A cena con il lupo: Werewolves Within (2021)

Werewolves Within

Locandina A cena con il lupo: Werewolves Within
A cena con il lupo: Werewolves Within (Werewolves Within) è un film del 2021 prodotto in USA, di genere Commedia e Horror diretto da Josh Ruben. Dura circa 97 minuti. Basato sul videogioco 'Werewolves Within'. Il cast include Sam Richardson, Milana Vayntrub, George Basil, Sarah Burns, Michael Chernus, Catherine Curtin, Wayne Duvall, Harvey Guillen, Rebecca Henderson, Cheyenne Jackson. In vendita in DVD dal 26 Agosto 2021. Disponibile in VoD dal 2 Luglio 2021.

All'interno della piccola comunità di Beaverfield, mentre una tempesta di neve intrappola i suoi residenti insieme all'interno della locanda della città, la guardia forestale Finn, appena arrivata, e l'impiegata delle poste Cecily devono cercare di mantenere l'ordine e la pace e scoprire la verità dietro a una misteriosa creatura che terrorizza la comunità.

TRAMA

A causa di una forte nevicata, alcuni residenti di Beaverfield si ritrovano improvvisamente bloccati in una locanda della piccola cittadina. Ben presto, però, scopriranno che tra di loro si nasconde un temibile assassino e… ognuno di loro è un indiziato! Mentre il panico dilaga, la nuova guardia forestale Finn dovrà cercare al più presto di risolvere il mistero e in suo aiuto arriva la giovane e audace Cecyl. Riusciranno a scoprire chi o cosa sta terrorizzando la città?

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita in Italia: 2 Luglio 2021 in PVOD su Sky Primafila, Sony, Amazon, G-Play, Apple Tv, Rakuten, Chili, Infinity, TIMVision
Genere: Commedia, Horror
Nazione: USA - 2021
Formato: Colore
Durata: 97 minuti
Produzione: Ubisoft Film & Television, Vanishing Angle
Distribuzione: BIM Distribuzione
Note:
Presentato nella Selezione Ufficiale del Tribeca Film Festival 2021.
Soggetto:
Basato sul videogioco 'Werewolves Within'.
In HomeVideo: in Digitale da Venerdì 2 Luglio 2021 e in DVD da Giovedì 26 Agosto 2021 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Josh Ruben
Sceneggiatura: Mishna Wolff
Musiche: Anna Drubich
Fotografia: Matthew Wise
Scenografia: Bret Tanzer
Montaggio: Brett W. Bachman
Costumi: David Tabbert

Cast Artistico e Ruoli:
foto Sam RichardsonSam Richardson
Finn Wheeler
foto Milana VayntrubMilana Vayntrub
Cecily Moore
foto Michael ChernusMichael Chernus
Pete Anderton
foto Catherine CurtinCatherine Curtin
Jeanine Sherman
foto Wayne DuvallWayne Duvall
Sam Parker
foto Harvey GuillenHarvey Guillen
Joachim Wolfson
foto Cheyenne JacksonCheyenne Jackson
Devon Wolfson
foto Michaela WatkinsMichaela Watkins
Trish Anderton
foto Anni KruegerAnni Krueger
Charlotte
foto RitzRitz
Cha-Chi



Voci italiane (doppiatori):
Luca Mannocci (Finn), Benedetta Ponticelli (Cecily), Tiziana Avarista (Trish), Chiara Salerno (Jeanine), Perla Liberatori (Gwen), Marco De Risi (Pete), Stefano Brusa (Marcus), Gianna Gesualdo (Dr Ellis), Luca Graziani (Emerson), Omar Vitelli (Joachim), Sacha Pilara (Devon)


Produttori:
Jason Altman (Produttore), Margaret Boykin (Produttore), Andrew Lieberman (Produttore), Natalie Metzger (Produttore), Matt Miller (Produttore), Benjamin Wiessner (Produttore), Sam Richardson (Produttore), Gérard Guillemot (Produttore esecutivo), Justus McLarty (Coproduttore)

Altro cast:
Supervisore Musiche: Dan Wilcox. Casting: Gayle Keller, Emer O'Callaghan.

Immagini

[Schermo Intero]

Note di Regia - Josh Ruben

Sono cresciuto vicino alla stessa cittadina in cui abbiamo girato A Cena con il Lupo. Da bambino, mi piaceva mandarmi fuori di testa da solo, inventando storie di mostri, correndo nei boschi, facendo finta di essere il capo della polizia Martin Brody che combatteva contro strane creature nella boscaglia (adoravo Lo Squalo - anzi adoravo il genere horror). Quell'esperienza nella piccola città dove sono nato e cresciuto, dove i vicini di casa sapevano i fatti tuoi (che ti piacesse o meno) è quello che rende A Cena con il Lupo un film molto personale. Ma per quanto io ami i film horror, niente mi spaventa più degli esseri umani. E se da un lato questo film è un tributo al mio amore per Hot Fuzz, i fratelli Coen e Aracnofobia, dall'altro parla anche del mostro che alberga in ciascuno di noi. Questo film è un omaggio a coloro tra di noi che sono fermamente convinti che il bene vinca sempre sul male e che "essere buoni" sia la migliore arma che abbiamo a disposizione contro pistole, coltelli e persino artigli... A volte devi solo comportarti da bravo vicino di casa, per quanto malvagi possano essere tutti gli altri.  

INTERVISTA CON IL REGISTA JOSH RUBEN

Il suo primo lungometraggio, Scare Me (2020), ha esordito al Sundance Film Festival, dove ha fatto il botto. Come WEREWOLVES WITHIN, parlava di isolamento, di persone bloccate dalla neve. Dunque, cosa c'è di diverso questa volta?
Ci sono i lupi mannari! [ride] No, sinceramente, ero restio alla prospettiva di dirigere quello che era percepito come un film da studio. All'inizio, la mia conoscenza di Ubisoft si limitava ad Assassin's Creed e a pellicole da cento milioni di dollari. E avendo appena concluso il mio piccolo film non mi sentivo molto pronto per un passo del genere.

Ma qualcosa deve averle fatto cambiare idea.
Sì. C'era una sceneggiatura pronta e l'aveva scritta Mishna Wolff. Ho avuto modo di leggerla prima di propormi per il film. Quando ho aperto la prima pagina, ero terrorizzato: avevo paura che non avrei visto neanche l'ombra di un film. Ma non è andata così.

Può essere più specifico?
Ci ho immediatamente visto un progetto per me, soprattutto perché ho visto dell'umorismo. Leggendola sentivo una vibrazione cinetica e mi sono subito messo a fantasticare su chi nel mio gruppo di attori avrebbe potuto fare il pagliaccio. Aveva una sorta di tono irriverente alla fratelli Coen, potenziato, quasi farsesco. Mi sono subito messo a pensare all'approccio sul piano produttivo. E la mia proposta è stata in questi termini: se avete voglia di fare un film che abbia il sapore di I Goonies, Hot Fuzz o Tremors, io sono il vostro uomo. E fortunatamente ne hanno avuto voglia.

Il tuo senso dell'horror passa indubbiamente per la commedia. Pensi che il genere stia di nuovo oscillando in quella direzione come un pendolo, tra il serio e il faceto?
Non lo immagino tanto come un pendolo quanto come un mezzo per un certo tipo di viaggio. Vuoi che il viaggio sia intenso per tutta la sua durata, un viaggio alla Jurassic Park. Con qualche sorrisetto ogni tanto. I film che mi hanno ispirato sono stati molteplici, dall'originale Nightmare - Dal profondo della notte a Scuola di mostri, Beetlejuice - Spiritello porcello, Dimensione terrore. Sono pazzo di quell'epoca VHS della mia vita. Mi piace evadere dalla realtà. Ho adorato Jeff Daniels che dibatte con sé stesso su quale vino non gettare alla tarantola in Aracnofobia, malgrado sia anche terrorizzato dalla tarantola.Anch'io adoro quella scena.

Le piaceranno anche i gialli deduttivi come Cena con delitto - Knives Out.
Da ragazzino andavo pazzo per Signori, il delitto è servito, ma a tutt'oggi non capisco Gosford Park. Il colore, la coreografia e il ritmo di Signori, il delitto è servito, la cui trama aveva uno svolgimento graduale, erano qualcosa in cui riuscivo ad affondare i denti. Non ero un grande fan di Agatha Christie, ma ho adorato Cena con delitto - Knives Out. Quando si tratta di gialli, se la struttura drammatica è costellata di momenti di fragorose risate e di violenza, mi appassiono. Ma non sono mai stato un grande risolutore di enigmi.

Gli attori hanno il potere di far decollare un thriller o un horror.
Sicuramente. Non penseresti mai di vedere un attore come Jeff Daniels in un film horror. È criminale il ritardo con cui ho visto l'originale Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto), ma mi sento ispirato dal fatto che due attori come Walter Matthau e Jerry Stiller fossero a distanza ravvicinata con Robert Shaw. C'è qualcosa di innato in me che adora vedere gli attori in ruoli nei quali non ti aspetteresti mai di vederli.

E lo ha fatto in WEREWOLVES WITHIN scegliendo per interpretare Finn, il suo eroe, Sam Richardson della serie televisiva Veep - Vicepresidente incompetente, un attore che meritava da molto tempo di vedersi assegnare un ruolo da protagonista.
Quando ho contattato Sam, mi ha detto: "Non mi capita spesso l'occasione di interpretare questo tipo di personaggio. di solito io sono l'amico o la spalla divertente o il marito compassato". Averlo scelto per vestire i panni di Finn ha addolcito l'intera operazione. E sono entusiasta all'idea che il mondo vedrà Sam interpretare l'eroe. E lo fa alla grande!

È anche significativa la scelta di un attore nero come protagonista. Era scritto così in sceneggiatura o è stata una sua decisione?
Bella domanda. No, non era descritto così sul copione. Ma il mio modus operandi fin dall'inizio è stato: non intendo dare una mano di bianco a questo film. Sono cresciuto a Woodstock, nello stato di New York. E per quanto sia progressista, Woodstock è circondata di cittadine meno innovatrici. A dire il vero abbiamo finito col girare in una di quelle cittadine, all'interno e nei dintorni di Fleischmanns, nello stato di New York. E sono molto bianchi. Ho voluto concentrarmi su questo. Facciamo arrivare qualcuno che sembri un outsider anche fisicamente. Avevamo una miriade di attori da prendere in considerazione. Ma è una responsabilità che sento di dovermi assumere d'ora in avanti, essendo nella posizione in cui sono – un cineasta bianco sulla trentina che lavora in un ambito molto bianco. Ogni qualvolta è appropriato, non ha alcun senso agire in modo diverso.

La sceneggiatura viene modificata quando si effettua una scelta progressista del cast?
È buffo, il dialogo non cambia. Nulla cambia. Ma guardando il film, ti accorgi che cambia il contesto. Diventa più profondo. Finn è un forestiero che non è cresciuto in questa città. Ma essendo una guardia forestale, vuole tenere tutti protetti e al sicuro e deve lottare con la sua mascolinità. E vuole rispettare le dinamiche della cittadina, di un gruppo di persone che di fatto non conosce.

Nel film la Beaverfield Inn è quasi un personaggio a sé stante, un ambiente meraviglioso con i rivestimenti a pannelli di legno, i camini e le ombre allungate.
È una locanda vera e pienamente funzionante. Beaverfield Inn è un locale che in realtà si chiama Spillian. Ospita ricevimenti nuziali e un albergo a Fleischmanns. Abbiamo girato in febbraio durante la loro bassa stagione. Appena siamo entrati, abbiamo capito che era il posto giusto, è stato anche fantastico tornare nella Valle dell'Hudson e ingaggiare alcuni dei miei ex tecnici.

Avete concluso le riprese prima dello scoppio della pandemia?
Per un soffio. Ho preso un aereo per tornare a casa il 9 marzo e il venerdì di quella settimana entravamo in lockdown.

Il fatto di aver fatto due film consecutivi su un gruppo di persone bloccate in un luogo l'ha aiutata a sopravvivere al lockdown? Lo ha affrontato con spirito positivo?
Certo. Cosa volete che dica? Io sono del segno del Cancro. Mi piace la vita casalinga. Sono stato felice di vedere Six Feet Under con la mia fidanzata che non l'aveva vista. Rivedere una serie che sembra essere una calda coperta di umorismo nero per prendersi gioco della nostra mortalità è stato confortante e divertente.

Più seriamente, pensa che la pandemia ci abbia avvicinato maggiormente alle idee profonde presenti nel suo film, concetti di solidarietà, paura e comunità?
Penso di sì. Perché non siamo solo rimasti isolati fisicamente, siamo anche stati costretti ad affrontare i nostri difetti, i nostri demoni, i crepacci che ci circondano. Ed è questo che accade nel film. È attorno a questo che secondo me è ruotato quest'anno. Abbiamo imparato che cos'è l'esperienza BIPOC (Black, Indigenous and People Of Colour). Da uomo bianco che opera in questa industria, che ha tanti difetti, ho imparato quanto sia inestimabile prendere la parola quando qualcosa è sbagliato e mostrare di essere antirazzisti. È solo uno dei molti mali che dobbiamo affrontare.

Oltre ad averlo diretto, ha anche interpretato Scare Me. È stato piacevole concedersi una pausa da questo doppio ruolo in WEREWOLVES WITHIN?
Sì, suppongo lo sia stato. Se ben ricordo a un certo punto il mio impresario mi ha detto "Dovresti veramente interpretare Finn". L'ho mandato a farsi fottere. Vi immaginate di quale livello di vanità avrei avuto bisogno? In questo cast tutti si sono voluti bene, è stato come andare alla colonia estiva d'inverno.

Le manca vedere i film in una sala cinematografica?
Certo. Ho avuto una sola possibilità di vedere il mio primo film alla presenza di un pubblico ed è stato al Sundance Film Festival. WEREWOLVES WITHIN è esattamente il tipo di film che porterei i miei amici a vedere per farci quattro risate insieme. Mi manca la sala, mi manca tantissimo. La prima uscita che ho organizzato quando sono tornato a casa alla fine delle mie riprese è stato per andare al cinema Alamo Drafthouse a vedere L'uomo invisibile, sapendo che la pandemia incombeva. È stata l'ultima cosa che ho fatto prima di chiudermi in casa. E sarà la prima cosa che farò quando uscirò di nuovo.

INTERVISTA CON LA SCENEGGIATRICE MISHNA WOLFF

In origine WEREWOLVES WITHIN è un video game. Ci aveva mai giocato?
No, non ero particolarmente interessata. Ma l'incarico mi è arrivato attraverso l'Ubisoft Women's Film & Television Fellowship. Una delle cose più incredibili è che mi hanno invitata a passare in rassegna il loro catalogo di titoli che non avevano in alcun modo ordinato, per vedere dove la mia mente si sarebbe diretta. È un'occasione rara per uno sceneggiatore avere accesso a un simile patrimonio di proprietà intellettuale.

E il titolo Werewolves Within ha catturato la sua attenzione?
Werewolves Within è stato quello che continuava a fare capolino nella mia mente ogni volta che questa vagava mentre guidavo per le strade della città e facevo altro. È stato un luogo di partenza totalmente creativo, un puro "e se..."

Il suo cognome è Wolff. La gente le farà delle domande...
Per tutta la vita, ho sempre provato un'attrazione per i lupi. Il cognome Wolff significa letteralmente lupo. In tedesco non significa "fornaio" o qualcos'altro. Significa lupo. E questo mi rende felice.

Scherzi a parte, comunque: perché questo gioco in particolare è stato il prescelto?
Perché è quello che si potrebbe definire un gioco di deduzione sociale. [sospira] Racconto sempre un aneddoto quando si parla di social-deduction games. Sono alta un metro e ottanta, che per una donna è una statura mostruosa. E ho una voce tuonante, cosa di cui i miei insegnanti si sono lamentati fin da quando avevo cinque anni. Quindi in un gioco di deduzione sociale io sono sempre la prima a morire. Non importa che gioco si faccia, io sono la persona di cui gli altri vogliono sbarazzarsi al più presto.

Ha bisogno di qualche nuovo amico. Perché a suo parere viene sempre presa di mira?
Il mio pensiero è che non prendiamo decisioni logiche, compiamo scelte personali. C'è un elemento di giustizia privata nei giochi di società che ho sempre trovato molto interessante. Non so perché mi affascina tanto.

Quindi questa è stata la sua occasione di vendicarsi dei giochi di deduzione sociale.
Esatto. Ha rappresentato anche l'opportunità di giocare con la politica di genere e i concetti di mascolinità. Finn è un uomo in conflitto con la sua identità. Inoltre, è stata anche l'occasione di fare un film che avrei voluto vedere io per prima. Adoro i gialli classici.

Di sicuro sono tornati di moda dopo Cena con delitto - Knives Out. Ad ogni modo, scrivere una sceneggiatura a partire da un videogioco è la sfida che sembra? In pratica bisogna inventare qualsiasi cosa...
L'essenza del film è la stessa del gioco: un gruppo di persone sedute attorno a un fuoco che si domandano "Chi è il lupo mannaro?" Questa è stata la prima parte sulla quale ho iniziato a lavorare. Mi sono chiesta "qual è la versione più divertente di quella conversazione? Che cosa potrei fare per potenziare l'impatto dei meschini risentimenti? Che cosa potrebbe portare la gioia e l'umorismo di quella situazione a un 11?

Quel genere di conversazioni paranoiche sono divertentissime nei film horror.
Ho pensato a Wilford Brimley in La cosa, fuori dal capanno, che dice, "Mi sono calmato, ragazzi. Sono pronto a tornare dentro". Ho pensato alle interazioni del Colonnello Mustard con il Signor Green in Signori, il delitto è servito. Ho pensato ad Agatha Christie. Quale sarebbe la mia versione di quel tipo di scena?

C'è anche una tradizione nei film sui lupi mannari in cui gli stranieri vengono visti con sospetto. Sono degli outsider. Non sanno che cosa succede quando sorge la luna piena. Immagino che sia un'esperta di quei film a questo punto.
Ho guardato decine di film sui lupi mannari mentre scrivevo questa storia.

I suoi preferiti?
Wolfen, la belva immortale con Albert Finney è davvero molto divertente. È sorprendente vedere Albert Finney in un film così pulp. Quello è sicuramente una pellicola memorabile. Poi naturalmente Un lupo mannaro americano a Londra. Chi può dimenticare Griffin Dunne mezzo decomposto che parla come se fosse in un frullatore? Ma stiamo parlando di film sui lupi mannari. Il mio è sulla paura sociale che circonda il mito.

Il modo in cui la paura si impossessa di una comunità.
Esatto. Ogni cosa ruota attorno alla paura in ultima istanza.

A onore del vero, la cittadina immaginaria di Beaverfield della sua sceneggiatura sembra decisamente riflettere le stesse divisioni sociali che affliggono l'America di oggi.
Quando si visitano queste cittadine di provincia che hanno subito un processo di gentrificazione — più che mai adesso per via del COVID — si percepisce una frizione tra le persone che hanno sempre vissuto lì e quelle che arrivano dalle grandi città e sono più sofisticate e più facoltose. O quanto meno si ritengono più sofisticate. È così che l'ho immaginata. Ma man mano che scrivi, i personaggi si sviluppano oltre i simboli. In fin dei conti condividono una città. Ho voluto giocare con le connessioni che legano queste persone, malgrado abbiano ideologie differenti.

Il suo eroe, Finn, è nero e questo lo mette in evidenza, specialmente nell'immacolato Vermont rurale. È una gioia vedere Sam Richardson della serie Veep - Vicepresidente incompetente in un ruolo da protagonista per una volta. La razza di Finn era indicata nella sua sceneggiatura?
I personaggi sono sempre stati scritti per essere interpretati da un cast originale ma i loro tratti sono cambiati innumerevoli volte nel corso delle varie stesure e nel processo di selezione del cast. Sono entusiasta della scelta di Sam Richardson per interpretare Finn. Il suo arco è diverso da quello di un classico eroe epico. È il percorso di una persona consapevole di dover cambiare, ma che si rende conto di non essere affatto cambiata.

Andava bene così com'era.
Esatto. È il suo viaggio iniziatico, un viaggio molto sanguinario.

Come ha lavorato con Ubisoft allo sviluppo della sceneggiatura?
Sono davvero acuti. Jason Altman, il presidente della società, possiede uno straordinario istinto per la narrazione. Non un istinto letterario, un istinto visivo. È un fan. Ha l'atteggiamento di quello che dice: Che cosa mi piacerebbe vedere? Ha sempre ragionato in termini di: quale potrebbe essere la migliore versione di quello che già abbiamo?

E come hanno reagito alla prima bozza di sceneggiatura?
Quando ho presentato il primo brogliaccio hanno detto: "È una lettura molto divertente, vogliamo farlo!". Io ero molto scettica. Non potevo crederci. E di fatto non ci ho creduto finché non è partita la produzione.

WEREWOLVES WITHIN appare come un'evoluzione per il regista Josh Ruben, dopo il suo film d'esordio in un duplice ruolo Scare Me. Come è andata la vostra collaborazione?
È molto facile interagire con Josh. Abbiamo avuto molte conversazioni creative in tutte le fasi del processo. Nutre un profondo rispetto per la sceneggiatura. Ci siamo tutti impegnati per realizzare quello che era scritto su carta. Non penso che accada tutti i giorni.

No, anzi. Direbbe che eravate in sintonia?
Amiamo le stesse cose. Avevamo visto gli stessi film. Siamo sicuramente due persone in grado di programmare una serata di film insieme. È un sogno lavorare con un regista come lui.

Ha visto il film completato. Il risultato è in linea con le sue aspettative?
Assolutamente. Ne sono entusiasta. Considero la sceneggiatura un progetto esecutivo per una realizzazione più ampia. Josh lo ha completato aggiungendo la sua sensibilità. Ha dovuto tagliare alcune cose per questioni di budget, ma non ne ho sentito la mancanza. Sono felice di abbandonare una sceneggiatura quando è finita e lasciare che una nuova squadra di creativi faccia sembrare il mio testo migliore di quello che è.

Non possiamo dire chi è in realtà il lupo mannaro...
No, non possiamo!

Ma è una vera sorpresa e lo dice una persona che ama questo genere di film.
Sorprende sempre tutti. È stato l'archetipo con cui mi sono maggiormente divertita a giocare.

Ho saputo che ha fatto visita al set. Qual è stata la cosa più entusiasmante che ha visto?
Le indicazioni stradali per Beaverfield. Perché prima la città non esisteva. Già solo la gioia di creare una città è un'impresa grandiosa. Immagino che sia così che si sentono gli Imagineers a Disneyland.

Inevitabilmente vediamo il suo film attraverso il prisma della pandemia. Pensa che le sue idee – una comunità sotto assedio – risuonino maggiormente con l'attualità?
È un'ottima domanda e non sono sicura di avere la risposta giusta. Uno degli effetti della pandemia è stato sfidarci a riflettere sul nostro bisogno di contatto umano e sulla nostra capacità di essere un'isola. Penso che la pandemia ci abbia ricordato che abbiamo bisogno di qualcosa di più di pane e acqua.

WEREWOLVES WITHIN parla espressamente dell'importanza di mantenere il contatto sociale. Nella sua sceneggiatura, Finn esprime a parole questo concetto quando dice: "Sii un bravo vicino."
In particolare adesso con i vaccini, molte persone chiedono la stessa cosa. Cosa devono al loro vicino?

Congratulazioni per il suo grande debutto.
Sono così entusiasta! Mi do i pizzicotti tutti i giorni


extra dal pressbook del film

HomeVideo (beta)


A cena con il lupo: Werewolves Within disponibile in Digitale da Venerdì 2 Luglio 2021 e in DVD da Giovedì 26 Agosto 2021
2 Luglio 2021 in PVOD su Sky Primafila, Sony, Amazon, G-Play, Apple Tv, Rakuten, Chili, Infinity, TIMVision.

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