The Cloverfield Paradox, la recensione

Durante il Super Bowl Netflix ha caricato a sorpresa il nuovo capitolo del franchise Cloverfield, The Cloverfield Paradox. Si tratta del prequel (mal riuscito) dei primi due film e cerca di giustificare, con poco successo, gli accadimenti visti in Cloverfield e in 10 Cloverfield Lane.

Durante l'evento sportivo più atteso dell'anno, il Super Bowl, è stato mandato in onda il trailer del terzo capitolo del franchise Cloverfield, ovvero quello che si è rivelato essere lo spin-off e prequel del primo film uscito nel 2008. Inizialmente il film, uscito con il titolo di The Cloverfield Paradox, sarebbe dovuto uscire in sala con la distribuzione di Paramount ma, poche settimane fa è trapelata la notizia che probabilmente il film sarebbe stato comprato da Netflix. La conferma è arrivata proprio durante la messa in onda del Super Bowl, quando Netflix ha presentato al mondo il suo nuovo acquisto che si rivela essere il primo film di una saga cinematografica che salta l'uscita in sala per approdare direttamente sulla piattaforma streaming. Le domande su questa "mossa" da parte della Paramount e di Netflix sono state molte ma, personalmente, credo che la casa di produzione abbia fatto un affare a non presentare al pubblico questo prodotto e la motivazione credo si possa trovare nell'esito negativo generale del film stesso. 

The Cloverfield Paradox, prodotto da J.J. Abrams, è ambientato nel 2028 quando la Terra sta ormai esaurendo tutte le risorse energetiche disponibili per il suo sostentamento e questo sta iniziando a provocare una nuova guerra globale. L'unica possibilità rimasta è cercare di mandare un gruppo di esperti a bordo della base spaziale Cloverfield per eseguire degli esperimenti con un acceleratore di particelle che dovrebbe essere in grado di fornire energia illimitata. Quando finalmente gli scienziati riescono a far funzionare l'esperimento cominciano a capitare dei fatti molto curiosi a bordo della Cloverfield mentre sulla Terra sta imperversando la guerra. Le sperimentazioni fatte a bordo della base spaziale hanno aperto un canale di comunicazione con un universo parallelo popolato da mostri. Ma quando l'equipaggio trova il modo di ritornare sulla Terra non conosce gli effetti che il loro viaggio inter-dimensionale ha provocato sul loro pianeta.

Foto, immagini, locandine The Cloverfield Paradox

The Cloverfield Paradox si presenta come un banale film di fantascienza che pone l'obiettivo di trovare degli escamotage per cercare di giustificare gli avvenimenti che abbiamo visto nel primo e nel secondo film della saga ma, pur cercando di trovare anche una sorta di piano scientifico, non riesce ad essere credibile né comprensibile. Tutti gli avvenimenti che accadono a bordo della base spaziale non vengono mai giustificati o spiegati ma, semplicemente, "succedono". Il buco narrativo in questo caso è veramente troppo ampio affinché possa essere sanata in noi la curiosità che questo film prometteva di esaudire. Essendo un prequel il suo obiettivo sarebbe dovuto essere quello di spiegare agli spettatori cosa sia accaduto prima, perché sia successo quello che è successo e come mai si è arrivati al primo film. Ma se tutto questo non viene spiegato, oppure viene affrontato solo l'evento scatenante (l'esperimento), allora non ha avuto senso decidere di produrre un prequel

Probabilmente la scelta di produrre The Cloverfield Paradox è stata solamente dettata dalla voglia che il pubblico aveva di conoscere i fatti e quindi si è cercato di accontentare l'audience girando un film abbastanza vicino al genere e alle ambientazioni che, da qualche anno a questa parte, stanno andando molto bene al cinema. Peccato però che nelle uscite "sci-fi" in sala la qualità era decisamente migliore. Questo film si pone come un pot-pourri delle migliori scene e delle migliore "trovate" artistiche di film come Alien, Prometheus, Life, The Martian, Gravity, Interstellar e chi più ne ha più ne metta. In alcuni casi si tratta proprio della riproposizione degli stessi elementi narrativi e, per un film del genere, devo dire che si tratta di un colpo basso. Si potrebbe quasi proporre il gioco "Indovina la scena" per capire quanto la sceneggiatura sia debole e poco originale.

Foto, immagini, locandine The Cloverfield Paradox

Perfino per quanto riguarda la costruzione dei personaggi c'è un buco immenso. Quella che il film ci presenta come protagonista, interpretata da Gugu Mbatha-Raw, viene eclissata completamente dagli eventi e si perde per poi ritrovarsi solamente alla fine del film mentre tutti gli altri personaggi si comportano quasi come ombre in preda agli eventi, senza personalità e senza alcuna verve. 

Insomma, The Cloverfield Paradox è un progetto mal riuscito e per niente in linea con i primi film del franchise che si sono rivelati essere delle scoperte non di poco conto, sopratutto per quanto riguarda 10 Cloverfield Lane. È già stato annunciato che la saga continuerà con altri film e si vocifera che il quarto capitolo sia stato già girato con Daisy Ridley come protagonista ma per ora si tratterebbe solo di rumors.

Valutazione di Erica Nobis: 5 su 10
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