La figlia della sciamana (2015)

Skammerens datter

Locandina La figlia della sciamana
La figlia della sciamana (Skammerens datter) è un film di genere Avventura di durata circa 96 minuti diretto da Kenneth Kainz con protagonisti Maria Bonnevie, Jakob Oftebro, Allan Hyde, Peter Plaugborg, Laura Bro, Roland Moller.
Prodotto da Nepenthe Film nel 2015 in Danimarca [Uscita Originale il 26/03/2015 (Danimarca)]

TRAMA

Dina, la figlia della sciamana, è una ragazza che, suo malgrado, ha ereditato il potere soprannaturale di sua madre, quello di guardare dentro l'anima delle persone, facendole vergognare di se stesse. Quando, nel regno di Dunark, l'unico erede al trono viene ingiustamente accusato dell'atroce assassinio della propria famiglia, la madre di Dina viene attirata con falsi pretesti nel reame per farlo confessare. Rifiutandosi di usare il suo dono per loschi fini, viene fatta prigioniera. Così, scoprire la verità sugli omicidi spetta ora a Dina, che però si ritrova presto coinvolta in una feroce lotta di potere, a rischio della sua stessa vita. In un mondo fantasy dal sapore medievale popolato di draghi e stregonerie, Dina e la sua famiglia si lanciano in un'avventura che vale un'intera vita, al fine di portare il legittimo erede sul trono del regno di Dunark. 

Data di Uscita ITA: 21/07/2015 (Giffoni Experience)
Data di Uscita Originale: 26/03/2015 (Danimarca)
Genere: Avventura
Nazione: Danimarca - 2015
Formato: Colore
Durata: 96 minuti
Produzione: Nepenthe Film
Note:
Presentato in Concorso a Giffoni Experience 2015.

Prossimi passaggi in TV:
Lunedì 13 Luglio ore 21:15 su Cielo
Sabato 18 Luglio ore 14:00 su Cielo

Cast e personaggi

Regia: Kenneth Kainz
Sceneggiatura: Anders Thomas Jensen

Cast Artistico e Ruoli:

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Immagini

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Foto e Immagini La figlia della sciamana
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Dichiarazioni del regista

"Quando, nell'estate del 1978, io e mio padre uscimmo dal cinema in 3D Scala Bio, ad Aalborg, in Danimarca, sapevamo entrambi di avere appena vissuto una esperienza speciale e sbalorditiva. Eravamo appena entrati in un mondo completamente diverso, eppure avevamo vissuto qualcosa di molto vicino a noi. Avevamo assistito a una grande avventura spaziale così vicina alla terra da apparire altamente realistica. Come ci si poteva sentire così ingenui quando tutto è stato creato? La "forza" esisteva veramente? C'erano pianeti abitabili con due soli? Lo avevamo appena scoperto. Quello è stato un momento decisivo per me, e uno dei motivi per cui faccio narrazione per il grande schermo. "Con il romanzo 'La figlia della sciamana', la scrittrice Lene Kaaberbøl ha creato un intero universo, con il quale mi ha ricordato la sensazione legata a ciò che è 'molto molto lontano', e allo stesso tempo mi ha fatto sentire circondato da personaggi che appaiono candidi e ingenui ma affrontano profondi dilemmi. Era evidente che la storia di Dina, la quale accetta malvolentieri la sua identità, una storia ambientata in un mondo meraviglioso e avventuroso popolato da draghi e facoltà soprannaturali, doveva essere portata sul grande schermo. 

"Sebbene ci troviamo in un mondo di fantasia, una delle principali qualità del libro è l'onesta descrizione dei turbamenti interiori di ogni personaggio, che vengono tradotti in sentimenti autentici. I personaggi hanno problemi esistenziali e vitali, che danno alla storia un accento più grave, drammatico e inquietante, ma la rendono anche epica, avventurosa e fantastica. Come spettatori, non sappiamo in anticipo che cosa succederà a Dina, quindi siamo sorpresi, spaventati o entusiasti come lei quando la ragazza affronta nuovi amici o nemici. Volevo ritrarre una persona giovane – una persona piccola – che si scontra con un universo grande, violento e confuso, mentre viene introdotta alla complessità del mondo e impara a sviluppare la parte migliore di se stessa. La prospettiva visiva e il mio interesse sono focalizzati sulla ragazza valente che si ritrova in questo mondo fantastico, e non sul mondo fantastico che ospita una ragazza. Adattare un romanzo comporta dei compromessi, ma per me è stato fondamentale conservare il tono dell'opera di Lene Kaaberbøl. Si tratta di un romanzo aspro e oscuro, quindi doveva uscirne un film aspro e oscuro, ma entrambi sono pieni di speranza, e non abbiamo mai spento la luce. "Con la mia esperienza da adulto, ho fatto un film che il bambino dentro di me vorrebbe vedere. E, in tutta modestia, spero di offrire a ogni bambino e ai suoi genitori una esperienza meravigliosa da poter condividere e, mi auguro, intensa come quella che vissi insieme a mio padre nel 1978".

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