Recensione Gangster Squad



Recensione del film Gangster Squad di Ruben Fleischer con Nick Nolte, Josh Brolin, Sean Penn, Ryan Gosling, Emma Stone: alcune scene efficaci, un cast di alto livello, ma la storia è fragile.

di / 18.02.2013
Recensione Gangster Squad

Gangster Squad è il nuovo film del regista statunitense Ruben Fleischer, salito alla ribalta grazie al successo inaspettato e spropositato ottenuto in patria del suo film d'esordio, il divertente e originale Benvenuti a Zombieland. Questa è la sua terza pellicola ma è in realtà la prima in cui può contare su un budget e un cast da vero film hollywoodiano. Recitano ben tre generazioni diverse di grandi attori: Nick Nolte, Josh Brolin, Sean Penn, Ryan Gosling ed Emma Stone, due tra i più importanti talenti di oggi.

Siamo nel 1949 a Los Angeles, Mickey Cohen (Sean Penn), un ex pugile, è il boss della criminalità in città. Tutti hanno paura di lui e nessuno riesce mai ad incastrarlo per poterlo arrestare;  fra giudici e poliziotti corrotti, riesce sempre a risolvere ogni problema con la violenza o il denaro. Bill Parker (Nick Nolte), a capo della polizia di LA, da anni cerca di incastrare Cohen e incarica John O'Mara (Josh Brolin), coraggioso e leale agente, di mettere su una squadra di validi poliziotti per combattere l'organizzazione criminale del gangster.  Il gruppo formatosi, tra cui c'è anche il sergente Jerry Wooters (Ryan Gosling) che ha intrapreso una relazione con la donna di Cohen, Grace (Emma Stone), iniziano le operazioni di sabotaggio riuscendo a fermare alcune importanti operazioni dell'uomo. Ma più si avvicinano all'obiettivo e più l'impresa si fa pericolosa.

Gangster Squad è basato su una storia vera, quella che riguarda il gangster Mickey Cohen, che negli anni quaranta è arrivato ad avere il controllo totale degli interi traffici illegali nella città degli angeli. La storia raccontata si concentra in particolare sull'ultimo anno di attività dell'uomo, prima che la squadra speciale di polizia lo arresti. Ruben Fleischer, dopo due commedie, tenta la strada del gangster movie anni Quaranta, ma il risultato non è ugualmente efficace come per i film precedenti. La chiara ispirazione della pellicola è Gli intoccabili, per la storia, l'ambientazione, l'epoca trattata ma in una versione più pulp e meno epica. Ci sono alcune scene efficaci, che rimarranno nella memoria dello spettatore, e un cast di alto livello ma nel complesso la storia è fragile, la sceneggiatura è debole e il film non porta nulla di originale al genere.

Gli attori sono tutti sottotono rispetto ai loro standard abituali. Sean Penn è un cattivo sadico e folle ma che non mette poi così tanta paura e non convince fino in fondo, Josh Brolin è un protagonista che non catalizza molto l'attenzione, almeno non quanto lo fa il suo comprimario Ryan Gosling. Sarà che il suo personaggio è più interessante, sarà perché è lui ad interpretarlo ma ogni volta che compare sullo schermo l'attenzione è tutta per lui e tutti gli altri rimangono nell'ombra. 

Valutazione di Giorgia Tropiano: 6 su 10
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