Non è mai troppo tardi (2014)

Non è mai troppo tardi


Locandina Non è mai troppo tardi
Non è mai troppo tardi e' una serie di genere Drammatico del 2014 girata in Italia. Si compone di 1 stagione e 2 episodi. Ogni episodio dura in media 100 minuti. In Italia debutta su Rai Uno il 24 Febbraio 2014. Nel cast anche Claudio Santamaria, Nicole Grimaudo, Gennaro Mirto, Francesco Marchioro, Andrea Tidona, Roberto Citran

Alberto Manzi è un ragazzo di vent'anni, quando decide di fare il maestro. Sono i giorni concitati della ricostruzione e ognuno ha la propria ricetta per tornare a dare dignità al nostro paese. Per Alberto l'Italia si cambia cominciando dai ragazzi, educandoli a essere liberi. Ma per lui, aspirante maestro senza raccomandazioni, in quell'autunno del 1946, non ci sono cattedre disponibili. Tranne una, quella che non vuole nessuno, in una "scuola" che non è proprio una scuola: il carcere minorile di Roma "Aristide Gabelli". Manzi si ritrova in uno stanzone senza cattedra né banchi, davanti a novanta ragazzini, dai nove ai diciassette anni, che hanno già fatto scappare altri quattro insegnanti. Il direttore del carcere è abituato all'altalena dei docenti, e molti di quei ragazzi li conosce da anni. Chi entra in un carcere, ci ritorna, è una delle leggi della vita. Una di quelle leggi che Alberto si rifiuta di pensare ineluttabili. Giorno dopo giorno Alberto sfida l'ostilità dei suoi alunni e la rassegnazione del direttore. La pedagogia diventa una materia viva che si improvvisa ogni giorno. Non ha paura Manzi, di sfidare per i suoi ragazzi le regole del carcere che vietano di portare libri, penne e matite. E in questo maestro generoso e irriverente, prima senza ammetterlo, poi sempre più apertamente, i ragazzi cominciano a riconoscersi. Al Gabelli Manzi insegna loro a leggere e a scrivere. Li convince a stamparsi un loro giornalino, si conquista la stima del direttore e strappa il suo consenso per portarseli in gita a Ostia… Sono lezioni di alfabeto ma soprattutto di fiducia, verso se stessi e verso la vita. E i suoi ragazzi gli daranno ragione. Su novantotto alunni, solo due ritorneranno in carcere. Poi la storia di Manzi, incontra la televisione. È il 1960. La guerra è alle spalle, ma l'Italia è ancora un paese diviso, chiuso nei suoi dialetti, con quattro milioni di analfabeti adulti sulle spalle. Manzi ha ormai lasciato il carcere minorile e insegna in una scuola "normale", ma non ha perso la sua carica di uomo controcorrente. Vede intorno a sé una scuola arretrata, demotivata, inadeguata. E fa di tutto per cambiarla, lamentandosi ad alta voce, com'è sua abitudine. Più di una volta deve affrontare sospensioni e commissioni disciplinari. Da qualche anno la Rai ha cominciato le prime trasmissioni. La sera la gente si raduna nei bar, o a casa dei vicini, per guardare i suoi programmi. Ma la Rai non è solo intrattenimento. È anche servizio pubblico. E così decide di provare a farsi carico di quella massa di adulti che sa a malapena scrivere il proprio nome. Resta un dettaglio: per insegnare, anche in tv, ci vuole un maestro. E i maestri, si trovano nelle scuole. Sulla scrivania di tutti i direttori didattici di Roma arriva una circolare della Rai in cui si chiede di mandare maestri telegenici per fare un provino. È così, che dopo l'ennesima lite con quel maestro dal fisico d'attore che si rifiuta di mettere i voti ai suoi ragazzi, valutandoli tutti allo stesso modo sulle pagelle con la frase: "Fa quel che può, quel che non può non fa", la direttrice decide che forse quell'occasione di lavoro in Rai potrebbe essere una soluzione vantaggiosa per entrambi. Alberto all'inizio è perplesso, pensa che la direttrice voglia solo liberarsi di lui. Poi l'idea di insegnare a così tante persone diventa irresistibile. Decide di accettare. Quando lo accolgono, in Rai sono allo stremo delle forze. Il programma deve andare in onda di lì a pochi giorni e hanno già scartato un centinaio di aspiranti maestri‐conduttori. Alberto comincia il provino. E lo fa subito a modo suo. Straccia il copione, che prevedeva un'inquadratura fissa, si fa portare fogli e gessetti e improvvisa un'animata lezione sulla lettera "O". Il personale della Rai lo guarda a bocca aperta: hanno trovato il loro maestro. Manzi continua ad insegnare a scuola la mattina e a fare il maestro in TV la sera. E così, insieme ai suoi bambini di quinta, porta alla licenza elementare anche un pezzo d'Italia. Comincia così un'esperienza rivoluzionaria che ci verrà copiata da altri 72 paesi. In tutta Italia si creano duemila "punti d'ascolto": nei bar, nei circoli, nelle sale municipali e parrocchiali… Il risultato ha del miracoloso: in otto anni, un milione e mezzo di persone impara a leggere e scrivere grazie alle appassionate lezioni del maestro Manzi.

Stagioni e Episodi

Stagioni - EpisodiPrima Visione Italia
Stagione 1 - Episodi 224 Febbraio 2014 su Rai Uno

Cast e Personaggi


Ideatori: Claudio Fava, Monica Zapelli

Cast Artistico e Ruoli:
foto Emanuela Grimalda
Emanuela Grimalda

Direttrice Scuola
foto Claudio Spadaro
Claudio Spadaro

Preside Consiglio Disciplinare
foto Rosy Franzese
Rosy Franzese

Alda Manzi, 2 anni
foto Bruno Cariello
Bruno Cariello

Padre Paolo
foto Marco Messeri
Marco Messeri

Volpicelli
foto Lucia Mascino
Lucia Mascino

Maria Grazia Puglisi
foto Roberto Citran
Roberto Citran

Gianluigi Bedon
foto Walter Lippa
Walter Lippa

Padre Ricotta
foto Claudio Santamaria
Claudio Santamaria

Maestro Manzi
foto Maurizio Marchetti
Maurizio Marchetti

Provveditore
foto Nicole Grimaudo
Nicole Grimaudo

Ida (moglie di Manzi)
foto Alberto Molinari
Alberto Molinari

Nazareno Padellaro
foto Andrea Tidona
Andrea Tidona

Galbiati (Dirigente Rai)


Cast Ruolo principale
Emanuela Grimalda...Direttrice Scuola (1 episodi)
Moisè Curia...- (1 episodi)
Claudio Spadaro...Preside Consiglio Disciplinare (1 episodi)
Rosy Franzese...Alda Manzi, 2 anni (1 episodi)
Bruno Cariello...Padre Paolo (1 episodi)
Marco Messeri...Volpicelli (1 episodi)
Lucia Mascino...Maria Grazia Puglisi (1 episodi)
Roberto Citran...Gianluigi Bedon (1 episodi)
Walter Lippa...Padre Ricotta (1 episodi)
Claudio Santamaria...Maestro Manzi (1 episodi)
Maurizio Marchetti...Provveditore (1 episodi)
Nicole Grimaudo...Ida (moglie di Manzi) (1 episodi)
Alberto Molinari...Nazareno Padellaro (1 episodi)
Andrea Tidona...Galbiati (Dirigente Rai) (1 episodi)
Lorenzo Guidi...Felice (1 episodi)
Giorgio Colangeli...Direttore Carcere (1 episodi)
Gennaro Mirto...Ricotta (1 episodi)
Edoardo Pesce...Eugenio Berti (1 episodi)
Francesco Marchioro...Felice da adulto (1 episodi)
Raffaele Vannoli...Guardia Carceraria (1 episodi)
Alessandro Natale...Tommaso (1 episodi)

Note di Regia
Sono veramente grato ad Angelo Barbagallo e alla Rai e per avermi affidato la regia di questo progetto. Per me, laureato in Pedagogia e maestro mancato è ovviamente un progetto speciale. Raccontare la storia del Maestro Manzi è importante non solo per ricordare un grande uomo, ma anche per porre al centro dell'attenzione, in questo momento drammatico, l'importanza della scuola e dell'educazione dei ragazzi come base necessaria per la sopravvivenza di una civile convivenza sociale. Alberto Manzi è un Maestro che ai ragazzi non insegna nozioni. Insegna a "pensare". Lavora con loro per formare uomini liberi, capaci di scelte libere. Per fare ciò lotta con tenacia contro ogni ostacolo: l'ignoranza e la pigrizia dei singoli individui o l'ottusità delle grandi istituzioni. Ma mai si arrende e mai trova scuse per rinunciare a fare tutto quello che può. Questo è, secondo me, l'insegnamento più importante ancora oggi per tutti noi, purtroppo abituati al lamento (anche se giustificato) . Non dobbiamo rinunciare a lottare e a protestare ma comunque qualsiasi persona può e deve continuare a compiere anche nelle situazioni più difficili il proprio dovere nella maniera più sincera, unica, e creativa possibile, realizzando quei piccoli "miracoli" che contageranno le persone intorno a se e miglioreranno un po' il mondo… Sono due puntate apparentemente molto diverse ma sottilmente unite da questa forte tensione "morale". L'approdo di Alberto in una televisione ancora decisamente orientata ad esercitare la sua vera, unica vocazione di Servizio Pubblico non ha niente di casuale. È anzi il punto di arrivo naturale di un lungo percorso iniziato in un carcere minorile, come unico maestro di 94 ragazzi, dai 9 ai 17 anni in un'enorme "aula" senza banchi, sedie, libri... Chi meglio di Alberto Manzi avrebbe saputo trovare le parole (e i disegni!) per farsi ascoltare, per stimolare, dare fiducia, amare milioni di italiani analfabeti di ogni età combattuti tra il desiderio e la vergogna.
Giacomo Campiotti

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