Se Dio Vuole (2015)

Se Dio Vuole

Locandina Se Dio Vuole
Se Dio Vuole (Se Dio Vuole) è un film del 2015 prodotto in Italia, di genere Commedia diretto da Edoardo Falcone. Dura circa 87 minuti. Il cast include Marco Giallini, Ilaria Spada, Alessandro Gassmann, Laura Morante, Edoardo Pesce, Enrico Oetiker. In Italia, esce al cinema il 9 Aprile 2015 distribuito da 01 Distribution. Al Box Office italiano ha incassato circa 3.983.713 euro.

TRAMA

Tommaso è uno stimato cardiochirurgo, anche se il suo rapporto con il "cuore" si limita alla sala operatoria. Una vita fa ha conosciuto sua moglie Carla, affascinante e "pasionaria", oggi sfiorita come gli ideali in cui credeva. Tommaso e Carla hanno due figli. La più grande, Bianca, non ha interessi, non ha idee, non ha passioni: una simpatica mentecatta. Andrea invece è un ragazzo brillante, iscritto a Medicina, pronto a seguire le orme del padre, con suo grande orgoglio. Ultimamente Andrea però sembra cambiato: è spesso chiuso nella sua stanza e la sera esce senza dire a nessuno dove va. Il dubbio si insinua strisciante: Andrea è gay! Chiunque sarebbe entrato in crisi, ma non Tommaso. Lui detesta ogni forma di discriminazione: siamo tutti uguali. E il giorno del "coming out" arriva… Andrea raduna la sua famiglia, prende il coraggio a quattro mani e finalmente si apre: "ho incontrato una persona che ha cambiato la mia vita e quella persona si chiama Gesù. Per questo ho deciso di diventare sacerdote!" Per Tommaso, ateo convinto, un figlio prete è un colpo durissimo. Mentre finge di dargli appoggio totale decide di capirci di più e inizia a seguirlo di nascosto. Arriva così a Don Pietro, un sacerdote davvero "sui generis" e assiste ad uno strepitoso "one man show" di fronte ad una folla di ragazzi osannanti. E' quel prete ad aver fatto il lavaggio del cervello a suo figlio: è lui il nemico da battere! Approfittando dell'assenza di Andrea, in ritiro in un monastero, Tommaso sotto mentite spoglie comincia una vera e propria guerra senza esclusione di colpi. Ma le cose non vanno mai come pensiamo… 

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita al Cinema in Italia: Giovedì 9 Aprile 2015
Uscita in Italia: 09/04/2015
Genere: Commedia
Nazione: Italia - 2015
Formato: Colore
Durata: 87 minuti
Produzione: WILDSIDE, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Box Office: Italia: 3.983.713 euro
Note:
Film riconosciuto di interesse culturale con contributo economico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Direzione generale per il cinema. Opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo.

Immagini

[Schermo Intero]

INTERVISTA A MARCO GIALLINI (Tommaso)

Ci descrivi il tuo personaggio nel film?
Nel film sono un cardiochirurgo che ad un certo punto ha un piccolo sconvolgimento familiare: si trova a dover fronteggiare una crisi coniugale e a fare i conti con un importante scelta di vita del figlio minore. Lui è un abile e stimato professionista, burbero e sicuro di sé,  costretto a dover smussare questi lati del suo carattere a causa di un insolito incontro...
Cosa ti ha spinto ad interpretarlo?
Ho scelto di interpretare Tommaso per il carattere molto diverso dal mio, perché é un film scritto benissimo. E poi per il cast chiamato ad interpretarlo.
Come ti sei preparato  per il ruolo?
Non adotto nessun metodo in particolare, in questo caso ho seguito le direttive tecniche dei medici e del regista, il resto l'ho fatto io.
Come è stato il rapporto con il regista ?
Inizialmente abbiamo avuto qualche piccolo scontro per divergenze rispetto al personaggio ma, una volta visto il film, devo dire che aveva ragione lui. 
Com'è stato il rapporto con i tuoi colleghi ?
Il rapporto con i miei colleghi é stato perfetto, avevo già lavorato con la maggioranza di loro e siamo diventati ancora più amici.
C'è qualche episodio della lavorazione che ti ha particolarmente colpito ?
Non ci sono episodi particolari, se non vedere dei bravissimi colleghi all'opera.
Come descriveresti questo film ?
Un bel film, una commedia con risvolti seri, e un film che avrei voluto vedere al cinema.

INTERVISTA A EDOARDO FALCONE (il regista)

Com'è nata l'idea del film?
Volevo fare un film che raccontasse in maniera divertente e dissacrante la realtà che ci circonda. Da sempre sono un appassionato della "commedia all'italiana" classica. Per quanto mi riguarda Monicelli, Risi, Germi e Scola sono un punto di riferimento imprescindibile. Ma anche gli sceneggiatori che hanno scritto con loro: Age, Scarpelli, Maccari, Sonego, Vincenzoni e via dicendo. Per questo cercavo un'idea diversa che non fosse la solita commedia romantica, né tantomeno il tipico film comico farsesco e macchiettistico. Lo spunto iniziale mi è venuto guardandomi intorno. Conosco tante persone che si reputano aperte, democratiche e illuminate ma che, in realtà, sono totalmente incapaci di mettersi in discussione, dimostrando di essere l'esatto contrario. Così è Tommaso, un medico presuntuoso e pieno di sé che sarà costretto a rivoluzionare la sua vita e le sue certezze grazie all'incontro con Don Pietro, un sacerdote molto sui generis.

Come hai lavorato con Marco Martani alla sceneggiatura?
Non avevo mai lavorato con Marco. E' stato un incontro molto fortunato. Non solo è un ottimo sceneggiatore ma è anche una bella persona; uno che lavora con passione e rimette costantemente in discussione il lavoro fatto. Spero di continuare a collaborare con lui.

Questo film è il tuo esordio alla regia. Cosa ti ha spinto a fare il grande passo?
La ragione principale è riuscire ad avere un controllo totale sul progetto. Fare lo sceneggiatore è fantastico ma può essere anche molto frustrante. Si lavora per mesi ad un progetto e, ad un certo punto, ti viene tolto dalle mani. Da quel momento è come se non esistessi più. L'unica cosa che puoi fare è andare al cinema e vedere che ne è stato delle tue parole. A volte è una bellissima esperienza, altre molto meno.

Com'è stata la lavorazione del film?
Un'esperienza unica. Un film richiede un'attenzione e una dedizione totale per mesi. Praticamente la tua vita diventa solo un'appendice del progetto che stai portando avanti.  Dall'idea alla scrittura, dal casting al set fino alla postproduzione, è un andare avanti, a testa bassa, sempre e comunque. Il tutto tra mille difficoltà ma anche innumerevoli soddisfazioni.

Quale la fase più bella?
Difficile rispondere. Ovviamente da sceneggiatore ho una particolare predilezione per la scrittura. L'intuizione giusta, lo snodo trovato improvvisamente, la battuta che ti risolve la scena, sono sempre grandi momenti. Poi però ti trovi improvvisamente catapultato sul set e ti si apre un mondo. E scopri tutta la meraviglia e le insidie del lavoro con gli attori e le troupe.

E quella più complicata?
Sicuramente il set. Una sorta di incredibile girone infernale in cui sei costretto ad essere contemporaneamente Virgilio, Dante, Beatrice e Caronte.

Come è avvenuta la scelta del cast?

Per me il lavoro sugli attori è fondamentale. Anche se si tratta di una commedia, volevo assolutamente trovare una verità in tutti gli interpreti. Dopo settimane di dubbi e proposte, quando si è ventilata l'ipotesi di Gassmann e Giallini per i due protagonisti, ho capito subito che sarebbe stata l'accoppiata vincente. E così è stato. A chiudere perfettamente il cerchio si è aggiunta, nel ruolo della moglie insoddisfatta, Laura Morante, una delle attrici più straordinarie del nostro cinema. A quel punto il resto è venuto da sé: tanti provini e incontri per andare a riempire tutte le caselle a disposizione, mantenendo la stessa accuratezza nella scelta di ogni ruolo.

Ci puoi descrivere i personaggi del film?

Tommaso è un uomo pieno di sé ma assolutamente vuoto di tutto il resto. La moglie Carla è una donna borghese infelice e frustrata, con l'hobby dell'alcol e delle adozioni a distanza. Bianca è la loro figlia maggiore, un'adorabile idiota. Gianni è il degno compagno di Bianca, nonché immobiliarista rampante pronto a tutto. Andrea è il figlio prediletto di Tommaso ma anche la sua più grande delusione. E poi c'è Don Pietro, un prete che sembra tutto tranne che un prete, ma che in realtà trasformerà, direttamente o indirettamente, la vita di tutti i protagonisti.

Come ti sei trovato a lavorare con Giallini e Gassmann?
Marco e Alessandro sono due attori strepitosi con un enorme bagaglio umano e professionale alle spalle. E' stato molto bello poterli dirigere. Credo che entrambi abbiano dato una verità e una sincerità ai due protagonisti di cui gli sono immensamente grato.

E con gli altri interpreti?
Ho cercato di stabilire un rapporto umano e sincero con tutti senza mai perdere di vista il lavoro sul loro personaggio. Quando li incontro ancora mi salutano, quindi presumo che alla fine non è andata tanto male.

Come descriveresti questo film ?
Una commedia leggera ma non troppo. Un film semplice, fatto di scrittura e recitazione. Comunque è  difficile per me trovare una definizione. Posso solo dire che mi piacerebbe che lo spettatore uscendo dal cinema potesse pensare: "ma guarda, una commedia all'italiana!"

INTERVISTA A ALESSANDRO GASSMANN (Don Pietro)

Ci descrivi il tuo personaggio nel film?
Sono un prete un po' "sui generis" che cerca di aiutare le persone nella vita di tutti i giorni..  gira in vespa, entra nelle loro case e gli parla in maniera normale…
Insomma faccio il "lavoro" del prete aiutando, consolando e spronando le persone ad agire per uscire dai loro problemi cercando di fargli capire che "Dio ama tutti" ma, prima di tutto, anche per poterlo amare, dobbiamo volere bene a noi stessi.

Cosa ti ha spinto ad interpretarlo?
Io non frequento la Chiesa ma se ci fossero preti cosí forse la frequenterei.
Mi piace Papa Francesco perché é un uomo pratico che parla semplicemente di cose comuni alla gente e secondo me un prete cosí gli piacerebbe. È un ruolo nuovo per me e mi ha colpito subito.
Come ti sei preparato per il ruolo? 
Ho cercato un modo per far sì che non sembrasse finto. In Italia secondo me ci sono preti così…penso ai preti che vivono in zone difficili e cercano di aiutare i ragazzi ad uscire da situazioni scomode.
Come è stato il rapporto con il regista ?
Molto piacevole. Edoardo era alla sua prima esperienza e ha ascoltato i nostri suggerimenti. Per banale che possa sembrare ci siamo divertiti…e sono sicuro che il film restituisca a chi lo guarda anche la serenitá del set.
Come è stato il rapporto con i tuoi colleghi?
Io ho lavorato molto con Marco Giallini, non ho scene con Laura Morante.
Con Marco avevo già lavorato in "Tutta colpa di Freud" e ci eravamo trovati benissimo. Poter lavorare ancora insieme a lui è stata una delle ragioni che mi ha convinto. E poi Giallini ha così tanto da imparare da me che mi sembrava doveroso stargli vicino!!!

C'è qualche episodio della lavorazione che ti ha particolarmente colpito ?
Direi che forse, come sempre succede quando lavoro con Giallini, ci facciamo ridere a vicenda e diventa difficile andare avanti. Questo è solo il nostro secondo film insieme ma è come se avessimo sempre lavorato in coppia.
Aggiungo che è la prima volta nella mia carriera che parlo  nel mio dialetto (quello romanesco).
Come descriveresti questo film?
Una bella storia, molto moderna e finalmente nuova.
Pur rimanendo una commedia parla di un argomento che difficilmente viene raccontato nel nostro cinema. Si ride e si pensa. Spero...

INTERVISTA A LAURA MORANTE (Carla)

Ci descrivi il tuo personaggio nel film?
Il mio personaggio è una donna che ha apparentemente deposto le armi; ha avuto una giovinezza densa di ideali e di battaglie ma il matrimonio (certamente d'amore) con un uomo tanto brillante, quanto dispotico ed egocentrico, l'ha progressivamente fiaccata e spenta. Annega nell'alcol la propria infelicità e cerca di dare un senso alla propria vita attraverso un alquanto astratto impegno umanitario. 

Cosa ti ha spinto ad interpretarlo?
La sceneggiatura mi è sembrata divertente, i personaggi restano credibili malgrado circostanze a volte paradossali, il dialogo è  efficace e spesso molto buffo. Ero contenta di ritrovare Marco Giallini, con il quale avevo già lavorato e, in generale, accetto volentieri i primi film. Un primo film rappresenta certo un'incognita, ma vi si respira un'aria più nuova, più fresca, che può risultare vivificante anche per un attore. 

Come ti sei preparata per il ruolo?
Nessuna preparazione actor studio! Ho letto attentamente la sceneggiatura, ho parlato a lungo con il regista, ho cercato di "accordarmi" agli altri attori e ho, dove possibile, seguito l'istinto. 

Come è stato il rapporto con il regista ?
Edoardo è un regista molto attento, assertivo,  a volte perfino categorico. Non sempre capivo la ragione di certe prese di posizione: durante questa battuta non devi assolutamente fare questo gesto, ricordati di dire esattamente questa parola e non un suo sinonimo, ecc. non ci sono state frizioni, forse qualche momento di perplessità. Ma Edoardo è soprattutto un regista motivato ed entusiasta, e per me questo è molto importante. 

Com'è stato il rapporto con i tuoi colleghi ?
Ho lavorato prevalentemente con Marco che è un attore straordinario e con il quale ho un ottimo rapporto. 

C'è qualche episodio della lavorazione che ti ha particolarmente colpito ?
Ricordo il primo incontro con Edoardo dopo che avevo letto la sceneggiatura. Mi sono fatta promettere che il film non sarebbe stato uno spot per la Chiesa Cattolica.... 

Come descriveresti questo film ?
Il film è una commedia morale, una sorta di apologo. Divertente con una punta di gravità. 
Non troppo cattolico, spero ... 

INTERVISTA A ILARIA SPADA (Bianca)

Ci descrivi il tuo personaggio nel film?

Bianca è una ragazza di trent'anni. Vive in un favoloso attico con vista mozzafiato su Roma insieme a suo padre, un importante chirurgo, sua madre casalinga e suo fratello Andrea brillante studente universitario. Appartiene ad  un nucleo familiare dall'apparenza invidiabile. Bianca non ha un lavoro, non studia, non ha ancora chiaro chi è e cosa vuole diventare; l'unica sua certezza é suo marito Gianni che  ha una situazione lavorativa  un po' caotica ed instabile che non consente loro di vivere autonomamente. E' piuttosto inconsapevole e immatura ma comunque curiosa. Subisce forse più di tutti  la figura del padre dal quale vorrebbe sentirsi accettata e amata pur non essendo talentuosa come suo fratello. 

Cosa ti ha spinto ad interpretarlo?
Ho amato subito  questo personaggio per la sua fragilità e purezza. Mi piaceva che durante il film potessimo assistere ad una presa di coscienza e di coraggio di Bianca, un personaggio con cui poter usare tinte diverse. 

Come ti sei preparata  per il ruolo?
Quando lavoro su un personaggio gli costruisco una storia, un trascorso emotivo e di esperienze, un substrato che possa emergere indirettamente e poi cerco  le contraddizioni per renderlo più empatico e più umano. 
Come è stato il rapporto con il regista ?

Abbiamo collaborato cercando di raggiungere il giusto equilibrio. Diciamo che lui mi ha consegnato l'abito ed io me lo sono cucito addosso 

Come è stato il rapporto con i tuoi colleghi ?

Sono stata molto felice, ho lavorato con attori straordinari. Stare su un set, soprattutto in film corali come questi, è un po come partecipare ad un gioco di squadra come la pallavolo: se la palla te la alzano bene schiacci meglio ! 

C'è qualche episodio della lavorazione che ti ha particolarmente colpito ?

Conoscere Laura Morante. È una delle mie attrici preferite oltre che una donna incantevole. Il primo giorno al trucco non riuscivo a smettere di guardarla! Povera Laura…  chissà che imbarazzo sentirsi i miei occhi addosso tutto il tempo !

Come descriveresti questo film ?

È una commedia divertente, ma garbata, che affronta temi importanti con assoluta leggerezza

INTERVISTA A EDOARDO PESCE (Gianni)

Ci descrivi il tuo personaggio nel film?

Si chiama Gianni ed è il fidanzato di Bianca. Non è sicuramente un genio, anzi, direi una persona abbastanza semplice. Vuole molto bene a Bianca e va molto fiero del suo lavoro di agente immobiliare; per lui una  vendita è motivo di grande soddisfazione. Il livello culturale è abbastanza basso, "cozza" un po' con quello dei genitori di Bianca, soprattutto con quello di Tommaso, che lo ribattezza "il pusillanime".

Cosa ti ha spinto ad interpretarlo?
Il fatto che ha una funzione comica quasi involontaria, non è un battutaro che cerca di far ridere o di essere simpatico. Risulta comico e a volte ridicolo inconsapevolmente e fa sorridere quasi con tenerezza. Spero crei empatia con il pubblico.

Come ti sei preparato  per il ruolo?
Ho vissuto sei mesi in un'agenzia immobiliare a Latina. Scherzo..! Ho letto il copione e ho provato le scene che mi riguardavano con il regista e il cast.
Come è stato il rapporto con il regista ?

Avevo già conosciuto Edoardo Falcone sia a teatro, sia in un film su cui abbiamo lavorato insieme e quando, dopo un provino, mi ha proposto questo ruolo sono stato più che contento. Anche se alla sua prima regia, mi è sembrato sempre molto sicuro e chiaro su ciò che voleva. Ho seguito molto le sue indicazioni che trovavo giuste, senza fare troppe proposte. 

Come è stato il rapporto con i tuoi colleghi ?

Beh, diciamo che è un cast che non ha bisogno di presentazioni. Marco Giallini è un amico, ci siamo conosciuti sul set di "Romanzo Criminale". L'unico problema con lui è che se non riesci a concentrarti rischi veramente di far saltare una giornata di lavoro. Con Alessandro Gassmann avevo già lavorato per "Viva l'Italia" di Massimiliano Bruno e credo sia inutile dire quanto sia professionale e preparato. Posso dire che è stato veramente un onore e un piacere fare delle scene con Laura Morante. Con lei mi sono veramente sentito vicino a Gianni. Ilaria Spada è stata veramente una sorpresa. Bravissima. 

C'è qualche episodio della lavorazione che ti ha particolarmente colpito ?

Il catering, credo di avere preso almeno cinque chili..!

Come descriveresti questo film ?

Una commedia in stile un po' più europeo, basata sulle situazioni più che su delle gag. Dovrebbe piacere. Se Dio vuole!

INTERVISTA A ENRICO OETIKER (Andrea)

Ci descrivi il tuo personaggio nel film?

Il mio personaggio si chiama Andrea. E' un ragazzo di circa vent'anni, di buona famiglia, timido e sensibile. Da questa sensibilità nasce l'equivoco che porta a pensare alla sua famiglia che lui sia gay, quando in realtà ha scelto la strada del sacerdozio. Potremmo definire Andrea come l'unico personaggio normale in una gabbia di matti, l'unico in grado di essere reale e a suo agio con se stesso.

Cosa ti ha spinto ad interpretarlo?

Interpretare Andrea ha segnato il mio esordio sul grande schermo, è stata un'occasione unica che mi ha permesso di lavorare a fianco dei grandi del nostro cinema. Inutile dire che non è stato difficile per me entusiasmarmi per un progetto del genere.
   
Come ti sei preparato per il ruolo?

Parte del lavoro è stata fatta in collaborazione con il mio acting coach (Alessandro Prete), il resto è stato un lavoro verso una limpidezza d'animo e sensibilità che ritenevo molto appropriata per il personaggio.

Come è stato il rapporto con il regista del film

Fin da subito Edoardo ha voluto creare un clima serio, ma allo stesso tempo molto informale e rilassato. Il rapporto con lui è stato molto diretto e produttivo: c'era una fiducia totale da parte mia nel seguire le indicazioni che mi venivano suggerite e questo anche grazie all'atmosfera serena sul set.

Come è stato il rapporto con i tuoi colleghi?

I miei colleghi sono stati molto carini, tutti molto cordiali e disponibili. Marco Giallini ed Edoardo Pesce in particolare hanno percepito la mia agitazione iniziale, mettendomi subito a mio agio e rompendo la tensione con continue battute e sketch simpatici.

C'è qualche episodio della lavorazione che ti ha particolarmente colpito ?

In realtà più che un singolo episodio, mi ha colpito il modo in cui la troupe ha lavorato. Nonostante la mole di lavoro e la serietà del progetto, ho sempre respirato un ambiente rilassato. Mi sono confrontato con tutti, dai runner agli sceneggiatori e sono rimasto impressionato dalla disponibilità che ho trovato ovunque mi muovessi sul set.

Come descriveresti questo film ?

Forse potremmo descriverlo come un film "seriamente leggero" o "leggermente serio": tratta argomenti assolutamente seri ed attuali come l'omosessualità, la chiesa, le scelte e dinamiche all'interno di una famiglia, ma soprattutto l'incapacità dei genitori a mollare il controllo che vogliono avere sui figli; il tutto senza mai dimenticare il sorriso e la comicità, che sono parti integranti della vita.

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