Recensione: Cha Cha Cha



Recensione del film Cha Cha Cha di Marco Risi con Luca Argentero: avvincente thriller con ambientazioni suggestive e una splendida fotografia dipingono una Roma notturna oscura e allo stesso tempo fascinosa e intrigante.

di / 16.06.2013
Recensione: Cha Cha Cha

A tre anni di distanza da Fortapàsc, Marco Risi torna nelle sale con il suo ultimo film Cha Cha Cha interpretato da Luca Argentero, Eva Herzigova e Claudio Amendola, un thriller dai toni noir ambientato nella Roma degli intrighi e della corruzione.

Corso (Luca Argentero) è un detective privato , ex poliziotto, che si ritrova ad indagare su due morti apparentemente disconnesse: di un ingegnere e di un ragazzo di 16 anni che stava pedinando lui stesso per conto della madre Michelle (Eva Herzigova), ex attrice con la quale il detective aveva avuto una relazione sentimentale anni prima ma rimane un amore che non viene mai esplicitato. Le indagini di  Corso, il tipico eroe noir capace, intelligente e incorruttibile che vive da solo con il suo cane senza una zampa, lo addentreranno  in giochi di potere in un climax di intrighi e violenza.

Attorno a loro ruotano una serie di personaggi  secondari sviluppati con attenzione dagli sceneggiatori per dare un peso specifico al film. Molti si configurano come impassibili e glaciali, ma tutti al contempo enigmatici indifferentemente dalla propria condizione (l'intercettatore, l'avvocato, il fotografo). Il protagonista si muove agilmente tra queste personalità distorte con continui riferimenti ad eventi e segreti del passato che lo riguardano in prima persona. Particolare rilievo assume la figura di Torre (interpretato da Claudio Amendola che torna ad essere diretto da Marco Risi dopo Mery per sempre), un personaggio ambiguo la cui collocazione nel gioco di corruzione non è mai chiara: ex amico e collega di Corso, ne rappresenta il corrispettivo arrogante e negligente anche se di solito cerca di proteggerlo. Hanno preso strade diverse e ogni volta che si incontrano (spesso dato che indagano sullo stesso caso) si rinfacciano i rispettivi errori.

Ambientazioni suggestive e una splendida fotografia dipingono una Roma notturna oscura e allo stesso tempo fascinosa e intrigante, valorizzata in particolare da bellissime inquadrature dall'alto che seguono la macchina del protagonista per le vie della città, soluzione più volte ripetuta durante il film. La colonna sonora, particolarmente azzeccata, contribuisce a creare un atmosfera jazz che caratterizza tutto il film e rievoca generi passati. In Cha Cha Cha sono presenti innumerevoli riferimenti e citazioni: in primo luogo il cinema di genere degli anni 70 e 80, ma sono presenti anche diversi richiami a Chandler, ai noir francesi, fino al personaggio di Michelle, la classica "bionda" di Hitchcock.

Un film dunque che si propone di indagare sulle nuove trame di potere e corruzione attraverso una struttura decisamente classica che contrappone l'eroe positivo a personaggi del tutto negativi, delineati ma non sviluppati. Nonostante la loro psicologia non troppo approfondita, la contestualizzazione dei caratteri nella società italiana odierna è attuata in modo corretto: i personaggi  che si muovono nell'ombra non hanno intenzione di uscirne perché sanno che a loro va bene così, da lì possono attuare le loro trame di corruzione. Più volte viene infatti ribadito al protagonista che non è niente di fronte al potere e allo stato, ma lui si sente più forte proprio perché non ha un prezzo. Cha Cha Cha quindi ,nonostante qualche pecca, è un film che ,soprattutto per il genere e il modo in cui tratta gli argomenti narrati, giunge piacevolmente inaspettato nel panorama del cinema italiano contemporaneo.

Valutazione di Daniele Corsi: 7 su 10
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