The Disaster Artist, recensione del film

James Franco ci porta dietro le quinte di quello che è definito 'uno dei peggiori film di tutti i tempi' con un racconto ironico sul mondo di Hollywood, interpretato da un grande cast.

Per cinque anni chiunque passasse lungo una grande strada di Hollywood non poteva fare a meno di notare un enorme cartellone pubblicitario su cui campeggiavano un numero di telefono e la foto di un uomo dall'aspetto quasi minaccioso: si trattava di Tommy Wiseau, che aveva noleggiato quello spazio per promuovere The Room, un film da lui scritto, diretto, prodotto e interpretato. Si tratta solo di una tra le tante bizzarrie che circondano il film in questione, definito senza mezzi termini uno dei peggiori mai realizzati, ma diventato nel tempo un cult.

Adesso la lavorazione di quella pellicola è diventata a sua volta un film, dal titolo The Disaster Artist, diretto e interpretato dall'indaffaratissimo James Franco, che si basa sul libro The Disaster Artist: My life inside The Room, the greatest bad movie ever made scritto da Greg Sestero (co-protagonista di The room) e Tom Bissell.

Più che un classico biopic, dunque, The Disaster Artist mette in scena la realizzazione di The Room, narrata dalla prospettiva di Greg Sestero (interpretato da Dave Franco, fratello minore di James).

Greg incontra Tommy Wiseau (James Franco) a un corso di recitazione a San Francisco, e rimanendo stranamente affascinato da questo personaggio eccentrico e misterioso, decide di seguirlo a Los Angeles per tentare una carriera nel cinema. Dato che le opportunità scarseggiano, Tommy decide di realizzare il proprio film, imbarcandosi così in un'impresa stravagante, attraversata da numerose difficoltà, fino alla première in un cinema losangelino.

Capita a volte che il cinema decida di puntare i riflettori su chi viene ricordato più per i propri fallimenti che per i propri successi (pensiamo a Ed Wood di Tim Burton): raccontando una parabola sull'american dream a rovescio si riflette, ed è questo il caso anche per The Disaster Artist, sul concetto stesso di successo o fallimento, sul processo creativo, sul talento e le opportunità, su quale sia, in fondo, il metro di giudizio di un'opera d'arte e cosa ne determini la "riuscita" o meno.

James Franco realizza la sua opera più mainstream, lineare e forse anche personale: seppure in modo molto diverso da Wiseau, anche Franco è stato a lungo considerato, e forse lo è tuttora, un outsider a Hollywood, che tende a suscitare opinioni nette e spesso opposte. Per questo film ha scelto di fare le cose "in famiglia", chiamando accanto a sé, oltre al fratello, la cognata Alison Brie (moglie di Dave), l'amico di sempre Seth Rogen, e divertenti camei di colleghi come Sharon Stone, Bryan Cranston, Zac Efron, Megan Mullally e molti altri.

Il risultato è un film compatto, scorrevole, che si fa apprezzare anche da chi non abbia visto The Room, portando lo spettatore dietro le quinte del dorato mondo dell'intrattenimento: in superficie divertente, ironico e feroce, non nasconde però una malinconia di fondo nell'illustrare la collisione fra realtà e aspettative, lo sdrucciolevole terreno della fama, e il concetto odierno di celebrità.

Da non perdere gli ultimi minuti, in cui si mostrano alcune scene del film originale affiancate a quelle ricreate da Franco, tra omaggio e parodia.

Valutazione di Matilde Capozio: 7 su 10
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