Il professore e il pazzo

Il professore e il pazzo, la recensione



Arriverà in sala il 21 Marzo 'Il professore e il pazzo', bellissimo film sull'importanza delle parole e del melodramma, che si basa sulle ottime interpretazioni offerte da tutto il cast e, in particolare, dai due protagonisti Mel Gibson e Sean Penn

di / 13.03.2019
Il professore e il pazzo

Quasi vent'anni fa Mel Gibson lesse un libro dal titolo Il professore e il pazzo, che porta la firma di Simon Winchester e che in Italia è edito da Adelphi. La storia lo colpì al punto da chiedere subito l'acquisto dei diritti: acquisto che è rimasto in attesa per tutto questo tempo, finché la storia non si è mostrata pronta per essere portata sul grande schermo. Il professore e il pazzo arriverà nelle nostre sale il prossimo 21 Marzo, per la regia di P.B. Shemran, con un cast che definire stellare sarebbe usare un eufemismo. Oltre al già citato Gibson, nella pellicola troviamo anche Sean Penn, Steve Coogan, Eddie Marsan (se avete visto Ray Donovan sapete quanto può essere bravo questo interprete) e Natalie Dormer.

Il libro è tratto da una storia vera e che è la storia di come è nato il più famoso e completo dizionario della lingua inglese. Il famoso dizionario Oxford, di cui fu incaricato James Murray (Gibson) che veniva in qualche modo snobato dai luminari che gli si muovevano intorno. Per portare a termine il su compito, Murray chiese l'aiuto di lettori e cittadini, diramando volantini in cui si chiedeva aiuto. Il più grande collaboratore di Murray, con circa 10.000 vocaboli suggeriti, fu William Chester Minor, chirurgo dell'esercito americano, tornato dalla guerra e responsabile dell'uccisione di un uomo dopo uno scatto d'ira e, per questo, richiuso in un istituto sanitario. Il professore e il pazzo è la storia di questi due uomini che costruiscono la propria collaborazione (e, insieme, la propria amicizia) costruendo un ponte fatto di parole, in grado di attraversare il divario sociale e mentale.

E, di fatto, il vero pregio di questo film è quello di essere riuscito ad essere coinvolgente pieno di ritmo, pur basandosi su un argomento tanto stabile e immobile come (potrebbero essere) le parole. La sceneggiatura de Il professore e il pazzo ha la cadenza attenta di un racconto che ti prende lo stomaco e lo porta sin dentro la pellicola, permettendo quindi allo spettatore di perdersi dentro il racconto, di viverlo sulla pelle come se fosse una vera e propria scoperta. Ovviamente ci sono delle libertà narrative all'interno dello sviluppo della storia, soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo dei personaggi; delle scelte che puntano a toni più melodrammatici e che forse potrebbero far storcere il naso ai puristi e a coloro che credono che un flm storico debba, necessariamente, aderire ad ogni singolo aspetto. Ma il cinema è comunque un'interpretazione, una visione quantomeno falsata dall'occhio di chi racconta e anche di chi guarda. E, oltretutto, il cinema è anche un affare economico. Siamo tutti abituati a pensare alla settima arte come a qualcosa di poetico e santo, ma la realtà è che si tratta di affari e per fare buoni affari bisogna anche andare incontro alle necessità del pubblico. Un pubblico che ha bisogno di essere coinvolto e commosso e per cui alcuni "scivoloni" melodrammatici sono più che utili. Sono necessari.

Naturalmente l'altro aspetto positivo del film è dato dalle interpretazioni dell'ottimo cast di cui parlavamo in apertura. Soprattutto i due protagonisti - entrambi attori, entrambi registi, entrambi perfettamente consapevoli di cosa sia la "macchina cinema" - riescono a tenere sulle proprie spalle e sulle proprie capacità il peso emotivo dell'intera operazione, cooperando così a rendere la buona regia di Shemran ancora più inclusiva, portando alla riuscita di un bellissimo film che noi vi invitiamo a non perdervi.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10