Tutto puo' Succedere

(2015)

Tutto puo' Succedere
Locandina Tutto puo' Succedere
Tutto puo' Succedere e' una serie di genere Drammatico del 2015 girata in Italia e diretta da Alessandro Casale. Si compone di 3 stagioni e 55 episodi. Ogni episodio dura in media 50 minuti. In Italia debutta su Rai 1 il 27 Dicembre 2015. Nel cast anche Pietro Sermonti, Maya Sansa, Ana Caterina Morariu, Alessandro Tiberi, Camilla Filippi, Licia Maglietta, Giorgio Colangeli, Matilda De Angelis, Esther Elisha, Tobia De Angelis.

Sara, separata con due figli, Ambra e Denis, è costretta a tornare a vivere dai genitori dopo essere stata lasciata dal m arito. La sua vita si intreccia con quella della sorella Giulia, avvocato di successo, quella di Carlo, il più giovane e irresponsabile dei fratelli e quella di Alessandro, il maggiore. Sara sta cercando casa e lavoro. Ettore prega Alessandro di farle av ere un colloquio per un posto di grafica: va tutto bene, ma... Federica confessa che è sua l'erba scoperta da Alessandro, al quale sta pure per arrivare una dolorosa conferma sulla malattia del figlio.

INFO TECNICHE

Genere: Drammatico
Nazionalità: Italia
Anno: 2015
Stagioni: 3
Episodi: 55
Durata: 50 minuti (media x episodio)

Stagioni e Episodi

Stagioni - Episodi Prima Visione Italia
Stagione 1 - Episodi 26 27 Dicembre 2015 su Rai 1
Stagione 2 - Episodi 26 20 Aprile 2017 su Rai 1
Stagione 3 - Episodi 10 5 Giugno 2018 su RaiPlay

NOTE DI REGIA - Lucio Pellegrini

Quando Cattleya e Raifiction mi hanno chiesto di partecipare a questa avventura, ho accettato con grande entusiasmo. Non avevo mai girato una serie in così tante puntate, ma "Tutto può succedere" aveva qualcosa di speciale: un livello di scrittura altissimo ed uno sguardo realistico sul presente, senza alcun tipo di astrazione o di forzatura drammaturgica. Era un progetto molto ambizioso, che puntava a mettere in discussione le regole del genere 'family' italiano, immergendolo nella contemporaneità. I copioni avevano l'ambizione di restituire il sapore della vita vera, e alternavano con grande naturalezza, momenti di commedia a momenti drammatici. Mi è parsa subito una sfida da raccogliere senza esitazioni. La difficoltà principale era riuscire a rappresentare un sentimento che è alla base di tutte le scene di Tutto può succedere: il senso di fratellanza, di comunanza, la connessione che lega tutti i componenti di una famiglia, e che si amplifica nella relazione genitori-figli. E' un sentimento impalpabile e fortissimo, che consente di vivere asprezze, fallimenti, problemi in una prospettiva più protetta. Bisognava farlo emergere da situazioni di grande complessità nella messa in scena. Ci sarebbero stati spesso molti attori contemporaneamente in azione, ognuno col suo momento, il suo percorso. E molte scene in cui andava ricostruito il grande caos che si scatena quando una grande famiglia si incontra, magari per un pranzo domenicale. Il trailer americano presentava ironicamente (ma forse nemmeno troppo) la serie come 'il più grande spettacolo mai raccontato'. Ecco, mi piaceva l'idea di costruire questa serie, che è spesso fatta di piccole scene quotidiane, come un grande spettacolo. Col grande lavoro e la passione di Cattleya, di Claudia Aloisi e Antonella Iovino, le mie produttrici, e di Raifiction, di Tinny Andreatta, Ivan Carlei e tutta la struttura che ha lavorato incessantemente per tutti questi mesi, abbiamo prima di tutto cercato di costruire un cast di attori talentuosi, capaci di alternare i toni con naturalezza, e anche un po' inediti per una serie così lunga. E' stato un lavoro di casting molto elaborato, guidato da Francesca Borromeo, che ci ha fatto scoprire giovani attori esordienti di grande personalità e attori bambini veramente speciali. Il lavoro sul set è stato preparato e impostato alla ricerca del più alto livello di realismo: verità nella recitazione, spontaneità nel movimento degli attori in scena, lavoro fotografico e di movimenti di macchina (di Gogò Bianchi e Gherardo Gossi) spinto in questa stessa direzione. I set curatissimi di Paola Comencini e il lavoro di ricerca sui costumi di Eva Coen hanno contribuito in modo fondamentale al risultato finale. Il montaggio di Clelio Benevento e Valentina Girodo è stato decisivo, specialmente nella ricerca di un punto di equilibrio tra spontaneità e rispetto di una linea drammaturgica molto forte, rafforzata dall'importante lavoro di adattamento di Filippo Gravino, Guido Iuculano e Michele Pellegrini. Così come importante e prezioso, è stato il contributo di Alessandro Casale, che ha curato la regia della seconda unità. Alessandro Angelini, che ha tenuto il timone della regia nelle cinque serate centrali della serie, ha lavorato nella nostra stessa direzione, con talento e personalità. Il nostro piccolo segreto è stata la condivisione di un grande entusiasmo nell' approccio al lavoro quotidiano e del piacere di lavorare ad un progetto al quale tutti abbiamo sempre creduto tantissimo. Ed ora che è arrivato il momento di condividere il nostro lavoro col pubblico, speriamo che possa divertire ed emozionare come ha fatto con tutti noi, durante questi lunghi mesi di lavorazione.

NOTE DI SCENEGGIATURA

Adattare per Rai1 la serie Parenthood, creata da Jason Katims, è stata per noi una straordinaria occasione professionale. Si trattava di lavorare su un formato televisivo molto popolare in Italia, il family, seguendo però un'impostazione formale e un'idea di narrazione totalmente inedite per il nostro pubblico. Qui infatti non c'è molto spazio per conflitti melodrammatici e vicende romanzesche: siamo in un mondo più familiare e fondamentalmente realistico. Nessuna delle difficoltà della vita viene rimossa o nascosta, ma nessuna viene enfatizzata oltre misura. L'essenziale è stato per noi mantenerci fedeli a questo spirito: dialoghi fortemente naturalistici, ritmo serrato, poca retorica dei sentimenti e un calore umano che emerge, come nella vita di tutti noi, dai piccoli gesti più che da azioni o discorsi eclatanti. Dato per scontato che in qualsiasi lavoro di adattamento è necessario adeguare il racconto al diverso contesto culturale, la sfida più stimolante è stata conservare lo spirito della serie inventando nuove linee narrative, ampliando lo spettro dei personaggi e portando alla luce dinamiche psicologiche e sentimenti che nell'originale erano solo accennati. Tutto può succedere è quindi il racconto di una famiglia alle prese con le piccole battaglie quotidiane. Ogni giorno si lotta, si fa del proprio meglio, e ogni giorno si ottiene in cambio il proprio premio: non la felicità, né l'amore, ma semplicemente la solidità della connessione. Perché qualsiasi cosa succeda, quali che siano le difficoltà economiche, le invidie, le rivalità o le incomprensioni, il legame che tiene insieme genitori e figli è sempre un premio sufficiente. Un premio che va conquistato giorno per giorno e preservato con la certezza che quel legame, quella connessione che ci tiene uniti nella stessa famiglia, sia la cosa migliore che ci possa succedere.
- Filippo Gravino, Guido Iuculano e Michele Pellegrini.

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