Il sapore del successo, cast a Roma presenta il Film

Presenti a Roma per la promozione della pellicola Il sapore del successo, gli attori Bradley Cooper, Sienna Miller e Riccardo Scamarcio.
Il sapore del successo, cast a Roma presenta il Film

Sono arrivati nella capitale per presentare e parlare del film Il sapore del successo (Burnt) diretto da John Wells e scritto da Steven Knight, gli attori protagonisti Bradley Copper e Sienna Miller, e l'attore italiano Riccardo Scamarcio, presente con una parte minore ma comunque importante. La pellicola, già uscita negli Stati Uniti lo scorso 23 ottobre, arriverà nelle sale italiane il 26 novembre distribuito da Leone Film Group e Rai Cinema. 

D.: Al giorno d'oggi sono tanti i reality di successo che parlano di cucina. Lei è fan di questo tipo di programmi e il film vi si è ispirato in qualche modo?

Bradley Cooper: Io sono cresciuto guardando programmi di cucina. Per il film abbiamo subito una preparazione specifica con l'aiuto degli chef professionisti ma io ho guardato molti documentari, uno in particolare della BBC che si intitola Boiling Point (1998), una trasmissione televisiva che ha fatto un pò da apripista a tante altre perchè ha seguito Gordon Ramsay mentre tentava di farsi assegnare la terza stella Michelin ed è stato un qualcosa di particolare perchè per la prima volta il pubblico ha potuto sbirciare dietro le quinte, vedere cosa succedeva veramente in cucina. E' da lì che poi sono partite tutte le trasmissioni di questo tipo.

D.: Lei è così competitivo anche nella vita e nel suo lavoro?

B.C.: Io sono molto competitivo con me stesso. Quello che mi piace moltissimo nel cinema è che tutti noi collaboriamo insieme per poter raccontare una storia. La cosa più bella è poter lavorare al fianco di attori di grande livello che sono anche fonte di ispirazione per me e credo che questo sia un pò il contrario di quello che succede nel mondo degli chef, dove c'è molta più rivalità. Anche se poi è la presenza degli altri che lo rende migliore. A me piace raccontare una storia proprio grazie alla presenza degli altri, in questo lavoro si è forti se si è uniti, se c'è un legame che ci unisce. 

D.: Riccardo ci parli del legame che ha creato con gli attori del film.

Riccardo Scamarcio: Quello che ha detto Bradley è vero ed è stato molto importante. Poter lavorare con degli attori del loro calibro, in una lingua che non è la mia, ma sentirmi comunque a mio agio. E' stata una cosa che è nata in maniera spontanea ed è molto importante perchè il cinema è un lavoro di gruppo e quando è fatto così i risultati si vedono. 

D.: Come avete collaborato insieme, per la seconda volta dopo American Sniper, Sienna e Bradley? 

Sienna Miller: Questi due film sono stati progetti estremamente diversi ed è stato bello ricominciare a lavorare insieme con un qualcosa di profondamente differente. Devo dire che Bradley si è trasformato come fanno in pochi ed è per questo che lui è uno dei migliori attori, quindi è stato veramente bello, un'esperienza grandiosa. I nostri due personaggi all'inizio sono molto chiusi poi pian piano si aprono l'uno all'altro.

D.: Quanto è stato d'ispirazione lo chef Gordon Ramsay per la preparazione del film?

B.C.: Ho avuto modo di lavorare molto da vicino con Gordon, anche in uno dei suoi ristoranti, e ho visto molti documentari e trasmissioni televisive ispirate a lui. Il personaggio di Adam Jones creato da Steven Knight non ha alcun collegamento con lui, sicuramente il fatto di essere tormentati dall'attesa della telefonata che non arriva, l'ho presa da lui.

D.: I grandi cuochi portano con sè i coltelli che sono strumenti di lavoro importanti. Volevo sapere se voi, in quanto attori, avete degli strumenti di lavoro dai quali non vi separereste mai. 

B.C.: In realtà i nostri strumenti siamo noi stessi, il nostro corpo, la nostra voce, le nostre emozioni.

S.M.: Sono d'accordo con Bradley. Più si acquisiscono esperienze di vita, profondità, migliori si diventa come attori. Lo strumento più importante che possiamo portare è proprio l'essere aperti verso l'esperienza, avere curiosità per le persone. La recitazione è un pozzo senza fine. 

R.S.: Anche io sono d'accordo. Aggiungerei il gioco e l'anarchia, la possibilità di guardare le cose con un punto di vista personale. 

D.: Bradley è stato casuale passare da un ruolo come quello del cecchino che dà la morte alle persone a un ruolo che invece attraverso il cibo è come se desse vita?

B.C.: E' stata una semplice coincidenza. Ho dovuto girare Il sapore del successo subito dopo aver finito American Sniper perchè dovevo partecipare ad un lavoro a teatro e quindi è stato necessario farlo in questo modo. Ma è stato comunque interessante passare da un ruolo di quel tipo a quest'altro. 

D.: Volevo sapere dagli attori qual è il loro rapporto personale con la cucina?

S.M.: Io amo la cucina. Mia madre è una magnifica cuoca. I ricordi più belli che ho nella mia vita sono quelli intorno ad un tavolo con amici e famiglia. 

R.S.: Io adoro cucinare. E' aggregante, è un modo bello di condividere. 

B.C.: Anche a me piace moltissimo cucinare. Tra l'altro io sono cresciuto imparando da mia nonna che era una grandissima cuoca che mi metteva alla prova e mi giudicava ma era un modo molto bello anche di crescere. Ho anche lavorato a livello professionale in una cucina, ho imparato tanto. Mi piace anche creare dei piatti e cucinare per me stesso. 



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