Ognuno e' Perfetto

Ognuno e' Perfetto (2019)

Ognuno e' Perfetto

Ognuno e' Perfetto e' una serie televisiva di genere TV Movie e Commedia girata in Italia, realizzata nel 2019, e prodotta daRai Fiction e Viola Film. Ognuno e' Perfetto si compone di 1 stagioni e da 6 episodi. Ogni episodio dura circa 45 minuti.

Ognuno è Perfetto è una commedia tenera ed emozionante che racconta l'incredibile avventura di Rick, un ragazzo di 24 anni con la Sindrome di Down, disposto a tutto per rincorrere i suoi sogni e inseguire ciò che ama.

Ognuno è Perfetto è una storia che commuove e fa sorridere grazie ad attori talentuosi e raffinati (tra cui Edoardo Leo, Cristiana Capotondi, Nicole Grimaudo, Lele Vannoli, Piera degli Esposti), accompagnati da un irresistibile gruppo di esordienti (Gabriele Di Bello, Alice De Carlo, Aldo Arturo Pavesi, Matteo Dall'Armi e Valentina Venturin):  ragazze e ragazzi con la Sindrome di Down che danno vita a personaggi forti e autentici, di cui sarà difficile non innamorarsi.

La fuga dei ragazzi, braccati da due adulti che litigano mentre cercano di riportarli a casa, darà vita a una rocambolesca serie di avventure sospese tra dramma e commedia, ma sempre intrise di realismo. Il viaggio sarà per tutti un'occasione di crescita personale, che a volte però avverrà anche in modi imprevedibili. Perché se è vero che i ragazzi con la Sindrome di Down hanno bisogno dell'aiuto degli adulti è altrettanto vero anche il contrario: se si impara davvero a conoscerli, questi ragazzi hanno molto da insegnare.

Ognuno è Perfetto ci porta in modo inedito nel mondo della disabilità e di chi si trova a viverla tra mille ostacoli, avendo nel cuore i desideri di tutti. Ci racconta con ironia la possibilità di uno sguardo diverso dove le diversità, viste con occhi nuovi, diventano forza. 

Stagioni

Stagioni - EpisodiPrima Visione in Italia
Stagione 1 - Episodi 616 Dicembre 2019 su Rai 1

Cast e Personaggi

Regia: Giacomo Campiotti
Sceneggiatori: Fabio Bonifacci


[tutto il cast e personaggi]

Curiosità

Basata sulla serie televisiva Tytgat Chocolat creata da Marc Bryssinck e Filip Lenaerts e prodotta da De Mensen nv.

I PERSONAGGI

Rick (Gabriele Di Bello).
È un ragazzo down, dalla sensibilità acuta, con gli stessi grandi desideri che hanno tutti, che persegue con determinazione e ostinazione. Fin da subito si fa voler bene dai colleghi della fabbrica di cioccolato, grazie alla sua generosità. Ha difficoltà a sentir dire la parola "down" e va in crisi per le delusioni d'amore, motivo per cui ha inizialmente paura di affezionarsi. Si innamorerà però di Tina, per cui sarà portato a sfidare i limiti della sua condizione, fino a guadagnare un ruolo da leader tra i suoi compagni di viaggio.

Ivan (Edoardo Leo).
Padre di Rick ed ex-proprietario di una piccola azienda artigianale, ha ceduto la sua azienda per occuparsi del figlio down, al quale negli anni ha dedicato troppo poco tempo. È premuroso ma inizialmente molto ansioso nel suo desiderio di recuperare il ruolo di padre. Il rapporto con Rick e, in particolare, la storia d'amore del figlio con Tina sarà l'occasione per lui di vivere un'esperienza straordinaria. Il coraggio e la sensibilità di Rick gli faranno ritrovare anche un modo sincero e genuino di amare.

Miriam (Cristiana Capotondi).
Proprietaria dell'azienda di cioccolato a conduzione familiare, leader del settore. È una donna estrosa e molto bella, aperta e disinvolta nei confronti dei disabili. All'apparenza sembra una donna forte e determinata, ma nasconde con l'arma dell'ironia una grande ferita che continua a portarsi dentro: la perdita di una figlia down di 12 anni, colei che ha ispirato l'apertura del reparto packaging per disabili. Da anni Miriam non riesce ad avere un rapporto con un uomo, proprio per il senso di colpa causato dalla morte della figlia. L'incontro con Ivan le darà la possibilità di affrontare e condividere questo dolore.

Emma (Piera Degli Esposti).
"Dicono che non capisco niente. E forse è vero. Ma ho un cuore, e il mio cuore sente." Emma è un'anziana signora, forte e sensibile allo stesso tempo. Un tempo è stata alla guida di una prestigiosa azienda di Torino a conduzione famigliare, la Cioccolateria Abrate, che ha poi lasciato a sua figlia, Miriam. Una malattia la costringe oggi sulla sedia a rotelle, senza poter parlare ed esprimere i suoi pensieri, senza all'apparenza poter interagire col mondo. Ma se per tutti sembra essere in un altrove, Emma capisce benissimo tutto quello che la circonda. È lei la prima a capire i desideri più profondi di Rick. E Rick si affeziona a Emma dal primo incontro, le parla serenamente, perché sa che dall'altra parte c'è qualcuno che lo ascolta. Emma è la voce narrante della serie: è lei ad accompagnarci nelle avventure di Rick e dei suoi amici; è lei ad aiutarci a comprendere quello che c'è nel cuore dei protagonisti della storia, in particolare nel cuore di sua figlia Miriam. Perché - come dice lei stessa - anche se tutti pensano che non può capire più nulla, il suo cuore sente, sente davvero.

Alessia (Nicole Grimaudo).
È la mamma di Rick. Una bella donna che si è dedicata per anni al figlio, rinunciando alla sua carriera. Con la vendita dell'azienda da parte di Ivan ha l'occasione di ricominciare a lavorare in un'agenzia di comunicazione dove incontra un altro uomo, che le fa capire quanto si è allontanata dal marito. È apprensiva e molto protettiva nei confronti del figlio, spesso è convinta che solo lei sia in grado di affrontare le sfide portate dalla condizione di Rick. Con il nuovo lavoro e la possibilità di un trasferimento all'estero, dovrà dare più spazio a Rick e più fiducia a Ivan.

Tina (Alice De Carlo).
Esuberante ragazza down, di origini albanesi, dipendente del reparto packaging dell'azienda di cioccolato. Si affeziona a Rick fin dal primo incontro. Non ha paura di esprimere i suoi sentimenti e non si vergogna della sua condizione. Il suo sogno è diventare come sua madre Katarina: un'artista del cioccolato e una maga dei sapori.

Maurizio Cedrini (Aldo Arturo Pavesi).
Capo del reparto packaging dell'azienda di cioccolato. Ha la Sindrome di Down. Grazie a lui, Rick incontra Miriam e ottiene il lavoro. Si atteggia da superiore per via del suo ruolo in azienda. È fissato con le regole e gira per il reparto con una cartellina dove appunta con precisione tutto quello che fanno i dipendenti. È molto protetto dalla sua famiglia benestante. Non capisce mai l'ironia. Prepara meticolosamente tutte le tappe del viaggio che farà con Rick, Cristian, Giulia e Django, ma poi si scopre che si è fatto aiutare dal suo psicologo. Non ha mai avuto un rapporto con una donna, ma il viaggio sarà l'occasione per una sua prima storia.

Cristian (Lele Vannoli).
Dipendente del reparto packaging dell'azienda di cioccolato. Ha problemi psichiatrici, una stazza da gigante ed è molto protettivo nei confronti degli amici, scontroso quando si trova davanti alle ingiustizie. Nel viaggio in Albania finge di essere la guida dei ragazzi down per non destare sospetti in quelli che li incontrano. Ma proprio in quell'occasione si troverà ad affrontare un trauma passato e le sue fragilità.

Giulia (Valentina Venturin).
È una ragazza down, dipendente del reparto packaging dell'Antica Cioccolateria Abrate, dallo sguardo dolce. È molto tenera e ama i matrimoni. Si blocca e si immobilizza quando si emoziona troppo. Scrive poesie e fa da paciere nelle situazioni di conflitto. Non ha mai avuto una storia d'amore perché nessuno "se l'è mai filata", ma nel viaggio in Albania si troverà ad avere ben due spasimanti tra cui scegliere.

Django (Matteo Dall'Armi).
Dipendente del reparto packaging dell'azienda di cioccolato. È un ragazzo down a cui piace fare la parte del duro di strada. Corteggia spudoratamente tutte le ragazze ma si scopre poi che non sa fare l'innamorato. Per esempio, non è mai riuscito a dichiararsi davvero a Giulia. In passato è stato sfruttato da alcuni spacciatori che credeva fossero amici e che lo usavano per portare la droga senza sospetti. Per questa ragione è stato arrestato e ha avuto problemi con la polizia.

NOTE DI REGIA - Giacomo Campiotti

Anni fa ho lavorato come educatore con alcuni ragazzi con la sindrome e non ho più dimenticato il loro grande cuore, per cui ho subito accettato con entusiasmo di dirigere questa serie. Non mi ero certo immaginato in che avventura mi sarei imbarcato… Già durante il cast, infatti, insieme all'entusiasmo è arrivata la preoccupazione. Mi sono reso conto di quanto sarebbe stato difficile far recitare un copione definito ai ragazzi con la sindrome. Non solo hanno problemi di memoria e di concentrazione, e in alcuni casi anche difficoltà di comprensione e diverse limitazioni fisiche. Con il rischio reale che a metà riprese qualcuno potesse dire: "Grazie, è stato bello, ma adesso non mi va più…" Ho pensato allora che fosse necessario creare un forte spirito di gruppo per trasformare il duro lavoro del set in un grande gioco e fare in modo che i ragazzi fossero sempre aiutati e protetti durante le riprese ma anche fuori dal set. Così, durante la preparazione, abbiamo formato una piccola squadra di regia e produzione che mi affiancasse e abbiamo trascorso alcuni fine settimana insieme a loro, tra risate, giochi e prove di recitazione non proprio incoraggianti. L'ultimo incontro è terminato con una cerimonia e con il solenne patto che avremmo portato a termine la nostra impresa tutti insieme, a qualsiasi costo. E siamo partiti… Devo ammettere che, alla fine della prima settimana di riprese in Croazia, sono stato io, esausto e scoraggiato, a valutare seriamente la possibilità di mollare… Avevo l'impressione che al massimo sarei riuscito a realizzare un film molto, ma molto amatoriale e continuare una tale fatica per altre 11 settimane mi sembrava impossibile. Ma anch'io avevo fatto il patto e avevo pensato che sarebbe stato necessario per i ragazzi e invece adesso si dimostrava utile solo per me! Non potevo certo deluderli, anche perché arrivavano ogni mattina sul set puntuali e pieni di gioia e iniziavano il loro giro di baci e abbracci (accompagnati da fantasiosi complimenti) a me e a tutta la troupe. E poi si buttavano nel lavoro… a modo loro. Ho scelto di raccontarli allo stesso modo in cui ho sempre raccontato i miei personaggi, con amore e senza pregiudizi, non facendomi condizionare dalla sindrome, considerandola semplicemente come una delle innumerevoli caratteristiche e qualità che hanno. Quindi non ho mai mollato, non mi sono mai accontentato. Erano i miei attori e dovevano sempre raggiungere il massimo. E dato che rispondevano in maniera molto diversa alle mie sollecitazioni ho dovuto inventare un modo di lavoro originale e unico per ciascuno di loro. Ne abbiamo viste e fatte di tutti i colori… Il risultato lo giudicherete voi. È stata un'esperienza di lavoro e di vita bellissima. Raramente ho avuto dei compagni di lavoro così amichevoli, aperti, divertenti, generosi, non competitivi e stimolanti. Forse il loro segreto è quello di essere sempre "nel presente". Non come noi che siamo costantemente con la testa da un'altra parte, o al telefono. E si godono quindi ogni istante, unico e irripetibile. Perfetti così. Voglio ringraziare la Rai per questa ennesima grande opportunità e Alessandro, tutta la troupe tecnica, Edoardo, Cristiana, Nicole e gli altri attori che con sensibilità e pazienza hanno sostenuto e seguito i ragazzi, adattandosi ad un metodo di lavoro a volte molto faticoso ma sono comunque riusciti a donare alla serie la loro verità e il loro talento.

NOTE DI SCENEGGIATURA Fabio Bonifacci

La cosiddetta "diversità" mi ha sempre affascinato, mi pare un punto di osservazione privilegiato sul mistero della natura umana. I cosiddetti "diversi" infatti esprimono emozioni identiche alle nostre usando linguaggi differenti. Attraverso di loro, diventa più facile capire noi stessi. Loro siamo noi, raccontati in un altro modo. Questo effetto nella vita reale è molto forte quando si ha a che fare con la Sindrome di Down: per quasi tutti è una esperienza umanamente molto coinvolgente. E così, ho cercato di portare questo concetto nella trama: i giovani protagonisti con la Sindrome, all'inizio iper-protetti dagli adulti perché "hanno dei limiti", spesso ribaltano i ruoli e finiscono per rivelare gli adulti a se stessi, aiutandoli nella loro crescita. Del resto, nell'adattare per l'Italia la bella serie belga, con Rai e Viola Film abbiamo scelto di cambiare varie cose. Ad esempio, abbiamo dato più spazio alle figure dei genitori, per valorizzare il nostro ottimo cast, ma soprattutto per raccontare un fenomeno straordinario della realtà italiana: il ruolo svolto dalle famiglie che, singolarmente e con le loro associazioni, affiancano e spesso sostituiscono l'offerta pubblica, garantendo elevati standard di servizi alle persone con la Sindrome di Down. Questo volontariato non sarà mai abbastanza raccontato. Sempre ragionando sulla realtà italiana, è stato dato più spazio al desiderio di "trovare un lavoro vero". Parlando con decine di giovani con la Sindrome mi sono accorto che l'80% lo citava, dunque era giusto dargli il giusto peso. Inoltre è cambiato lo scopo dell'avventura (non la ricerca di un premio perduto "sposare Tina"), nel gruppo in fuga è stata aggiunta una ragazza che non c'era, il personaggio del padre è passato dall'avere poche scene a diventare protagonista, con l'inserimento di un divorzio e di un nuovo amore, cosa che ha poi portato a trasformare il proprietario della fabbrica da uomo a donna. Insomma, alla fine si è trattato di una riscrittura completa, anche se è rimasta intatta l'originale e potente idea della serie belga: l'avventura di un gruppo di giovani con la Sindrome che fugge per amore per le vie d'Europa. Lavorare a questa storia è stato per me un vero piacere, ringrazio regia, cast e produzione per lo splendido lavoro che a mio avviso hanno fatto. Tra i miei ricordi più belli c'è la fase di ricerca, in cui ho conosciuto tante persone splendide: un grazie a chi mi ha aiutato in quella fase delicata, come Anna Contardi di AIPD e Rosanna De Sanctis dell'Associazione di Idee di Bologna.

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