Peterloo (2018)

Peterloo

Locandina Peterloo
Peterloo (Peterloo) è un film di genere BFI Film Fund e Film4 diretto da Mike Leigh con protagonisti Rory Kinnear, Maxine Peake, Pearce Quigley, David Moorst, Rachel Finnegan, Tom Meredith.
Prodotto da Amazon Studios nel 2018 in UK [Uscita Originale il 02/11/2018 (UK)] esce in Italia Giovedì 21 Marzo 2019 distribuito da Academy Two.

TRAMA

Dopo venti anni di guerra in Europa, la Francia di Napoleone Bonaparte viene sconfitta nella Battaglia di Waterloo dall'esercito britannico guidato dal Duca di Wellington, alleato con le truppe prussiane del feldmaresciallo Blücher. Sul campo di battaglia di Waterloo, un giovane trombettiere, Joseph, rimane immobile in mezzo alla devastazione. Si odono ovunque esplosioni e colpi di fucile. Più tardi, i soldati sopravvissuti provano a far ritorno alle proprie case. Joseph è fra loro. A Londra, il Primo Ministro, Lord Liverpool, presenta una mozione in Parlamento per ricompensare il Duca di Wellington, vincitore di Waterloo, con la sbalorditiva somma di 750 mila sterline. La proposta viene ampiamente approvata. Il Generale Byng, sottoposto del Duca di Wellington, fa visita al Segretario di Stato, Lord Sidmouth il quale, come riconoscimento per i servigi del Generale, lo nomina Comandante del Distretto Settentrionale. Sidmouth spiega che Manchester e i centri limitrofi del Lancashire sono minacciati dal pericolo di rivolte. Il sottosegretario Hobhouse fornisce a Byng informazioni circa le attività dei ribelli nel nord. Ancora vestito in uniforme, Joseph ritorna a Manchester, con grande sorpresa della madre Nellie. Esausto per il viaggio e traumatizzato dalla battaglia, scoppia a piangere fra le braccia della madre. In una delle tante fabbriche tessili di Manchester, il padre di Joseph, Joshua, lavora fra il rumore assordante delle macchine.

La maggior parte della famiglia lavora nelle fabbriche: i figli Robert e Mary, già adulti, e anche Esther, la moglie di Robert. Dopo il lavoro, la famiglia – Nellie, Joshua, Robert, Mary, Esther e i piccoli Sarah e George – guardano Joseph dormire su una panca in cucina. Quando si sveglia è chiaro a tutti che è mancato da casa per molto tempo: George non è più in fasce e Sarah non era neppure nata quando è partito per la guerra. La famiglia gli chiede se sia stato a Waterloo, ma lui non ce la fa a rispondere. È chiaro che il ragazzo che è partito per la guerra non è lo stesso ragazzo che è ritornato. Nellie si guadagna da vivere vendendo al mercato i suoi pasticci fatti in casa. Ne scambia uno per delle uova. Una donna senza dimora siede ad un ingresso e canta le pene dei poveri e di come il commercio stia morendo. Il tempo passa e la piccola Sarah è ormai una bambina che accompagna Nellie al mercato non più affollato come un tempo. La vita è diventata più dura dall'ultima volta che abbiamo visto la famiglia. Nellie torna ancora dalla venditrice di uova, ma questa volta riesce ad ottenere solo la metà delle uova che un tempo avrebbe ricevuto in cambio di un pasticcio. Joseph, ancora con l'uniforme indosso, non riesce a trovare lavoro. La famiglia seduta in cucina discute della possibilità che le fabbriche taglino ulteriormente i salari a partire dal mese successivo. Al termine della guerra, i più poveri hanno dovuto affrontare la cosiddetta tassa sul pane. A seguito di un cattivo raccolto e della carenza di cereali, i prezzi sono aumentati – una cattiva notizia per tutti tranne che per gli agricoltori. Il governo (composto in larga parte da proprietari terrieri) ha imposto restrizioni sull'importazione da altri paesi per tutelare i prezzi. Si chiamano Corn Laws, sono provvedimenti che avrebbero dovuto aiutare le classi disagiate, ma che di fatto hanno peggiorato la situazione. Nellie guarda la piccola somma di denaro che la famiglia è riuscita a mettere assieme e la divide fra tutti i membri. La canzone della donna senza dimora riparte e racconta della classe operaia sofferente e affamata. Al tribunale del Reverendo Charles Ethelston, un'anziana donna è alla sbarra. È stata sorpresa ubriaca nella cantina della sua padrona ed è stata accusata del furto di due bottiglie di chiaretto. La sua difesa – che mentre si trovava in soffitta un fantasma l'ha guardata, facendola scappare in cantina per la paura – provoca le risate del giudice, che la minaccia con sette anni di reclusione a Botany Bay. Lei lo contraddice e viene infine condannata alla fustigazione e a 14 giorni in carcere. Il Reverendo William Hay presiede il processo ad un operaio accusato del furto di un costoso orologio da taschino da una merceria di Manchester. L'uomo è categorico sul fatto che l'orologio sia suo e dice al giudice di averlo vinto a carte al pub. Non ricorda quando questo sia successo, ma dal momento che l'orologio porta l'iscrizione del nome del proprietario della merceria, il Reverendo Hay suggerisce come pena una deportazione di 14 anni in Australia.

In un terzo tribunale, un altro uomo è accusato di aver rubato un cappotto al suo padrone. Questo spiega di non averlo rubato, ma di averlo solo preso: il suo padrone possedeva due cappotti, mentre lui non ne aveva neanche uno e ne aveva bisogno. Non sa leggere e non conosce i Dieci Comandamenti, ma si dichiara un riformista, un radicale della classe operaia in lotta per l'abolizione della monarchia. (La maggior parte dei riformisti moderati vuole ottenere solamente il suffragio universale in un paese in cui solo il 2% della popolazione ha diritto al voto). L'uomo indossa il cappotto in questione e quando il giudice, il Colonnello Ralph Fletcher, gli chiede di toglierlo, lo fa con un gesto di protesta. Il giudice dichiara di voler punire l'imputato con l'impiccagione per questo oltraggio. Dopo il processo, un uomo misterioso fa visita al Colonnello Fletcher. È una spia di nome Chippendale e lo informa di un'assemblea di riformisti che si terrà quello stesso giorno. Joseph, Robert e Joshua vi partecipano. Anche Chippendale e il vice-capo della polizia, Nadin, che è anche vice–capo dell'Armeria di Manchester, sono lì per raccogliere informazioni. Durante l'incontro John Saxton parla con eloquenza, esortando i presenti ad incoraggiare le famiglie ad unirsi alla causa. Dopo di lui parla John Knight, che informa tutti di stare presentando una petizione per una riforma costituzionale della Camera dei Comuni. È stata inviata una richiesta a tutti i rappresentati dei distretti con la quale si chiede loro di presentare un'istanza alla Camera dei Comuni per abrogare le Corn Laws, ma i Costabili si sono fino a quel momento rifiutati di darvi seguito. Knight, che è già stato arrestato due volte nel corso della sua battaglia per la riforma, prosegue spiegando che molti riformisti sono stati incarcerati e propone una lista delle correzioni che andrebbero apportate alla costituzione, incluse le maggiori opportunità di voto da concedere alla popolazione e elezioni annuali. Al termine del discorso, Joseph Healey di Oldham, Lancashire e Samuel Bamford di Middleton esprimono ad alta voce il loro supporto a Knight. A casa di Nellie, gli uomini aggiornano le donne sull'assemblea. Chippendale assiste anche ad un'altra assemblea di riformisti, più radicale della precedente. In tre prendono la parola: John Johnston, che implora Dio di scatenare un nuovo diluvio universale, e John Bagguley e Samuel Drummond che discutono della Carta dei Diritti del 1689, la quale ratifica la sovranità del parlamento.

Secondo la Carta, il parlamento è tenuto a pagare 2 milioni di sterline all'anno al Re e 1.5 milioni al Principe Reggente. Sostengono quindi che alla classe operaia non rimane che rivolgersi al Principe per chiedere una piena e equa rappresentanza di tutti i cittadini inglesi. In caso non si ottenga risposta, il piano è di passare al Re e se neanche lui risponde, si suggerisce di arrestarlo assieme a tutta la famiglia reale. John Saxton è in disaccordo e chiede a John Knight di intervenire. Knight ringrazia gentilmente gli oratori per la loro retorica appassionata, ma non crede che l'incarcerazione del Re sia un mezzo utile per portare avanti la causa. Johnston lascia bruscamente l'assemblea, raggiungendo il vice-capo della polizia Nadin in attesa fuori dalla porta. La riunione si chiude. Robert e suo padre raccontano al resto della famiglia dell'assemblea, e del fatto che Bagguley, Drummond e Johnston hanno in programma di andare a Londra per presentare una petizione al Principe Reggente. Le donne della famiglia sono scettiche. I giudici locali – il Colonnello Ralph Fletcher, il Reverendo William Hay, James Norris e il Reverendo Charles Etherlson – discutono la questione dei riformatori con Chippendale e il vice-capo della polizia Nadin. Concordano sul fatto che non sia possibile arrestarli tutti nonostante sarebbe loro desiderio farlo. Esclamano che il popolo ignorante non sa nemmeno che cosa vuole. Un solo giudice, James Norris, avanza l'idea che forse, se potessero essere pagati uno scellino in più a settimana, la fame diminuirebbe e i disordini terminerebbero. La proposta è immediatamente rigettata dagli altri giudici. Discutono se c'è o meno evidenza che i riformisti stiano incitando la popolazione all'insurrezione, ma Chippendale afferma di non avere prove che i riformisti siano armati. Nadin è convinto del contrario: devono solo indagare più a fondo. Il Reverendo William Hay scrive una lettera al Segretario di Stato, suggerendo che i disordini in fermento al nord abbiamo uno scopo ben più pericoloso del semplice diritto al voto per i lavoratori. Lo informa che una larga parte della popolazione è pronta alla rivolta, nella speranza di un tribunale repubblicano. Il Reverendo Charles Ethelston legge con trasporto una lettera che ha scritto per la Segreteria di Stato riguardo alla cupidigia della classe lavoratrice, che chiede di lavorare di meno per uno stipendio aumentato di uno scellino, e sulle assemblee riformiste tenute da John Bagguley che stanno crescendo in portata. La lettera gonfia i numeri e definisce i partecipanti alle assemblee una massa di senzadio che parlano non solo di riforme, ma di distruzione. Entrambe le lettere viaggiano sulla carrozza della Royal Mail fino alla Segreteria di Stato. Quei numeri gonfiati sono fonte di grande preoccupazione per Sidmouth e Hobhouse, i quali si confrontano sul problema, decidendo di estirparlo alla base, occupandosi di John Bagguley. Hobhouse sostiene che devono essere brutali ma cauti in modo da non diffondere le tensioni nel paese. A Londra il grande oratore Henry Hunt si rivolge ad un'affollata assemblea di riformisti pronunciando un appassionato discorso sulla necessità della riforma per il voto. Al termine della riunione, viene avvicinato da Samuel Bamford e Joseph Healey che lo invitano per un drink. Hunt declina.

'Richards', una spia, si reca alla Segreteria di Stato e offre, dietro compenso, il suo aiuto a Lord Sidmouth e a Hobhouse. Più tardi, lo vediamo mentre riferisce al Generale Byng presso la sua proprietà. Il Principe Reggente parla alla Camera dei Lord, informando il Parlamento che non ci sono miglioramenti per quanto riguarda le condizioni di suo padre Re Giorgio. Ringrazia i Lord per il loro incessante supporto alla tutela delle 'perfette' leggi del governo inglese. Di ritorno verso il palazzo, il Principe viene attaccato da un uomo che lancia una patata contro il vetro della sua carrozza. L'evento viene descritto da Lord Sidmouth alla Camera dei Lord come un violento attacco a Sua Altezza Reale compiuto con una pietra o addirittura con una pistola. La Camera, di conseguenza, sospende l'Habeas Corpus: chiunque nel paese può ora essere arrestato o detenuto senza capi d'accusa. John Saxton, John Knight, Joseph Johnson e James Wroe si riuniscono negli uffici del Manchester Observer per discutere su cosa mandare in stampa in reazione alla sospensione dell'Habeas Corpus. Vogliono essere sicuri che i lettori capiscano il significato di questo gesto. Samuel Bamford e Joseph Healey li raggiungono e parlano della loro visita a Londra e della potenza del discorso di Henry Hunt. Hunt è un proprietario terriero, ma si batte comunque per la riforma. Discutono la possibilità di invitarlo a Manchester per parlare alla gente nel corso di una assemblea pubblica a St Peter's Field, organizzata dal Manchester Observer e dalla Manchester Patriotic Union. Joseph Johnson scrive una lettera a Henry Hunt per invitarlo a Manchester a parlare a questa assemblea pubblica. La lettera è intercettata dalla Segreterio di Stato e mostrata a Lord Sidmouth. Non è possibile vietare l'assemblea ma, allo stesso tempo, temono che possa rivelarsi una polveriera in grado di infiammare le tensioni in tutto il nord. Contattano il Generale Byng chiedendo di aumentare le sue truppe, e i giudici locali suggerendo loro di trattare la questione con il massimo rigore. La Manchester Female Reform Society si riunisce per confermare l'assemblea di St Peter's Field. Dopo alcune incomprensioni iniziali, Mary Fildes, la Presidente, dichiara di sostenere i riformatori uomini. La famiglia di Nellie è riunita per discutere dell'assemblea in programma per lunedì. Questo significa che chi vi parteciperà non potrà andare al lavoro quel giorno. Se partecipano saranno licenziati? Nellie è preoccupata di Nadin e gli altri costabili, ma ha sentito dire che la marcia sarà pacifica. 'Richards' si imbatte in John Bagguley in un cunicolo. Afferma di essere un radicale come lui e tenta di istigarlo alla violenza. Si presenta con il nome di Oliver. Ad un'assemblea all'aperto, 'Richards'/Oliver e Nadin osservano come John Bagguley parla ai presenti. Lo segue Samuel Drummond, che sostiene sia arrivato il tempo di agire. Gli astanti cantano "Libertà o morte", poi John Johnston prende la parola, affermando che è tempo di punire il Principe Reggente e il Re Pazzo tagliando loro la testa. Incita la folla di armarsi con pistole, fucili e spade. Nadin e i suoi costabili arrestano Samuel Drummond, John Johnston e John Bagguley, trascinandoli in cella e picchiandoli con violenza. Henry Hunt arriva a Manchester il giorno prima dell'assemblea. Lo accolgono Joseph Johnson del Manchester Observer, John Knight, John Saxton e sua moglie Susannah, che è la segretaria della Manchester Female Reform Society. Informano Hunt che l'assemblea è stata ritardata di una settimana. Hunt è furioso. John Knight spiega che l'assemblea era stata pensata per valutare l'elezione di un rappresentante parlamentare per Manchester (che al momento non ne aveva uno), ma i giudici hanno creduto che l'assemblea fosse un incontro organizzato per promuovere elezioni illegali. Hunt li rimprovera, ricordando che la sua presenza è condizionata all'assenza di ogni menzione di elezioni illegali. Spiega loro che non può rimanere a Manchester per una settimana. Johnson fa appello ad Hunt ricordandogli che ci sono migliaia di persone ansiose di sentirlo parlare, che la sua presenza ispirerà tranquillità e ordine. Hunt spiega che se passasse più di una notte in un hotel, sarebbe subito raggiunto da spie. Come alternativa, accetta con riluttanza di sistemarsi a casa di Johnson e di sua moglie.

Mentre le violente unità locali di cavalleria preparano le armi, il Generale Byng riceve la visita del Colonnello Guy L'Estrange, suo vice. Byng lo informa che molto probabilmente non sarà in grado di partecipare all'assemblea di St Peter's Field. Il Generale Byng incontra i giudici – Reverendo Charles Ethelston, Reverendo William Hay, Colonnello Ralph Fletcher e James Norris – per discutere dei disordini civili. Li invita ad essere cauti e ad astenersi da ogni atto precipitoso e sconsiderato. La presenza delle forze civili e militari dovrebbe essere sufficiente a scoraggiare ogni tentativo di eversione. I giudici non sono d'accordo e temono che il popolo possa seguire le orme dei fratelli francesi. Con grande stupore dei magistrati, il Generale Byng li informa di non poter garantire la sua presenza il giorno dell'assemblea. In sua vece ci sarà il Colonnello L'Estrange, il quale gode della sua piena fiducia. Di ritorno alla sua proprietà, il Generale Byng visita le sue scuderie. Confinato a casa di Johnson fino al giorno dell'assemblea, Hunt siede per un ritratto. Gli fa visita Samuel Bamford per chiedere se sia il caso di prevedere un piccolo contingente di dimostranti armati. Questo è totalmente contrario alle idee di Hunt, se qualcuno fosse armato, anche solo con una pietra, lui non parlerà all'assemblea. Bamford gli fa presente che la cavalleria sarà armata, ma Hunt lo avverte che qualsiasi violenza segnerebbe la fine non solo di quell'assemblea, ma dell'intero movimento. Ci saranno donne e bambini all'appuntamento e lui ha già parlato in altre occasioni ad oltre 100.000 persone senza che ci fosse alcuna violenza. Bamford è convinto che essendo nel Lancashire, dove alle autorità non importa nulla della reputazione di Hunt, le cose andranno diversamente e si preoccupa per la sicurezza delle persone, dal momento che spesso eventi di questo tipo finiscono in violenza. Hunt e chiede a Johnson di tenerlo sott'occhio da lì all'assemblea. Hunt fa visita ai giudici (Reverendo Charles Ethelston, Reverendo William Hay, James Norris e il Colonnello Fletcher) i quali gli assicurano che non ci sono accuse a suo carico. Quando se ne va, il Colonnello Fletcher dice agli altri giudici che andrebbe sbattuto in prigione e James Norris gli ricorda che ci vuole solo un attimo per scrivere il nome di uomo su un mandato d'arresto. Il giorno prima dell'assemblea, Hunt viene raggiunto a casa di Johnson da Richard Carlile, un altro riformista londinese. Wroe e Knight lo hanno invitato ad unirsi all'assemblea senza informare Hunt, che appare seccato per non essere stato consultato. Hunt dice a Carlile, che spera di poter parlare all'assemblea ma che gli oratori dovranno essere ridotti al minimo. Carlile ha portato con sé copie stampate di vecchi discorsi di Hunt sulle libertà civili e universali per distribuirli all'evento, ma Hunt lo rimprovera dicendo che il suffragio universale sarà l'unico tema all'assemblea di Manchester e che quindi le stampe non potranno essere usate. Carlile interroga Hunt circa la possibilità di violenze durante l'assemblea. Hunt è ancora più irritato e taglia corto con Carlile, il quale chiede infine se possa per caso viaggiare sulla sua stessa carrozza verso l'assemblea. Hunt acconsente.

La figlia di Nellie, Mary, assicura la madre che all'assemblea del giorno successiva andrà tutto bene. Nellie condivide con il marito le sue speranze per un mondo migliore in cui possa vivere in futuro la piccola Sarah. Il giorno dell'assemblea in migliaia arrivano a Manchester anche da lontano. Samuel Bamford ordina il suo gruppo, composto anche da donne e bambini, dicendo loro di mettersi in fila e ricordando che le armi non sono consentite. Precisa anche che si tratta dell'assemblea più grande a cui abbiano mai partecipato. Degli uomini ripuliscono l'area di St Peter's Field, eliminando le pietre e assemblando il palco unendo due carri. Le fabbriche tessili sono totalmente ferme, con grande ira dei proprietari. La famiglia di Nellie, inclusi i piccoli George e Sarah, partono per l'assemblea. Vediamo i loro vicini di casa unirsi al fiume di gente, tutta vestita con l'abito della domenica, lungo la strada per St Peter's Field. I giudici mangiano assieme la loro abbondante colazione, brindando al re e alla nazione. Le unità locali di cavalleria, vestite in uniforme, sono già ubriache mentre brindano con i loro boccali traboccanti di birra. Gli Ussari, un altro gruppo di soldati, si riuniscono lì vicino. I giudici arrivano in un'abitazione che si affaccia su St Peter's Field. Avevano già fatto arrivare il vino e possono vedere la grande massa di gente che si sta radunando per l'assemblea. La famiglia di Nelly è arrivata a St Peter's Field e incontra un'altra famiglia che viene da molto più lontano. I giudici discutono sulla possibilità di chiamare la cavalleria immediatamente, la quale disperderebbe la folla o, come uno di loro suggerisce, potrebbe semplicemente arrestare Hunt prima del suo arrivo. Un altro giudice fa notare che la folla è di buon umore e che hanno portato con sé donne e bambini. Un terzo dichiara la superiorità morale dei giudici, i quali dovrebbero scagliare la loro scure contro la folla. Il Reverendo Ethelston dice che si dovrebbe dare abbastanza corda ad Hunt affinché si possa impiccare. Altri giudici chiariscono che sono loro ad essere al potere e non i radicali. James Norris ricorda agli altri giudici le istruzioni della Segreteria di Stato: l'assemblea deve avere luogo, devono lasciar parlare Hunt e devono intervenire solo nel momento in cui la folla cominciasse a rivoltarsi. John Tyas, giornalista del London Times, si avvicina alla carrozza di Hunt e chiede se può unirsi al gruppo. Fra i giudici, Hulton e James Norris discutono su chi debba presiedere il comitato speciale. Hulton informa Norris che il Lord Luogotenente del Lancashire ha dato a lui questa autorità. Nel frattempo arrivano i costabili, capeggiati da Nadin, e si fanno largo fra la folla. Hunt e il suo entourage, incluso un gruppo di musicisti, arrivano a St Peter's Field. I famigliari di Nellie e Joshua si dividono durante il percorso della marcia. I giudici vengono interrotti da un gruppo di cittadini che chiedono a gran voce di sapere cosa succederà alla folla. Viene ricordato loro che i giudici hanno gli Ussari e la cavalleria a loro disposizione. Hunt e i suoi scendono dalla carrozza e si dirigono verso il palco. Un'anziana, che è svenuta, e un gruppo di donne riformiste vengono autorizzate ad utilizzare la carrozza vuota per riposare. Hunt prende posto sul palco seguito da Johnson, Richard Carlile, John Knight, John Saxton e Tyas. Un fragore si alza dalla folla. Mentre Hunt si lamenta del posizionamento del palco data la direzione del vento, Susannah Saxton e Mary Fildes della Female Reform Society prendono a loro volta posto sul palco.

Un giovane reporter del Leeds Mercury si fa strada fra la folla e viene fatto salire da John Knight. Anche Wroe, Healey e Smith del Liverpool Mercury salgono sul palco. Samuel Bamford e il suo gruppo arrivano a St Peter's Field. Si fa strada fra la folla verso il palco e, vedendolo arrivare, Hunt dice a Johnson di non volerlo lì. Bamford si aspetta di parlare prima o dopo l'intervento di Hunt, ma Johnson lo informa che sarà solo Hunt a parlare. Di tutta risposta, Bamford dice ad Hunt di averlo già sentito parlare in passato e che quindi preferisce andare a riposare i piedi al pub piuttosto che rimanere lì. Lascia il palco indignato. Johnson presenta Hunt alla folla e quando comincia a parlare il Reveredo Ethelston comincia a leggere ad alta voce il Riot Act dalla finestra. Il Riot Act dovrebbe ordinare alla folla di disperdersi, ma nessuno lo sente. All'interno della loro stanza, i giudici guardano Hulton scrivere istruzioni alla cavalleria e al Colonnello L'Estrange, il sostituto di Byng. Hulton getta la missiva dalla finestra ad un uomo che la consegnerà a chi di dovere, quindi scrive un mandato di arresto per Hunt, Knight e Johnson. Nel frattempo, Nellie e Esther dicono di non riuscire a vedere né a sentire niente dal punto in cui sono. L'uomo di Hulton raggiunge il Colonnello L'Estrange e gli Ussari cominciano a dirigersi verso St Peter's Field. I giudici convocano Nadin e Hulton gli porge i mandati di arresto. James Norris chiede a Nadin di agire con moderazione, suscitando le risate degli altri giudici. Mentre Hunt parla, arriva la cavalleria, con le sciabole sguainate. John Knight riesce e vederli dal palco e avverte Hunt che il loro arrivo non promette bene. Knight scende dal palco. Mentre Hunt continua a parlare, altre persone scendono dal palco e la cavalleria comincia a menare le spade contro la gente. Li vediamo ferire gli astanti mentre Hunt, ignaro della violenza che sta iniziando, chiede alla folla di applaudire. Nadin sale sul palco con il mandato d'arresto e trascina giù Hunt. Nella confusione Saxton cade dal palco sulla folla. Anche Johnson e Tyas vengono arrestati. La cavalleria continua a farsi strada a falciate e la folla comincia a disperdersi nel panico. Hunt, Tyas e Johnson vengono trascinati attraverso la folla. Mary Fildes viene trascinata giù dalla carrozza da un soldato di cavalleria e colpita dalla sciabola di un altro. I costabili attaccanno le donne con le loro stesse mani. John Saxton viene colpito da un altro soldato di cavalleria.

Arrivano gli Ussari e Hulton grida al Colonnello L'Estrange di fare qualcosa per disperdere la folla, che sta cominciando ad attaccare la cavalleria. I militari, chi a cavallo e chi a piedi armato di fucile, marciano per far spingere la folla verso il centro della piazza, lontano dalle uscite. La gente corre da tutte le parti cercando una via di fuga fra gli Ussari, che li prendono a calci e pugni. Gli Ussari cominciano ad attaccare la folla con le spade, fanno cadere una donna e il suo neonato, che viene poi investito da un cavallo. Il massacro è iniziato. La gente, vecchi e giovani, viene colpita senza pietà. Joseph, frastornato e separato dalla famiglia, è nel mezzo della carneficina. Indossa ancora la sua uniforme. Viene infilzato da un soldato di cavalleria che gli grida 'giovane soldato'. Joseph cade a terra mentre la gente in preda al panico gli corre oltre. Nellie, Esther, Mary e i due bambini piccoli corrono verso il corpo di Joseph. Con un urlo disperato, Esther chiama Robert mentre tiene stretta a sé i due bambini. Un soldato cade da cavallo e comincia a colpire donne e bambini. Una di loro è Mary. Gli Ussari colpiscono gli uomini con il calcio dei loro fucili. Qualcuno fra la folla prova a difendersi, picchiando l'ussaro disarcionato. La famiglia di Nellie, ora riunita, fugge dal campo, con Joseph trasportato da Robert e Joshua. Un ussaro, realizzando che la folla non riesce a fuggire, comincia ad urlare 'vergogna!' ma nessuno gli presta ascolto. All'ippodromo, l'affare urgente del Generale Byng è vedere le corse dei cavalli – senza successo, fra l'altro. Il massacro è terminato. I corpi sono sparsi lungo il campo. John Tyas è stato rilasciato e dice a Richard Carlile e a James Wroe che ci saranno ripercussioni dopo i fatti della giornata. Wroe la definisce una carneficina, mentre Tyas dice che partirà immediatamente per Londra in modo da poter raccontare quanto accaduto fino all'ultimo atroce dettaglio.

Carlile e Wroe guardano attoniti il campo di battaglia, concludendo che ricorda Waterloo ma a St Peter's Field – un massacro totale. Entrambi concordano di descrivere gli eventi del giorno come "il massacro di Peterloo" nella prossima edizione dei loro giornali. Il Primo Ministro e il Segretario di Stato fanno visita al Principe Reggente e la sua consorte, Lady Conyngham, in una opulente sala del loro palazzo. Riportano le tristi circostanze di Manchester, pontificando sull'Arcadia minacciata dal 'colera strisciante' della rivoluzione. Il Principe Reggente teme per la sua testa e ricorda loro che il Parlamento non può essere ostaggio della folla. Sidmouth e Liverpool lo rassicurano che il Governo non permetterà altre insurrezioni. Quando chiede a Lord Liverpool e a Lord Sidmouth di portare ai giudici la sua cortese gratitudine e soddisfazione per le loro rapide e incisive azioni, il Principe Reggente dimentica di dove siano i giudici. Sidmouth e Liverpool gli ricordano che si tratta di Manchester. Alzano i calici brindando all'Inghilterra. La famiglia è al funerale di Joseph. Piove. Oltre al prete, solo i famigliari sono presenti.

Data di Uscita ITA: Giovedì 21 Marzo 2019
Data di Uscita USA: Venerdì 9 Novembre 2018
Data di Uscita Originale: 02/11/2018 (UK)
Genere: BFI Film Fund, Film4, Thin Man Films
Nazione: UK - 2018
Formato: Colore
Durata: N.d.
Produzione: Amazon Studios
Distribuzione: Academy Two
In HomeVideo: in Digitale da Giovedì 1 Agosto 2019 e in DVD da Giovedì 1 Agosto 2019 [scopri DVD e Blu-ray]

Prossimi passaggi in TV:
Giovedì 16 Luglio ore 14:45 su Sky Cinema Drama

Cast e personaggi

Regia: Mike Leigh
Sceneggiatura: Mike Leigh
Musiche: Gary Yershon
Fotografia: Dick Pope
Scenografia: Suzie Davies
Montaggio: Jon Gregory
Costumi: Jacqueline Durran

Cast Artistico e Ruoli:
foto Rory KinnearRory Kinnear
Henry Hunt
foto Simona BitmateSimona Bitmate
Esther Ogden
foto Robert WilfortRobert Wilfort
Lord Liverpool, il primo ministro
foto Karl Johnson (II)Karl Johnson (II)
Lord Sidmouth, il ministro degli interni
foto Sam TroughtonSam Troughton
Mr. Hobhouse

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Venezia 75, Peterloo di Mike Leigh in ConcorsoVenezia 75, Peterloo di Mike Leigh in Concorso

Peterloo racconta gli eventi legati ai fatti del 1819 quando un pacifico raduno pro-democrazia riunitosi presso St Peter's Fields a Manchester si trasforma in uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti della storia britannica

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Foto dal Backstage del film
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COMMENTO DEL REGISTA

Le forze e le debolezze dell'umanità. L'eterna battaglia di amore, dedizione, integrità e impegno contro potere, corruzione, avidità e cinismo. Se forse le lotte di due secoli fa in favore della democrazia si perdono in un lontano passato, il massacro di Manchester, evento fondamentale nella storia della libertà universale, ancora risuona per infinite ragioni nel nostro caotico mondo del XXI secolo. Peterloo è una celebrazione del potere della speranza, e un lamento contro l'inesauribile capacità di distruzione dell'uomo.

BACKGROUND STORICO

Il 16 Agosto a Manchester era una giornata calda e assolata. Durate tutta la mattinata 600 persone raggiunsero, poco per volta, St Peter's field, situata nella periferia sud della città. Alcuni arrivarono insieme alla famiglia, altri da soli, ma la maggior parte arrivarono in piccoli gruppi. Provenivano non solo dalla zone circostanti Manchester e Salford, ma anche da località più lontane, dalle città operaie del Lancashire, molti di loro raggiunsero Manchester a piedi. Anche se era lunedi, erano tutti d'accordo che avrebbero indossato l'abito buono della domenica. Alcuni gruppi erano formati solo da donne, vestite di bianco. L'atmosfera generale era permeata da un grande senso di dignità, disciplina, relax, buon umore, amicizia e da un'aria celebrativa. Partecipavano anche alcune bande musicali e molti di loro cantavano. Molti sventolavano delle bandiere con slogan che facevano riferimento al Parlamento e alla riforma elettorale, al suffragio universale e all'eguaglianza di rappresentazione, e il cappello rosso simbolo di libertà era stato posizionato sopra i bastoni delle bandiere. Erano pochissimi quelli che portavano con loro armi e anche su questo si erano accordati precedentemente. Organizzata con molta cura e attenzione, era una manifestazione pacifica prodemocrazia, motivata dalla mancata rappresentazione in Parlamento, oltre che da un profondo inaccettabile livello di povertà tra i lavoratori come gli operai delle industrie tessili del Lancashire. Il loro obiettivo quel giorno era portare a conoscenza della loro situazione e delle loro richieste le autorità a Londra – il Governo e il Principe Reggente (che presto sarebbe stato Re Giorgio IV, suo padre, il vecchio e pazzo Giorgio III, sarebbe morto poco dopo). Dalle 2 del pomeriggio questo raggruppamento di persone animato dalle migliori intenzioni sarebbe diventato protagonista di uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti non solo della storia inglese ma della storia universale della democrazia, della libertà e della lotta per i diritti. Dopo qualche giorno, un giornalista locale, citando la grande Battaglia di Waterloo di quattro anni prima, definì i fatti di quel sanguinario giorno, "il Massacro di Peterloo" e da quel momento i tragici eventi di Manchester furono ricordati con quel nome evocativo Fu sicuramente un massacro. Furono uccise 15 persone, inclusi una donna e un bambino, colpiti con la sciabola o calpestati. E oltre 600 persone, uomini, donne e bambini, rimasero feriti gravemente.

Accadendo i fatti di Manchester in un momento in cui si era acuita la tensione politica e si erano intensificate le proteste popolari, la reazione politica del Primo Ministro Conte di Liverpool, conseguente quel giorno, fu ricordata come la più repressiva della Gran Bretagna, perchè si credette che fosse una insurrezione popolare che avrebbe coinvolto di lì a poco tutta la nazione, una sorta di imitazione della sanguinosa Rivoluzione francese di 20 anni prima. In tutto il paese – soprattutto nelle aree urbane in crescita – montava il risentimento che solo il 2% della popolazione avesse diritto al voto, e c'era anche l'enorme frustrazione per le inique Corn Laws (le leggi sui cereali), che per proteggere i ricchi proprietari terrieri, vietavano l'importazione di grano straniero a basso costo, così anche il pane era troppo costoso per i poveri. Per fronteggiare questa situazione, il governo per un periodo aveva impedito lo svolgimento di tutte le attività dei Riformatori, bloccandole indiscriminatamente, sospendendo anche l'Habeas Corpus (l'Atto del Parlamento che garantiva che nessuno potesse essere imprigionato illegittimamente), e servendosi di una rete capillare di spie e agenti provocatori. La Rivoluzione Industriale era già stata avviata, e la popolazione delle città del Nord dell'Inghilterra erano considerate, dai governanti a Londra, come particolarmente estremiste e minacciose, non da meno Manchester, che era diventata la capitale dell'industria tessile. I ricchi proprietari delle fabbriche del Lancashire erano in conflitto con i loro operai, per le paghe e le condizioni, che erano appena entrati in sciopero. Naturalmente, i proprietari, insieme a molti uomini di affari della classe media si erano opposti a qualsiasi forma di riforma, così come le autorità locali, soprattutto i magistrati. Questi tutori della legge e dell'ordine locali erano diventati paranoici come il Governo, riguardo la minaccia imminente di una rivoluzione nazionale, e nelle settimane che precedevano il 16 Agosto, rimasero in contatto costante con il Segretario di Stato a Londra, Lord Sidmouth. Era ampiamente risaputo che, in previsione di quel giorno, si organizzavano riunioni all'aperto nelle città e nei boschi, che i veterani dell'esercito britannico, alcuni dei quali avevano combattuto a Waterloo, sfilavano in parata in modo ordinato. Bande di tamburi e flauti si esercitavano. Si discuteva se questa grande assemblea pubblica fosse legale o no. I giudici, al contrario del Ministero dell'Interno, la consideravano illegale ed erano intenzionati a vietarla. Tra la mezza dozzina di personaggi chiave che erano apparsi davanti alla folla quel giorno, la star era stata il carismatico Henry "Oratore" Hunt. Era un muscoloso proprietario terriero del Wiltshire, sostenitore delle riforme radicali in parlamento e figura chiave dell'organizzazione del movimento. Ai suoi discorsi pieni di fervore davanti alla folla riunitosi a Londra, erano presenti 100.000 persone, tra i quali molti rappresentanti della classe dei lavoratori del Lancashire.

I racconti entusiastici che fecero di lui avevano portato al suo invito a Manchester. Avvicinandosi il 16 Agosto, Hunt, consapevole della crescente paranoia delle autorità di Manchester, raccomandò alle persone di muoversi con calma e in maniera ordinata. Ma la paura e la paranoia correvano in profondità, e mentre le persone pianificavano una dimostrazione pacifica, le autorità si preparavano ad affrontare una rivolta. Sotto il commando di Sir John Byng, anche lui veterano di Waterloo e ora comandante del Northern Discrict, un esercito di 1000 uomini, compresi Ussari e fanteria, erano già schierati a Manchester. In aggiunta c'erano unità locali di cavalleria formate da civili che provenivano dal ceto sociale dei proprietari di fabbriche o di negozi e 400 Gendarmi speciali. Le unità locali di cavalleria formatosi a Manchester e Salford, i più ostili nei confronti dei Riformisti, erano in possesso di 67 sciabole perfettamente affilate e Byng aveva richiesto e ottenuto dal Duca di Wellington 2 carri trainati da cavalli. Byng stesso, aveva preferito non essere presente e rimanere nel suo quartier generale in Yorkshire, mentre le unità di cavalleria erano, raccontano vari testimoni, ubriache. Il giorno era arrivato. I giudici, preoccupati per l'inesperienza di William Hulton, 29enne laureato a Oxford, si riunirono per colazione in un albergo, poi ripararono in una casa privata sul lato est di St. Peter's Field da dove osservavano nervosamente le masse riunite. Per l'occasione, Hunt viaggiava su un carro scoperto con cui raggiunse la platea entusiasta. Si era arrampicato a bordo di un carretto con altri oratori. Il gruppo comprendeva anche una donna, Mrs Mary Fildes, Presidentessa dell'Associazione riformista femminile.

Hunt si rivolse alla folla chiedendo silenzio e cominciò il suo discorso. I giudici che erano distanti un centinaio di metri, ovviamente non potevano sentirlo, riuscivano a sentire e vedere solo la reazione della folla – ma decisero in quel momento che lui e gli altri organizzatori dovevano essere arrestati. Per rispettare il protocollo, un giudice dette lettura del Riot Act, dalla finestra. Naturalmente furono in pochi a sentirlo. Poi Huton, allertato da tutti, si era allarmato e aveva chiamato sia l'esercito regolare che la polizia locale di Manchester e Salford. La guardia locale arrivò per prima. Armati di sciabole appena affilate, lanciarono i propri cavalli verso la folla che si era riunita. Seguì il panico generale. Gli ussari sopraggiunsero quando già si era diffuso il panico e il caos. Una polvere densa riempiva l'aria. Sotto il bagliore del sole, nel fervore del momento, gli animi si accesero da entrambe le parti, anche se i militari della guardia nazionale e di quella locale furono più aggressivi e feroci che i manifestanti indifesi. Oltre 300 testimoni riferirono di come la folla fu impossibilitata a scappare perché tutte le possibili vie di fuga erano state bloccate dalle truppe, e di come uomini donne e bambini furono falciati, accoltellati, spintonati, soffocati e calpestati. Quel primo pomeriggio, St. Peter's field era deserta, la piazza era ricoperta di morti e feriti, bandiere abbandonate, vestiti e altri detriti. Gli oratori e gli organizzatori, Hunt incluso, furono accusati di cospirazione e assemblea non autorizzata. E, lontano dall'ascoltare o comprendere le rimostranze della gente, il Principe Reggente mandò un messaggio di congratulazioni ai giudici, all'esercito e alle milizie locali. L'opinione pubblica era indignata. I fatti tragici di Peterloo ebbero un profondo effetto. Finirono per modificare l'atteggiamento generale verso la democrazia e c'è voluto un secolo prima che la Gran Bretagna raggiungesse il suffragio universale, il cui viaggio iniziò senza dubbio a Manchester quello storico giorno del 1819. Il messaggio dei tragici fatti di Peterloo per il mondo del XXI secolo è chiaro, e parla ai nostri tempi e alle nostre speranze.

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