Child 44 - il bambino numero 44

Child 44 - il bambino numero 44, la recensione


Child 44 affronta tematiche forti e lo fa con un ritmo incessante e coinvolgente. Daniel Espinosa realizza una buona pellicola e si avvale di un cast eccellente, su tutti un immenso Tom Hardy.

di / 25.04.2015
Child 44 - il bambino numero 44

Child 44 - il bambino numero 44 è un thriller politico diretto da Daniel Espinosa (Safe House), scritto dallo sceneggiatore Richard Price e prodotto da Ridley Scott. La pellicola è l'adattamento cinematografico dell'omonimo bestseller di Tom Rob Smith, primo capitolo di una trilogia, vincitore del premio CWA assegnato al miglior romanzo thriller dell'anno e tradotto in ben 26 lingue. La storia raccontata nel film è liberamente ispirata a fatti di cronaca vera, in particolare ai crimini del serial killer russo Andrei Chikatilo, passato alla storia come "il macellaio di Rostov", fautore di ben 53 omicidi di donne e bambini nei primi anni Cinquanta. Il cast scelto per il film è di gran livello e comprende: Tom Hardy, Gary Oldman, Jason Clarke (i tre lavorano di nuovo insieme dopo Lawless), Noomi Rapace, Joel Kinnaman e Vincent Cassel.

Leo Demidov (Tom Hardy) è un agente dell'MGB, il servizio di sicurezza nazionale sovietico, con un'infanzia difficile alle spalle e diventato eroe nazionale durante la Seconda guerra mondiale. Leo ha fatto carriera e ora è uno degli agenti più importanti che investiga sulle attività dei dissidenti. Un giorno l'MGB riesce a catturare la presunta spia Anatoly Brodsky (Jason Clarke) e tra i nomi che riescono ad estorcergli dopo varie torture, viene fuori anche quello di Raisa (Noomi Rapace), moglie di Leo. L'uomo è costretto ad indagare sulla donna e, nel frattempo, si occupa anche di un caso di un bambino trovato morto sui binari di un treno. La sua vita cambierà del tutto dopo queste vicende perché dovrà fare delle scelte importanti che lo porteranno a conseguenze pericolose.

Child 44 è senza dubbio un buon film. Daniel Espinosa ha dimostrato di essere un regista niente male, soprattutto nel girare le scene d'azione, cosa che avevamo già avuto modo di apprezzare in alcuni suoi lavori precedenti, nonché motivo per cui Ridley Scott l'ha scelto per dirigere la pellicola. Il ritmo è incalzante e la storia avvincente; il tema trattato è forte, soprattutto perché è tratto da un caso realmente accaduto. Gli omicidi di bambini è il fil rouge del film che affronta anche il difficile periodo, subito dopo la guerra, che i cittadini russi dovettero affrontare, dove il sospetto di complotti spionistici e di dissidenza era sempre presente nella vita quotidiana, dove tutti potenzialmente erano in pericolo di poter essere accusati, spesso ingiustamente, di tradimento e giustiziati. Oltretutto in quel periodo i crimini e gli omicidi venivano censurati perché si credeva potessero avvenire solo nelle nazioni capitaliste e non nel "paradiso" russo. La giustizia era un'utopia.

Detto ciò bisogna sottolineare il fatto che il vero punto di forza della pellicola è senza dubbio la bravura dei suoi protagonisti. Tutto il cast è formato da attori così talentuosi da coinvolgere totalmente lo spettatore e se su Gary Oldman non serve pronunciarsi tant'è che riesce a lasciare il segno anche con un ruolo minore, su Noomi Rapace c'è da dire che ha il grande merito di scegliere sempre ruoli intensi, profondi, pieni di sfaccettature e mai banali, è su Tom Hardy che concentreremo tutte le attenzioni. Leo è un personaggio complesso e semplice al tempo stesso, in grado di svolgere un ruolo scomodo senza farsi prendere dalla voglia di potere e mantenendo la sua forte umanità. Un uomo rude, burbero e autoritario ma al contempo dolce, tenero e capace di provare grande amore dietro quella corazza da duro. Chi meglio di Tom Hardy avrebbe potuto interpretare questo ruolo? Nessuno. Non esiste attualmente nessun attore che ha una presenza fisica così imponente ma che al tempo stesso riesce ad esprimere tutti i conflitti interiori del personaggio con una tale delicatezza e dolcezza. Tutti i suoi personaggi hanno sempre un'emotività sfaccettata e una complessità morale enorme e lui, grazie alla sua enorme bravura e carisma, riesce ad esprimere tutto ciò nel migliore dei modi, cosa che lo rende uno degli attori più talentuosi ma al tempo stesso più sottovalutati, almeno da una parte della critica, ma poco importa, sia a lui che a noi, perché è lo schermo a dargli sempre ragione.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 7 su 10