Colpa delle stelle

Colpa delle stelle, recensione del film



La commovente storia d'amore tra due adolescenti affetti da cancro, che vogliono vivere a dispetto della loro malattia; 'Colpa delle stelle' è un film a tratti retorico, ma pieno di cuore.

di / 27.07.2014
Colpa delle stelle

Prima fenomeno mondiale in ambito letterario, grazie al bestseller The Fault in Our Stars di John Green, Colpa delle stelle è ora pronto a diventare anche un vero e proprio evento cinematografico, grazie alla pellicola firmata da Josh Boone e che vede, nei ruoli dei protagonisti, gli attori Shailene Woodley Ansel Elgort. I due avevano già lavorato insieme in Divergent, dove interpretavano due fratelli che si ribellavano allo status quo del loro mondo distopico. In Colpa delle stelle, invece, sono Hazel Grace e Augustus, due adolescenti con cui la vita non è stata affatta generosa.

Hazel Grace (Woodley) ha diciassette anni e, dopo aver affrontato la morte a causa di un cancro alla tiroide; ora riesce a sopravvivere ad un cancro ai polmoni solo grazie ad un farmaco sperimentale che non funziona sul 70% dei pazienti, ma che in lei riesce a fermare l'avanzata del tumore. Un giorno sua madre (Laura Dern), convincendosi che sua figlia è depressa, la spinge a frequentare un gruppo di supporto dove dei ragazzi malati come lei parlano delle loro battaglie. Qui Hazel conosce Augustus (Elgort), un diciassettenne a cui è stata amputata una gamba a seguito di un osteosarcoma. I due, grazie anche all'intercessione dell'amico Isaac (Nate Wolff), diventano ben presto amici, sebbene si percepisca immediatamente che qualcosa di più forte dell'amicizia sia pronto ad esplodere. A legare Hazel e Augustus ancora di più ci pensa Un Imperiale Afflizione, romanzo incentrato su una ragazzina malata di cancro, che Hazel ha letto mille volte prima di consigliarlo al nuovo amico. Presto anche Augustus si lascia irretire dalla storia e aiuta Hazel nel tentativo di contattare il misterioso scrittore, Peter Van Houten (Willem Defoe), che si vocifera si sia trasferito ad Amsterdam. Grazie alle nuove tecnologie e al buon cuore di una segretaria, i due riescono a contattare l'autore, tanto da organizzare anche una gita nella capitale dei Paesi Bassi. Il viaggio cambierà per sempre le vite dei due ragazzi.

Nel recensire Colpa delle stelle va subito riconosciuto alla pellicola il suo chiaro intento di rivolgersi soprattutto ad un target ben specifico: non solo gli adolescenti alla ricerca di una storia d'amore piena di frasi melense, ma soprattutto gli adolescenti che hanno letto il libro e che lo hanno eletto a bestseller in molti paesi. Si si tiene conto di questa premessa, allora si può dire che il film di Josh Boone è riuscito alla perfezione. Riesce a tenere intatta l'atmosfera del libro da cui è tratto, giocando - forse con fin troppa semplicità - con le emozioni del pubblico, che ben presto si trova a versare lacrime amare per il destino avverso dei due protagonisti. Tutto ciò che John Green ha messo nel suo libro, riempiendo pagine di paroloni e riflessioni esistenzialiste, Josh Boone lo recupera, affidandolo alle interpretazioni dei due protagonisti, che sono quanto di più adorabile si potesse sperare per una tale operazione. Quindi coloro che, nell'andare a  vedere il film, si aspettano solo il live action del libro non rimarranno affatto insoddisfatti: i due interpreti, piuttosto credibili nei rispettivi ruoli, si muovo sicuri in un mondo fatto di dolore, sfide ed esclusione. Ad accompagnare il loro cammino avverso, poi, ci pensa una colonna sonora ad hoc che, specie quando viene montata sulle immagini suggestive di Amsterdam, funziona a meraviglia. E il finale spezza così tanto il cuore che la visione si fa dolorosa anche per lo spettatore già preparato. Perchè il cuore, in Colpa delle Stelle, c'è e si sente.

Tuttavia bisogna dire che il cinema non può essere trattato solo come il personale parco giochi di "pochi" privilegiati che si siedono in una sala buia aspettando la trasposizione del proprio romanzo preferito. Il cinema dovrebbe essere un'arte popolare, una che riesce ad abbracciare platee vaste e differenziate tra di loro; e, per quanto possa apparire utopistica questa visione democratica dell'ars cinematografica bisogna ammettere che Colpa delle stelle fallisce miseramente in questo tentativo. Chiunque non abbia letto il film e non sia un animo incline a commuoversi per le più facili melensaggini finisce con l'essere escluso non tanto dalla visione, quanto dalla fruizione. Si ha come l'impressione, infatti, che tutto - sceneggiatura, colonna sonora, dialoghi - sia stato studiato appositamente per suscitare forti emozioni. Il risultato è un miscuglio fin troppo artificiale, a tratti inverosimile, che potrebbe disturbare piuttosto che emozionare. Alcuni dialoghi, ad esempio, sono così pieni di retorica e così surreali da lasciare quasi basiti.

Colpa delle stelle, dunque, è un film che i fan del romanzo ameranno oltre ogni umana illusione, ma che rischia di lasciare freddi gli spettatori meno preparati, anche se sfidiamo chiunque a non cadere nella trappola dell'emotività, finendo la visione con gli occhi carichi di lacrime.

Valutazione di Erika Pomella: 6 su 10
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