Giuseppe Tornatore

Nastro d'Argento al documentario su Tornatore, Ogni film un'opera prima


Al documentario su Giuseppe Tornatore, Ogni film un’opera prima. di Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi il Nastro d'Argento come Miglior Documentario sul Cinema.

di / 08.05.2013
Giuseppe Tornatore

Diretto da Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi e prodotto per Stilelibero di Gabriele Costa e Gianni Russo, Giuseppe Tornatore - Ogni film un'opera prima ha ottenuto il Nastro d'Argento come Miglior Documentario sul Cinema.

Attraverso le testimonianze di suoi attori e collaboratori (tra gli altri Monica Bellucci, Sergio Castellitto, Giuseppe Tornatore, Blasco Giurato, Tonino Guerra, Leo Gullotta, Ennio Morricone, Massimo Quaglia, Tim Roth, Sergio Rubini, Geoffrey Rush, Maurizio Sabatini, Francesco Scianna, Dante Spinotti, Giuseppe Tornatore) i due registi Barcaroli e Panichi mostrano i celebri momenti di gloria del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, insieme a riflessioni intime sulle passioni e le incomprensioni, le certezze e i dubbi di una carriera ricca di titoli e riconoscimenti.

Raccontano i registi Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi:

A distanza di trent'anni dal successo di Nuovo Cinema Paradiso, affrontare oggi in un documentario l'opera di Giuseppe Tornatore diventa un'urgenza quasi irrinunciabile per diverse ragioni.

In primo luogo perché Tornatore è una sorta di unicum nel cinema italiano: si tratta infatti di un regista che ha compiuto un percorso particolarissimo e personale, senza apparenti legami a scene produttive o tendenze creative che lo accomunino a registi e autori della sua stessa generazione  (ad  esempio  Moretti  e  Salvatores,  per  nominare  chi  come  lui  ha  ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali); inoltre il suo lavoro è stato al centro della crisi e del rilancio stesso del cinema italiano a partire dalla fine degli '80, consegnandoci una filmografia strettamente legata ai cambiamenti delle modalità produttive nazionali, diventandone quasi un prisma dal punto di vista storico.

In secondo luogo, non esiste ad oggi un lavoro audiovisivo che abbia affrontato la complessità tematica dell'opera del cineasta nella sua interezza, fino a Baarìa (2009), con il quale si può ipotizzare che l'autore siciliano abbia di fatto chiuso un ciclo del suo percorso creativo. Un percorso caratterizzato dal fortissimo legame con la sua terra d'origine e con gli elementi biografici che hanno spesso costituito la tematica maggiormente riconoscibile della sua opera. Mentre con il prossimo film, The Best Offer, sembra aprire di fatto un nuovo ciclo della sua parabola creativa.