Revenge Room (2020)

Revenge Room

Locandina Revenge Room
Revenge Room (Revenge Room) è un film di genere Cortometraggio di durata circa 20 minuti diretto da Diego Botta con protagonisti Eleonora Gaggero, Luca Chikovani, Manuela Morabito, Violante Placido, Alessio Boni.
Prodotto da One More Pictures nel 2020 in Italia.

TRAMA

Federica si è rinchiusa nella sua camera da letto e non vuole uscire. Decine di messaggi provocatori e volgari da sconosciuti arrivano sul suo smartphone.Il suo fidanzato, Davide, si risveglia in una stanza con un estraneo, Saul, e non capisce cosa sta succedendo. Federica e Davide erano innamorati. In 15 minuti devono affrontare il loro peggiore incubo.

Data di Uscita ITA: in esclusiva su RAIPLAY e RAI CINEMA CHANNEL VR
Genere: Cortometraggio
Nazione: Italia - 2020
Formato: Colore
Durata: 20 minuti
Produzione: One More Pictures, Rai Cinema
Note:
Presentato come Evento speciale alla 77a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Cast e personaggi

Regia: Diego Botta
Sceneggiatura: Alessandro Diele
Musiche: Alessandro Speranza
Fotografia: Sammy Paravan
Scenografia: Dario Curatolo
Montaggio: Diego Capitani
Costumi: Beatrice Zannini
Effetti Visivi (VFX): Direct2brain

Cast Artistico e Ruoli:

Produttori:
Gennaro Coppola (Produttore esecutivo), Manuela Cacciamani (Produttore)

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revenge-room-di-diego-bottaIl corto Revenge Room di Diego Botta su RaiPlay

La storia affronta la tematica attuale del revenge porn tra gli adolescenti.

Immagini

[Schermo Intero]
Poster Italiano
Foto e Immagini Revenge Room
Poster Italiano

REVENGE ROOM è un progetto transmediale innovativo, pensato per parlare a spettatori di target diversi, in particolare Generazione Z, Millennials e genitori.
Una storia dalla forte valenza sociale che prende vita attraverso tre contenuti diversi, ognuno pensato per un differente canale di distribuzione.

REVENGE ROOM è stato realizzato come:
1. cortometraggio lineare diretto da Diego Botta | Evento speciale alla 77. Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia e disponibile in contemporanea su RaiPlay
2. cortometraggio in Virtual Reality 360° diretto da Gennaro Coppola | a settembre a Roma nel programma di Videocittà, il Festival della Visione, e in contemporanea sulla App Rai Cinema Channel VR
3. video mapping narrativo realizzato dal Rufa in collaborazione con la società di VFX Direct 2 BRAIN | in autunno in una piazza di Roma, nell'ambito di un evento legato al revenge porn

La sceneggiatura del corto, scritta da Alessandro Diele, ha vinto la seconda edizione del contest "La realtà che non esiste". Il contest è nato da un'idea di Manuela Cacciamani che lo ha sviluppato e prodotto insieme alla sua One More Pictures e Rai Cinema Channel. Lo script è stato scelto da una Giuria composta da Francesco Rutelli, Presidente ANICA e Festival Videocittà; Paolo Del Brocco, Amministratore delegato di Rai Cinema; Manuela Cacciamani, Produttrice cinematografica & multimedia; Gennaro Coppola, CEO & Innovation strategist di Axed Group; Alberto Luna, Senior partner di Talent Garden, Fabio Mongelli, Direttore RUFA e Carlo Rodomonti, Responsabile marketing strategico e digital di Rai Cinema.

La storia affronta una tematica di grande attualità, il revenge porn (in italiano "vendetta porno"): la diffusione sul web, con sistemi di messaggistica online di immagini e/o video privati a sfondo sessuale a scopi vendicativi e senza il consenso della persona ritratta. Un recente studio della European Women's Lobby stima che negli Stati Uniti una persona su 25 è stata vittima di revenge porn, nel Regno Unito e in Australia una persona su 3 e in Europa circa 9 milioni di ragazze hanno subito una qualche forma di violenza online prima dei 15 anni.
Nei mesi di lockdown per il Covid-19 dovuti alla pandemia si è registrato in tutto il mondo un netto aumento dei casi di "vendetta porno".
In Italia la legge contro il reato di revenge porn è stata introdotta un anno fa, nel 2019.

IL TEMA

La storia affronta una tematica di grande attualità, il revenge porn (in italiano "vendetta porno"): è la diffusione sul web, con sistemi di messaggistica online di immagini e/o video privati a sfondo sessuale a scopi vendicativi e senza il consenso della persona ritratta. Le immagini sono spesso accompagnate da informazioni sufficienti per identificare il soggetto, i nomi o le posizioni geografiche, e possono anche includere collegamenti a profili social, indirizzi delle abitazioni o del posto di lavoro. Si tratta di un fenomeno che in molti casi ha portato addirittura al suicidio di chi ne è stato vittima. Un recente studio della European Women's Lobby stima che negli Stati Uniti una persona su 25 è stata vittima di revenge porn, nel Regno Unito e in Australia una persona su 3 e in Europa circa 9 milioni di ragazze hanno subito una qualche forma di violenza online prima dei 15 anni. Nei mesi di lockdown dovuti alla pandemia si è registrato in tutto il mondo un netto aumento dei casi di "vendetta porno".

Si stima che ogni giorno 53mila iscritti a chat si scambino immagini intime di migliaia di ragazze, anche minorenni, senza il loro consenso, con commenti denigratori, sessisti e umilianti, materiale pedo-pornografico, incitazione allo stupro e legittimazione del femminicidio. 

Secondo una ricerca che Amnesty International ha commissionato nel 2017 all'Istituto IPSOS MORI coinvolgendo circa 4000 donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni di 8 Paesi diversi (Danimarca, Italia, Nuova Zelanda, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Stati Uniti), 911 donne hanno risposto di aver subito molestie o minacce online, 688 delle quali sui social media. Per quanto riguarda l'Italia, su 501 donne intervistate, 81 hanno subito molestie o minacce online, 62 delle quali sui social media. Oltre il 59 per cento delle donne intervistate ha detto che le molestie o le minacce arrivavano da perfetti sconosciuti. L'impatto psicologico di tutto questo può essere devastante: il 61 per cento delle donne che ha subito molestie o minacce online ha provato diminuzione dell'autostima e della fiducia in se stesse; oltre la metà (il 55 per cento) ha provato stress e ansia e ha avuto attacchi di panico; complessivamente il 63 per cento ha riferito disturbi del sonno; oltre la metà (il 56 per cento) ha avuto difficoltà di concentrazione per lunghi periodi di tempo. 

Il problema non è Internet o i social media: la condivisione non consensuale di materiale intimo è un concetto molto vicino alla violenza sessuale, quindi il revenge porn è una vera e propria violenza, anche se non provoca lesioni fisiche può fare altrettanto male a chi ne è vittima. 

LA LEGGE CONTRO IL REATO DI REVENGE PORN
La legislazione in merito varia da Paese a Paese e per gli esperti il diritto non riesce a tenere il passo con le nuove tecnologie. Negli Stati Uniti, 46 Paesi hanno una legge contro questo reato; a Singapore è previsto il carcere fino a 5 anni; dal 2015 il revenge porn è un reato anche in Inghilterra e Galles, mentre in Italia è stato introdotto un anno fa con la legge 19 luglio 2019 n. 69, all'articolo 10. Chi mette in pratica il revenge porn quindi potrà essere accusato di molestia, violazione della privacy, diffamazione, ma anche di istigazione al suicidio, qualora dalla pubblicazione dei video o delle immagini dovessero derivare atti tragici. Il testo della legge italiana prevede che "chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con una multa da 5.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento". La pena aumenta nel caso in cui la diffusione di materiale "compromettente" avviene per mano del coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. Inoltre la pena aumenta da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. 

NOTE DI REGIA - Diego Botta 

La tecnologia è una risorsa. La tecnologia può essere un boomerang. Mai come in questo periodo ci siamo resi conto di quanto stia diventando importante, di come sia uno strumento di lavoro, comunicazione e scienza. Mai come in questo periodo ci stiamo rendendo conto di come sia parte integrante della realtà e delle nostre identità. Le identità superano la persona, diventano digitali, volatili, non ci appartengono più del tutto, prescindono da noi. Revenge Room questo tema lo affronta raccontando il rapporto della tecnologia con la parte più fragile della società: i ragazzi. Sono loro i più grandi utilizzatori dei social. Sono molte le applicazioni che gli permettono di interagire in vari modi e di comunicare online. Una parte di loro e di noi stessi è sulla rete, una parte dell'identità di ognuno di noi è in rete nei sistemi di messaggistica, nelle foto e nei video. Pullulano le chat, i gruppi di scambio di materiali privati non autorizzati. Esiste una curiosità morbosa, che poco ha a che fare con i sentimenti e le emozioni delle vittime, che diventa violenza diretta e indiretta. Oggi con un click si può fare molto male a una persona. E proprio in questo senso Revenge Room mostra allo spettatore due luoghi simbolici dell'anima, le identità dei protagonisti, di fronte a un atto di violenza che può avere conseguenze tragiche.

NOTE DI PRODUZIONE - Manuela Cacciamani 

Revenge Room è un progetto transmediale che si sviluppa in tre diversi contenuti: un cortometraggio lineare, uno in VR 360°, un Video Mapping. La sceneggiatura di Alessandro Diele ha vinto il secondo contest "La Realtà che non esiste" lanciato da One More Pictures con Rai Cinema. La giuria selettiva composta da Francesco Rutelli, Presidente dell'ANICA, Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato Rai Cinema, la giornalista Monica Maggioni, Alberto Luna, Senior Partner Talent Garden, Carlo Rodomonti, Responsabile Marketing Strategico e Digital di Rai Cinema e da noi produttori di One More, ha scelto fra 121 script. Revenge Room ci è sembrato il più adatto per tematiche, modalità e linguaggio. Questo prodotto si rivolge ad un pubblico giovane, molto pratico dei mezzi tecnologici e, spesso, meno pratico di esperienze di vita. Il mondo globalizzato porta con sé molte innovazioni che migliorano i nostri ritmi, che supportano la scienza, la medicina e anche il nostro Cinema. Ma insieme a tutte le cose positive, la rete, nasconde delle nuove trappole. È proprio come camminare da soli per il mondo, incontrando cose bellissime e cose terribili. Ed è in questo nuovo mondo che abbiamo il dovere di indicare i pericoli ai più giovani. Revenge Room racconta una storia e le racconta tutte. I protagonisti sono due giovani attori, Eleonora Gaggero e Luca Chikovani e due veterani come Alessio Boni e Violante Placido. Eleonora è sul set fin da piccolissima, protagonista di serie amate dai più giovani e Luca è già stato al Festival di Cannes con il Cinema d'Autore. Il set è un luogo magico dove accadono tante cose meravigliose. Come la generosità professionale di Alessio nel sostenere con la sua esperienza gli attori più giovani. L'ho visto consigliare, improvvisare, inventare, dare intensità e leggerezza al momento giusto. Violante ha dedicato molte energie a questo progetto con la dedizione tipica di chi ama il proprio lavoro, portando dentro questo cortometraggio tutta la sua sensibilità. Manuela Morabito ha chiuso la storia con un'interpretazione emozionante. La regia di Diego Botta ha dato valore a tutto. Il suo modo di dirigere gli attori è incantevole. Lascia spazio alla creatività di ognuno eppure indica con fermezza il risultato da ottenere. Matt & Bise hanno accolto il nostro invito con entusiasmo. I protagonisti della "rete" sono proprio loro e fa davvero piacere sapere che hanno a cuore il loro pubblico. Si sono sentiti subito coinvolti proprio per il tema sociale che il progetto racconta e per la necessità che questo messaggio arrivi ai giovani. La dolcezza della canzone di Baby K, Sogni d'oro e di platino, rappresenta in pieno lo stato emotivo, i sentimenti positivi e gli affetti sani che vogliamo raccontare. Un ringraziamento enorme va a Rai Cinema che ha la sensibilità di rendere possibile che questi messaggi arrivino ad un pubblico eterogeneo, ai giovani e alle loro famiglie.

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