The King, la recensione (Venezia 76)

The King è un film molto riuscito grazie alla rosa di interpreti, con Timothée Chalamet che si riconferma uno degli attori più promettenti della sua generazione.

di / 10.09.2019
The King, la recensione (Venezia 76)

Tratto dall'opera di William Shakespeare Enrico V, The King segue le vicende di Hal (Enrico V) che, dopo aver vissuto per anni ripudiando la vita di corte, si vede costretto a tornare a palazzo dopo la morte di suo padre. Il passato di Hal tornerà continuamente nelle decisioni e nelle strategie da decidere a palazzo perché il nuovo sovrano cercherà in tutti i modi di mettere il popolo al sicuro, lontano da conflitti inutili, prendendo le distanze dalle politiche bellicose del padre.

David Michôd firma la regia di questo film e collabora con Joel Edgerton, che aveva già interpretato più volte l'Enrico di Shakespeare durante gli anni del liceo, all'adattamento cinematografico del dramma del poete inglese riuscendo a riportare sullo schermo i toni drammatici e spigolosi dei dialoghi e creando delle atmosfere potenti grazie a una fotografia che sottolinea l'epicità delle imprese di Enrico V.

The King, a confronto con il vicino Outlaw King, presentato da Netflix nel 2018 a Toronto Film Festival, è un film molto più riuscito grazie alla rosa di interpreti, tra cui figurano Timothée Chalamet, Joel Edgerton e Robert Pattinson, ma anche grazie alla superiorità artistica del progetto che punta tanto sulla sceneggiatura e poco sull'azione, tipica invece dei film di genere. L'evitare il conflitto e rimandare alla fine la battaglia sono degli elementi che non solo appartengono a una scelta registica precisa ma che sono coerenti con il personaggio su cui è incentrato l'intero racconto. Enrico V è infatti un re che predilige il dialogo alla battaglia, è un sovrano vicino al popolo e per questo cerca di evitare spargimenti di sangue inutili come lo potrebbero essere quelli causati dalla guerra. Solo alla fine si arriverà a un conflitto, deciso più dal Delfino di Francia che da Enrico V, e quell'unica e veloce battaglia (in senso diegetico) porterà Enrico a una vittoria politica ma soprattutto a una perdita emotiva che lo segnerà per sempre. Dopo questa perdita Enrico sarà da solo, la vita che provò a condurre fuori dalla corte lo abbandonerà completamente e sarà quindi esposto al potere persuasivo dei suoi consiglieri. L'unico modo di sopravvivere sarà trovare qualcuno di cui fidarsi, un alleato vicino e moderato come lui.

La scelta di adottare una narrazione di ampio respiro, che predilige tempi dilatati e discorsi articolati, forse porta al film un a una leggera mancanza di pathos, diventando nel mezzo troppo lungo e dispersivo.

Timothée Chalamet si riconferma uno degli attori più promettenti della sua generazione e riesce a donare al difficile personaggio di Hal una tridimensionalità emotiva esaltando la comunicazione visiva e conservando un'espressione fredda e distaccata, da re fiero, coscienzioso e moderato che si lascia andare all'impeto solamente quando vede il tradimento verso la sua figura e verso il suo popolo.

The King sarà distribuito nelle sale cinematografiche a partire dall'11 ottobre per poi approdare sulla piattaforma streaming dal 1 novembre.

Valutazione di Erica Nobis: 7 su 10
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