La strada per Virgin River, il romanzo che ha ispirato una serie Netflix

'La strada per Virgir River' è il romanzo di Robyn Carr da cui verrà tratta una serie TV Netflix: si tratta di una lettura fresca, divertente ma non per questo superficiale, che si farà divorare col sorriso sulle labbra.
La strada per Virgin River, il romanzo che ha ispirato una serie Netflix

Sarà prodotta da Netflix la serie televisiva con Martin Henderson e Alex Breckenridge, tratta dalla serie di libri firmati da Robyn Carr, il cui primo capitolo, La Strada per Virgin River, edito da HarperCollins, è da poco stato portato in Italia.

La storia è quella di Melinda Monroe, che dopo aver perso il marito dopo solo quattro anni di felicità, decide di lasciarsi alle spalle la vita quale lei la conosce e avventurarsi in un mondo del tutto nuovo. Abbandonato il ritmo quasi snervante e la pericolosità di città come Los Angeles e dell'ospedale dove lavorava, Mel decide di accettare un lavoro come ostetrica e infermiera specializzata a Virgin River, un paesino di montagna che sembra fare al caso suo nella sua ricerca di tranquillità.

 La strada per Virgin River
La strada per Virgin River

Tuttavia, quando Mel arriva al posto designato, scopre che niente era come se lo aspettava. Nei suoi abiti firmati e negli stivali da quattrocento dollari, Mel si imbatte in una pioggia torrenziale che rischia di lasciarla al margine della strada, solo per essere soccorsa da un cittadino del luogo e scoprire che l'amorevole cottage che le era stato destinato è in realtà una catapecchia con la veranda sfondata e polvere su qualsiasi superficie. Inoltre il medico che dovrebbe aiutare e per cui aveva accettato il lavoro non sa niente di lei e la cittadina di Virgin River è in realtà un posto che sembra essere stato dimenticato da Dio.

Per Mel, a questo punto, la decisione è molto semplice: passare una notte in quella casa che casa non si può definire e poi, raccolte le sue cose, fare marcia indietro e andare in Colorado, dove sua sorella sarebbe felice di aiutarla a ritrovare il proprio posto nel mondo. Ma la mattina successiva, dopo una colazione presso il ristorante dell'affascinante Jack Sheridan, accade qualcosa di inaspettato: una bambina viene lasciata fuori dall'ambulatorio del medico e Mel non ha altra scelta se non rimanere per cercare di prendersi cura della piccola, mentre il dottore è fuori per le sue visite.

Questo è il punto di partenza di La Strada per Virgin River, un romanzo che cattura già dalla copertina. E sebbene sia effettivamente valido il motto per cui non bisognerebbe mai scegliere una lettura in base a come si mostra la grafica in cover, è pressoché impossibile non sentire sulla propria pelle l'aria fresca di Virgin River o lo sciabordio del fiume guardando una copertina che sembra fatta per mettere di buon umore.

Ma è pur vero che l'abito non fa il monaco: questo, tuttavia, non è il caso del romanzo di Robyn Carr, perché dietro la copertina si nasconde un romanzo che filerà via come il proverbiale bicchiere d'acqua fresco. Le pagine del romanzo rappresentano un viaggio all'interno della vita di una donna che si deve reinventare, che deve imparare di nuovo a scendere a patti con se stessa e con la donna che è diventata dopo la tragedia che l'ha colpita e che a volte la lascia ancora con il fiato corto e il cuore talmente spezzato da rendere possibile anche solo il pensiero di una possibile ripresa.

È molto facile sviluppare un sentimento di empatia nei confronti di Mel: non solo per le cicatrici che il dolore le ha lasciato addosso, ma anche per il primo impatto che ha nei confronti di questo paesino che è ben diverso dall'immagine utopica che si era costruita nella mente. Insomma, chi di noi non cercherebbe di sfuggire da una casa in disuso, piena di polvere, che sembra in procinto di crollare davanti il primo alito di vento? E proprio per questa capacità che ha il lettore di mettersi nei panni della protagonista, Mel finisce con l'avere le sembianze di una persona amica, una che ci fa ridere per le sue disavventure, per le battute sagaci contro cui cerca di nascondere il vuoto che ha paura di portarsi impresso sulla pelle.

Ma Robyn Carr è abile anche nel dipingere il cuore del libro che non è rappresentato (solo) dalla protagonista, ma anche da tutti i personaggi secondari o anche solo di sfondo con cui riesce a rendere credibile il suo tratteggio di questo paese che sembra fuori dal tempo e dallo spazio e di cui riesce a rimandare con chiarezza l'odore dell'aria pura e il rumore incessante di una natura che non è stata sottomessa. Tra i personaggi secondari un cenno va fatto al personaggio di Preacher, che sarà il protagonista del secondo capitolo della saga.

Una lettura fresca, divertente ma non per questo superficiale, che si farà divorare col sorriso sulle labbra.



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