sceneggiatori di The Vanishing, quando ha iniziato a indagare sulla storia. Bone pensò alla storia in un momento in cui soggiornava sull'isola di Wight insieme alla compagna, quando gli si presentò alla vista il faro di Santa Caterina, che si erge sulla pittoresca punta meridionale dell'isola. "Stavo guardando il faro di Santa Caterina, osservando il suo raggio rotante, apparentemente ai confini del mondo", dice, "e questo mi ha fatto pensare: cosa succede all'interno di un faro? Come sono quelle relazioni? Poi sono andato a casa e dopo alcune ricerche, mi sono imbattuto nel mistero del faro delle isole Flannan. Ho pensato che fosse una grande storia e un ottimo punto di partenza". Quell'idea, che continuava a risuonare in lui, riemerse un giorno in Scozia quando Bone si vide a colazione con il collega scrittore Celyn Jones. Entrambi sono attori e sceneggiatori e hanno lavorato insieme nel film drammatico della BBC, Castles in the Sky. Bone aveva apprezzato molto la sceneggiatura di Jones per il film Set fire to the stars, che è stato distribuito nel 2014. Fu allora che Bone menzionò il mistero del faro delle isole Flannan e Jones si trovò d'accordo sul fatto che quella storia fosse una base intrigante per un film. Così decisero di scrivere la sceneggiatura insieme. "Pensavamo che la premessa del mistero delle isole Flannan fosse un meraviglioso punto di partenza per una sceneggiatura, ma come trasformarla in un film senza risolvere il mistero?", si chiede Bone. "Ci siamo riproposti di ricreare la nostra storia in location reali e dare vita a una storia emozionante e audace all'interno di un vero faro, lasciando intatti persino i mobili", afferma Jones. "Abbiamo trovato un ambiente fantastico sia sull'isola che all'interno del faro. Avevamo tre personaggi principali, tutti alla deriva a causa delle loro relazioni personali, un trio perfetto di personalità da plasmare e contrapporre l'una all'altra". Bone dice che fin dall'inizio del processo di scrittura hanno voluto caratterizzare e distinguere i tre personaggi per età, fisico e personalità. "Questo avrebbe completato il puzzle – la gioventù contro i muscoli contro il cervello". Si sono divertiti molto nell'esplorare la dinamica tra i tre uomini. "Ci sono un uomo anziano molto saggio, un uomo di mezza età onesto e dal cuore grande e poi un personaggio più giovane, furbo e lunatico. È stato molto divertente giocare con loro", sottolinea Jones. "Hanno tutti una storia passata. Il maggiore, Thomas, è molto vulnerabile, avendo perso sua moglie e la sua stessa anima. Poi nel mezzo c'è James, che è sotto pressione perché deve provvedere alla sua famiglia. Infine, c'è Donald, che vaga per la città come una scheggia impazzita, senza uno scopo reale, perché è stato trascurato per tutta la vita". In The Vanishing, questi tre uomini si recano al faro delle isole Flannan e iniziano la loro vita di gruppo. Questo particolare racconto della storia inizia nel 1938. "Ci vuole un po' di tempo ma trovano un modo per coesistere e andare avanti", dice Jones. "Ma poi succede qualcosa. Trovano qualcosa a cui non possono resistere. Fanno qualcosa che non possono nascondere e tengono qualcosa che non dovrebbero tenere". La storia diventa un'esplorazione della "de-civilizzazione dell'uomo", continua Jones. "È una storia di umanità e di morte. Sono ragazzi ordinari in circostanze straordinarie, che cercano di prendere decisioni nella foga del momento. Questo è il nostro Piccoli omicidi tra amici, il nostro Alien, il nostro Misery non deve morire". I temi principali del film sono l'avidità, la paranoia e l'isolamento. "È un viaggio in cui gli uomini diventano ladri, poi bugiardi, poi assassini", spiega Bone, "e devono affrontare questa discesa nel caos". L'avidità è la forza trainante. "Ci siamo ispirati ai marinai che hanno combattuto l'Armada Spagnola, che sono naufragati e annegati perché si sono riempiti le tasche di oro. Sono affogati per la loro stessa avidità", dice Bone. Le tematiche, la tensione e il dramma insiti nella sceneggiatura di Jones e Bone hanno colpito moltissimo i produttori del film. "Siamo rimasti affascinati da questa storia, che prendeva spunto dal mistero delle isole Flannan", afferma il produttore Ade Shannon. "Non è una storia di cui molte persone avranno sentito parlare, ma penso che le persone lasceranno i cinema e cominceranno a cercare su Google il vero mistero. Ed è più di un semplice thriller", aggiunge Shannon. "Ci sono così tante tematiche in questo film. C'è la perdita della speranza, la discesa dell'uomo verso la pazzia, e anche un gruppo di uomini con un legame molto forte che diventano ladri, poi bugiardi e poi assassini. Ci sono delle ambientazioni fantastiche e un finale meraviglioso".

LA VISIONE ARTISTICA
Fin dall'inizio della fase di sviluppo, i produttori si erano assicurati alla guida del film il regista danese Kristoffer Nyholm, che ha diretto l'acclamata serie scandinava The Killing. A Nyholm è stata anche attribuita l'ascesa di Nordic Noir e, dopo aver ottenuto ulteriori successi sul piccolo schermo con The Enfield Haunting e la serie di Tom Hardy, Taboo, era entusiasta di girare il suo primo lungometraggio. Il regista aveva già conosciuto Celyn Jones come attore, avendo lavorato con lui nelle serie TV Jo e Endeavour, e anche i produttori pensavano che il regista danese avrebbe avuto la visione perfetta per dare vita alla loro storia. "Ha voluto essere coinvolto fin dall'inizio", dice il produttore Andy Evans, "per questo Kristoffer ha lavorato con gli sceneggiatori per due anni sulla sceneggiatura. "Gli abbiamo dato carta bianca per creare la visione che volesse. Il film ha una certa anima nordica, un aspetto che si aggiunge al look e alla percezione della storia". Secondo gli scrittori, l'input di Nyholm nella sceneggiatura è stato fondamentale. "Ha davvero influenzato l'intera sceneggiatura, senza di lui penso che sarebbe stata una storia molto diversa", spiega Bone. "Si è lanciato immediatamente nel progetto, ha voluto raccontare la storia, mettere i tre personaggi l'uno contro l'altro e rendere il film allo stesso tempo scomodo e divertente per il pubblico". Per Nyholm l'attrattiva principale risiedeva nella semplicità della storia e nel dramma psicologico che si trovava all'interno, "i motivi per cui questi guardiani del faro passano dall'essere persone normali a guardiani, fino a poi diventare assassini. È una storia piuttosto oscura", aggiunge, "molto semplice. E l'idea di base era molto stimolante – tre uomini che lavoravano in un faro – eppure abbiamo realizzato un grande dramma che si svolge in questo spazio davvero piccolo".  Il film è simile al classico del 1948 di John Huston Il tesoro della Sierra Madre, dice, così come ad alcuni dei primi drammi di Polanski e ai film degli anni '70 "che spesso avevano una struttura molto semplice e dei semplici rapporti tra i personaggi, ma in uno spazio particolarmente limitato". The Vanishing è ambientato quasi interamente sulla piccola isola che ospita il faro, e quando fattori esterni influenzano la dinamica tra i tre protagonisti, scoppia il caos. "Quando si devono confrontare con ciò che arriva dall'esterno", spiega Nyholm, "non c'è nessun posto dove andare a chiedere aiuto, è lì che i peccati emergono, che compaiono le crepe e gli uomini si devono confrontare con altri aspetti della loro anima. "Questi tre uomini insieme hanno gli strumenti per prendersi cura l'uno dell'altro", continua. "Possono essere uomini responsabili. Ma quando le cose cominciano ad andare male, vediamo che sono uomini molto diversi e tutto prende una piega abbastanza imprevedibile". Il regista dice di aver letto del mistero delle isole Flannan, aggiungendo che "dove c'è un mistero è possibile portare la propria interpretazione e raccontare la propria storia. Qualcosa è successo là fuori ma non sappiamo cosa. Speriamo che il nostro film sia emozionante e divertente, ma che allo stesso tempo dica qualcosa in più di come siamo fatti", dice, "cosa succede quando quella patina di civiltà si oscura e si perdono le normali regole del vivere in società. Questa è una storia sull'umanità. Ha una trama divertente e anche alcuni personaggi che amo davvero".

I GUARDIANI DEL FARO
Nella vita reale, tre guardiani insieme venivano inviati al faro delle isole Flannan. Per un uomo da solo, quell'isolamento sarebbe stato troppo duro. Se fossero stati in due, avrebbero discusso troppo. Tre era considerato il numero perfetto per un equilibrio. In The Vanishing, il trio di protagonisti fornisce una serie di risorse narrative, consentendo agli sceneggiatori di esplorare la psiche di tre uomini che si trovano in diverse fasi della loro vita. "Abbiamo Donald, che è il più giovane ed è la sua prima volta come guardiano", dice Nyholm. "In un certo senso è piuttosto innocente. Poi c'è Thomas, il più anziano, che sta portando un peso perché sua moglie è morta di recente e vive con il senso di colpa. E poi c'è James, un padre di famiglia di mezza età, abituato da sempre a lavorare duro e prendersi cura degli altri". Il leader tra loro è Thomas, interpretato da Peter Mullen. "Essendo il più anziano dei tre guardiani del faro, è suo compito mantenere le cose in ordine", dice l'attore. "Conserva un registro, che ritiene essere la cosa più importante sul  faro, anche se presto scopre che ci sono cose più importanti di quello. Questi uomini si trovano coinvolti in una situazione ben al di là della loro comprensione". Thomas ha lavorato sul faro per 25 anni, anche se in questo particolare viaggio, che fin dall'inizio potrebbe sembrare il suo ultimo, porta un pesante fardello emotivo. "Sua moglie è morta da poco e veniamo a sapere che la loro relazione era finita da tempo", dice Bone. "Vivevano nella stessa casa ma non comunicavano più realmente perché molti anni prima avevano perso dei bambini durante il parto. Sentiamo che Thomas ha quasi incolpato sua moglie per quello. Probabilmente pensava di riconciliarsi con lei, ma poi è morta, quindi l'opportunità è andata persa. Incontriamo Thomas quando inizia a mettere in discussione se stesso e la sua vita e pensiamo che questa potrebbe essere l'ultima volta che andrà al faro". Nyholm dice che fin dalla prima volta che ha parlato con Mullen, ha potuto vedere il personaggio di Thomas dentro di lui. "Peter è molto legato alla Scozia e sa come funzionano le cose lì", osserva il regista. "Ed è molto bravo a condividere il suo mondo con le altre persone. Allo stesso tempo è anche un attore brillante e ha portato una semplicità e una sincerità nel ruolo che era molto importante. Peter è stato l'unico a cui ho pensato per il ruolo di Thomas". Infatti, sia Bone che il suo co-sceneggiatore, Jones, affermano che il primo nome che scrissero sulla loro lista di attori ideali era quello di Mullen. "Onestamente", insiste Bone, "Peter era nei nostri pensieri sin dall'inizio. Abbiamo scritto prima il nome di Peter e poi quello di Gerard Butler". Gerard Butler è salito a bordo per interpretare James, l'uomo di mezza età, che Bone descrive come "un personaggio con una forte moralità e un padre di famiglia; amorevole, premuroso e gentile". È James che attraversa il più grande viaggio, psicologicamente. "Vive una crisi psicologica", aggiunge Bone. "Si è sempre considerato un integro padre di famiglia, ma dopo un evento estremamente significativo, comincia a chiedersi come potrà mai guardare di nuovo i suoi bambini negli occhi". Era questa complessità che piaceva a Butler. "La sceneggiatura è scritta benissimo", dice l'attore, "ed è una storia così insolita. Mi ha attirato subito, perché non sapevo dove sarebbe andata a parare. All'inizio, James sembrava uno dei personaggi più normali e mi chiedevo se sarebbe stato abbastanza impegnativo per me. Ma poi ha raggiunto dei livelli inimmaginabili, e l'idea di interpretarlo è cominciata a diventare sempre più forte". In realtà, Butler dice che il suo personaggio raggiunge dei livelli che non molti attori hanno la possibilità di esplorare. "Si disintegra davanti ai tuoi occhi. Rimane soltanto l'involucro di un uomo. Eppure lui riesce ad accorgersene e commenta anche la propria discesa verso la follia. "È un percorso affascinante perché non solo sta perdendo la testa, ma dovevo anche capire come rappresentare tutta questa situazione. Attraverso una disconnessione? Un comportamento imprevedibile? La violenza? C'erano così tanti posti diversi in cui potevo andare ed è stato molto divertente metterlo in pratica", ride, "ho finito per attingere alla mia follia e poi il resto è venuto da sé". Butler ha anche apprezzato la dinamica tra i tre uomini, ancora prima che gli eventi prendessero una piega più oscura. "La storia è un'esplorazione molto sottile della loro relazione man mano che arrivano sul faro", dice. "Il ragazzo, Donald, è un piccolo delinquente e interferisce con il rapporto che esiste tra Thomas e James. "Sono quasi come un clan", aggiunge, "un nonno, un padre e un figlio, e si nota attraverso il loro lavoro e le loro relazioni reciproche quali siano le loro opinioni, fino a che punto possano spingersi a vicenda. Questo porta a un dramma davvero interessante". E poi tutto cambia ed esplode. "Bang! Succede qualcosa di inaspettato", dice Butler. "Arriva sull'isola qualcosa che non si aspettavano. Tutto cambia, e tutti i piccoli momenti che ci sono stati nel film diventano come marcatori, segnali di ciò che deve arrivare. La storia sposta il suo fulcro su tre uomini che soccombono alle tentazioni dell'avidità e della gelosia, e prendono una decisione che darà vita a delle conseguenze. E non possono evitarle. Non va per niente bene e improvvisamente tutto inizia a girare vertiginosamente". Il regista dice che Butler ha molte delle caratteristiche del personaggio di James. "È una persona molto amorevole e premurosa", dice Nyholm, "ma quando James si muove nell'oscurità e diventa pazzo, Gerard è molto convincente. Diventa molto realistico; è assolutamente capace di entrare in quell'oscurità". A completare il trio dei custodi c'è Donald, interpretato dall'esordiente Connor Swindells. Dice Butler, "Connor Swindells è sbalorditivo. È sempre sorprendente e divertente e al contempo così sincero, il che è incredibile visto che non ha molta esperienza". Nyhom è d'accordo. "Connor è fantastico e ha pensato che questa fosse davvero la sua storia", dice il regista. "È cresciuto con sua nonna – era un pugile prima di diventare un attore – e l'innocenza di questo personaggio era molto simile a quella di Connor. È un artista estremamente talentuoso". Swindells dice di aver trovato il personaggio molto affascinante. "Donald ha la reputazione di essere un cattivo ragazzo e questo prende il sopravvento su tutto ciò che ha sempre fatto nella sua vita, quindi l'idea di andare da qualche parte, come il faro, dove nessuno può giudicarlo, è molto allettante. Anche se le cose cambiano, è molto trattenuto all'idea di separarsi dal mondo reale". All'inizio, a Donald piace la dinamica tra i tre uomini. "Nella storia, il mio personaggio sta imparando da questi ragazzi che custodiscono il faro", dice l'attore. "Donald è il loro apprendista e io mi sentivo così nel lavorare con Gerry e Peter. Con James, c'è questa connessione quasi fraterna. Donald non ha mai avuto nessuno nella sua vita che si è preso cura di lui. Ma James ha una natura paterna per cui tutti intorno a lui lo amano e lo tengono in grande rispetto. Detto questo, c'è un lato competitivo della loro natura e anche scherzoso. Donald è come il Jack Russell che gioca con il cane più grosso. E James, da cane più grande, sa quando abbaiare". Thomas, nel frattempo, è come il padre che Donald non ha mai avuto. "Thomas è un leader e un insegnante per lui, qualcuno che può mostrargli il modo in cui il mondo funziona", dice Swindells. "Fornisce a Donald una disciplina; non ha mai avuto nessuno che gli dicesse come comportarsi". Nonostante tutto il bene che i tre uomini conferiscono l'uno sull'altro, tuttavia, Swindells assapora il modo in cui il loro rapporto si disintegra, quando sottoposto a potenti forze esterne. "Il mondo può essere un luogo oscuro, e possono accadere cose brutte alle brave persone", dice. "È ciò che accade in questa storia: non importa se sei buono o cattivo, le cose cambiano e ciò che conta è il modo in cui tu reagisci".

LA LUCE
Anche se il film è incentrato sui tre guardiani del faro e sui personaggi che incontrano nel corso della storia, anche il paesaggio – e in particolare il faro – svolge un ruolo chiave. Dato che The Vanishing è una storia scozzese con un cast prevalentemente scozzese, tutti i produttori hanno concordato che fosse opportuno girarlo in quel paese. "Avevamo avuto molte offerte per portare il film altrove, ma abbiamo sempre mantenuto l'idea di girarlo in Scozia", dice il produttore Sean Marley. Ciò ha portato non poche difficoltà, e non solo per il tempo imprevedibile ma anche per le pericolose maree. Ci sono diverse scene girate sull'acqua e il Mare d'Irlanda è un ambiente formidabile. Una scena chiave è stata girata sulle barche in un punto in cui si incontrano cinque diversi flussi marini. Marley, tuttavia, dice che il loro regista ha gestito tutto senza problemi. "Quando lavori su un film che è particolarmente reale e molto crudo, il fattore meteorologico può apportarvi qualcosa di nuovo, in realtà", osserva il produttore. "Kristoffer era molto appassionato di questa idea e non è mai stato disturbato dal tempo. È un genio, ma è un genio tranquillo". Come gli sceneggiatori e i produttori, anche Nyholm era fermamente convinto che il film dovesse essere girato in Scozia. "Questi sono i paesaggi reali di questa storia", insiste. "Ci ricorda la vita delle persone che hanno vissuto qui per centinaia di anni. Era importante che lo girassimo vicino alla posizione reale". A causa del suo isolamento, girare sull'effettivo faro delle isole di Flannan non era possibile. Per questo i film-makers, dopo una lunga ricerca, si sono stabiliti a Galloway, nel sud-ovest della Scozia, in particolare sul faro di Mull of Galloway, che, dice il produttore Andy Evans, poteva facilmente passare per quello originale dell'isola. "In realtà, il faro è il nostro quarto personaggio, ed è stata la cosa più difficile da trovare", dice. "Non potevamo girare sulle isole Flannan, quindi abbiamo viaggiato per la Scozia alla ricerca di un faro adatto. "Dovevamo trovare un faro che sembrasse posizionato su un'isola, a strapiombo sul mare, proprio per dare quella prospettiva", aggiunge, "e quello di Mull of Galloway è diventato il nostro faro, perché è posizionato su una piccola penisola". In realtà, i produttori hanno finito per utilizzare quattro fari diversi, tutti nella zona di Galloway, per diverse riprese. "Fortunatamente", osserva Evans, "il Northern Lighthouse Board, che si occupa di tutti i fari in Scozia, utilizza lo stesso design e la stessa verniciatura per tutti quanti, cosa che ha risolto molti dei problemi logistici quando si è trattato di cambiare location". Tutti gli attori hanno apprezzato le riprese sul posto. Peter Mullen ha una casa nelle vicinanze e conosce bene le città locali. E Butler, dal canto suo, era felice di girare ancora una volta nella sua terra natale. "Non giravo un film in Scozia da Dear Frankie nel 2001", ricorda. "Mi sono ricordato di quanto sia orgoglioso di essere scozzese mentre realizzavo questo film".

"L'INFERNO CHE VIVO MI SEMBRA IL PARADISO"
Butler ritiene che The Vanishing sia un genere a sé. "Non ho mai letto e visto nulla di simile prima d'ora. È un thriller psicologico che farà piangere. È incredibilmente emotivo. Si arrivano a conoscere questi tre uomini ad un livello davvero profondo, e poi c'è l'esplosione di questa tragedia. È molto commovente, e allo stesso tempo brutale e terrificante. Vi spaventerà e vi farà piangere per metà del film". Gli sceneggiatori invece insistono sul fatto che volevano semplicemente raccontare qualcosa di toccante sulla fiducia e sulla fragilità della condizione umana. "Crediamo che The Vanishing possegga tutte le sorprese e le paure della vita quotidiana, raccolte in un film che speriamo possa arrivare dritto al cuore del pubblico", afferma Jones. "E se ciò non accadrà", aggiunge Bone, "saremo comunque ricordati per la scena in cui l'occhio di un uomo esce fuori dalla sua orbita!".

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