Hellboy

Hellboy (2019), la recensione



Anche se visivamente convincente, il reboot di Hellboy diretto da Neil Marshall non risulta efficace come i due capitoli girati dal collega Guillermo Del Toro. Una sceneggiatura caotica e alcuni personaggi deboli sono solo alcuni degli elementi che affossano un film che avrebbe potuto avere grandi potenzialità.

di / 20.04.2019
Hellboy

A più di dieci anni di distanza dall'uscita del secondo film con protagonista Hellboy diretto da Guillermo Del Toro, torna nelle sale cinematografiche il reboot della saga questa volta capitanata da Neil Marshall.

Il semi-demone Hellboy, agente del BPRD, viene chiamato in Inghilterra dagli Stati Uniti per debellare la minaccia di alcuni giganti che potrebbero disturbare la quiete del Paese. Qui, a Hellboy verrà svelata l'esistenza della strega Nimue, che sta per resuscitare a causa della sete di vendetta di una vecchia conoscenza del demone, e di una profezia che preannuncia l'Apocalisse imminente. Durante la ricerca degli indizi che dovrebbero portare Hellboy dall'antica strega, il demone incontrerà nuovi alleati e ritroverà persone che non avrebbe mai immaginato di poter rivedere e, insieme, dovranno unire le forze per riuscire a sterminare Nimue e il suo esercito di creature oscure.

Il rischio della produzione di questo film risiedeva soprattutto nell'esponenziale possibilità che molti avrebbero paragonato l'Hellboy di Neil Marshall con la creatura che Guillermo Del Toro portò alla luce anni fa. Sicuramente se i primi film millantano una firma registica ben precisa, questo Hellboy manca un po' di carattere. È vero anche che questo film vuole essere un B-movie ed è consapevole di esserlo, caratteristica più che apprezzabile che fa capire al pubblico che in alcun modo il film possa essere preso sul serio. Il lavoro in CGI realizzato per le scene d'azione e per la costruzione di alcuni personaggi è forse l'elemento più interessante dell'intero progetto ed è invece la sceneggiatura quello completamente sbagliato. Se David Harbour ha soddisfatto le aspettative e cancellato ogni dubbio su quello che sarebbe dovuto essere il giusto interprete dopo Ron Perlman, la costruzione della storia in sé risulta caotica e mal progettata. In un film di due ore accadono troppe cose, troppo velocemente e, molte volte, senza un senso di causa/effetto. Anche se quasi tutto quello che viene raccontato in Hellboyè abbastanza fedele a quella che è la trama originale dei fumetti, in un unico film risulta difficile e poco credibile che tanti elementi possano coesistere.

Insomma, Hellboy è un film che ben rappresenta molti tentativi di blockbuster di questi ultimi tempi: perfettamente costruito grazie al digitale e agli effetti che ne derivano ma completamente fuori misura per quanto riguarda la sceneggiatura. Quasi sicuramente avremmo un secondo episodio di questa nuova saga; non ci resta che aspettare quelle che saranno le evoluzioni, produttive e non, delle avventure di Hellboy.

Valutazione di Erica Nobis: 5 su 10