Pasolini (2014)

Pasolini
Locandina Pasolini
Pasolini è un film del 2014 prodotto in Francia, Italia, Belgio, di genere Biografico, Drammatico diretto da Abel Ferrara. Il film dura circa 86 minuti. Il cast include Willem Dafoe, Maria de Medeiros, Riccardo Scamarcio, Giada Colagrande, Adriana Asti, Tatiana Luter. Disponibile in homevideo in DVD da Giovedì 19 Marzo 2015. Al Box Office italiano ha incassato circa 275.589 euro.

TRAMA

La notte del 2 novembre 1975 a Roma viene ucciso Pier Paolo Pasolini. Ha 53 anni. Pasolini è il simbolo di un'arte che combatte contro il potere. Ciò che scrive scandalizza, e i suoi film sono perseguitati dai censori; in molti lo amano e in molti lo odiano. Il giorno della sua morte, Pasolini ha passato le sue ultime ore con l'adorata madre e più tardi con i suoi amici più cari, fino a quando non esce nella notte in cerca di avventure con la sua Alfa Romeo. All'alba viene trovato morto su una spiaggia di Ostia, nella periferia della città. 

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita in Italia: Solo Home Video
Genere: Biografico, Drammatico
Nazione: Francia, Italia, Belgio - 2014
Durata: 86 minuti
Formato: Colore
Produzione: Capricci Films, Urania Pictures S.r.l., Tarantula, Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) (supporo), Fonds Eurimages du Conseil de l'Europe (supporo), Arte, Canal+, Dublin Films, Eurimages, Région Aquitaine, Région des Pays-de-la-Loire, Wallimage
Box Office: Italia: 275.589 euro
Note:
Presentato in Concorso al Festival del Cinema di Venezia.
In HomeVideo: in DVD da Giovedì 19 Marzo 2015 [scopri DVD e Blu-ray]

Commento del regista

Cercando la morte dell'ultimo poeta solo per trovare l'assassino dentro me affilando gli strumenti dell'ignoranza sui ricordi di atti mai dimenticati di gentilezza in parole e fatti, idee impossibili da comprendere. In una scuola a Casarsa seduto ai piedi del mio maestro desiderando e poi ascoltando la musica delle onde che lavano i piedi del Messia sulla spiaggia dell'Idroscalo, coloro che fanno avverare la magia sono per sempre legati al corpo agile di Giotto in costante ricerca della creazione del gol vincente per sempre in fuorigioco al seguito del fedele di cui io sono uno.

Note di sceneggiatura di Maurizio Braucci

Quella di "Pasolini" di Abel Ferrara è stata una sceneggiatura molto impegnativa perché abbiamo cercato di raccontare un mito della cultura italiana del '900, un personaggio immenso e complesso, durante i suoi ultimissimi giorni di vita (dal 31 ottobre alle 00.30 circa del 2 novembre del 1975) senza cadere nell'errore di fare un film solo per i nostalgici e per gli esperti del grande poeta di Casarsa. "Pasolini" doveva essere specialmente per i più giovani – quest'ultima è una cosa che ci siamo ripetuti spesso io ed Abel durante la scrittura e le riprese - un film per vedere il quale non bisognava per forza entrare in sala conoscendo già il chi-dove-come-quando del personaggio che volevamo raccontare. Allo stesso tempo, doveva essere un film che non facesse concessioni didascaliche e riduttive ma restituisse al pubblico le tematiche controverse, sperimentali e radicali del Pasolini dell'ultimo periodo. Siamo partiti da una documentazione minuziosa sull'opera pasoliniana, abbiamo ricostruito gli ultimi giorni della sua vita intervistando le persone a lui legate (specie i suoi cugini Graziella Chiarcossi e Nico Naldini e l'amico del cuore Ninetto Davoli) e ritrovando documenti che comprovavano le loro testimonianze, infine abbiamo sentito tutte le persone informate dei fatti riguardanti la sua morte (da Pino Pelosi all'avvocato Guido Calvi ai giudici dei vari processi o delle riaperture delle indagini) e inoltre abbiamo voluto sentire degli esperti di Pasolini (come Walter Siti, Dacia Maraini, Virgilio Fantuzzi). Mentre facevamo questo, abbiamo iniziato a lavorare alla storia dandoci due regole fondamentali: rispettare i fatti ovvero i momenti reali che Pasolini aveva vissuto in quelle ultime ore; raccontare soltanto le opere a cui stava lavorando in quei giorni e che sono per lo più rimaste incompiute. Il risultato finale è stato un flusso narrativo simile al modo con cui in pittura si utilizza la tecnica delle velature -sovrapponendo strati di colori con tonalità diverse e giocando con le trasparenze per avere un risultato più intenso e allo stesso tempo più brillante- infatti alle vicende reali di quelle ultime ore e ai personaggi che li hanno animati, Ferrara ha sovrapposto l'immaginario che emergeva dalle opere che Pasolini stava allora sviluppando, cioè alcuni capitoli del romanzo ""Petrolio" (gli appunti 55, 97, 98) e parti della sceneggiatura di "Porno-Teo-Kolossal" insieme alle ultime due interviste da lui concesse, una alla tv francese, l'altra a Furio Colombo per «La Stampa», che raccontano le polemiche e la poetica pasoliniana di quell'ultimo periodo. Anche il reparto scenografico ha contribuito ad una ricostruzione filologica degli ambienti e degli oggetti, dai libri, ai giornali, alle scritte sui muri delle strade. Tuttavia, come detto nell'esempio delle velature, i livelli della narrazione si intrecciano per dare maggiore forza visiva e intensità e liberarsi dalla cronaca e dal documentario, il montaggio di Fabio Nunziata ha completato infine questa tensione registica. La sceneggiatura è stata scritta sia in inglese che in italiano, partendo dall'una o dall'altra lingua a seconda dei casi. Per alcune scene abbiamo lavorato gomito a gomito con Willem Dafoe, adattando con lui i dialoghi dall'italiano all'inglese o, poiché lui recita in italiano in alcune scene, scegliendo le espressioni più adatte al carattere che lui dava al nostro Pasolini. Alla fine, trattandosi di una produzione internazionale, la versione originale è in inglese e anche in italiano nelle parti girate con i ragazzi di vita, mentre la versione italiana sarà per intero nella nostra lingua. Io ho seguito tutte le riprese, continuando a modificare a volte i dialoghi insieme agli attori –specie con Ninetto Davoli e Riccardo Scamarcio per le scene di "Porno-Teo-Kolossal" quando nascevano delle nuove idee o l'attore sentiva in modo diverso il personaggio. La ricostruzione dello sfondo storico è stata impegnativa, abbiamo consultato spesso l'emeroteca della Biblioteca Nazionale di Roma alla ricerca di notizie che ridessero il clima della Roma di quegli anni, un clima molto violento dentro il quale è avvenuto l'omicidio di Pasolini. Lo stesso dicasi per i documenti giudiziari, abbiamo letto tutto quello che c'è di serio sull'omicidio e studiato minuziosamente il processo di primo grado del 1976 che, a mio parere, rimane, grazie alla relazione del perito Faustino Durante, l'inchiesta più affidabile condotta sul caso. Ma, ripeto, tutto questo costituisce lo sfondo entro il quale il cuore di un grande poeta ha battuto le sue ultime ore e ha dato ritmo al nostro film.

Note di Regia

In cerca della morte di un poeta
solo per scovare l'assassino dentro di me
mentre affila le sue lame di ignoranza sulle
memorie delle mai dimenticate gesta
di cordialità di parole e di fatti,
idee impossibili da comprendere
In una scuola a Casarsa siedo al tavolo del mio maestro
desideroso e in ascolto della musica delle onde
che bagnano i piedi del Messia
su una spiaggia dell'idroscalo
coloro che cantilenano incantesimi d'argento sono per sempre legati a quel
piccolo corpo di Giotto incessantemente alla ricerca della creazione del gol decisivo
per sempre dalla parte sbagliata, per sempre alla testa dei fedeli tra cui io.
Abel Ferrara
Roma 2014

Toronto TIFF 2014

  • [Sezione] Special Presentations

Venezia 2014

  • [Sezione] Selezione Ufficiale - Venezia 71

HomeVideo (beta)


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