Chiamami col tuo nome, la recensione

Chiamami col tuo nome è una delicata dedica all'amore stesso, una poesia che ci fa vivere la storia appassionante e coinvolgente di due ragazzi in una calda estate del 1983 nelle campagne del Nord Italia.

1983, da qualche parte in Nord Italia. Elio e la sua famiglia passano le vacanze estive presso una villa immersa nel verde godendosi i prodotti della loro terra in compagnia della loro domestica e del responsabile dei terreni circostanti. Tutti si preparano all'arrivo di Oliver, un giovane studente universitario che passerà l'estate accanto al padre di Elio per toccare da vicino i frutti dei suoi studi con il fine di elaborare al meglio la sua tesi finale. L'incontro tra Oliver ed Elio inizialmente sembra provocare nel ragazzo una sorta di risentimento ma ben presto questo sentimento si tramuterà in un'incondizionata passione amorosa. 

Chiamami col tuo nome è il terzo film "americano" del regista Luca Guadagnino che, dopo A Bigger Splash, ritorna a girare nella verde campagna italiana che dona alla pellicola un colore vivo ed avvolgente. Protagonisti di questa storia d'amore sono il ventiduenne Timothée Chalamet e il più maturo Armie Hammer, entrambi così perfetti nei ruoli a loro assegnati che durante la visione quasi ci si dimentica di assistere ad una proiezione cinematografica. 

Foto, immagini, locandine Chiamami col tuo nome

L'aura emanata dal viso e dal corpo di Elio ci accompagna per tutto il film, dall'inizio alla fine, come se la macchina da presa non riuscisse a staccarsi da lui per inquadrare altro. Elio è sempre presente, anche in quei pochi istanti in cui viene inquadrato qualcos'altro. Il film di Guadagnino non nasconde nulla, né le occasioni di incertezza e sconforto, né i momenti più intimi del protagonista stesso perché l'amore è tutto questo ed irrora qualsiasi istante della vita. Chiamami col tuo nome è una dedica all'amore stesso, un amore che non è sempre perfetto, programmato e sicuro ma ti coglie impreparato, all'improvviso e magari nasce verso una persona che non ti saresti mai aspettato. D'altronde Elio ha solamente diciassette anni ma, come dice il padre alla fine del film, è stato fortunato a conoscere questo forte sentimento così presto ed è stato coraggioso perché non l'ha amputato ma l'ha affrontato e vissuto appieno. 

In Chiamami col tuo nome niente è lasciato al caso. Ogni parola pronunciata ha un significato profondo che richiama un altro elemento della storia stessa. Per chi ancora dovesse andare a vedere il film, un consiglio che posso dare è di fare attenzione all'utilizzo della parola e del frutto dell'albicocca nella prima parte del film e poi, nella seconda parte, della pesca. In qualche modo intercorre un'analogia molto significativa in questi due frutti: il primo si riferisce ad un qualcosa di ancora non pienamente maturo per cui Oliver prova quasi una sorta di dipendenza ossessiva mentre la pesca è fisicamente un frutto molto più grande rispetto all'albicocca ed è anche il frutto che Elio sceglie per un momento molto particolare nel film. Insomma, non è difficile ricollegare l'albicocca alla figura di Elio e la pesca a quella di Oliver. 

Foto, immagini, locandine Chiamami col tuo nome

Anche la colonna sonora spiega esattamente quello che sta accadendo nell'intimità di Elio. Mentre inizialmente la musica assume un ruolo forzato nella quotidianità di Elio (sono i genitori a chiedergli di suonare qualcosa e di solito quello che suona è la semplice replica di qualcosa che già era stato scritto da altri), con l'arrivo di Oliver e della consapevolezza nel cuore di Elio nascono anche nuove melodie, nuovi suoni e nuove emozioni che lo accompagnano fino all'ultimo istante del film. 

Chiamami col tuo nome è un film così coinvolgente ed emozionante che persino una mosca che ogni tanto compare vicino ad Elio sembra portare con sé la presenza di Oliver e l'essenza dell'amore. Il film è candidato ai premi Oscar nelle seguenti categorie: Miglior Film, Miglior Attore Protagonista, Miglior Sceneggiatura non Originale e Miglior Canzone. 

Al cinema dal 25 Gennaio.

Valutazione di Erica Nobis: 9 su 10
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