Recensione The Woman in Black

Recensione del film The Woman in Black (2012) diretto da James Watkins e con protagonisti Daniel Radcliffe.

di / 02.03.2012
Recensione The Woman in Black

The Woman in Black e' tratto da un romanzo gotico di Susan Hill ed è adattato per il grande schermo dalla sceneggiatrice Jane Goldman. La regia è firmata da James Watkins e la pellicola vede come protagonista Daniel Radcliffe che, abbandonati i panni del maghetto più famoso del mondo, si mette alla prova nel genere horror, contorniato da un cast di tutto rispetto, rigorosamente All British. La casa di produzione del film è niente di meno che la prestigiosa Hammer, famosa soprattutto negli anni Cinquanta per aver prodotto film horror inglesi di grande successo ed aver creato uno stile riconoscibile tra gli appassionati del genere. Cessata la produzione dagli anni Ottanta, la Hammer ha segnato il suo ritorno sul grande schermo nel 2010 con Blood Story (remake del film svedese Lasciami entrare) ed ora è di nuovo attiva con The Woman in Black.

Arthur Kipps (Daniel Radcliffe), un giovane avvocato londinese che ha da poco perso la moglie, deve partire e lasciare il figlio di quattro anni per qualche giorno. La sua destinazione è il villaggio di Crythin Gifford dove deve riuscire a vendere la tenuta di Eal Marsh House, la cui proprietaria è deceduta. Ciò che lo aspetta va al di là di ogni sua immaginazione, si troverà ad avere a che fare con segreti nascosti, sconvolgenti morti e le apparizioni di una misteriosa donna vestita di nero.

Quello che bisogna dire subito di questo film è che fa paura. E per un film horror non è poco, anzi è fondamentale. Ha sicuramente dei difetti ma riesce a creare la giusta tensione e a lasciare con il fiato sospeso. Ci sono scene che sembrano non finire mai e non si vede l'ora che arrivi il giorno per poter tirare un respiro di sollievo e rilassarsi un attimo. L'atmosfera è cupa, in vero stile gotico, e l'ambientazione vittoriana contribuisce a creare un clima di terrore. Alla fine del film il senso di angoscia rimane e le gambe tremano come quando ci si rilassa dopo essere stati tesi per più di un'ora. Se questo era lo scopo finale della pellicola, l'obbiettivo è stato raggiunto.

Detto ciò The Woman in Black non è esente da difetti. La sceneggiatura appare troppo fragile e ancorata ai molti momenti di suspance creati, non sembra essere stata sviluppata fino in fondo e in alcuni punti sembra girare su se stessa, senza aggiungere tasselli importanti alla storia. Il protagonista scelto è poco credibile nel ruolo: Daniel Radcliffe padre triste che piange la morte della moglie? Non ci crede nessuno. Sarà colpa della sua eterna faccia da bambino o delle sue scarse capacità attoriali, fatto sta che non sembra adatto per il ruolo.

Il finale è giusto e originale fino ad un certo punto, poi si cade un po' nel buonismo e nella ricerca di una sorta di lieto fine ad ogni costo e così perde un po' di fascino. Nel complesso comunque il film è super consigliato se si vuole provare quel brivido che si cerca quando si va a vedere un horror al cinema e che ormai troppo spesso difficilmente si prova.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 6 su 10
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