Recensione Magnifica presenza

Recensione del film Magnifica presenza (2012) diretto da Ferzan Ozpetek e con protagonisti Elio Germano, Paola Minaccioni, Margherita Buy, Bianca Nappi, Alessandro Roja, Gianluca Gori.

di / 13.03.2012
Recensione Magnifica presenza

Magnifica Presenza e' il nuovo film del regista di origine turca Ferzan Ozpetek, da un po' di anni una delle personalità più in vista nel cinema italiano. Dopo il successo del suo lavoro precedente, Mine vaganti, scritto in collaborazione con Ivan Cotroneo, Ozpetek cambia e sceglie al suo fianco per la prima volta una donna, Federica Pontremoli, che arriva dal grande successo di Habemus Papam, per il quale ha lavorato alla sceneggiatura con Nanni Moretti. Il cast del film è dei migliori (Margherita Buy, Vittoria Puccini, Beppe Fiorello), ma ovviamente spicca su tutti la magnifica presenza di Elio Germano, assoluto mattatore della pellicola.

Pietro (Elio Germano) è un aspirante attore che si trasferisce a Roma dopo la morte del padre per tentare la strada del successo. Per mantenersi di notte fa cornetti e prende in affitto un antico appartamento nel cuore della capitale con un fascino particolare. E' un ragazzo timido, solitario e l'unica persona che conosce e lo aiuta è sua cugina Maria (Paola Minaccioni), dal carattere più estroverso ma in realtà molto fragile. Presto però Pietro inizia ad avvertire all'interno dell'appartamento strane presenze e da quel momento la sua vita quotidiana non sarà più la stessa.

Ozpetek gioca ancora una volta con la commedia mista al dramma e in una stagione in cui hanno trionfato pellicole che hanno come riferimento epoche passate, anche il suo nuovo film non è da meno. Nonostante la storia sia ambientata ai giorni nostri, dietro la vita delle strane presenze che popolano la casa di Pietro ci sono gli anni Quaranta, la seconda guerra mondiale, una compagni di attori truccati e abbigliati secondo la moda dell'epoca. Anche le bellissime musiche composte da Pasquale Catalano riportano ad atmosfere di una volta. Il passato si fa vivo nel presente e travolge del tutto la vita del giovane protagonista.

Altro punto di riferimento importante per la storia raccontata nella pellicola Magnifica Presenza è Pirandello e il suo Sei personaggi in cerca d'autore: l'opera non viene apertamente citata ma aleggia anch'essa come una presenza fissa nella storia. Inoltre, tutto il discorso per quanto concerne il rapporto tra la verità e la finzione, di come a volte una cosa influenzi l'altra -anche in relazione al mestiere dell'attore e di quanto esso debba mettere di vero nella finzione e viceversa- è un richiamo all'autore siciliano.

Magnifica Presenza è debole in alcuni momenti, non è mai veramente divertente e non riesce a coinvolgere appieno lo spettatore all'interno della storia, ma c'è una stella che brilla di luce propria ed è quella di Elio Germano, che questa volta si trova ad impersonare un siciliano gay e lo fa nel migliore dei modi. La recitazione di Germano è così naturale, contrapposta alla voluta artificialità degli altri attori, che il suo personaggio lo si ama sin da subito. È stato aiutano nel ruolo anche dalla bravura nel creare il personaggio di Pietro, un innocente e ingenuo sognatore che colpisce a affascina per la sua purezza e bontà. Il film merita la visione anche solo per lui.

Valutazione di Giorgia Tropiano: su 10
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