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Suburra (2015)

Suburra

Locandina Suburra
Suburra (Suburra) è un film di genere Crimine di durata circa 135 minuti diretto da Stefano Sollima con protagonisti Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano, Giulia Elettra Gorietti (Giulia Gorietti), Antonello Fassari, Jean-Hugues Anglade, Alessandro Bernardini, Michele Bevilacqua.
Prodotto da Cattleya nel 2015 in Italia. esce in Italia Mercoledì 14 Ottobre 2015 distribuito da 01 Distribution. Al Box Office Suburra ha incassato circa 4.624.061 euro.

TRAMA

Nell'antica Roma, la Suburra era il quartiere dove il potere e la criminalità segretamente si incontravano. Dopo oltre duemila anni, quel luogo esiste ancora. Perché oggi, forse più di allora, Roma e' la città del potere: quello dei grandi palazzi della politica, delle stanze affrescate e cariche di spiritualità del Vaticano e quello, infine, della strada, dove la criminalità continua da sempre a cercare la via più diretta per imporre a tutti la propria legge. Il film è la storia di una grande speculazione edilizia, il Water-front, che trasformerà il litorale romano in una nuova Las Vegas. Per realizzarla servirà l'appoggio di Filippo Malgradi (Pierfrancesco Favino), politico corrotto e invischiato fino al collo con la malavita, di Numero 8 (Alessandro Borghi), capo di una potentissima famiglia che gestisce il territorio e, soprattutto, di Samurai (Claudio Amendola), il più temuto rappresentate della criminalità romana e ultimo componente della Banda della Magliana. Ma a generare un inarrestabile effetto domino capace di inceppare definitivamente questo meccanismo saranno in realtà dei personaggi che vivono ai margini dei giochi di potere come Sebastiano (Elio Germano), un PR viscido e senza scrupoli, Sabrina un'avvenente escort (Giulia Elettra Gorietti), Viola (Greta Scarano) la fidanzata tossicodipendente di Numero 8 e Manfredi (Adamo Dionisi) il capoclan di una pericolosa famiglia di zingari. Suburra è film di genere, un crime story che si svolge in un arco temporale brevissimo. Sette giorni in cui ogni personaggio coinvolto proverà ad anticipare le mosse dell'altro scatenando una guerra senza quartiere che finirà per coinvolgere colpevoli e innocenti, criminali, cittadini perbene, politici e cardinali. Sette giorni prima che il governo, e con esso la Suburra, crolli.

Data di Uscita ITA: Mercoledì 14 Ottobre 2015
Genere: Crimine
Nazione: Italia - 2015
Formato: Colore
Durata: 135 minuti
Produzione: Cattleya, Rai Cinema (in associazione con), La Chauve Souris (co-produzione), Cofinova 11 (co-produzione), Cinemage 9 (co-produzione), Canal+ (con la partecipazione di), Indie Sales (con la partecipazione di), Indie Invest (con la partecipazione di), Haut Et Court Distribution (con la partecipazione di)
Distribuzione: 01 Distribution
Box Office: Italia: 4.624.061 euro
Soggetto:
tratto dal romanzo 'Suburra' di Giancarlo de Cataldo. soggetto di Giancarlo de Cataldo, Carlo Bonini, Sandro Petraglia, Stefano Rulli.
In HomeVideo: in DVD da Giovedì 10 Marzo 2016 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Stefano Sollima
Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini
Fotografia: Paolo Carnera
Scenografia: Paki Meduri
Montaggio: Patrizio Marone
Costumi: Veronica Fragola

Cast Artistico e Ruoli:

Produttori:
Riccardo Tozzi (Produttore), Giovanni Stabilini (Produttore), Marco Chimenz (Produttore), Gina Gardini (Produttore esecutivo), Matteo De Laurentiis (Produttore esecutivo), Éric Névé (Coproduttore), Nicolas Eschbach (Coproduttore)

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Sette giorni in cui ogni personaggio coinvolto prova ad anticipare le mosse dell'altro scatenando una guerra senza quartiere.

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NOTE DI REGIA - Stefano Sollima

Suburra è un film che racconta un mondo e una realtà assolutamente realistica, pur non essendo una ricostruzione storica o di cronaca.

È un film che vuole muoversi liberamente tra i punti di vista dei diversi personaggi, grandi e piccoli, potenti e inermi, senza giudicarli, indagandone azioni e psicologia senza pregiudizi, attraverso uno stile visivo asciutto e attento a ricercare, nelle pieghe del racconto, gli aspetti umani, terreni dei suoi protagonisti. Senza retorica, senza demagogia, senza moralismo.

Un movimento narrativo corale dove i protagonisti sono però molto attuali, sono i figli dei nostri tempi, i figli della Suburra.

Suburra è espressione di un ''realismo di genere'' dove il ''genere'' - inteso nella sua accezione più classica, quindi spettacolare, avvincente ma anche popolare - si coniuga ad un preciso e circostanziato racconto del mondo che ci circonda, dando vita ad un quadro, dipinto con estrema attenzione, della realtà di oggi e della sua spaventosa pericolosità.

Per come l'abbiamo raccontato noi, Suburra è principalmente un luogo dell'anima dei personaggi, ma in realtà nell'antichità era un quartiere ai piedi del Palatino, un ghetto dove c'erano bordelli e taverne, un punto di incontro tra nobili senatori e gente di malaffare: qui mondi distanti e apparentemente inconciliabili tra loro entravano in stretto contatto. La Suburra dell'Antica Roma e quella di oggi sembrano unite da un sottile filo lungo oltre 2000 anni, regolata dagli stessi immutabili meccanismi, con poteri insospettabili che continuano a garantire un equilibrio delicatissimo, tra il potere e la strada, per cercare il modo più rapido ed efficace di fare affari, di fare soldi.

Il progetto nasce perché con De Cataldo e Bonini avevo già lavorato (con De Cataldo avevamo fatto tutta l'esperienza di Romanzo Criminale - La Serie e con Carlo Bonini invece ACAB) e ho avuto l'occasione di leggere le prime bozze del libro e di assistere dall'inizio alla gestazione del romanzo Suburra e ne sono rimasto profondamente colpito, così ho iniziato a lavorare alla trasposizione cinematografica ben prima che il romanzo uscisse fisicamente in libreria. Suburra descriveva una Roma a tinte fosche, con splendidi personaggi ed un intreccio serrato, ma soprattutto era incredibilmente attuale, infatti a distanza di due anni e mezzo ci siamo ritrovati a girare il film nel pieno della tempesta giudiziaria che ha colpito Roma. L'aspetto più interessante del racconto era proprio la coesistenza in un unico spazio, cioè Roma, di mondi assolutamente distanti, dalle stanze affrescate del Vaticano alle periferie degradate, dalle case pacchiane e straboccanti degli zingari agli immobili palazzi della politica, dai sampietrini del centro storico alla sabbia del Lungomare di Ostia. Mondi diversi eppure segretamente collegati tra loro.

Mi sembrava potesse essere un film estremamente accattivante e potente sul piano narrativo e stupefacente da un punto di vista visivo, ma, soprattutto, mi regalava la possibilità di chiudere una ideale "trilogia del crimine romana" dopo le due stagioni di Romanzo criminale - La Serie.

Il film ha una struttura meno complessa e ha meno personaggi rispetto al romanzo. Per mantenere il fuoco su quella che ritenevo fosse l'anima del racconto, mi sono concentrato su pochi personaggi, su quelli che mi sembravano i più significativi e rappresentativi dei diversi mondi della Suburra. Come sempre accade in una trasposizione cinematografica bisogna sempre leggermente tradire la forma letteraria per cercare di preservarne l'essenza, l'anima del racconto.

In Suburra ho leggermente modificato stile di ripresa e di rappresentazione. Visto che gli innumerevoli mondi che andavamo a raccontare erano estremamente forti, caratterizzati, spesso in contrasto l'uno con l'altro, ho approcciato il film girandolo meno mosso, più fermo e utilizzando campi "larghi". Era fondamentale riuscire ad avere contemporaneamente, nel quadro, nel fotogramma, sia il personaggio che il suo mondo, perché ogni personaggio ti avrebbe portato in un mondo diverso e ognuno con un proprio colore dominante, un'atmosfera, un carattere preciso.

Per ricostruire con precisione la complessità dei diversi mondi che abitano la Suburra abbiamo svolto un lavoro di ricerca e documentazione minuzioso, quasi maniacale, che mi ha regalato l'esperienza di intraprendere un viaggio nella mia città però con occhi diversi, di scoprirne aspetti prima sconosciuti o forse semplicemente osservati distrattamente, di capirla meglio.

Il regista, di professione, crea mondi e accompagna lo spettatore in un viaggio, che deve essere disposto a fare lui stesso in prima persona e questa volta il cammino mi ha riportato a Roma. La mia Roma.

NOTE DI PRODUZIONE - Riccardo Tozzi

Quasi 10 anni fa abbiamo cominciato a pensare che il cinema italiano dovesse ritornare al genere. Negli anni '70 in particolare, accanto al cinema d'autore, i nostri film d'azione, thriller, horror, "poliziotteschi", western, sono stati grandi successi, soprattutto internazionali. Spesso sono questi i film italiani che i cinefili di tutto il mondo ricordano. Tarantino non è un'eccezione, è uno dei tanti.

Da questa idea è nato Romanzo criminale, il film. Da cui avrebbe preso vita, grazie a Sky, una serie fortunata, che avrebbe a sua volta creato le condizioni per la progettazione di Gomorra. Avrebbero fatto seguito al cinema Acab, Educazione siberiana e, adesso, Suburra. Nel frattempo sono in sviluppo le serie di Django, Suspiria e 000. Tutti titoli di grande visibilità internazionale.

Un bel pezzo di questa strada l'abbiamo fatta e la stiamo facendo con un figlio d'arte del cinema di quegli anni: Stefano Sollima. Accompagnati dalla nostra produttrice delegata Gina Gardini, una newyorkese ormai di casa alla Magliana, a Scampia o a Ostia.

Stefano ha molti tratti dei cineasti dei tempi d'oro: l'istinto della scena e il senso d'insieme del racconto; il divertimento nel girare e un rigore estremo; l'orrore per la retorica e il gusto per lo sberleffo; l'attenzione alla realtà ma il gusto del racconto fantastico. Una coerenza di stile mascherata sotto l'attitudine artigianale.

Fare un film come Suburra non è semplice. Non solo nello sviluppo (11 versioni di Sandro Petraglia e Stefano Rulli, coadiuvati dagli autori del libro originale, Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo), ma anche e soprattutto nell'organizzazione delle riprese.

Il film si svolge in larga parte di notte e quasi sempre sotto la pioggia: due elementi costitutivi del sentimento del film e quindi inevitabili. In ambienti diversissimi della città. Il centro coi luoghi del potere, Ostia, la periferia Est; case borghesi, ville da festa, Parlamento e Vaticano, baracche e stazioni. Scontri a fuoco, inseguimenti, manifestazioni. Oltre 11 settimane di ripresa, spesso in condizioni estreme, con una troupe entusiasta ma insonne. Un costo finale poco sopra i sette milioni. Poco in rapporto al valore produttivo. Molto, per un mercato come quello italiano che non consente dimensioni produttive importanti. Un rischio che abbiamo preso, sperando che la qualità trovi alla fine il pubblico e le risorse per continuare su questa strada.

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