Nero A Meta'

Nero A Meta' (2018)

Nero A Meta'


Locandina Nero A Meta'
Nero A Meta' e' una serie di genere Poliziesco del 2018 girata in Italia e diretta da Marco Pontecorvo, Francesco Pavolini. Si compone di 2 stagioni e 24 episodi. Ogni episodio dura in media 50 minuti. In Italia debutta su Rai 1 il 26 Novembre 2018. Nel cast anche Claudio Amendola, Miguel Gobbo Diaz, Fortunato Cerlino, Rosa Diletta Rossi, Alessandro Sperduti, Margherita Vicario

La storia di Carlo Guerrieri, un personaggio che unisce la grinta stropicciata e dolente dei detective d'altri tempi con le contraddizioni comiche e drammatiche degli italiani di oggi. Nero a metà, coproduzione Rai Fiction - Cattleya in collaborazione con Netflix, è un poliziesco metropolitano che si inserisce nel solco del genere crime-poliziesco per reinterpretarlo in chiave tutta italiana, portando sullo schermo il ritmo e la vitalità della Roma di oggi in tutta la sua ricchezza e diversità. Una serie moderna anche nel formato, che propone gialli da 50', in cui il meccanismo a orologeria, tipico dei gialli, fa emergere la complessità delle scelte morali e si intreccia con le complicate vicende personali dei nostri protagonisti. Al centro della storia due poliziotti che più diversi non si può: Carlo Guerrieri (Claudio Amendola) e Malik Soprani (Miguel Gobbo Diaz). Li dividono il carattere, gli studi, la provenienza e un altro, trascurabile, particolare… il colore della pelle. Carlo all'Esquilino ci è nato e ci vive da sempre. Anche se adesso a dire il vero -fra tutti quei volti esotici che affollano i dintorni di Piazza Vittorio - ormai si sente straniero a casa sua. Malik invece è nero, ma italiano di adozione: è cresciuto in una famiglia italiana, ha studiato qui, Roma è casa sua adesso. Le differenze fra i due però non finiscono qui: Carlo è un po' ciancicato e viene dalla strada, è un bravo poliziotto ma a causa del suo carattere testardo e ribelle non ha fatto la carriera che meritava. Malik di anni ne ha sì e no 30 ed è fresco di accademia (anzi: era proprio il primo del suo corso), perfettino, modaiolo, gli piacciono i gingilli elettronici che al contrario Carlo detesta. È chiaro che due così non possono andare d'accordo, ma il caso (e il dirigente del commissariato) vuole che siano costretti a lavorare insieme. Caso dopo caso il loro modo di indagare si completa e si integra: diventano una fantastica coppia 'operativa', spalleggiata da una squadra affiatata e da un giovane medico legale: Alba (Rosa Diletta Rossi), la figlia che Carlo ha cresciuto da solo, senza una moglie, scomparsa misteriosamente un giorno di tanti anni fa. Una giovane donna che sta prendendo la propria strada, sia professionale che personale. Alba sta andando a convivere con il fidanzato Riccardo (Giulio Cristini): un momento delicato per padre e figlia, che rischia di essere messo ulteriormente in crisi dalla possibile attrazione fra lei e quello sciupafemmine di Malik. Non che Carlo non abbia i suoi problemi sentimentali, ci mancherebbe: da anni ha una relazione con Cristina (Alessia Barela), la sposatissima proprietaria dell'edicola sotto casa sua, ma quando si tratta di sua figlia Carlo non guarda in faccia nessuno. Per proteggerla, farebbe di tutto. Tra gli altri personaggi del commissariato Rione Monti troviamo Mario Muzo (Fortunato Cerlino), migliore amico di Carlo e sovrintendente capo, la poliziotta incinta Cinzia Repola (Margherita Vicario), l'impacciato agente Marco Cantabella (Alessandro Sperduti) e il dirigente Elia Santagata (Roberto Citran), alle soglie del pensionamento. Arricchisce poi il cast Angela Finocchiaro negli insoliti panni della professoressa Giovanna Di Castro, genio della medicina legale nonché mentore di Alba, e Antonia Liskova, la nuova dirigente del Commissariato. Un ingresso in scena, il suo, che potrebbe cambiare le carte in tavola per tutta la squadra. Nel passato di Carlo, infatti, si nascondono molti segreti, e uno di essi riemerge e rischia di sconvolgere per sempre la vita sua e di Alba. Diretta da Marco Pontecorvo (Pa-ra-da, Le mille una notte, L'oro di Scampia, Ragion di Stato, Lampedusa) "Nero a metà" è una serie TV ricca di azione e colpi di scena ma anche di sentimento. Girata in location tra il multietnico quartiere Esquilino, i club eleganti sulle rive del Tevere, il centro storico percorso dai turisti e i quartieri periferici divisi tra i romani veraci e i nuovi immigrati, la produzione ha visto la partecipazione di grandi professionisti del cinema come il direttore della fotografia Vincenzo Carpineta (Nome di donna), il truccatore Maurizio Nardi (Educazione Siberiana), la costumista Daniela Ciancio (La grande bellezza) e lo scenografo Massimiliano Nocente (Saturno contro) che ha ricreato il commissariato in un set di quasi mille metri quadri a Piazza Vittorio

Stagioni e Episodi

Stagioni - EpisodiPrima Visione Italia
Stagione 1 - Episodi 1226 Novembre 2018 su Rai 1
Stagione 2 - Episodi 1210 Settembre 2020 su Rai 1

Cast e Personaggi


Regia: Marco Pontecorvo, Francesco Pavolini
Sceneggiatori: Giampaolo Simi, Vittorino Testa, Donatella Diamanti, Francesco Amato

Cast Artistico e Ruoli:


Cast Ruolo principale
Margherita Vicario...Cinzia Repola (12 episodi)
Angela Finocchiaro...Giovanna Di Castro (12 episodi)
Miguel Gobbo Diaz...Malik Soprani (12 episodi)
Antonia Liskova...Micaela Carta (12 episodi)
Claudio Amendola...Carlo Guerrieri (12 episodi)
Alessia Barela...Cristina (12 episodi)
Fortunato Cerlino...Mario Muzo (12 episodi)
Alessandro Sperduti...Marco Cantabella (12 episodi)
Rosa Diletta Rossi...Alba Guerrieri (12 episodi)
Nicole Grimaudo...- (6 episodi)
Sandra Ceccarelli...Alice Soprani (6 episodi)
Eugenio Franceschini...- (6 episodi)
Claudia Vismara...- (6 episodi)
Roberto Citran...Elia Santagata (6 episodi)

Produttori: Marco Chimenz, Antonella Iovino, Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini
(nei singoli episodi informazioni specifiche su Produttori, Produttori Esecutivi, Produttori associati, Coproduttori e di altro tipo.)

I PROTAGONISTI

Carlo Guerrieri (Claudio Amendola).
Probabilmente non ha fatto la carriera che meritava, e certo ad alcuni può dare fastidio il suo sarcasmo, ma l'ispettore Carlo Guerrieri è una vera colonna del commissariato Rione Monti, amato e rispettato dalla sua piccola squadra. E quel cinismo di facciata in realtà nasconde un uomo che si porta dentro un dolore profondo, antico, di cui non può parlare con nessuno. Carlo, infatti, è rimasto vedovo quando sua figlia Alba (Rosa Diletta Rossi) aveva solo un anno, ed è nel ricordo di questa moglie amatissima, Clara (Margherita Laterza), che padre e figlia sono andati avanti insieme, uniti e complici. Il fatto che adesso Alba si stia trasferendo a casa del suo fidanzato è una vera e propria tragedia per Carlo, e non basteranno nemmeno le premure di Cristina (Alessia Barela), la bella - e sposatissima - edicolante di Piazza Vittorio, a tirargli su il morale.

Malik Soprani (Miguel Gobbo Diaz).
A dispetto del nome e del colore della pelle, anche Malik è un cittadino italiano. È arrivato dall'Africa che era un bambino, ed è stato adottato da una donna eccezionale: Alice (Sandra Ceccarelli). È sempre stato il primo della classe, ambizioso, bello e brillante. Avrebbe potuto scegliere di intraprendere qualunque carriera e invece ha deciso di restituire qualcosa al Paese che l'ha accolto. È così che Malik ha scelto di frequentare la scuola di Polizia. E da oggi, che di anni ne ha 28, lavorerà con Carlo nella Sezione Omicidi. Di fidanzate non ne vuole sapere. Le donne gli piacciono tutte, tanto, e lui piace alle donne. Sarà il fascino esotico, sarà la parlantina, Malik riesce a uscire ogni sera con una ragazza diversa. Finché un giorno non incontra Alba, la figlia di Carlo. L'attrazione fra i due è letteralmente a fior di pelle, ma una storia vera, tra loro, sembra impossibile.

Alba Guerrieri (Rosa Diletta Rossi).
Anche Alba ha iniziato a lavorare da poco: è una giovane anatomopatologa dell'Istituto di Medicina legale guidato dalla sua mentore, la professoressa Giovanna Di Castro (Angela Finocchiaro). Alba è preparata, seria, determinata: non ci è voluto molto perché la Di Castro si accorgesse di avere un'allieva brillante facendone il suo braccio destro. Le intuizioni di Alba sono spesso decisive per la soluzione dei casi sui quali la nuova coppia di poliziotti è chiamata a indagare. E certo, Alba si sta costruendo una carriera di tutto rispetto, ma a differenza di suo padre una vita sentimentale ce l'ha. Ha un fidanzato, Riccardo (Giulio Cristini), con cui sta andando a convivere. Un avvocato, un ragazzo serio e affidabile, un fidanzato perfetto. Forse troppo?

Mario Muzo (Fortunato Cerlino).
Napoletano, il sovrintendente capo Mario Muzo è coetaneo di Carlo, di cui è anche il migliore amico e partner investigativo. L'arrivo di Malik nella squadra minerà questo equilibrio, già turbato -per quanto riguarda Muzo- dai suoi problemi coniugali con la moglie Olga (Caterina Shulha).

Cinzia Repola (Margherita Vicario).
Sovrintendente della squadra di Carlo, la Repola è incinta di una bambina, ma la vita sentimentale, al momento, la vede single. Per Carlo è come una seconda figlia, per Cantabella (Alessandro Sperduti) è un amore forse impossibile. Gli ormoni la rendono a volte irascibile, ma dentro il commissariato Rione Monti chi riesce a non perdere la pazienza è bravo. Cinzia è la donna dei tabulati, delle registrazioni, dei tracciati telefonici. Anche se la gravidanza la porta a stare più in ufficio che per strada, è una risorsa molto preziosa per il commissariato.

Marco Cantabella (Alessandro Sperduti).
L'Agente Scelto Cantabella è un ragazzo perbene: gentile, fin troppo disponibile (Come dice la Repola, forse avrebbe dovuto fare il prete), ma anche un inguaribile gaffeur. Questo, e la sua assoluta fedeltà a Carlo lo mette spesso in difficoltà. Cantabella infatti ha frequentato la scuola di Polizia con Malik, con il quale ha un rapporto di amicizia oltre che di grande stima professionale. Un'altra cosa che Carlo non riesce a sopportare. Dolce e responsabile, è segretamente innamorato di Cinzia Repola, anche se lei sembra non accorgersene.

Micaela Carta (Antonia Liskova).
La Carta è la nuova Dirigente della Squadra Mobile. Proveniente dai Delitti Insoluti, fa il suo ingresso al Commissariato Rione Monti quando il suo predecessore, Santagata (Roberto Citran), va in pensione. Quarant'anni portati divinamente, è una donna carismatica, dal fascino algido, capace di porsi come persona comprensiva o -più spesso- austera. Guidata da un senso del dovere che a volte fa sentire fin troppo il suo peso, cambia volto a seconda delle persone, delle circostanze e delle sue finalità.

Giovanna Di Castro (Angela Finocchiaro).
Giovanna Di Castro, "La medicina legale" come ama definirsi, è la mentore di Alba. Milanese, schietta, dalla battuta pronta. Lascia molta libertà ad Alba, nonostante la sua giovane età, perché si fida di lei (e del suo equilibrio, che lei invece non possiede in grande quantità essendo un genio) ma anche perché al momento è impegnata nel complicatissimo caso della ricostruzione di un vecchio scheletro rinvenuto in un cantiere edile…

NOTE DI REGIA

Nero a metà è una serie che racconta Roma e il suo tessuto urbano, e che rispecchia l'oggi e le sue contraddizioni. È ambientata nel commissariato Rione Monti e in particolare nella sezione investigativa. Con la sceneggiatrice Donatella Diamanti abbiamo cercato di far procedere insieme ed intersecare i casi di puntata con le vicende private dei nostri protagonisti, alternando visivamente il racconto oggettivo con uno soggettivo, cioè attraverso il punto di vista di un nostro personaggio, in modo da tenere il racconto sempre vivo e vibrante. Una delle cose che mi affascinava nella serie era cercare di far emergere e amalgamare le varie tipologie di racconto che la strutturavano, dal giallo a quello sentimentale, cercando di rendere veri, forti e tridimensionali i nostri protagonisti. In accordo con Rai Fiction e Cattleya, io e la casting director Adriana Sabatini abbiamo scelto, a mio avviso, un cast molto interessante e con personalità diverse e forti. Con Claudio Amendola è stato un bel ritrovarsi dopo la bellissima esperienza di Lampedusa. Il tema dell'integrazione, caro ad entrambi, è affrontato anche qui, sebbene in maniera diversa. In Nero a metà, infatti, il percorso è più lungo, trattandosi di una serie di sei puntate e, quindi, con maggiori possibilità di andare a fondo nei personaggi e in un racconto corale come quello di una squadra investigativa. Volevamo un Carlo legato alla città ma non troppo vicino a Claudio Amendola, quindi al posto del calcio e della Roma è nata l'idea del rugby, della collezione di vinili e di un mondo suo piccolo e sicuramente più tranquillo di quello in cui è immerso tutto il giorno: "il diorama". Il carattere però divertente, burbero e affettuoso nei confronti dei suoi lo abbiamo lasciato, ci sembrava fosse perfetto per il personaggio e forse anche per le aspettative del pubblico. Carlo ha però una parte d'ombra molto accentuata, che emerge puntata dopo puntata. Sono molto contento dell'ispettore Carlo Guerrieri. Claudio ha fatto un bellissimo lavoro e qualche volta ha improvvisato battute che rendono il personaggio più divertente e umano. Una delle novità è la presenza di Malik, poliziotto molto differente da Carlo e con un approccio sia alla vita che ai casi di puntata diametralmente opposto a quello del suo capo con cui entrerà spesso in contrasto, diventando bersaglio – talvolta – dei suoi malcelati pregiudizi. È stato molto difficile trovare un attore di colore che parlasse perfettamente italiano e che corrispondesse al nostro personaggio. Miguel Gobbo Diaz ha fatto un ottimo provino e ci siamo detti: è lui il nostro Malik! Miguel, estremamente emozionato all'inizio delle riprese, è stato sostenuto da tutto il cast e, mano a mano che giravamo, la paura è andata via e ha dimostrato di poter restituire al personaggio tutte le sue sfumature: dall'ansia interiore che non lo fa dormire ai rapporti bulimici che instaura con il gentil sesso, al grande rigore con cui affronta la sua professione. Miguel ha di sicuro pescato molta dell'umanità che gli chiedevo e che il personaggio necessitava dalla sua storia personale ed è forse grazie a quella che ha fatto un provino così convincente e poi ha dato vita ad un bellissimo personaggio. Il resto della squadra è di altissimo livello: Fortunato Cerlino, grande persona e grandissimo attore, Rosa Diletta Rossi, giovane e talentuosa attrice che è riuscita a dare al suo personaggio profondità e spessore, Margherita Vicario dolce, divertente e brava come Cinzia Repola, la poliziotta incinta single a cui ha dato vita (ha cantato per noi anche due canzoni che fanno parte della colonna sonora), Angela Finocchiaro che mette sempre in ogni sua interpretazione quel tocco in più di intelligenza ed ironia. E poi ancora: il bravissimo Alessandro Sperduti che ha saputo dare molta verità al suo poliziotto pulito e ingenuo, Roberto Citran, un grande professionista con cui avevo già avuto il piacere di lavorare, Antonia Liskova, che interpreta una dirigente bella, cinica, senza inibizioni e apparentemente solo centrata su se stessa. Lo stile della serie è asciutto e cerca di ricreare non solo con i personaggi ma anche con la macchina da presa situazioni vere, e per questo emotivamente forti. Ho cercato di tenere la scena sempre viva e in movimento, sottolineandone i sentimenti e il fuoco con una macchina da presa che non è protagonista ma spettatrice invisibile. Si passa dall' azione alla vita nel commissariato con momenti leggeri e a volte di tensione, fino a situazioni più intime e sentimentali. E questo grazie ad una crew che ha lavorato con grande entusiasmo e professionalità: dal DOP Enzo Carpineta al montatore Marco Garavaglia, dai musicisti De Luca e Forti, con cui siamo riusciti a trovare un bel bilanciamento tra l'anima di genere e quella sentimentale della serie, alla costumista Daniela Ciancio allo scenografo Massimiliano Nocente. Con quest'ultimo, in particolare, abbiamo lavorato nel costruire un commissariato che mi permettesse di non lavorare chiuso in quattro mura: abbiamo usato pareti di legno e vetro per far ruotare l'azione, sfruttare le profondità e sentire sempre pulsante la vita del commissariato. Per me è stata una bellissima esperienza, una serie nuova e piena di livelli e, a parte la stanchezza, devo dire che gestire un racconto così lungo dà tante possibilità ad un regista, quindi ringrazio la Rai e Cattleya per questa bella opportunità. Marco Pontecorvo

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