Sing Street
Sing Street

Sing Street, Recensione


Dal regista di Once e Tutto può cambiare, un colorato e travolgente musical ambientato nella Dublino degli anni '80
Voto: 7/10

Sing Street è il nuovo film dell'irlandese John Carney, regista e sceneggiatore che molti ricordano per il gioiellino Once, musical premio Oscar del 2007. Dopo essersi affacciato in un cinema vagamente più mainstream tre anni fa con Tutto può cambiare, che aveva per protagonisti due star come Keira Knightley e Mark Ruffalo, l'autore torna, per così dire, alle origini con il suo nuovo musical, ambientato nella sua Dublino, e interpretato da un cast il cui volto più noto è forse quello di Aiden Gillen (che molti riconosceranno come il Petyr "Littlefinger" Baelish di Game of thrones).

La storia si svolge nel 1985, e vede per protagonista un adolescente di nome Conor (Ferdia Walsh-Peelo), alle prese con l'adolescenza, la crisi coniugale tra i propri genitori e i problemi economici della famiglia, motivo per cui viene trasferito in una scuola meno costosa, la Synge Street CBS (la stessa frequentata dal vero John Carney). Mentre il mondo della musica vive l'avvento dei videoclip sulla scena pop, Conor conosce una ragazza più grande, un'aspirante modella, Raphina (Lucy Boynton) e, per far colpo su di lei, decide di mettere su una band. Insieme ad alcuni compagni di scuola, Conor forma la band dei Sing Street, e grazie anche ai consigli del fratello maggiore Brendan (Jack Reynor), inizia a comporre canzoni, in quella che diventa la sua formazione sentimentale oltre che musicale.

Sing Street è un film dall'evidente sapore autobiografico, il cui rimando cinematografico più scontato è quello a The Commitments (1991) di Alan Parker, anche se l'autore ha negato di voler rendere omaggio a quel film, per raccontare quello che è evidentemente per lui un progetto molto personale (non dimentichiamo che Carney è stato anche bassista nella band irlandese The Frames).

La pellicola descrive con un certo affetto, non privo di empatia, quella sensazione di spaesamento e confusione che accompagna la crescita e l'approdo verso la maturità;  la musica è vista come forma di autoaffermazione e riscatto sociale e personale, oltre ad essere quella via di fuga, metaforica o effettiva, da una grigia realtà quotidiana.

In  questo senso, si nota la cura nei dettagli, specialmente nella resa del contesto in cui si svolge la storia: la Dublino degli anni '80, e l'ambiente cattolico e repressivo echeggiato dalla scuola e dalla famiglia del protagonista; lo stile e la moda di quegli anni (imperdibili le sequenze delle riprese dei videoclip della band); e la colonna sonora, ovviamente bellissima, che oltre ai brani originali, scritti dallo stesso regista, include nomi come The Cure, Duran Duran, Spandau Ballet, Genesis, e Adam Levine (interprete del precedente film di John Carney).

Sing Street è un film dal sapore nostalgico, carico di tenerezza e sincerità, narrato con uno stile che sposa un crudo realismo a una sognante ingenuità, tra malinconia e fiaba. Consigliato a chi aveva già amato Once e a chi vuole fare un tuffo negli anni '80 a ritmo di musica.

Valutazione di Matilde Capozio: 7 su 10
Sing StreetFesta del Cinema di Roma 2016
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