Boris - il film (2011)

Boris - il film

Locandina Boris - il film
Boris - il film (Boris - il film) è un film di genere Commedia di durata circa 108 minuti diretto da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre con protagonisti Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Antonio Catania.
Prodotto da Wildside, RaiCinema nel 2011 in Italia. esce in Italia Venerdì 1 Aprile 2011 distribuito da 01 Distribution.

TRAMA

In "BORIS IL FILM" il regista René Ferretti molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d'autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all'Arte con la "a" maiuscola.
Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, "BORIS IL FILM" mette a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità.
Con lo stesso cast della serie e gli stessi autori: Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo che firmano anche la regia.

Data di Uscita ITA: Venerdì 1 Aprile 2011
Genere: Commedia
Nazione: Italia - 2011
Formato: Colore
Durata: 108 minuti
Produzione: Wildside, RaiCinema
Distribuzione: 01 Distribution
In HomeVideo: in DVD da Mercoledì 14 Settembre 2011 [scopri DVD e Blu-ray]

Immagini

[Schermo Intero]
Foto dal film - 1
Foto e Immagini Boris - il film
Foto dal film - 1
Foto dal film - 2
Foto dal film - 3
Foto dal film - 4
Foto dal film - 5
Foto dal film - 6
Foto dal film - 7
Foto dal film - 8
Foto dal film - 9
Foto dal film - 10
Foto dal film - 11
Foto dal film - 12
Foto dal film - 13
Foto dal film - 14
Foto dal film - 15
Foto dal film - 16
Foto dal film - 17
Foto dal film - 18
Foto dal film - 19
Foto dal film - 20
Foto dal film - 21
Foto dal film - 22
Foto dal film - 23
Foto dal film - 24
Foto dal film - 25
Foto dal film - 26
Foto dal film - 27
Foto dal film - 28
Foto dal film - 29
Foto dal film - 30
Foto dal film - 31
Foto dal film - 32
Foto dal film - 33
Foto dal film - 34
Foto dal film - 35
Foto dal film - 36
Foto dal film - 37
Foto dal film - 38
Foto dal film - 39
Foto dal film - 40
Foto dal film - 41
Foto dal film - 42
Foto dal film - 43
Foto dal film - 44
Foto dal film - 45
Foto dal film - 46
Foto dal film - 47
Foto dal film - 48
Foto dal film - 49
Foto dal film - 50
Foto dal film - 51
Foto dal film - 52
Foto dal film - 53
Foto dal film - 54
Foto dal film - 55
Foto dal film - 56
Foto dal film - 57
Foto dal film - 58
Foto dal film - 59
Foto dal film - 60
Foto dal film - 61
Foto dal film - 62
Foto dal film - 63
Foto dal film - 64
Foto dal film - 65
Foto dal film - 66
Foto dal film - 67
Foto dal film - 68
Foto dal film - 69
Foto dal film - 70
Foto dal film - 71

"Ci sono scene troppo brutte perfino per un regista televisivo: uno struggente rallenti sulla corsa nei prati di un giovanissimo Joseph Ratzinger che festeggia la scoperta di un vaccino è troppo anche per René Ferretti. E sì che di monnezza ne ha girata tanta, narcotizzanti apologie del presente, inquietanti biografie di santi e tante altre ancora ("Caprera", "La bambina e il capitano", "Gli amici tassinari", "Libeccio"). "

"E allora basta. Meglio l'insicurezza economica, meglio il cinema. Meglio tradire tutti - la Rete, la moglie in attesa di alimenti, la impresentabile storica troupe - e buttarsi nel cinema. Tanto più se la sfida è un copione libero, serio, forte, di denuncia, "alla Gomorra". Sì, perché il cinema è più povero della TV ("dopo il cinema c'è la radio, dopo la radio c'è la morte") ma ancora libero e poetico. Perfino in questo vessato paese. Purtroppo però, anche con un progetto "alla Gomorra", bisogna fare i conti con la palude culturale che tutto ingloba. I committenti del salotto buono del cinema si rivelano, alla prova dei fatti, solo diversamente codardi. I nuovi collaboratori solo diversamente inaffidabili. E la presunta grandeur del cinema una rogna senza fine. Come per una condanna divina, nonostante i suoi lodevoli sforzi, René Ferretti si ritrova tra i piedi la stessa troupe scalcinata di sempre, gli stessi attori cani, gli stessi sceneggiatori inetti e perfino lo stesso borioso capetto d'un tempo. Con qualche colpo di fortuna e grazie alla sua proverbiale scaltrezza, un film decente sarebbe ancora arrangiabile. Forse anche ottimo. Ma incombe la maledizione metafisica di un paese chiamato Italia, che ama i simpatici e i cialtroni e non premia certe malinconiche seriosità. E la "Grande Commedia" incombe. ".

Apri Box Commenti