Dallas Buyers Club, la recensione

Dallas Buyers Club, in concorso al Festival del Film di Roma, è un ottimo film, che commuove ed emoziona, senza però cadere mai nel patetico. Racconta una storia forte ed importante e regala al pubblico due performance di altissimo livello, quella di Matthew McConaughey e quella di Jared Leto.
Dallas Buyers Club, la recensione

Dallas Buyers Club è il nuovo film del regista canadese Jean-Marc Vallée, presentato in concorso all'ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. La pellicola ha già partecipato a molti concorsi internazionali vincendo vari premi compresi quelli per i due attori protagonisti del film, Matthew McConaughey e Jared Leto, i quali hanno perso molti chili per poter interpretare al meglio i loro personaggi, malati di AIDS.

Il film è ispirato ad una storia vera e racconta, negli anni Ottanta, la vita di Ron Woodroof (Matthew McConaughey), un rude omofobo texano, amante dei rodei, ma anche di sesso, alcool e droga, il quale scopre di essere malato di AIDS e gli vengono diagnosticati 30 giorni di vita. Dopo un rifiuto iniziale, l'uomo entra in contatto con un medico radiato che lavora illegalmente e tramite lui inizia un suo personale percorso di cura tramite medicine non brevettate per essere vendute. In questa sua nuova vita incontra Rayon (Jared Leto), un transessuale sieropositivo. Ron, nonostante i suoi pregiudizi nei confronti degli omosessuali, inizia un rapporto, prima lavorativo e dopo d'amicizia con il ragazzo. Insieme mettono su un club che ha la finalità di poter permettere alle persone con il virus dell'HIV di potersi curare con sostanze non tossiche come quelle proposte dai medici ufficiali e dai produttori di medicinali che hanno sempre interessi dietro per non autorizzare quelle medicine.

Dallas Buyers Club racconta una storia forte, coraggiosa e molto importante, senza mai essere troppo buonista e senza cadere nella lacrima facile. Si perché quando si parla di malattie, lotta contro il sistema, personaggi outsider che cercano di sopravvivere nella sofferenza, è veramente molto facile cadere nel patetico. Ed è anche per questo motivo che la pellicola emoziona e sconvolge ancora di più, è perché cerca di narrare i fatti senza prendersi troppo sul serio e senza piangersi a dosso che l'impatto emotivo verso il pubblico è ancora più forte. Ci si affeziona molto ai personaggi, al burbero e omofobo protagonista che non è una bella persona ma che ha una forza spaventosa e combatte fino alla fine per restare in vita, ci si affeziona al dolce Rayon, tutto il contrario di Ron, emotivamente troppo debole per sopravvivere e combattere in un mondo che ti rema contro in tutti i modi.

Una nota a parte va fatta per gli attori della pellicola: Matthew McConaughey non è mai stato così fortemente emozionante e incredibilmente bravo; al di là della perdita di peso e della malattia, riesce a creare un personaggio ben definito che mantiene i propri modi di fare e commuove proprio per questo. La vera sorpresa è però Jared Leto che interpreta un transessuale senza essere mai eccessivo, e già questo è degno di nota, e soprattutto, anche solo con poche espressioni, è così tremendamente perfetto che ci si dimentica del tutto che dietro quel trucco c'è un uomo. Il film sarà molto protagonista ai prossimi oscar, siamo pronti a scommetterci!

Valutazione di Giorgia Tropiano: 8 su 10
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