Miss Peregrine - la casa dei ragazzi speciali, Recensione

Tratto dal romanzo omonimo di Ransom Riggs, 'Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali' è il nuovo film con cui Tim Burton prosegue la sua personalissima galleria di personaggi fermi al limite del campo visivo dei 'normali', affondando così le mani in una filosofia narrativa che hanno reso il suo stile non solo visionario, ma anche (e soprattutto) riconoscibile.

Dopo la prematura quanto misteriosa morte del nonno, Jake (Asa Butterfield) decide di ripercorrere i luoghi d'infanzia dell'avo, pregando il padre di portarlo sulle coste della Scozia alla ricerca della casa per bambini speciali di Miss Peregrine, figura emblematica che torreggiava in tutti i racconti che il nonno faceva a Jake quando era bambino. Quando arriva sul posto, però, Jake rimane sconcertato nel vedere un vecchio rudere alzarsi come un deforme monito: di bambini e dell'insegnante non ci sono tracce. Quello che però Jake non sa è che Miss Peregrine (Eva Green) ha la capacità di modellare il tempo, creando degli anelli temporali in cui nascondere i suoi ragazzi speciali, bambini e adolescenti dalle capacità peculiari, che hanno bisogno di essere protetti dall'avanzata dei mostri vacui e da terrificanti figure con occhi bianchi e orbite vuote, guidate dal famelico Mr. Barron (Samuel L. Jackson).

Tratto dal romanzo omonimo di Ransom Riggs, Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali è il nuovo film con cui Tim Burton prosegue la sua personalissima galleria di personaggi fermi al limite del campo visivo dei "normali", affondando così le mani in una filosofia narrativa che hanno reso il suo stile non solo visionario, ma anche (e soprattutto) riconoscibile ad un primo sguardo. Infatti, sebbene ad una prima occhiata distratta Miss Peregrine possa sembrare l'ennesimo mélange tra poetica e commercializzazione (cosa di cui Tim Burton viene spesso accusato, negli ultimi anni, da una critica un po' prevenuta), la pellicola si erge come uno stendardo della poetica a cui il regista di Burbank ci ha abituato. Tim Burton, infatti, si diverte a disseminare l'intera operazione di tracce e mementi della sua cinematografia: dal dinosauro di Pee Wee Adventures, agli abiti di Emma che sembrano essere usciti da Dark Shadows, passando per sequenze che sono lontane parenti di Big Fish, all'ossessione per gli occhi di Big Eyes, fino alla provincia arida e chiacchierona del sobborgo americano, che da Edward mani di forbice in poi è sempre stata una sorta di marchio stilistico. Inoltre, al di là di questi topoi del suo cinema, Tim Burton non rinuncia ad offrire al suo pubblico la sua visione del mondo: un mondo che non è necessariamente quello che noi vediamo, quello che noi percepiamo o, meglio, quello che ci insegnano a percepire. Quanto piuttosto un universo dove la diversità non solo è compresa, ma anche elogiata. La peculiarità dei bambini di Miss Peregrine è la peculiarità stessa che il regista si è sempre sentito cucito addosso. I bambini e i ragazzi di questo film sono tutti borderline, talmente oltre i limiti da avere bisogno di un luogo tutto loro per essere felici; ma è proprio nella loro diversità che tale sentimento può essere trovato, e come al solito Tim Burton utilizza colori e fotografia più caldi proprio per quel mondo che si cela dietro la cortina.

Film di supereroi senza quella verve a volte retorica a cui siamo abituati, Miss Peregrine - la casa dei ragazzi speciali è una pellicola che funziona più o meno come il proverbiale diesel. La prima parte, che serve come presentazione dei personaggi e spiegazione del complicato sistema degli anelli temporali, è quella che risulta un po' più lenta e che forse sarebbe stato più saggio accorciare nei limiti del possibile e nel rispetto della storia. Ma, man mano che il film avanza, quando l'azione e il mistero cominciano ad andare di pari passo, per lo spettatore inizia un vero e proprio viaggio sulle montagne russe, che passa attraverso un cameo dello stesso regista e una lotta tra zombie e vacui che è pronta ad entrare negli annali delle scene cult. Il tutto coronato dalle buonissime interpretazioni offerte da tutto il cast, su cui troneggia la bellissima e maestosa Eva Green che, archiviata l'avventura nello splendido Penny Dreadful torna al cinema con un ruolo che ne slancia la bellezza, ma soprattutto la capacità di calarsi con facilità nei panni che Tim Burton sceglie per lei.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10
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