La Tartaruga Rossa (2016)

La tortue rouge

Locandina La Tartaruga RossaLa Tartaruga Rossa (La tortue rouge) è un film di genere Animazione diretto da Michael Dudok de Wit.
Prodotto da Arte France Cinéma nel 2016 in Francia e Giappone esce in Italia Lunedì 27 Marzo 2017

Trama e Scheda Tecnica

Attraverso la storia di un naufrago su un'isola tropicale deserta, popolata da tartarughe, granchi e volatili di ogni genere, La tartaruga rossa racconta le tappe della vita di un essere umano. 


Data di Uscita ITA: Lunedì 27 Marzo 2017
Data di Uscita DVD: Giovedì 6 Luglio 2017 -> Scopri DVD e Blu-ray
Genere: Animazione
Nazione: Francia, Giappone - 2016
Formato: Colore
Durata: N.d.
Produzione: Arte France Cinéma, Prima Linea Productions, Studio Ghibli, Why Not Productions, Wild Bunch
Box Office: Italia: 269.340 euro -> Storico incassi

News e Articoli

La Tartaruga Rossa in DVD con uno speciale Pack da Luglio

Dal 6 luglio 2017 in tutte le librerie e negozi online, l'edizione home video del film d'animazione candidato al Premio Oscar.

Roma 2016: programma Sabato 22 Ottobre

Il paziente inglese di Anthony Minghella compie venti anni: alla Festa arrivano Juliette Binoche, Kristin Scott Thomas, Ralph Fiennes, Carolyn Choa, Julian Wadham. Don DeLillo e Renzo Arbore incontrano il pubblico.

Curiosita'

INTERVISTA CON MICHAEL DUDOK DE WIT

Tra i tuoi cortometraggi di animazione, almeno due sono diventati di «culto». Nel 1996, The Monk and the Fish, realizzato nello studio Folimage di Valenza, ha ricevuto un  César e una candidatura all'Oscar. Poi è stato il turno di Father and Daughter che, nel 2001, è stato accolto da una valanga di premi importanti (Annecy, Hiroshima etc.) e da un Oscar. Una bambina vede scomparire suo padre e il ricordo del genitore l'accompagnerà per tutta la vita. In questo tema esprimi un sentimento difficile da definire: lo «struggimento»...
Sì, è un sentimento difficile da definire perché è sottile, ma penso che siano in molti a conoscerlo. È un'aspirazione verso qualcosa che sembra inaccessibile, un grande desiderio silenzioso e profondo. Per un artista, può significare un desiderio di perfezione, di un ideale nella musica, nel disegno, nella poesia... È una mancanza dolorosa eppure molto bella. Non puoi immaginare quante testimonianze molto toccanti io abbia ricevuto da parte di amici e anche di sconosciuti. Dicevano che il film parla loro di eventi che hanno essi stessi vissuto. Ho avuto una fortuna enorme, è diventato un classico.

Nel 2004, hai fatto parte della giuria al Festival di Hiroshima. È in quella occasione che hai conosciuto Isao Takahata ?
In effetti, abbiamo avuto un breve scambio, mi ha persino rivolto qualche parola in francese. Adora la cultura francese. E poco tempo dopo, mentre ero al Festival di Seul dove tenevo una conferenza sui miei lavori davanti a un pubblico di studenti, ho avuto la sorpresa di vederlo arrivare con un traduttore. Pensavo che fosse venuto solo a salutarmi e invece no, ha assistito a tutta la conferenza! Forse pensava già a una collaborazione professionale?

Poi, nel novembre 2006, inaspettatamente ricevi una mail da Tokyo.
Con due domande. Nella prima, il museo Ghibli mi chiedeva se acconsentivo che distribuissero in Giappone Father and Daughter. Nella seconda, se ero interessato a lavorare con il loro studio ad un lungometraggio di mia ideazione... Fino a quel momento non avevo mai davvero pensato al lungometraggio. Alcuni miei amici, ai quali erano state fatte promesse meravigliose, erano partiti per la California ed erano tornati delusi dopo aver visto i loro progetti rimaneggiati dai produttori.
Ma con lo Studio Ghibli è diverso. Mi hanno precisato che avremmo lavorato sotto la legislazione francese, dunque nel rispetto del diritto d'autore. Mi hanno concesso diversi mesi per scrivere la sceneggiatura. Coltivavo il seme del tema di un uomo su un'isola deserta, tema che nel frattempo era diventato onnipresente in televisione, ma era un concetto archetipico che continuava a piacermi. Però non volevo raccontare come un naufrago riesce a sopravvivere, aspetto già trattato decine di volte. Avevo bisogno di qualcosa di più. Per questo motivo ho soggiornato su una piccola isola dell'arcipelago delle Seychelles, nome sinonimo di vacanze di lusso, facendo una scelta più semplice, alloggiando per dieci giorni a casa di un abitante del posto. Andavo a passeggio da solo, mi guardavo in giro e scattavo migliaia di foto. Volevo assolutamente evitare il look «brochure villaggio vacanze». Il mio naufrago non deve innamorarsi del posto, vuole a tutti i costi tornare a casa sua, perché l'isola non è poi tanto accogliente, presenta dei pericoli, impone una condizione di solitudine estrema, piove, ci sono gli insetti...
Ho fatto il classico errore: la mia sceneggiatura era troppo dettagliata e il film sarebbe stato troppo lungo. Ma la base della storia era buona. Nella fase successiva, quella dell'animatic, ovvero la versione molto semplificata del film disegnato con immagini fisse, senza movimenti, ho scoperto che in alcuni punti non sarebbe stato facile tradurre la storia in un linguaggio cinematografico. Rimanevano dei nodi che non riuscivo a sciogliere. Allora Pascal Caucheteux, il produttore di Why Not Productions, mi ha proposto di incontrare Pascale Ferran. Nel corso di vari mesi, ci siamo visti regolarmente e abbiamo discusso in modo approfondito del film nella sua totalità, poiché era impossibile modificare degli elementi isolati senza che questo incidesse su tutto il resto. Pascale mi ha aiutato a identificare le criticità e a rendere la narrazione più chiara ed incisiva. Inoltre, ama molto l'idea che nei film di animazione il montaggio sia bene ragionato prima della costruzione delle inquadrature e ha offerto numerosi e validi contributi alla fase del montaggio.

Uno dei temi è ancora una volta lo «struggimento», questa attesa dell'eroe davanti al mare... Ma anche quella che tu chi l'atemporalità, il «fuori dal tempo». È presente in tutti i tuoi film, lo percepiamo nelle sequenze sugli alberi, il cielo, le nuvole, gli uccelli che volteggiano...
Sì, sono momenti di grande purezza e semplicità, che ciascuno di noi conosce. Non esiste né il passato, né il futuro, non esiste più il tempo.

Apri Box Commenti