La vendetta di un uomo tranquillo, Recensione

Il film spagnolo di Raúl Arévalo è un'altra piccola perla che da' linfa vitale al cinema di genere proponendo un revenge movie con moltissime influenze che oscillano tra Refn e Tarantino.

Il cinema spagnolo sta avendo una risalita pazzesca ormai da anni, grazie alla riscoperta di un cinema di genere oltre ad Almodovar. Dall'horror di Balaguero alle magistrali interpretazioni di Luis Tosar, la Spagna ci sta regalando anno dopo anno piccole perle che danno linfa vitale al cinema di genere. Fresco di ben 4 premi Goya, "La vita di un uomo tranquillo" appartiene proprio a questo filone proponendo un revenge movie con moltissime influenze che oscillano tra Refn e Tarantino.

Già dalla prima, meravigliosa sequenza possiamo intuire che "La vita di un uomo tranquillo" è un film ben studiato. Un lungo piano sequenza ci accompagna nella macchina di Curro (Luis Callejo), l'autista che deve portare in salvo quattro rapinatori. Ma qualcosa va male e la polizia gli sperona l'auto per poi arrestarlo. Dopo questo incpit il film ci porta nella calda periferia di Madrid dove incontriamo José (Antonio De La Torre), un uomo particolarmente silenzioso e dall'aria triste e solitaria. Poco a poco José entra a far parte del giro delle amicizie dei proprietari del bar, la bella Ana (Ruth Diaz) e suo fratello Juan, che gli spalancheranno le porte della loro famiglia. Ma gli anni passano e Curro esce dal carcere dopo aver scontato la pena. Ed è qui che il film compie un giro di boa ed iniziano a diramarsi una serie di dubbi che verrano sciolti in maniera magistrale nel finale.

Dopo una prolifica carriera di attore, Raul Arevalo si mette al di qua del set e dirige il suo primo film che gli ha fruttato il premio Goya non solo come miglior film ma anche come miglior regista esordiente, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura. Premi meritatissimi dal momento che la mescolanza di vari generi è gestita in maniera superba. Una storia di vendetta che si mischia ad un atipico road movie, dove non mancano momenti di altissima tensione. La regia è asciutta, diretta, avvalendosi dell'uso di una steadycam che permette allo spettatore di entrare nel film e seguire i personaggi nelle loro vicissitudini senza mai estraniarlo. Un film crudo che vuole raccontare una storia altrettanto cruda senza badare a troppi fronzoli o moralismi. "La vita di un uomo tranquillo" è sicuramente un must per gli amanti del cinema di genere tanto caro a Tarantino ed è la conferma (su celluloide) dell'epoca d'oro che sta vivendo il cinema spagnolo.

Valutazione di Lorenzo Pietroletti: 8 su 10


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