Dopo l'amore (2016)

L'économie du couple

Locandina L'économie du coupleDopo l'amore (L'économie du couple) è un film di genere Drammatico di durata circa 100 minuti diretto da Joachim Lafosse con protagonisti Bérénice Bejo, Cédric Kahn, Marthe Keller, Jade Soentjens, Margaux Soentjens, Francesco Italiano, Tibo Vandenborre, Catherine Salée, Ariane Rousseau, Philippe Jeusette.
Prodotto da Les Films du Worso (co-produzione) nel 2016 in Francia e Belgio esce in Italia Giovedì 19 Gennaio 2017 distribuito da BIM Distribuzione.

Trama e Scheda Tecnica

Dopo 15 anni di vita in comune, Marie e Boris si stanno separando. La casa dove vivono con le loro due bambine è stata comprata da lei, ma è lui che l'ha interamente ristrutturata. In questa delicata fase sono costretti alla convivenza, dal momento che Boris non ha i mezzi per permettersi un'altra sistemazione. E quando arriva la resa dei conti, nessuno dei due è disposto a mediare sul contributo che ritiene di aver dato alla vita coniugale. 


Data di Uscita ITA: Giovedì 19 Gennaio 2017
Genere: Drammatico
Nazione: Francia, Belgio - 2016
Formato: Colore
Durata: 100 minuti
Produzione: Les Films du Worso (co-produzione), Versus Production (co-produzione), Radio Télévision Belge Francophone (RTBF) (co-produzione), VOO (co-produzione), BE TV (co-produzione), Prime Time (co-produzione), Centre National de la Cinématographie (CNC) (partecipazione)
Distribuzione: BIM Distribuzione
Box Office: Italia: 240.228 euro -> Storico incassi
Note:
Presentato in Anteprima al al 34esimo Torino Film Festival.

Cast e personaggi

Regia: Joachim Lafosse
Sceneggiatura: Joachim Lafosse, Fanny Burdino, Mazarine Pingeot
Fotografia: Jean-François Hensgens
Scenografia: Olivier Radot
Cast e Ruoli:
foto Bérénice Bejo
Marie Barrault
foto Cédric Kahn
Boris Marker
foto Marthe Keller
Christine, dite Babou
foto Jade Soentjens
Jade Marker
foto Margaux Soentjens
Margaux Marker
foto Tibo Vandenborre
Ami soirée
foto Catherine Salée
Amie soirée
foto Ariane Rousseau
Amie soirée

News e Articoli

Dopo l'amore di Joachim Lafosse al cinema

la vicenda di Marie e Boris che, dopo quindici anni di matrimonio, vivono le asprezze e i paradossi di una vita da separati in casa per amore delle figlie e problemi economici.

TFF 2016: premiato il regista belga Joachim Lafosse

Joachim Lafosse presente al Festival di Torino 2016 con Dopo l'amore, film con Bérénice Bejo e Cédric Kahn.

Curiosita'

INTERVISTA CON JOACHIM LAFOSSE

Come è nata l'idea del film? Come ha impostato la scrittura?
L'idea è nata da un incontro con Mazarine Pingeot e da un desiderio di filmare la coppia. Avevamo entrambi voglia di mostrare le emozioni, molto intense, che sottendono i conflitti coniugali e di cui spesso il denaro è il sintomo. Mazarine ha l'abitudine di scrivere a quattro mani con un'altra sceneggiatrice, Fanny Burdino. Io lavoravo per conto mio insieme a Thomas van Zuylen. Quando Mazarine e Fanny ultimavano una versione ce la inviavano, noi la rimaneggiavamo e gliela rimandavamo. E via di seguito, sino alla fase della preparazione del film. A partire da quel momento, ho lavorato soltanto con Thomas e gli attori. Per quanto mi riguarda, la scrittura termina realmente solo quando le riprese del film sono completate. Per raggiungere un livello di giustezza, bisogna di continuo cercare e provare e, soprattutto, è necessario riuscire a liberarsi delle idee per permettere l'incarnazione. La scrittura deve anche appartenere agli attori affinché possano impadronirsi della recitazione con misura. Un film non sarebbe quello che è senza il loro contributo.

Il denaro è il sintomo o la causa dei loro conflitti? Boris, che è di estrazione sociale meno agiata, non ha soldi, mentre Marie non ha problemi economici.
All'interno di una coppia, il denaro rappresenta la cosa sulla quale si può litigare. Non è la causa di un litigio, non è il motivo per cui Boris e Marie non riescono più ad amarsi. Dietro il tema della discordia che i soldi rappresentano, c'è il modo in cui un individuo ottiene il riconoscimento oppure no, il modo in cui una persona desidera che quello che ha fatto o non ha fatto sia riconosciuto. E non si tratta unicamente degli sforzi economici o finanziari. Boris e Marie non riescono a intendersi sulla maniera in cui dovrebbero riconoscere quello che ciascuno di loro ha apportato alla vita coniugale, perché non hanno avuto la lucidità di affrontare a livello concreto e fin dall'inizio l'investimento di ciascuno nella coppia. Una buona contabilità è anche alla base di una grande storia d'amore.

Dunque non c'è una lettura politica dietro al titolo originale del film, «l'économie du couple», l'economia della coppia?
È un'interpretazione che può essere fatta. Il compito di un regista è quello di rendere il proprio film il più possibile molteplice, aperto al maggior numero di identificazioni possibili. Ma io non ho voluto affrontare il tema sotto questa angolazione. Sono partito dalla semplice idea che, in teoria, quando si fanno dei figli con qualcuno non è mai perché si è immaginato che la relazione non durerà. E questo ci obbliga a constatare che proviamo sempre un'emozione nell'osservare la tristezza di una separazione, di quello che non avevamo pensato potesse accadere.

La situazione di questa coppia è tanto più dolorosa che, non avendo Boris i mezzi per andare a vivere da un'altra parte, la coppia è obbligata a continuare ad abitare sotto lo stesso tetto.
Sarebbe stato impossibile non tenere conto di questa realtà economica: il costo degli affitti nelle grandi città è diventato tale che un numero enorme di persone impiega molto tempo a separarsi, perché entrambe le parti non riescono a trovare una diversa sistemazione. Un tempo due coniugi restavano insieme per ragioni morali, oggi lo fanno per motivi economici. Questo ci dice qualcosa della nostra epoca…

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