Short Skin (2014)

Short Skin

Locandina Short Skin
Short Skin (Short Skin) è un film di genere Drammatico di durata circa 83 minuti diretto da Duccio Chiarini con protagonisti Matteo Creatini, Francesca Agostini, Nicola Nocchi, Miriana Raschillà, Bianca Ceravolo, Bianca Nappi.
Prodotto nel 2014 in Italia. e Iran. esce in Italia Giovedì 23 Aprile 2015 distribuito da Good Films.

TRAMA

Sin da quando è piccolo, il diciassettenne Edoardo soffre di una malformazione al prepuzio che lo rende timido e insicuro con le ragazze. Chiuso nel suo microcosmo asessuato, reagisce infastidito alle pressioni del mondo esterno. Tutti attorno a lui sembrano parlare solo di sesso: l'amico Arturo, talmente ossessionato dall'idea di perdere la verginità che sarebbe pronto anche a farlo con un polpo, i genitori di Edo che premono affinché si dichiari a Bianca, la vicina di casa arrivata come ogni anno da Milano per le vacanze; persino la sorellina Olivia, alla ricerca di una canina con cui fare accoppiare il cane di famiglia. A rompere il guscio di Edoardo non saranno tuttavia le pressioni del mondo esterno quanto il ravvicinato incontro con una ragazza conosciuta per caso. Costretto a uscire dal cono d'ombra nel quale si è nascosto per anni, Edoardo cercherà di risolvere il suo problema con goffi stratagemmi per trovare infine il coraggio di affrontare le proprie paure.

Data di Uscita ITA: Giovedì 23 Aprile 2015
Genere: Drammatico
Nazione: Italia, Iran, UK - 2014
Formato: Colore
Durata: 83 minuti
Distribuzione: Good Films
Note:
Presentato a Biennale College al Festival del Cinema di Venezia 2014.

Cast e personaggi

Regia: Duccio Chiarini
Fotografia: Baris Ozbicer
Scenografia: Ilaria Fallacara
Montaggio: Roberto Di Tanna
Costumi: Ginevra De Carolis

Cast Artistico e Ruoli:

Immagini

[Schermo Intero]
Locandina italiana
Foto e Immagini Short Skin
Locandina italiana
Foto dal film
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Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
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DICHIARAZIONI DEL REGISTA

La genesi del progetto

Nella primavera del 2013, stanco delle lunghe attese che stavano caratterizzando la produzione del mio primo film, decisi di scrivere una sceneggiatura da realizzare in maniera totalmente indipendente. Avevo appena letto il fumetto di Gipi LMVDN e quella storia di fragilità maschile raccontata in maniera così delicata mi aveva riportato alla mente una serie di disavventure sessuali vissute da adolescente che mi sembrava potessero diventare un film. Buttai giù il soggetto in poche settimane mescolando ricordi e sensazioni di allora e dopo averci lavorato assieme ad Ottavia Madeddu e Miroslav Mandic lo feci leggere al mio compagno di studi alla London Film School, Babak Jalali. Babak rimase subito entusiasta di quella storia e mi propose di fare domanda per il Biennale College - Cinema, che aveva aperto il nuovo bando. Due mesi dopo aver fatto domanda ricevemmo una telefonata in cui ci informavano che eravamo tra i dodici progetti selezionati per la prima fase: dodici mesi più tardi eravamo a Venezia per la prima del film.

L'idea del film

L'idea di questo film è sempre stata quella di raccontare la fragilità e le debolezze del sesso maschile, troppo spesso rappresentato facendo solo riferimento agli stereotipi del machismo. La problematica sessuale vissuta da Edoardo doveva essere insomma solo uno strumento narrativo per raccontare un passaggio all'età adulta più intimo e profondo. Per restituire il senso di costante pressione percepito da chi come Edoardo è alle prese con problemi così delicati, serviva un mondo circostante che lo mettesse con le spalle al muro, così sono nati tutti i personaggi secondari, ovviamente ispirati alle persone con cui condividevo la mia vita di adolescente. Dai compagni di scuola agli adulti privi di dubbi per arrivare alla sboccata sorellina Olivia, volevo che in qualche modo ognuna delle storie secondarie rappresentasse la crescita di Edoardo e, soprattutto, il suo cambio di sguardo sulle cose, il suo arrivare a prendere consapevolezza della complessità delle relazioni umane soprattutto quando hanno a che fare con il sesso.

Come funziona Biennale College – Cinema e cosa ha voluto dire farne parte

Ogni anno si apre un bando destinato alle opere prime e seconde da realizzarsi con un budget di centocinquantamila euro. Di circa trecento progetti che mediamente arrivano da tutto il mondo, ne vengono selezionati dodici. Questi progetti partecipano a un primo workshop che si svolge a Ottobre durante il quale i team sviluppano i loro progetti assieme ad editor e produttori internazionali. Poi i gruppi hanno un mese di tempo per spedire una prima stesura della sceneggiatura; una giuria sceglie tre di questi progetti che, prima di girare il film, partecipano ad altre due sessioni di lavoro a Venezia insieme a produttori, editor, montatori e sales agents che fanno da consulenti.

Partecipare a Biennale College – Cinema è stata una grandissima e indimenticabile esperienza. A partire dalla prima fase, in cui siamo stati seguiti da editor e produttori molto esperti e ci siamo confrontati con i team degli altri progetti, fino alle fasi successive dove, sempre grazie alla consulenza del team di Biennale, abbiamo potuto preparare al meglio le fasi di pre-produzione del film per poi girarlo e montarlo in soli tre mesi, con la consapevolezza che sarebbe stato presentato a Venezia, al Festival. Questa velocità di esecuzione è stata un regalo bellissimo per chi come me, da anni batteva la testa in procedimenti di sviluppo e di realizzazione lunghissimi. 

Il casting

Non appena abbiamo saputo che eravamo tra i tre progetti che sarebbero stati realizzati, assieme all'aiuto regista Marco Teti, abbiamo lanciato una chiamata generale per partecipare ai provini. Cercavamo ragazzi tra i 16 ed i 22 anni che non avessero necessariamente delle esperienze precedenti. Tra il Novembre 2013 e Marzo 2014 abbiamo avuto il piacere di incontrare centinaia di persone e con molti di loro, anche se poi non sono stati scelti per i ruoli principali, siamo poi rimasti in contatto coinvolgendoli nelle riprese o come comparse. È stato così che abbiamo trovato e scelto quasi tutti i membri del cast.

Le musiche

L'idea di affidare la composizione delle musiche a Woodpidgeon è stata del produttore Babak Jalali, grande fan della band sin da quando era adolescente. Cercavamo per il film delle sonorità delicate ma non specificamente riconducibili ai luoghi in cui la storia è ambientata, per cui l'idea di avere una band canadese a comporre le atmosfere sonore ci ha subito affascinato. Dopo avere ascoltato alcuni pezzi dei Woodpidgeon sono rimasto subito affascinato ed ho contattato il fondatore ed anima della band Mark Andrew Hamilton che ha subito accettato di partecipare con piacere.

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