La Casa dei Libri (2017)

The Bookshop

Locandina La Casa dei Libri
La Casa dei Libri (The Bookshop) è un film di genere Drammatico di durata circa 113 minuti diretto da Isabel Coixet con protagonisti Emily Mortimer, Bill Nighy, Hunter Tremayne, Honor Kneafsey, Michael Fitzgerald, Frances Barber.
Prodotto da Diagonal TV nel 2017 in UK. e Spagna. [Uscita Originale il 10/11/2017 (Spagna)] esce in Italia Giovedì 27 Settembre 2018 Al Box Office La Casa dei Libri ha incassato circa 263.504 euro.

TRAMA

Basato sull'omonimo romanzo di Penelope Fitzgeraldmbientato nel 1959, La casa dei libri ruota attorno a Florence Green, una vedova dallo spirito libero, che decide di lasciarsi alle spalle il dolore della perdita del marito e rischia tutto per aprire una libreria – la prima nella sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in Inghilterra. Lottando contro l'umidità, il freddo e l'apatia degli abitanti del luogo, stenta ad affermarsi, ma presto le cose volgeranno al meglio. Apre gli occhi ai gretti abitanti del luogo esponendoli alla migliore letteratura dell'epoca, incluso il libro scandalo del momento, Lolita di Nabokov, nonché Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. La cittadina, che per secoli è rimasta uguale a se stessa, conosce così un risveglio culturale. Grazie alle sue attività, trova uno spirito affine, nonché un alleato, nel sig. Brundish, anch'egli stanco dell'atmosfera stagnante della cittadina. Ma con la sua mini rivoluzione sociale si crea ben presto degli acerrimi nemici: si scontra con l'ostilità dei negozianti meno fortunati di lei, nonché con la fiera opposizione della signora Gamart, inacidita e vendicativa donna alfa di Hardborough, aspirante patronessa delle arti e doyenne della scena artistica locale. Quando Florence rifiuta di piegarsi alla volontà della signora Gamart, tra le due ha inizio uno scontro per il possesso della libreria e del cuore e dell'anima della piccola città.

Data di Uscita ITA: Giovedì 27 Settembre 2018
Data di Uscita USA: Venerdì 24 Agosto 2018
Data di Uscita Originale: 10/11/2017 (Spagna)
Genere: Drammatico
Nazione: UK, Spagna, Germania - 2017
Formato: Colore
Durata: 113 minuti
Produzione: Diagonal TV, A Contracorriente Films, Green Films, Zephyr Films (in coproduzione con), ONE TWO Films (in coproduzione con), Saarländischer Rundfunk (SR) (in coproduzione con), ARTE (in associazione con), Northern Ireland Screen (in associazione con)
Box Office: Italia: 263.504 euro
Soggetto:
Basato sull'omonimo romanzo di Penelope Fitzgerald.
In HomeVideo: in Digitale da Venerdì 26 Luglio 2019 e in DVD da Mercoledì 12 Dicembre 2018 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Isabel Coixet
Sceneggiatura: Isabel Coixet
Musiche: Alfonso de Vilallonga
Fotografia: Jean-Claude Larrieu
Scenografia: Llorenç Miquel
Montaggio: Bernat Aragonés
Costumi: Mercè Paloma

Cast Artistico e Ruoli:
foto Emily MortimerEmily Mortimer
Florence Green
foto Bill NighyBill Nighy
Edmund Brundish
foto Reg WilsonReg Wilson
Generale Gamart
foto James LanceJames Lance
Milo North
foto Patricia ClarksonPatricia Clarkson
Violet Gamart
foto Nigel O'NeillNigel O'Neill
Mr. Deben

Immagini

[Schermo Intero]
Locandina internazionale
Foto e Immagini La Casa dei Libri
Locandina internazionale
Locandina italiana

NOTE DI DI REGIA - Isabel Coixet

Lessi il romanzo di Penelope Fitzgerald quasi dieci anni fa, nelle Isole Britanniche, durante un'estate particolarmente fredda. Quel libro fu per me un'autentica rivelazione: mi sentii trasportata di peso nel 1959 e credetti veramente di essere l'ingenua, dolce e idealista protagonista, Florence Green. In realtà, lo sono. Sento una connessione profonda con questo personaggio, non mi ero mai sentita altrettanto in sintonia con le protagoniste dei miei film precedenti. Tutti noi ci mettiamo in gioco, quotidianamente. Si colgono grandi opportunità o piccole opportunità, e si corrono dei rischi: e la maggior parte di ciò che facciamo passa inosservato. Ma cosa succede quando NON passa inosservato? E che impatto ha ciò che facciamo sul mondo in cui noi tutti viviamo? C'è qualcosa di eroico nel personaggio di Florence Green, qualcosa di essenziale e familiare. Si mette in gioco. Unico motivo: il desiderio di aprire una libreria. Non si cura del sostegno di chi le sta intorno, né lo cerca. Semplicemente, si rimbocca le maniche e punta dritta verso l'obiettivo. Di conseguenza, Florence Green non passa inosservata. È qui che le cose si fanno interessanti. Questa donna tranquilla, in un paese tranquillo, in una immota Inghilterra postbellica, è un invito a crescere, ad assumersi la responsabilità di rendere la vita migliore per noi tutti. È un'allegoria dell'oppresso, quando ancora non vi è nessuno che lo sostenga o faccia in modo che creda in se stesso. Florence non è una leader, altre persone ricoprono quel ruolo, che non vogliono vedersi usurpato. Le azioni di Florence, che evidenziano la sua passività come leader nell'ambito del gruppo sociale, innescano la loro collera. Ma Florence mostra la sua grinta: non molla, nonostante i numerosi moniti. La protagonista rappresenta molti dei mondi che ho interesse a esplorare drammaturgicamente: è una donna lungimirante al contrario della maggior parte degli abitanti del luogo. Sta facendo qualcosa di nuovo. Intravede un'opportunità per colmare un vuoto. Nella cittadina dove vive non c'è una libreria. La sua hýbris è essere convinta che la cittadina ne desideri fortemente una. Decide di rischiare e alcuni dei residenti saranno disposti a tutto pur di ridimensionarla. Senza nemmeno rendersene conto, Florence sfida una potente élite sociale. Ottiene il sostegno della Vecchia Guardia, ovvero della "vera" leadership della sua cittadina, ma sarà sufficiente? Florence mi ricorda la prima apparizione dell'auto elettrica. Lei è una piccola voce con un'idea enorme. Mentre i poteri che avversano Florence sono paragonabili a quei conducenti prepotenti che, in autostrada, spingono fuori carreggiata chi viaggia più piano; i suoi trionfi rappresentano quei magnifici pomeriggi in cui siamo testimoni del loro arresto. Il testo originale fa continuamente riferimento al potere del mare e a quanto la casa sia umida e malsana, nonché al fatto che, in genere, uno spazio interno, per essere desiderabile, dovrebbe avere la caratteristica di mantenersi asciutto. Il che corrisponde perfettamente alla rappresentazione dello stato d'animo dei nostri personaggi. Amo la sfida di rappresentare Florence come una raffica di aria fresca che mette in discussione le idee ammuffite della sua cittadina. La sua rivale in quella piccola società, la signora Gamart, è la regina delle muffe – usa l'ammuffita amministrazione pubblica, sommersa dalle scartoffie, per intralciare Florence, e continua a infiltrare l'ammuffito e vischioso personaggio di Milo North tra le compagnie di Florence. Egli le si appiccica addosso, ma non riesce a impregnare tutto, almeno non finché arriverà a trovare una "falla" nella struttura dell'edificio della libreria. L'equilibrio di questo film sta nella stratificazione delle varie scaramucce che Florence deve superare nella sua piccola società. Scaramucce che condurranno alle battaglie, le quali, a loro volta, condurranno alla guerra. Mentre assistiamo alla sua affermazione e alle decisioni che Florence assume per procedere lungo il suo cammino, siamo anche testimoni dell'effetto onda di quel sasso gettato nello stagno, del suo impatto sulle persone intorno a lei. E, anche se alla fine non vince la guerra, Florence lascia un segno in un piccolo gruppo di persone, che, forse, potrebbero a loro volta essere stimolate, nel loro futuro, a prendere iniziative di forte impatto. Alla fine non resta che il dolore sordo, per quanto dolce, dell'ineluttabilità. I fuochi della resistenza hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere. L'acqua continua a fluire e, mano a mano che la muffa trova il modo di appropriarsi di una struttura, la demolisce, spazzando via la storia. Ogni parte dovrà mantenere un occhio vigile, se vorrà preservarsi. Gli effetti della guerra contro Florence non sono poi così devastanti. Ancora una volta, siamo tutti degli esseri umani, pieni "di strepito e di furore, che non significa nulla." Florence perde la sua battaglia, ma è stata di ispirazione per Ia futura generazione di combattenti? La mia missione è quella di dimostrare che Florence è invero riuscita a insegnare a tutti noi a lottare per una buona causa. 

MOTIVAZIONI CULTURALI DELLA REGISTA E DELLA PRODUZIONE

La casa dei libri è un lungometraggio basato sul romanzo di Penelope Fitzgerald, La libreria, una delicata tragicommedia che narra la storia di Florence, una donna che accetta di affrontare una sfida enorme: aprire e gestire una libreria in una cittadina inglese. La storia racconta le difficoltà e gli ostacoli che Florence incontra sul proprio cammino: l'ignoranza, l'invidia e la falsa moralità dei residenti, che porranno irrimediabilmente fine al suo sogno. La storia ha una forte valenza culturale in quanto la trama è essenzialmente una parabola dei pericoli e delle difficoltà che incombono oggigiorno sul mondo della letteratura e sulla parola scritta, nel momento in cui affronta una società ignorante e gretta, appesantita dalla burocrazia e trainata dal denaro e dalla rivalità. Se la parola scritta, così come noi la conosciamo, dovesse scomparire, tutti i valori culturali e sociali, tutti i valori della conoscenza, scomparirebbero con essa. Siamo stati tutti testimoni della scomparsa, nelle nostre città, di antiche librerie, divorate dai meccanismi di una società che sembra poter fare a meno dei libri. Il film mette in luce questo silenzioso, incessante e definitivo processo di estinzione, le cui conseguenze non sono meno gravi e catastrofiche della distruzione della Biblioteca reale di Alessandria d'Egitto. Il film fa inoltre appello alla libertà di espressione ed è un attacco diretto alle molte forme di ignoranza e censura. La pubblicazione di un'edizione del famoso romanzo di Nabokov, Lolita, fornirà la scusa perfetta per eliminare la libreria di Florence, rivelando l'inequivocabile ipocrisia di una morale che demonizza e condanna qualsiasi discorso incapace di confermare la tiritera del suo falso e dittatoriale codice deontologico. In breve, il film rende anche omaggio alla libertà di espressione e alla pluralità di opinioni e prospettive. Insieme a questi valori, il film racconta anche la lotta personale di Florence. È una specie di Fenice, che cerca di ricostruire se stessa dopo la morte del marito. Un personaggio femminile forte, intelligente, maturo, che si fa guidare dalle proprie emozioni, un personaggio che mette tutta se stessa, tutto ciò che ha per costruire un'impresa culturale intesa come atto d'amore per il suo defunto compagno. Un personaggio che non si aspetta nulla in cambio se non conforto spirituale. I suoi antagonisti, in compenso, vorranno strapparle via il progetto, per crearne un altro, migliore del suo, per ottenere fama e denaro. Questa lotta incarna un fenomeno al quale troppo spesso assistiamo oggi, secondo il quale la cultura non promuove i lavori artistici intrinsecamente più meritevoli, bensì quelli che hanno una natura opportunistica o spettacolare che promette redditività, disprezzando, così, le possibilità curative, rigenerative, formative e incommensurabili offerte dalla cultura e dall'arte. Il film trasuda amore per i libri e per la letteratura da tutti i pori. Un amore puro ed eterno per la lettura, che dovrebbe essere trasmesso di generazione in generazione. Ecco perché la nostra protagonista, nonostante il fallimento finale, è comunque in grado di trasmettere quella passione a Christine, una bambina che rappresenta il futuro di un mondo che non deve voltare le spalle ai libri. Dopo tutto, chi meglio delle nuove generazioni è in grado di preservare l'esistenza di una letteratura, che non è per essi portatrice di interesse aprioristico? La letteratura e il romanzo sono affidati ai giovani d'oggi e a noi è affidato il compito di educarli, di formarli, affinché non abbandonino la parola scritta. Il film si conclude perciò con una nota di ottimismo, che riflette tale sentimento attraverso una sequenza rigenerativa in cui, in fin dei conti, vi è trasmissione di cultura da una generazione a quella successiva, contribuendo così alla costruzione di un mondo migliore e, al contempo, legittimando il ruolo di voce narrante di Christine. È lei che, appellandosi ai membri più giovani del pubblico, trasmette quei valori alla nuova generazione. Inoltre, un personaggio giovane in una parte importante, benché non da protagonista, può agire da polo d'attrazione, incoraggiando la fascia di utenza giovanile al cinema.

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