Assolo di Laura Morante (2016)

Assolo
Locandina Assolo di Laura Morante
Assolo di Laura Morante (Assolo) è un film prodotto nel 2016 in Italia, di genere Commedia, diretto da Laura Morante. Dura circa 97 minuti. Il cast include Angela Finocchiaro, Giovanni Anzaldo, Gigio Alberti, Eugenia Costantini, Carolina Crescentini, Piera Degli Esposti. In Italia, esce al cinema il 5 Gennaio 2016 distribuito da Warner Bros. In vendita in DVD dal 11 Maggio 2016. Al Box Office italiano ha incassato circa 1.564.569 euro.

TRAMA

Flavia (Laura Morante) è una donna fragile e insicura. Ha due matrimoni alle spalle, due figli, un cane in prestito ed è sempre alla disperata ricerca del consenso e dell'affetto delle persone che la circondano. Incapace di separarsi emotivamente dai suoi ex mariti Gerardo(Francesco Pannofino) e Willy (Gigio Alberti), Flavia intesse rapporti amichevoli anche con le loro nuove compagne, Giusi (Emanuela Grimalda) e Ilaria (Carolina Crescentini). In questa famiglia allargata Flavia è però sempre sola, incapace di raggiungere qualsiasi obiettivo per lei davvero importante. Che sia la patente di guida o un corso di tango, nulla sembra andare per il verso giusto. Tra incidenti di percorso e sorprendenti scoperte, Flavia imparerà che nessuna donna è perfetta e che l'autostima e la libertà tanto inseguite erano proprio lì, a portata di mano.

Info Tecniche e Distribuzione

Data di Uscita ITA: Martedì 5 Gennaio 2016
Genere: Commedia
Nazione: Italia - 2016
Formato: Colore
Durata: 97 minuti
Distribuzione: Warner Bros
Box Office: Italia: 1.564.569 euro
In HomeVideo: in DVD da Mercoledì 11 Maggio 2016 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Laura Morante
Sceneggiatura: Laura Morante, Daniele Costantini
Musiche: Nicola Piovani
Fotografia: Fabio Zamarion
Scenografia: Luca Merlini
Montaggio: Esmeralda Calabria
Costumi: Agata Cannizzaro

Cast Artistico e Ruoli:

Immagini

[Schermo Intero]
Locandina Italiana
Foto e Immagini Assolo di Laura Morante
Locandina Italiana

Note di Regia

So che più di una volta dovrò rispondere alla domanda :" Ma lei crede davvero che nel 2016 esistano donne come Flavia?". Premetto dunque che ASSOLO non è, ne' vuole essere, un trattato sociologico, e neanche una statistica. ASSOLO è innanzitutto una commedia, e non è quindi vincolata - per fortuna, vorrei aggiungere - a criteri di assoluta verosimiglianza. Se così non fosse, dovremmo dire che A QUALCUNO PIACE CALDO, ineguagliabile esempio di commedia, è un film fallito: quale persona sana di mente potrebbe infatti scambiare per donne, nei loro comici travestimenti, Tony Curtis e Jack Lemmon? Ciò non significa che la commedia non sia un genere rigoroso, anzi. Ma la "credibilità "di una commedia ha parametri diversi. Da spettatrice, ne ho individuati due, a mio avviso indispensabili: il ritmo e la grazia. Ritmo e grazia sono dunque le qualità che, più di ogni altra, ho cercato di acquisire e preservare nel mio lavoro di regista ( pubblico e critica diranno se ci sono riuscita, o magari applicheranno altri criteri di giudizio).

Se, fatta questa premessa, dovessi comunque rispondere alla domanda:" Lei crede veramente che le donne nel 2016 possano assomigliare a Flavia?", direi:" Forse nessuna donna è interamente come Flavia, ma probabilmente tutte le donne possono riconoscere in lei qualcuna delle loro insicurezze, delle loro fragilità e delle loro paure". Certo, mi rendo conto che la mia affermazione potrebbe essere contestata: non dispongo di mezzi per effettuare un vero sondaggio, ma sono una donna , nel 2016, e conosco un buon numero di donne , nel 2016... Per quanto riguarda le questioni più tecniche, ci siamo resi conto già in fase di scrittura che ASSOLO sarebbe stato un film registicamente complesso. Bisognava trovare il modo per far convivere, distinguendoli fra loro, linguaggi diversi: il linguaggio onirico, il linguaggio dei flashback ( termine un po' improprio, perché non si tratta di ritorni al passato, ma di rielaborazioni del passato, abbastanza arbitrarie e fortemente condizionate dai sentimenti della protagonista ) e il linguaggio realista, o piuttosto semi-realista. Il tutto conservando il tono leggero della commedia. Abbiamo tentato di risolvere il problema con un meticoloso lavoro sulla scenografia ( nei flashback svuotata ed essenziale ), sui costumi, sulla luce, sul trucco e le acconciature, e anche sulla recitazione, più parodistica nella prima parte, più naturale nella seconda parte. Montaggio e musiche hanno ulteriormente contribuito, io credo, a differenziare i toni e a scandire i passaggi fra le diverse fasi drammaturgiche. Per concludere, con Assolo tento di ricambiare da regista, almeno parzialmente, il dono che ho ricevuto come spettatrice da tante commedie di ieri e di oggi: l'emozione alleggerita dal sorriso, ridimensionata da un contesto che, anziché amplificarla, se ne fa teneramente gioco. Come spettatrice, la commedia cosiddetta leggera non mi ha mai completamente appagata. Rido con piacere quando la posta in gioco è più importante, mi piace ridere su temi dolorosi e gravi, mi piace l'arte del funambolo, che cammina temerariamente su un filo sospeso al di sopra di un abisso, più o meno terrificante. ASSOLO vuole raccontare la solitudine di una donna profondamente insicura che ha passato la temuta boa dei cinquant'anni. Il tema è serio. Per questo vale la pena di scherzarci su. 

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