Locandina The offering - Nessuna anima è salva
The offering - Nessuna anima è salva (The offering) è un film del 2022 prodotto in USA, di genere Horror diretto da Oliver Park. Il film dura circa 93 minuti. Il cast include Nick Blood, Emm Wiseman, Allan Corduner, Paul Kaye, Jodie Jacobs, Daniel Ben Zenou. In Italia, esce al cinema Giovedì 23 Febbraio 2023 distirbuito da Vertice360.

TRAMA

Nella speranza di riconciliarsi con il padre ebreo ortodosso, il figlio di un impresario funebre torna a casa insieme alla moglie in dolce attesa. Ma le sue intenzioni vengono messe alla prova quando l'obitorio di famiglia riceve il corpo di un misterioso cadavere posseduto da un'antica entità che ha in serbo un terribile e infausto piano per il bambino in arrivo… Mescolando l'autentica demonologia ebraica e i profondi segreti della Cabala con le convenzioni classiche dell'horror, THE OFFERING è un film che fa restare attaccati alla poltrona, un susseguirsi di emozioni che culmina in un finale indimenticabile a cui il pubblico ripenserà per anni. 

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita al Cinema in Italia: Giovedì 23 Febbraio 2023
Uscita in Italia: 23 Febbraio 2023 al Cinema
Data di Uscita USA: Venerdì 13 Gennaio 2023
Genere: Horror
Nazione: USA - 2022
Durata: 93 minuti
Formato: Colore
Distribuzione: Vertice360
Classificazioni per età: ITA: 14+ (MIC)

Cast e personaggi

Regia: Oliver Park
Fotografia: Lorenzo Senatore
Scenografia: Philip Murphy
Montaggio: Simon Pearce
Costumi: Anna Gelinova

Cast Artistico e Ruoli:



Produttori:
Les Weldon (Produttore), Jonathan Yunger (Produttore), Jeffrey Greenstein (Produttore), Yariv Lerner (Produttore), Sam Schulte (Coproduttore)


Trucco e parrucco: Yana Stoyanova.

Immagini

[Schermo Intero]

Un Viaggio In Una Filosofia Perduta

La storia di The Offering è nata nei cuori e nelle menti di Jonathan Yunger e Hank Hoffman, due amici che hanno iniziato a scrivere la sceneggiatura 6-7 anni fa. "Sia io che Hank amiamo i film horror e non ci spaventavamo più abbastanza" - racconta il produttore Jonathan Yunger. Entrambi amano studiare la Kabbalah e ne discutono continuamente. Durante una di queste conversazioni è emersa la domanda su quanto sarebbe stata interessante una storia che tocca molte di queste idee e che contemporaneamente esplorasse l'esoterismo.
Un altro obiettivo era quello di mostrare le cose belle della comunità ebraica, come tutto sia radicato nell'amore, in principi forti tesi a vivere una buona vita - cos'è un uomo senza sua moglie, come può essere bello lo Shabbat, cosa significa l'accettazione nella comunità e così via. Da qui la decisione di ambientare l'intera storia nella comunità ebraica chassidica ortodossa di Brooklyn, New York.
Hank Hoffman spiega che THE OFFERING è essenzialmente una storia horror classica che si immerge nel genere esplorando la cultura chassidica in un modo che non è mai stato fatto prima, e allo stesso tempo abbracciando i temi classici dell'horror con un tocco di novità. La sfida per Jonathan e Hank è stata quella di creare un demone più intelligente di qualsiasi altro demone visto prima. "Il demone Abyzou può confondere il tuo senso della realtà e rielaborare quelli dello spazio e del tempo. Grazie a questi poteri, le opzioni narrative diventano molto eccitanti. Si ha a che fare con un antico dio che le culture venerano" spiega Hoffman.
Jonathan Yunger racconta che volevano invertire un po' il genere horror e dire che sono gli esseri umani a controllare quanto o quanto poco male c'è nel mondo. "Siamo noi a decidere se prendere la pillola blu o la pillola rossa" commenta Yunger e aggiunge che la mitologia del demone è complessa. Non vuole solo prendere il corpo di qualcuno, ma vuole che la gente faccia cose cattive per lui. E vuole essere nutrito. "Questo demone vuole che le persone scelgano di fare il male per procurarsi piacere fisico" Yunger osserva.
Hank Hoffman racconta che hanno cercato di mostrare agli spettatori in modo autentico cosa significa confrontarsi con il male, che deve essere qualcosa di più che scappare da porte che si chiudono e sentire voci. Si tratta di sfuggire alle proprie paure, ai propri sensi di colpa, ai propri traumi e di cercare di dare un senso alla domanda: Cosa succede quando il mio cuore smette di battere e l'aria lascia i polmoni?
"Abyzou è un travaglio d'amore. Arriva da tutti questi luoghi multidimensionali che sono dentro Jonathan e me" aggiunge Hoffman. Secondo Hoffman, The Offering è un film da vedere più volte perché è costellato di messaggi nascosti e segreti frammenti di conoscenza che svelano una filosofia molto più profonda, una storia sotto la storia. Hoffman spiega che sono stati compiuti sforzi minuziosi per inserire in ogni singolo fotogramma misteri, idee ed elementi mistici che dovrebbero essere nascosti e che abbiamo rivelato in maniera molto sottile. "Anche a livello subliminale, il film è estremamente ricco nella quantità di contenuti che stiamo cercando di fornire e dare. " - nota Hoffman.
Hank spiega anche che durante le ricerche per la loro storia si sono rivolti a cabalisti, sensitivi, medium - un'intera varietà di mistici di incredibile talento per garantire l'autenticità del film. "Lo metteremo in giro per il mondo e vedremo cosa succederà. Se siete intrigati da storie intrise di implicazioni mistiche, il film vi piacerà. Se non ne siete appassionati, vi piacerà comunque perché vi spaventerà a morte" aggiunge Jonathan Yunger.

Il Regista

La ricerca della persona giusta per dirigere il film ha richiesto tempo, i produttori hanno visionato centinaia di cortometraggi e parlato con molti registi. Il cortometraggio Viscious di Oliver Park ha risaltato più degli altri. "Oliver vive l'orrore, sogna l'orrore, è ossessionato dall'orrore" dice lo sceneggiatore Hank Hoffman. Il produttore Jonathan Yunger ricorda che con Oliver Park condividevano la stessa visione di superare il limite del genere. Tutti volevano mantenere le cose autentiche e vere. Il co-produttore Sam Schulte aggiunge: "Abbiamo capito quasi all'istante che Oliver era la persona giusta. È un maestro del genere. Vive per mostrare al pubblico cose che non ha mai visto prima".
Quando il regista Oliver Park ha letto per la prima volta la sceneggiatura di The Offering, ha notato la sua incredibile profondità e il fatto che ogni personaggio avesse una propria storia. "Stavo leggendo un horror classico, mi mancano quei film con cui sono cresciuto e dove il dramma viene prima di tutto e c'è ricchezza nella storia" dice Park.
Un altro aspetto che lo ha interessato è stato il tema di come le diverse religioni affrontano la possessione demoniaca. Oliver afferma che per lui è stato affascinante immergersi nell'ebraismo. Secondo lui, la natura ebraica del film lo caratterizza fortemente e la familiarità dell'entità demoniaca permette al pubblico mainstream di entrare davvero nel film, di comprendere dove si trovano e goderselo. Anche se non erano necessariamente interessati a essere calati in una comunità che non hanno mai visto prima o che non capiscono. "Mi sembra che essere ebrei, più di ogni altra cosa, significhi essere una famiglia. E puoi lasciare quella famiglia se vuoi, ma sarai sempre accolto di nuovo" aggiunge Park.
The Offering è il primo lungometraggio per Oliver Park e voleva essere molto preparato per le riprese. Avendo una formazione da architetto, la prima cosa che ha fatto è stata costruire il set in 3D nel suo computer, in modo da poterci camminare dentro e girare il film in anticipo. "Ho disegnato esattamente quello che avevo in mente e ho messo in scena il film, fotogramma per fotogramma, bit per bit". - Ricorda Oliver Park.

I Personaggi

Nick Blood interpreta il protagonista maschile Arthur. Ha catturato immediatamente l'attenzione del regista Oliver Park con il video provino che aveva registrato per il ruolo. Park afferma che Nick Blood ha esattamente il viso di cui avevano bisogno per Arthur. "Ci piace, ma non sappiamo se possiamo fidarci di lui e questo si vede dal suo volto" dice Park.
Una delle cose che hanno attirato Nick Blood in questo progetto è stato l'entusiasmo e la fiducia di Oliver Park. "Sono rimasto davvero colpito quando ho parlato con Oli. Sicuro di sé senza essere sfacciato. Consapevole. Conosce a fondo il genere, la sceneggiatura e sa cosa vuole fare" ricorda Nick.
Blood descrive il suo personaggio, Arthur, come una persona ambiziosa che vuole essere un ottimo marito e un ottimo padre, ma non ci riesce perché non è particolarmente onesto. "Sta nascondendo un segreto e cerca di convincere suo padre ad assecondarlo in quello che intende fare. Sta anche cercando di riconnettersi con il genitore, e questa cosa è molto positiva per lui, ma contribuisce anche al suo senso di colpa" spiega Blood.
Il regista Oliver Park osserva che Arthur è profondamente turbato perché ha fatto molte scelte sbagliate. Spiega che Art ha lasciato la sua casa molto tempo fa perché era in difficoltà. "Penso che ci voglia un'enorme forza per tornare dopo essere stato via così a lungo. Sì, non dice la verità sul motivo per cui è lì, ma non lo fa con cattiveria. Lo fa perché ama sua moglie e hanno bisogno di non perdere la loro casa. Stanno per avere un figlio. Cerca il momento giusto per portare il contratto di vendita della proprietà a suo padre perché lo firmi. Glielo si legge in faccia tante volte. Ma non è mai il momento giusto. Nick ha fatto un lavoro incredibile per costruire questo momento". Il regista Oliver Park osserva e aggiunge che Nick è un gran lavoratore ed è sempre disposto a "stare al gioco".
Nick Blood racconta di aver apprezzato la collaborazione con il regista Oliver Park sul set e il fatto che, anche se Oliver aveva già preparato tutto, si mantiene aperte tutte le opportunità e se lo ritiene opportuno cambiare le carte in tavola il giorno stesso. "È positivo con tutti. Apprezza ogni reparto. Mi permette di proporre idee ed è onesto quando non è d'accordo" dice Blood.

Emm Wiseman interpreta Claire, la moglie, in dolce attesa, di Arthur. Emm afferma che ciò che ama di più del suo personaggio è che lei è gli occhi del pubblico in tutto il film. Secondo l'attrice, Claire è un'estranea a questo mondo. E man mano che si addentra nella cultura e nella comunità, il pubblico può fare questo viaggio con lei. "Ciò che Claire desidera di più è una famiglia, un senso di appartenenza e di connessione, vuole che il suo bambino sia accolto in un ambiente caldo e sicuro. Un ambiente migliore di quello in cui è cresciuta. E lo ottiene con l'opportunità di incontrare la famiglia di Arthur. Anche se sa che potrebbe essere rifiutata" spiega Wiseman.
Il regista Oliver Park aggiunge che Claire è una persona che comprende Art perché ha avuto un'infanzia difficile. Ha una vera passione per la famiglia, la vita e l'istruzione. È una scrittrice e sta scrivendo un libro sull'alimentazione. "La seconda metà del film diventa la sopravvivenza di Claire. Passa da un sogno a un incubo. E da quell'incubo non si sveglia" conclude Park.
Emm Wiseman racconta che, mentre si preparava per il ruolo, ha cercato di non fare troppe ricerche sulla religione e in particolare sulla comunità ebraica chassidica, perché voleva viverla come Claire. L'attrice racconta che una delle cose più terrificanti per lei è l'idea di perdere la ragione. Che è esattamente ciò che accade al suo personaggio, Claire. "E nella sua confusione e paranoia, Claire prende decisioni discutibili che aggravano la sua situazione" spiega Wiseman, e aggiunge che ha amato lavorare anche su quest'aspetto.
A proposito del lavoro con Emm Wiseman, Oliver Park osserva che ha una presenza, sullo schermo e fuori dal set, incredibile. L'attore Nick Blood afferma che la Wiseman ha un atteggiamento molto caloroso, che è stato fantastico averla sul set perché andava d'accordo con tutti, affronta le cose in maniera leggera e piacevole e lavora sodo. "La prima settimana eravamo solo io e lei. Mi è piaciuto girare la prima scena con lei perché credo aiuti a stabilire la posta in gioco. Ci ha dato la possibilità di conoscerci come attori, tutto il giorno in una stanza per una scena piuttosto pesante, provare, trovare i ritmi giusti, esplorare. Abbiamo improvvisato il finale e questo ha cambiato la scena e l'ha fatta salire di livello" ricorda Nick Blood.

Allan Corduner interpreta Saul, il padre di Arthur. "Sono terribile quando guardo i film horror. Sono un gran fifone. Ma l'idea di recitare in un horror mi piaceva" ricorda Corduner a proposito di quando ha letto il copione per la prima volta. Confessa di essere stato particolarmente attratto dal fatto che la storia fosse ambientata nella comunità molto chiusa degli ebrei ortodossi.
Il regista Oliver Park descrive il personaggio di Saul come una persona a cui è stata data una seconda possibilità, ancor più che ad Arthur, perché sente di aver perso suo figlio e si dà la colpa. "Immagino che avere a che fare con dei cadaveri, lavorare in un obitorio, abbia un effetto enorme sul modo in cui si possa guardare la vita, la realtà, il mondo. E la morte" dice il regista Oliver Park.
A proposito della collaborazione con il regista, Allan Corduner afferma: "Quello che mi piace di Oli è che ha qualcosa di abbastanza insolito. È l'incredibile entusiasmo di chi sa benissimo di cosa sta parlando. È estremamente disponibile nei confronti degli attori. Anche se ha il film ben chiaro nella sua testa, e sa esattamente cosa vuole fare,  comunque dà alle persone abbastanza libertà per permettere loro di esplorare il racconto. È stato davvero una bella scoperta! "
"Allan è la persona più piacevole del mondo. Un attore dal talento incredibile e  sono praticamente cresciuto guardando i suoi film. Lavorare con lui è stato un sogno" commenta Parker.

Paul Kaye interpreta Heimish, l'amico di Arthur, praticamente un altro figlio per Saul. Quando ha letto per la prima volta il copione, Paul ricorda di esserne rimasto affascinato. Pensava che fosse una storia meravigliosa da ambientare in una comunità ebraica e che la sceneggiatura esplorasse il significato di essere ebreo. "A livello culturale gli ha dato una consistenza che mi è sembrata davvero originale" dice Kaye.
Parlando del suo personaggio, Paul Kaye spiega: "Heimish è furioso nei confronti della religione. È in continuo conflitto con essa. Discutere con Dio è un piacere per lui. La religione lo infiamma e lo arricchisce. Semplicemente non segue il libro delle regole". A proposito del rapporto tra Heimish e Arthur, l'attore spiega che da parte di Heimish c'è un profondo risentimento verso il vecchio amico. Non perché ha abbandonato la sua religione, ma perché ha abbandonato suo padre. Ecco perché il personaggio di Paul è molto cinico e sospettoso riguardo al ritorno di Arthur.
Il regista Oliver Park aggiunge: "Se non fosse che già lo è di suo, Heimish rende fico l'essere ebreo. Heimish è fico dal momento in cui entra in scena. L'intensità dello sguardo di Paul trasmette a Heimish questa facoltà di scrutare oltre la superficie delle cose e delle persone. È lui che scopre perché Art sia davvero lì. Heimish è l'unico personaggio di questo film a non indossare una maschera. È completamente onesto per tutto il tempo. "
A proposito della collaborazione con il regista, Paul Kaye afferma: "Oli ha una visione potente. Adora i film horror. Ha voluto farne uno che andasse oltre le apparenze. Mi piace il fatto che sia un fanatico del genere e che lo conosca a fondo".

Lo sceneggiatore di The Offering Hank Hoffman spiega che hanno scelto l'horror perché il genere ti costringe a confrontarti con le paure più profonde. Hoffman sostiene che se si vuole offrire un'esperienza spirituale al pubblico, il modo migliore per farlo è parlare delle paure più profonde, scatenare i traumi e le paure dentro le persone e poi mostrare loro come fuggire.

Il regista Oliver Park afferma che, a seconda di chi si è, si vede una storia diversa. Secondo Park, i fan dell'horror mainstream saranno felici perché salteranno sulla sedia e si porteranno a casa qualche incubo. Chi è alla ricerca di qualcosa di nuovo, si divertirà nello sperimentarlo. "E questo è un film che fa paura!" aggiunge Park.

Creare Il Mondo

Per le riprese la produzione ha scelto i Nu Boyana Film Studios di Sofia, in Bulgaria. Il produttore Les Weldon afferma che, a causa della pandemia, hanno dovuto costruire un ambiente estremamente protetto in termini di location. La produzione ha creato una bolla di sicurezza all'interno degli studi Nu Boyana. "Era il nostro parco giochi privato e gli studios hanno sostenuto pienamente il progetto, dandoci un valore produttivo che altrimenti non avremmo ottenuto" sottolinea Weldon.
Lo scenografo Philip Murphy, che ha lavorato per la prima volta in Bulgaria, racconta di essere stato un po' preoccupato quando è giunto nel paese e di incontrare la troupe, non conoscendo nessuno. "Ma in realtà è stato molto facile. Il livello di professionalità è superiore a qualsiasi altro posto in cui abbia lavorato. C'è un bel connubio tra arte, artigianato e nuove tecnologie" osserva Murphy.
Il produttore Jonathan Yunger spiega che a Nu Boyana hanno avuto a disposizione il set di New York dove hanno potuto ricostruire le strade di Borough Park. "Una volta finito non si notava la differenza. Avevamo anche della neve naturale, che a livello produttivo ha fatto una grande differenza".
Lo scenografo e il suo team hanno utilizzato tre diversi teatri di posa presso gli studi per costruire la casa di Saul con l'obitorio, la casa di Yosille, che è il personaggio del prologo, e l'ufficio di Chayim. Tutto doveva sembrare reale, concreto, naturalistico. Ricorda Nick Blood: "Sono stato spesso a New York e a Brooklyn. Sono abituato a questi piccoli appartamenti. Ma ci si dimentica che ci sono edifici che sono lì da circa cento anni. Una comunità che ha quasi un proprio ecosistema. E quando si entra in questa casa si ha la sensazione di essere entrati in un mondo diverso".
Il regista Oliver Park spiega che per raccontare la storia di un personaggio antico (Abyzou) è necessario avere uno sfondo antico. "La casa, i luoghi in cui si recano i personaggi, tutto sembra antico, radicato, autentico. È un modo per immedesimarsi nel racconto e permettere al pubblico di viaggiare con i personaggi nella storia" afferma  Park.
Lo scenografo Philip Murphy ricorda che aveva concordato con il regista Oliver Park di costruire le scene con molti dettagli, con il maggior numero possibile di livelli tra gli attori e gli sfondi. "Dal colore dell'inchiostro delle penne, alla scrivania, alle librerie, ai rivestimenti delle pareti, ai carrelli dell'obitorio, alla parete stessa dello studio: abbiamo fatto tutto il più reale possibile" spiega Philip Murphy.
Il reparto scenografia ha cercato temi e ispirazioni dell'epoca d'oro di New York, architettura romanica e neogotica. "L'obitorio ha un'atmosfera inquietante e lugubre. Provi un leggero malessere quando vi entri, perché immagini gli odori che trapelano dalle pareti. La casa è polverosa, ci sono grandi ambienti" descrive l'attore Nick Blood.
Il direttore della fotografia Lorenzo Senatore aggiunge: "Avevamo dei set incredibili che ci davano la possibilità di andare in ogni direzione". Il production designer Philip Murphy afferma che è stato incredibile assistere al lavoro del DOP, soprattutto per quanto riguarda l'uso delle luci e il modo in cui queste hanno dato vita ai set.
La truccatrice Yana Stoyanova aggiunge: "Il nostro DOP Lorenzo Senatore usa la luce per dipingere. Questo film sembra un dipinto di Rembrandt. È bellissimo!".
Alla domanda sulla luce e l'atmosfera del film, il direttore della fotografia Lorenzo Senatore spiega: "All'inizio della storia tutto è più convenzionale, un'illuminazione più classica, con una saturazione leggermente maggiore e più morbida nel contrasto. Man mano che la storia procede il contrasto aumenta, le ombre sono più profonde, i toni più freddi e verso la fine tutto diventa buio e malvagio".
Il co-produttore Sam Schulte racconta che hanno girato in una struttura enorme con diversi teatri di posa che ha permesso di creare questo gigantesco mondo nel mondo. Hanno potuto utilizzare le risorse degli studi Nu Boyana per trarre il meglio da ogni situazione. "Abbiamo centinaia di comparse in abiti tradizionali che corrono per le strade di New York, c'è la neve che cade per terra e siamo riusciti a fare tutto questo nonostante la pandemia!" spiega Schulte.
La costumista Anna Gelinova ricorda che dare autenticità al film è stata una sfida. Il film è stato girato in Bulgaria, dove non è possibile trovare abiti tipici della comunità ortodossa di New York. Quindi una parte dei costumi è stata realizzata dal suo team e una parte è stata acquistata in altri paesi. Poi c'è stata la sfida più grande, causata dai lockdown per la pandemia di Coronavirus e dalla situazione derivante dalla Brexit, con consegne che non arrivavano in tempo e così via. Ma alla fine sono riusciti a realizzare tutto il necessario.
A proposito della collaborazione con le maestranze del cinema bulgaro, il produttore Hank Hoffman osserva: "Il fatto di aver girato negli studi Nu Boyana ci ha dato una libertà che non avremmo avuto in un altro studio. C'era un'atmosfera di armonia ed efficienza nella troupe bulgara perché si conoscono da molto tempo. E anche una passione e un quoziente intellettivo collettivo che mi hanno lasciato ogni giorno onorato. Perché quello che riuscivamo a fare in un solo giorno era incredibile! "

I Punti Chiave Del Film

"Molti degli spaventi sono super originali, sono cose che non si sono mai viste. Cerchiamo di rispettare il genere e di alzare l'asticella. Speriamo che il pubblico si goda il viaggio!".
Jonathan Yunger, autore/produttore

"Vi perderete in un mondo che vi attanaglierà e vi risucchierà e vi lascerà con domande e paure e vorrete scoprire molto di più".
Hank Hoffman, scrittore/produttore

"C'è una tensione crescente in questo film, sviluppiamo i personaggi man mano che il film procede, iniziamo a far salire la tensione progressivamente fino al punto in cui l'elastico è teso fino al limite, e quando si spezza, allora diventa non solo incredibilmente spaventoso a bizzeffe, ma anche psicologicamente stressante per i personaggi e per la mente del pubblico". "
Les Weldon, produttore

"Imparerete ad avere a cuore questi personaggi. E poi, improvvisamente, sarete risucchiati in un mondo che nessuno aveva portato sullo schermo. Vi troverete sulle montagne russe del terrore fino alla fine del film. E dopo avrete bisogno di un bell'abbraccio caldo da parte di qualcuno".
Nick Blood, Arthur

"Il pubblico può aspettarsi molto cuore, molta anima e un'esperienza incredibile!".
Emm Wiseman, Claire

"Sono stato ossessionato dalla paura per tutta la vita. La paura è un'emozione potentissima! ABYZOU è stato ideato per spaventare le persone. Lo scopo di questo film è quello di farvi vivere un dramma e spingervi in un incubo. E non vi abbandonerà. Gioca con le aspettative del pubblico nei confronti dell'horror. E questo è qualcosa che amo fare. Perché se voglio spaventare la gente, l'ultima cosa che voglio è farle sapere cosa sta per succedere. Quindi ci sono momenti in cui gioco, uso dei cliché del genere perché il pubblico li conosce. Ma il mio lavoro è spaventarli".
Oliver Park, Direttore


dal pressbook del film

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