Tornare a vincere, recensione del film con Ben Affleck

Il premio Oscar Ben Affleck è protagonista di una classica storia di riscatto e redenzione ambientata in un liceo americano, dove viene chiamato ad allenare la squadra di basket.

di / 21.04.2020
Tornare a vincere, recensione del film con Ben Affleck

Tra i film che hanno saltato l'uscita in sala per arrivare da noi direttamente in homevideo, disponibile per l'acquisto e il noleggio in digital streaming, troviamo anche Tornare a vincere: la storia ruota intorno al personaggio di Jack Cunningham (Ben Affleck), un operaio con un matrimonio fallito alle spalle e problemi di alcolismo, che un giorno viene contattato dal liceo cattolico che aveva frequentato da ragazzo, con la proposta di allenare la squadra scolastica di basket. Jack, che da adolescente era stato lui stesso una promessa della pallacanestro, e che sembrava destinato a una brillante carriera in quel campo, è inizialmente riluttante ma poi accetta l'offerta che lo costringerà a fare i conti con tutti quegli aspetti della sua vita che ha trascurato o rimosso.

Tornare a vincere riforma l'accoppiata tra Ben Affleck e Gavin O'Connor, il regista che lo aveva già diretto nel thriller The Accountant, stavolta per quella che è una classica storia di riscatto sulle seconde occasioni della vita; questo tema si inserisce in un contesto che abbiamo già visto in moltissimi film sulle high schools americane, vale a dire quello dello sport come parte integrante dell'istruzione scolastica, da cui dipende l'eventuale arrivo di una borsa di studio e quindi di un promettente percorso universitario e non solo: un soggetto che evidentemente continua ad affascinare il cinema statunitense, ma che sul pubblico italiano è sempre risultato di minor richiamo.

 Tornare a vincere
Tornare a vincere

Affleck si impegna in un ruolo che gli è congeniale (e in cui non è difficile scorgere anche degli echi autobiografici) ma non è sorretto da una sceneggiatura che, invece, non va oltre una serie di caratteri e situazioni piuttosto stereotipati: fra traumi del passato mai risolti e sconfitte da cui imparare a rialzarsi, il protagonista si destreggia tra eventi in parte prevedibili, e anche i personaggi secondari, dai familiari ai componenti della squadra di basket, mancano di un vero spessore.

Il regista da parte sua punta su una direzione pacata, senza troppa enfasi né retorica, ma il risultato finale è comunque un film che non riesce pienamente ad avvincere, e speriamo che alla prossima collaborazione (se ci sarà) regista e attore possano contare su un copione più solido.

 Tornare a vincere
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I primi 10 minuti del film Tornare a vincere

Valutazione di Matilde Capozio: 5 su 10
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