Brooklyn (2015)

Brooklyn

Locandina Brooklyn
Brooklyn (Brooklyn) è un film di genere Drammatico e Romantico di durata circa 111 minuti diretto da John Crowley con protagonisti Saoirse Ronan, Matt Glynn, Brid Brennan, Jim Broadbent, Maeve McGrath, Barbara Drennan.
Prodotto da Wildgaze Films nel 2015 in USA [Uscita Originale il 26/01/2015 (Sundance Film Festival)] esce in Italia Giovedì 17 Marzo 2016 distribuito da 20th Century Fox.

TRAMA

BROOKLYN racconta la storia molto toccante di Eilis Lacey (Saoirse Ronan), una giovane immigrata irlandese che si fa strada nella Brooklyn degli anni '50. Attratta dalla promessa dell'America, Eilis lascia l'Irlanda e le comodità della casa materna alla volta della costa di New York. L'inibizione iniziale dovuta alla nostalgia di casa scompare rapidamente con il coinvolgimento in una relazione che catapulta Eilis nel mondo affascinante e inebriante dell'amore. Presto però questo entusiasmo viene spento dal suo passato e la giovane si trova a dover scegliere tra due paesi differenti e le vite che essi comportano.

Data di Uscita ITA: Giovedì 17 Marzo 2016
Data di Uscita USA: Mercoledì 4 Novembre 2015
Data di Uscita Originale: 26/01/2015 (Sundance Film Festival)
Genere: Drammatico, Romantico
Nazione: USA - 2015
Formato: Colore
Durata: 111 minuti
Produzione: Wildgaze Films, Parallel Film Productions, Irish Film Board, Item 7
Distribuzione: 20th Century Fox
Box Office: USA: 35.326.101 dollari | Italia: 345.508 euro
In HomeVideo: in DVD da Venerdì 1 Luglio 2016 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: John Crowley
Sceneggiatura: Nick Hornby
Musiche: Michael Brook
Fotografia: Yves Bélanger
Scenografia: François Séguin
Montaggio: Jake Roberts
Costumi: Odile Dicks-Mireaux

Cast Artistico e Ruoli:
foto Brid BrennanBrid Brennan
Miss Kelly
foto Jim BroadbentJim Broadbent
Padre Flood
foto Barbara DrennanBarbara Drennan
Donna malandata
foto Jane BrennanJane Brennan
Mary Lacey

News e Articoli

Brooklyn di John CrowleyBrooklyn di John Crowley al cinema

Saoirse Ronan è Eilis Lacey, giovane immigrata irlandese che si fa strada nella Brooklyn degli anni '50.

Immagini

[Schermo Intero]
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Foto e Immagini Brooklyn
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Foto dal film
Locandina Italiana

Fox Searchlight Pictures con BBC Films, Telefilm Canada, Bord Scannán Na Héireann/The Irish Film Board, Sodec e BFI presentano una coproduzione Wildgaze Films/Finola Dwyer Productions/Parallel Films/Item 7 in associazione con Ingenious, in associazione con BAI RTE e Hanway Films: BROOKLYN. Il film è diretto da John Crowley, su una sceneggiatura di Nick Hornby tratta dal romanzo di Colm Tóibín, e ha come protagonisti Saoirse Ronan, Domhnall Gleeson, Emory Cohen, con la partecipazione di Jim Broadbent e Julie Walters. I produttori sono Finola Dwyer & Amanda Posey, i coproduttori Pierre Even e Marie-Claude Poulin e i produttori esecutivi Christine Langan, Beth Pattinson, Thorsten Schumacher, Zygi Kamasa, Hussain Amarshi e Alan Moloney. La troupe comprende il direttore della fotografia Yves Bélanger, lo scenografo François Séguin e l'editor Jake Roberts; la colonna sonora è di Michael Brook, i costumi di Odile Dicks-Mireaux e la supervisione alle musiche di Kle Savidge.

NOTE SULLA PRODUZIONE

"Ciò la faceva sentire in modo strano, come se esistessero due persone in lei: una aveva lottato contro due inverni gelidi e molti giorni difficili a Brooklyn, e lì si era innamorata; l'altra era la figlia di sua madre, la Eilis che tutti conoscevano, o che pensavano di conoscere." Colm Tóibín, Brooklyn

Un'immigrante irlandese deve scegliere tra due uomini, due paesi e due destini in una storia dove partenze, desideri e amori che si accendono poco a poco tracciano il viaggio inaspettato di una giovane ragazza che in America diventa una donna. Attraverso il taglio contemporaneo del film, la storia torna sui ritmi raffinati degli anni '50, quando a seguito della seconda guerra mondiale un'ondata di persone stava arrivando per la prima volta sulle coste statunitensi in cerca di fortuna.
Il romanzo del 2009 di Colm Tóibín, Brooklyn, uno dei romanzi più acclamati dell'ultimo decennio, è adattato dallo sceneggiatore Nick Hornby (WILD, AN EDUCATION) e dal regista John Crowley (BOY A). Il punto di forza del libro consiste nel fatto che la classica storia di immigranti viene raccontata attraverso una voce che raramente è stata sentita prima. Sebbene ci siano state numerose storie di giovani uomini ambiziosi o disperati spinti a cercare fortuna in America, il romanzo racconta una storia diversa, quella di una giovane donna tranquilla, senza pretese ma brillante, di nome Eilis.
Eilis ha sempre vissuto nella piccola cittadina di Enniscorthy, in Irlanda, dove tutti sanno gli affari di tutti, finché non viene spedita in America grazie a sua sorella che vuole aiutarla a realizzarsi. Sentendosi come un'esule, arriva nel caos multiforme di Brooklyn avendo già nostalgia di casa. Ma non appena Eilis impara con destrezza ad adattarsi alla vita newyorkese, incontra un pretendente spiritoso, dolce e carismatico che vuole conquistarla a tutti i costi. Proprio mentre sembra sul punto di iniziare una nuova vita, una tragedia familiare la riporta in Irlanda e alla vita che si è lasciata alle spalle... costringendola a prendere una decisione che potrebbe segnare il suo futuro per sempre.
Con il cuore diviso in due, Eilis affronta uno dei dilemmi più incredibili e complicati che caratterizzano il nostro mutevole mondo moderno: trovare il modo di far coincidere il luogo da cui proveniamo con quello in cui sogniamo di andare.
Rispetto alla decisione saliente di Eilis, Hornby osserva: "Credo che Eilis riesca a immaginare una vita in America e una in Irlanda, ma non può mantenere contemporaneamente i due scenari. Sa che non è possibile conciliare le due vite. Quindi penso sia questo il motivo per cui riesce per un momento ad amare due persone contemporaneamente: perché sono in due mondi separati. Ma alla fine deve vivere in uno solo di questi."
Tóibín dice: "Questa è la storia segreta di due paesi: del mio paese, l'Irlanda, dove negli ultimi 150 anni ogni famiglia ha perso uno o due membri, persone che sono andate via e non sono mai più tornate; ma è anche la storia segreta degli Stati Uniti. Questi sono i nonni e i bisnonni degli americani di oggi; è così che sono arrivati, e questa storia non è stata raccontata spesso."

L'ADATTAMENTO DI BROOKLYN

Colm Tóibín, l'acclamato scrittore irlandese (Il Faro di Blackwater [The Blackwater Light Ship], The Master) che come l'eroina di Brooklyn è nato a Enniscorthy, in Irlanda, trasferendosi in seguito a New York, è stato a lungo affascinato dall'attaccamento alla famiglia e dal distacco da essa, dalla ricerca di una dimora e di un'identità e dai modi in cui gli uomini e le donne provano un forte desiderio d'amore e si preparano ad accoglierlo. Il romanzo sembra capace di intrecciare tutte queste tematiche in una storia sul potere trasformativo dell'esperienza dell'immigrazione. Sebbene sia ambientato negli anni '50 e in mezzo all'affiatata comunità irlandese di Brooklyn, il libro sembra anche parlare del bisogno senza tempo di rispondere a due degli interrogativi più semplici, ma più sconfortanti, che la vita ci pone: dove e con chi dobbiamo stare?
Nella sua recensione del libro, la scrittrice di romanzi Pam Houston lo ha descritto come un "classico romanzo di formazione, puro, senza forme di sensazionalizzazione, semplicemente profondo... si sente soltanto la voce di una giovane donna che a poco a poco prende coscienza di sé, imparando a fare e a sostenere le sue scelte..."
Il libro offre un ritratto singolare dell'esperienza dell'immigrazione femminile, quello di una giovane donna indifesa che non solo riesce a farsi strada in un nuovo paese, ma anche tra le complesse questioni del suo cuore e della sua sopravvivenza, imparando a farsi rispettare. L'unicità di quel punto di vista, quasi andato perduto ormai, è ciò che inizialmente indusse i produttori candidati agli Oscar Finola Dwyer e Amanda Posey (AN EDUCATION), della Wildgaze Picture di Londra, a pensare di portare sullo schermo il romanzo. Furono ispirati dall'idea di raccontare una storia apparentemente familiare, ma da una prospettiva non nota.
"BROOKLYN non è soltanto la storia del viaggio di un'immigrante dall'Irlanda all'America, è anche la storia del percorso che Eilis fa per diventare la donna che vuole essere," dice la Posey. "È la storia di una donna che trova il modo di esprimere cio che è veramente e sviluppa la capacità di scegliere, specialmente in un periodo storico in cui molte scelte erano limitate".
La Dwyer aggiunge: "È anche una storia piuttosto universale, che parla della medesima attrazione che hanno il paese di origine e quello in cui una persona finisce per costruire la propria vita da adulta. Non c'è bisogno di essere a migliaia di chilometri da casa per ricordare quella sensazione. Tutti abbiamo posti e persone che ci siamo lasciati alle spalle."
Non vedevano l'ora di procedere, ma Dwyer e Posey sapevano di dover subito affrontare un grande ostacolo: trovare uno sceneggiatore capace di realizzare il primo adattamento cinematografico dell'opera di Tóibín. Esisteva qualcuno che potesse carpire la drammaticità della storia, mantenendo intatto allo stesso tempo il sottile lirismo che faceva di Tóibín uno scrittore tanto amato?
Fortunatamente, sentivano di sapere già chi sarebbe stata la persona giusta: Nick Hornby, con il quale avevano collaborato nel film premio Oscar AN EDUCATION, la storia di una studentessa inglese degli anni '60 diretta ad Oxford, ma tentata da un tipo di vita completamente diversa. Hornby, già di per sé scrittore popolare e apprezzato dalla critica (Alta Fedeltà [High Fidelity], Un ragazzo [About A Boy], Tutta un'altra musica [Juliet Naked], Funny Girl), aveva di recente adattato le memorie di Cheryl Straved nel film WILD.
Per Hornby, la rilevanza di BROOKLYN risiede nell'abilità di Tóibín di immortalare il cuore umano diviso tra i suoi impegni, che siano nei confronti del paese, della famiglia o della persona amata.  "Colm rappresenta la sofferenza che nasce dal voler essere in due posti contemporaneamente con un equilibrio perfetto, che si adatta particolarmente bene al film" dice Hornby. "Credo che chi si identifichi con i personaggi di Orgoglio e Pregiudizio (Pride and Prejudice), possa identificarsi con BROOKLYN, perché alla base vi è la stessa scelta senza tempo che una donna deve fare tra giovani uomini molto differenti tra loro".
Anche se naturalmente non ha vissuto l'esperienza di vita di un immigrante di metà secolo, Hornby comprende molto da vicino la curiosità di Eilis nei confronti di una vita che potrebbe staccarla dai confini del suo piccolo villaggio irlandese.  "Dato che sono cresciuto in periferia, contando i giorni che mi avrebbero portato da qualche altra parte, potevo immedesimarmi nel percorso che fa lei", nota.
Di fatto, Hornby sostiene che l'adattamento sia riuscito in modo piuttosto organico, nonostante le molte considerazioni sul fatto che portare al cinema la prosa profondamente soggettiva di Tóibín sarebbe stato sconcertante. "Dato che Toibin è uno scrittore preciso, che si ritira dal piano narrativo lasciando volutamente delle lacune, si può pensare che questo libro sia molto soggettivo, anche se a me non è sembrato così." spiega lo sceneggiatore. "Le vicende di Eilis in realtà sembravano pronte per essere riadattate. Il mio interesse era quello di rappresentare questo mix di toni: comico, romantico e tragico. Volevo soprattutto che il pubblico vivesse insieme ad Eilis le sue traversie, che arrivasse ad amare lei e le persone che la circondano e che rimanesse colpito dalla sua esperienza."
L'approccio squisitamente contenuto, ma molto romantico di Hornby incontrò il favore dei produttori. "Nick ha davvero fatto emergere le varie sfaccettature emotive del libro e allo stesso tempo anche gran parte dell'umorismo" dice la Dwyer. "Soprattutto, è riuscito a rievocare brillantemente la voce di Eilis".
Tóibín era particolarmente soddisfatto dell'adattamento di Hornby. Della reazione che ha avuto racconta: "Sono rimasto davvero colpito dalla sua chiarezza. Nick ha capito perfettamente che il sentimento chiave del libro è l'amore, che esso racconta le vicende di una persona combattuta tra differenti possibilità. Se si segue questa idea fino alla fine, come ha fatto lui, il risultato è estremamente autentico."

JOHN CROWLEY:  UN PUNTO DI VISTA PERSONALE

Con un romanzo e una sceneggiatura così ricchi di sfumature su cui lavorare, la sfida successiva era quella di trovare un regista che potesse apportarvi la sua personale visione. John Crowley, conosciuto principalmente per il film drammatico vincitore di un BAFTA "BOY A", sembrava che avesse compreso subito a fondo il materiale, dal momento che anche lui era un irlandese che aveva lasciato il proprio paese natale, nel suo caso per l'Inghilterra.
Colm Tóibín sentì subito un'affinità, a causa della familiarità che Crowley aveva con le emozioni legate alla partenza... alla partenza dall'Irlanda in particolare. "John ha vissuto l'esperienza di chi dall'Irlanda si ritrova a vivere sotto i cieli inglesi e a spostarsi tra i due luoghi, quindi non appena cominciammo a parlare, fu subito chiaro che si trattasse di qualcosa che poteva capire" dice lo scrittore. "Si trattava della sua vita".
Lo scrittore si divertiva a guardare il regista ispirato dai suoi personaggi. "John è molto attento e molto preciso rispetto a ciò che vuole. Ma soprattutto ciò che ha messo in questo film è stato il suo cuore. È gentile, intelligente e divertente, e tutte queste caratteristiche sono esposte in questo film."
Quanto a Crowley, aveva letto il romanzo di Tóibín molto tempo prima che esistesse un copione e ne era stato catturato esclusivamente come lettore. Adesso, lo vedeva come una possibilità per rievocare un tempo, un luogo e un personaggio indimenticabile che poteva ampliare il mito dell'esperienza dell'immigrazione americana.  
"Nonostante avessi familiarità con l'argomento, BROOKLYN mi ha davvero dato l'impressione di rappresentare un lato della vicenda che non era mai stato raccontato", commenta il regista. "Tutti sono a conoscenza delle prime ondate di immigrazione europee, ma la storia di chi è emigrato dall'Irlanda degli anni '50 in America è uno degli aspetti meno discussi di ciò che stava accadendo in quel periodo. Il modo in cui Colm raccontava la storia non era per niente melodrammatico, eppure era incredibilmente emozionante. È un libro apparentemente semplice, ma a dire il vero credo che la scelta di Eilis tra due paesi e due uomini non possa essere più drammatica di così".
Crowley ha anche l'impressione che il tema dell'abbandono di un mondo per un altro sia importante adesso quanto negli anni '50. "Questa è una storia sull'esilio" afferma. "Quando lasci un paese e scegli di vivere da un'altra parte, non appartieni più a quel luogo, ma di certo nemmeno a quello in cui hai scelto di vivere. Quindi diventi un membro di una sorta di terzo paese, quello degli esuli.  Oggi, un vasto numero di persone nel mondo non vive nel paese in cui è nato. La storia di BROOKLYN, così come l'ha scritta Colm e come poi Nick l'ha sviluppata e adattata per il cinema con la sua sceneggiatura, è pienamente fedele a quell'esperienza."
Per Crowley, BROOKLYN rivela anche una concezione moderna dell'amore. "La storia afferma che l'amore è complicato", riflette, "e che il cuore non è per forza fedele a una sola persona; può forse, al contrario della testa, concepire di amare due persone allo stesso tempo. La scelta di Eilis tra due uomini è anche la scelta relativa al tipo di vita che vuole condurre, ma per lei è difficile rassegnarsi al fatto di dover quasi cauterizzare una parte di sé per poterla fare. Dal punto di vista emotivo le costa molto, tuttavia può solo continuare a guardare avanti. L'amore in questa storia è una forza reale che potenzialmente può essere distruttiva o liberatoria a seconda di dove vada a colpire".
Per i produttori, l'idea di Crowley di combinare una sorta di romanticismo 'vecchia scuola' con la schiettezza tipica del 21° secolo era emozionante. "Al nostro primo incontro, John descrisse BROOKLYN come una favola moderna", ricorda la Posey. "Ebbe l'impressione che ci fosse qualcosa di archetipico nel tentativo di Eilis di riconciliare le due metà di se stessa; ma allo stesso tempo lo ha reso molto reale, dando un'interpretazione personale di quella situazione."
Crowley afferma che la sua intenzione era quella di rievocare l'estrema eleganza del romanzo e della sceneggiatura attraverso la regia del film, cercando di mantenere un equilibrio tra i momenti d'azione e quelli sentimentali. "Come accade nel libro, volevo che il potere della storia vi cogliesse silenziosamente di sorpresa" afferma. "Volevo anche far emergere l'umorismo e la portata del racconto. Non è una storia destinata ad essere grandiosa, ma ritengo che le vicende di una ragazza irlandese degli anni '50 siano lo specchio della storia di tutti gli europei che nel 20° secolo sono andati in America."
Per ricreare quella forza sullo schermo era necessario uno stile di regia molto paziente e partecipativo; Finola Dwyer afferma che è esattamente ciò che fece Crowley. "Sapevamo che sarebbe stato un lavoro per veri attori, e John è semplicemente fantastico con gli attori. È riuscito a ottenere grandi performance da tutti."

EILIS, TONY E JIM:  UN TRIANGOLO ATTRAVERSO L'OCEANO

BROOKLYN aveva bisogno di un'attrice che potesse interpretare in modo autentico Eilis, con il suo lieve umorismo mordace, la sua perspicacia e la sua passione crescente. Come molti altri immigranti di cui nessuno ha mai parlato, Eilis arriva in America come un'umile, seppur molto competente, ragazza solitaria in procinto di subire una profonda trasformazione personale.
Colm Tóibín dice di Eilis: "Penso che nel libro stessi cercando di costruire un personaggio senza troppi complessi; non una di quelle ragazze che passano il proprio tempo a guardarsi allo specchio o sono sfacciate, ma una di quelle che provano dei sentimenti forti e talvolta sono un po' testarde. Eilis è amata da tutti, ovunque vada. Ma non sa bene da cosa questo dipenda. Non lo fa di proposito".
Parlando di Eilis, lo scrittore aggiunge: "In un certo senso, è più contenta di stare nell'ombra... quindi per me era un personaggio ancora più interessante perché, anche se non le veniva spontaneo di farsi valere, alla fine del libro ha tutto in pugno. Si fa strada nel mondo in modo impressionante, ma mai eclatante."
I realizzatori del film cercarono un'attrice in grado di far penetrare il pubblico nel mondo di una giovane donna che, con sottile arguzia e determinazione, stava mostrando il suo valore, ma che, allo stesso tempo, fosse in grado di comprendere il forte desiderio di Eilis nei confronti dell'Irlanda. Saoirse Ronan calzava a pennello.
Nata a New York da genitori irlandesi e cresciuta nei dintorni di Dublino, la Ronan fu acclamata per la prima volta nel film ESPIAZIONE (ATONEMENT) di Joe Wright, che le fece ottenere una nomination all'Oscar come "Miglior Attrice Non Protagonista" per l'interpretazione di Briony.
Interpretò in seguito ruoli da protagonista in AMABILI RESTI (THE LOVELY BONES), HANNAH e più recentemente nel film di Wes Anderson, il premio Oscar THE GRAND BUDAPEST HOTEL, tutti entro i suoi 20 anni. Adesso che si trovava nel fiore della carriera, era pronta a interpretare un ruolo complicato ed emotivamente faticoso.
La Ronan dice di aver provato un'immediata, quasi inspiegabile, affinità con Eilis non appena lesse il copione. "Nick Hornby non viene dall'Irlanda, eppure è riuscito a catturare a pieno lo spirito del paese. La sceneggiatura era estremamente bella e sofisticata" commenta. "L'ho sentita mia perché parlava della mia gente. Era il viaggio che i miei genitori avevano fatto negli anni '80; si sono trasferiti a New York e hanno passato le stesse cose, anche se in un'epoca differente. L'ostacolo più grande che si può incontrare nella vita è lasciarsi alle spalle la sicurezza della propria famiglia e dei propri amici per andare incontro a qualcosa di nuovo".
La confusione che provava Eilis nell'essere divisa tra due mondi colpì particolarmente la Ronan. Continua: "Sono proprio irlandese per certi versi, ma ho anche una sensibilità da americana, dato che sono nata a New York. Credo che ciò abbia reso la storia ancora più emozionante ai miei occhi, perché ho un forte legame con entrambi i paesi, proprio come Eilis. Tutto ciò che accade ad Eilis coincide esattamente con quello che ho passato io in quello stesso periodo della mia vita e con quello che sto passando tuttora. Quindi dal punto di vista emotivo, mi riguardava molto da vicino."
Una volta sul set, queste emozioni erano a fior di pelle e, nonostante le gestisse con molta attenzione, si rese conto che a volte riuscivano a sopraffarla. "Sono sempre stata in grado di mantenere un certo distacco alla fine dei conti: mi lasciavo la storia alle spalle, andavo a casa e tornavo ad essere me stessa; ma in questo film era tutto talmente realistico, e io ero così dentro al personaggio, che a volte mi veniva da piangere" afferma.
Per la Ronan fu anche una sfida stimolante riuscire a mantenere un equilibrio tra le svariate emozioni che Eilis si trovava a fronteggiare - da confusione e dolore a gioia e devozione. "Passavamo da scene bellissime, strazianti e estremamente tristi a scene favolose e divertenti" nota la Ronan. "Eilis affronta cose tipiche di tutti gli esseri umani: il dolore, le relazioni, il lavoro, il rapporto con i genitori, l'indipendenza, ma io ne ho apprezzato le sottigliezze. La sfida consiste nel fatto che si possono leggere molte cose dentro l'esperienza di Eilis e il suo personaggio può essere interpretato in molti modi diversi. Si trattava anche di equilibrare la drammaticità delle circostanze della vita con l'umorismo che le persone usano per gestirla, una cosa che gli irlandesi fanno terribilmente spesso. Usiamo l'umorismo per affrontare la vita e la morte, quindi si trattava di bilanciare tutto ciò".
Alla Ronan piacque particolarmente trovare le sfumature nascoste della storia d'amore che nasce tra Eilis e Tony Fiorello. "Eilis e Tony sono letteralmente due mondi del tutto diversi che entrano in collisione" osserva. "Per Eilis, i Fiorello non sono soltanto italiani, sono anche molto americani. Sono cresciuti a New York con quell'attitudine combattiva, mentre lei è cresciuta nelle campagne d'Irlanda, ma per sua fortuna anche lei possiede un po' di quella stessa grinta. Ancora una volta, entrambe le parti usano l'umorismo per comunicare".
Similmente, rimase intrigata dall'improvviso cambio d'umore e di prospettiva di Eilis quando ritorna in Irlanda molto più consapevole di sé. "Adesso ha quest'altra vita di cui la gente di Enniscorthy non sa niente, ma non appena torna indietro è come se ricadesse negli schemi della sua vita precedente permettendo di nuovo agli altri di dirle cosa fare. La differenza è che adesso ne è consapevole, mentre prima non lo era. Non so se in un caso come questo uno saprà mai se ha fatto la scelta giusta. Non penso che Eilis lo saprà mai. Ma questo fa parte della bellezza della sua storia".
Il cardine di BROOKLYN per la Ronan risiede nel ridefinire il concetto di 'casa'. "Adoro il consiglio che Eilis dà alla ragazzina quasi alla fine del film: quando ti trasferisci lontano, senti così tanta nostalgia di casa che vorresti morire. Non puoi farci nulla, a parte resistere; ciò però non ti ucciderà, e un giorno il sole sorgerà e capirai che la tua vita è in quel posto. Questo meraviglioso scritto ha un grande valore per chiunque abbia mai lasciato la propria casa e la propria famiglia. Eilis necessita di intraprendere questo viaggio incredibilmente felice, straziante, emozionante e spaventoso per poter scegliere dove vuole stare veramente. Per me BROOKLYN parla di questo. Il rapporto con la propria casa è un qualcosa che ci portiamo dietro quando nella vita ci trasferiamo in posti diversi e sopportiamo diverse situazioni. Il trucco sta nel portarlo con noi senza lasciare che ci affossi".
Nonostante fosse consapevole del suo talento, John Crowley rimase sorpreso dalle molteplici sfaccettature seducenti e autentiche che la Ronan aveva apportato alla sua performance. "Sembrava che questa fosse la parte che Saoirse stava aspettando di interpretare" riflette. "Tra attore e personaggio esiste un punto d'incontro che, se uno è fortunato, capita una sola volta nella carriera. Sembrava che ogni parola che Saoirse diceva sul set, avrebbe potuto dirla nella realtà. La sua performance è di un'immediatezza e di una profondità emotiva sorprendenti. Il ruolo è totalmente suo".
Colm Tóibín rimase altrettanto colpito dal modo in cui la Ronan impersonava il suo ruolo. "Saoirse ha l'abilità straordinaria di dare tanto a livello emotivo facendo molto poco.  Questa è una delle qualità più affascinanti da vedere, non solo per le persone che guardano il film, ma anche per uno scrittore, poiché è questo che si cerca di fare attraverso la scrittura" commenta.
Tóibín continua: "La telecamera la adora... potresti non notarla in mezzo alla folla... ma nel momento in cui deve recitare viene fuori qualcosa che fa spostare i riflettori su di lei, e penso che anche Eilis abbia questa qualità. In alcuni momenti proprio non vuole essere notata, ma nel momento del bisogno o quando è sotto pressione, le luci si spostano su di lei."
Finola Dwyer nota come questo ruolo sia un punto di svolta per la Ronan. "Ci siamo sentiti tutti molto fortunati per aver colto Saoirse in questo particolare momento. È stata un'attrice straordinaria da bambina e da adolescente, ma questo è il suo primo vero ruolo da donna, e come nessun altro è riuscita a creare un ritratto indimenticabile e caratteristico di come si diventa adulti" dice la produttrice.
La Ronan afferma che fu in grado di esplorare a fondo il suo personaggio in parte grazie al sostegno di Crowley. "John era così sensibile a tutto ciò che accadeva nelle scene – dal punto di vista emotivo aveva perfettamente idea di quale fosse il posto di ognuno.  Il copione è meravigliosamente semplice per certi versi, ma John notava le complessità. Svelava tutti i suoi segreti, in un certo senso, in modo che tutti potessero scoprirli man mano che andavamo avanti. Ecco cosa c'è di fantastico nel lavorare con John".
La Ronan spera che alla fine Eilis resti impressa per il suo temperamento.  "Spero che le persone vedano Eilis come una persona che diventa abbastanza forte da scegliere la vita che vuole, sentendosi orgogliosa di questo", conclude.
Trovare chi interpretasse Eilis era fondamentale, ma di uguale importanza era che i suoi due pretendenti – uno americano, l'altro trovato inaspettatamente al suo ritorno in Irlanda – fossero altrettanto seducenti e realistici. Per interpretare il giovane idraulico Tony Fiorello, che corteggia Eilis con spavalderia e tenacia nonostante la sua reticenza, i realizzatori del film scelsero la stella nascente Emory Cohen. Conosciuto per i suoi ruoli in "Smash" della NBC e in COME UN TUONO (THE PLACE BEYOND THE PINES) di Derek Cianfrance, questo è il suo primo ruolo importante da protagonista in un film romantico.
Cohen, originario di New York, fu attratto dal personaggio, che era sia un eterno simbolo di passione giovanile, sia un autentico immigrato italiano che crede nell'ideale degli anni '50 per cui un vero uomo deve fare del suo meglio accanto alla donna che ama. "In definitiva, credo che questa sia una storia che fa pensare a molte cose che accadono nella vita, sia di allora che di oggi" dice. "Cosa significa amare con tutti noi stessi? Cosa significa essere un brav'uomo? Cosa significa provare piacere per le piccole cose della vita?".
Afferma anche che la storia lo fece riflettere sul concetto di amore a prima vista. "Quando Tony vede Eilis, è subito colpo di fulmine. C'è una battuta ne Il Padrino (The Godfather) di Mario Puzo che recita: quando hai un colpo di fulmine, non puoi nemmeno andare a dormire perché non riesci a toglierti quella ragazza dalla testa. Quindi l'ho pensato così. Per Tony l'amore è così".
Il ritratto che Cohen fa di Tony fu ispirato da molte fonti culturali, dalle performance realiste italiane de IL LADRO DI BICICLETTE (THE BICYCLE THIEF) al personaggio dell'operaio interpretato da Marlon Brando in FRONTE DEL PORTO (ON THE WATERFRONT). Prese anche lezioni di swing in modo da sentirsi a suo agio nel momento cruciale in cui Tony chiede per la prima volta ad Eilis di ballare.
Crowley afferma che, oltre al suo approccio esplorativo, Cohen aveva anche un fascino naturale.  "Fin dalla prima lettura di Emory abbiamo capito che era lui quello giusto", afferma il regista. "Non solo aveva il carisma e la mascolinità, ma era anche vulnerabile e autentico".
Ci fu subito anche un'evidente connessione tra Cohen e la Ronan che andava oltre le parole, era presente nei gesti fugaci e nelle espressioni. "Sia Emory che Saoirse erano talmente dentro al loro personaggio che l'alchimia era sempre nell'aria", osserva Crowley.
Il contrasto magnetico tra Eilis e Tony piaceva molto a Cohen. "Esiste una sorta di ribaltamento molto interessante che riguarda il mio personaggio. Da un lato è aperto, avventuroso e passionale, ma sotto sotto ha paura... paura di perdere Eilis. E penso che in qualche modo lei sia quasi l'opposto di Tony, perché apparentemente può sembrare più rigida e cauta di lui, ma sotto sotto prova un grande senso di libertà e sa esattamente cosa vuole essere... ed era perfetto perché Saoirse sembra la Regina d'Irlanda e io un ragazzaccio di New York" dice ridendo.
La chiave per fare in modo che la loro storia d'amore crescesse dolcemente e a poco a poco consisteva nel sapere quando era il momento di trattenersi. "Io, John e Saoirse cercavamo sempre di capire come fare a non andare troppo oltre, come serbare qualche emozione senza esternarla subito" fa notare.
La Dwyer vide nelle loro performance l'inesperienza tipica dei momenti iniziali dell'amore, quelli più emozionanti.  "Ogni volta che li guardavo pensavo sempre che adorassero davvero stare insieme. Si divertivano molto e si percepiva non soltanto un'alchimia fisica tra loro, ma anche una sintonia mentale" dice.
Tóibín ebbe una reazione simile nei confronti della coppia. "Ho pensato: 'Wow, guarda questo ragazzo. So esattamente come riuscirà a conquistarla: sarà molto divertente, buono, innocente e dolce'. Lei continua a guardarlo per vedere se trova qualche lato oscuro, ma non c'è, quindi ho pensato: è perfetto".
Dal momento che Tony Fiorello è teneramente seducente, la sua controparte irlandese, più provinciale ma galante, Jim Farrell, doveva essere un'attrazione opposta e una valida minaccia. Questo portò alla scelta di Domhnall Gleeson, che si è dimostrato uno degli attori più versatili della nuova generazione, con ruoli in QUESTIONE DI TEMPO (ABOUT TIME), CALVARIO (CALVARY), UNBROKEN, EX MACHINA e il tanto atteso GUERRE STELLARI: EPISODIO VII – IL RISVEGLIO DELLA FORZA (STAR WARS: EPISODE VII – THE FORCE AWAKENS)
Gleeson sapeva che anche lui doveva trovare una sottile ma viscerale alchimia con Saoirse Ronan, per far sì che il pubblico iniziasse a farsi delle domande. "La vita a Brooklyn può offrire di più a Eilis, ma il mio lavoro era fare in modo che Eilis pensasse che valeva la pena restare in Irlanda per Jim" dice. "Volevo davvero creare un legame con Saoirse per cui valesse la pena lottare".
Come gli altri del cast, Gleeson a suo modo era legato all'esperienza di Eilis. "Credo che tutti, in un modo o nell'altro, abbiano provato quella sensazione di spaesamento... di non appartenere a un luogo ben preciso" dice. "Senz'altro io l'ho provata in vari periodi della mia vita... e pensai che la storia la rappresentasse in modo perfetto. Poi è piena di romanticismo e divertimento, il che è molto invitante".
Crowley afferma che Gleeson, con la sua interpretazione del personaggio, conferì alla storia un sapore dolceamaro. "Domhall è un attore molto esperto" dice Crowley. "Riflette a fondo sui ruoli che interpreta e apporta al personaggio di Jim un'intensità e una maturità tali da farlo cozzare perfettamente con il personaggio di Tony, interpretato da Emory. Era di fondamentale importanza che Jim e Tony occupassero posti assai differenti, che fossero due tipologie completamente opposte di uomini con cui Eilis potesse immaginarsi – e Emory e Domhnall le hanno fatto provare emozioni del tutto diverse, ma ugualmente coinvolgenti, tra le quali scegliere".

GLI ATTORI NON PROTAGONISTI

Intorno al triangolo di Ronan, Cohen e Gleeson, in BROOKLYN è presente un cast di attori non protagonisti composto da veterani e emergenti provenienti da entrambi i lati dell'Oceano. Il cast di Enniscorthy comprende Jane Brennan che interpreta la madre Mary; Fiona Glascott nel ruolo della sorella di Eilis, Rose, che insiste affinché vada in America; Eileen O'Higgins, nei panni della migliore amica irlandese di Eilis, Nancy; e Brid Brennan, il moralista Kelly, detto 'Ortica'. La parte della storia ambientata a Brooklyn comprende Emily Bett Rickards, Eve Macklin e Nora-Jane Noone, il vivace gruppetto di amiche di Eilis della pensione dove soggiorna a Brooklyn, e Jessica Paré, attrice di "Mad Men", che interpreta il capo del raffinato grande magazzino.
Due dei ruoli chiave del film sono interpretati da stimati attori inglesi: il premio Oscar Jim Broadbent (IRIS, MOULIN ROUGE!) recita nei panni del prete emigrato, Padre Flood, che bada a Eilis mentre è a Brooklyn; l'attrice candidata agli Oscar Julie Walters (BILLY ELLIOT; RITA, RITA, RITA [EDUCATING RITA]) interpreta il ruolo di Mrs. Kehoe, la severa ma scaltra proprietaria della pensione di Brooklyn in cui Eilis vive.
L'entusiasmo di Broadbent nei confronti del romanzo fu fondamentale nel determinare la sua attrazione verso il ruolo dell'uomo che organizza la traversata di Eilis per l'America e che poi diventa il suo mentore quando la nostalgia di casa la sta quasi per abbattere. "BROOKLYN è una storia universale sulla ricerca di una vita migliore con tutti i conflitti che comporta", afferma. "E' straziante e commovente, ma mai sdolcinato. E' molto schietto nel raccontare i punti deboli e i punti forti delle persone, motivo per cui anche io l'ho trovato avvincente".
Descrive Padre Flood come "una sorta di assistente sociale per nuovi immigrati irlandesi in difficoltà. Interviene per aiutare Eilis appena arrivata e diventano buoni amici. Si crea un legame autentico."
Anche la Walters era molto entusiasta del romanzo ed era emozionata all'idea di interpretare la puntigliosa Mrs. Kehoe in tutte le sue sfumature. "Ha una casa piena di giovani ragazze non sposate e le governa con il pugno di ferro" riflette. "Ha un atteggiamento materno, ma molto severo. Non ammette frivolezze – come le chiama lei. Credo che voglia essere una guida per queste giovani ragazze... ma se la contraddici, non perdona!"
Anche alla Walters, la cui madre era irlandese, il film ricordava casa. "Ho trovato la voce per Mrs. Kehoe nella mia infanzia" nota. "E' un misto tra le suore che mi hanno educata, mia madre, le mie zie, mia nonna e la gente di chiesa. Non è una persona in particolare, ma è il ricordo di tutte le donne irlandesi che ho conosciuto – e avevano tutte un'enorme energia."
John Crowley vide che la Walters interpretava perfettamente l'insieme di arguzia e valori incrollabili che caratterizzavano Mrs. Kehoe.  "Sapevo che Julie aveva una madre irlandese e dunque avevo l'idea che avrebbe conosciuto quella donna a menadito. Ovviamente è stato così" afferma. "Sapeva esattamente chi era, anche come dovevano essere i suoi capelli e come si doveva vestire. Lei è sicuramente un'attrice divertente da morire, ma qui dà spettacolo in modo molto autentico... un'interpretazione meravigliosa".

DALL'IRLANDA A BROOKLYN, E RITORNO

Concepito attraverso le sfumature oniriche di un poema d'amore, BROOKLYN si svolge in due mondi con atmosfere diverse: uno tra le bellezze dell'appartata e tranquilla Enniscorthy, in Irlanda, e l'altro nel caos frenetico di Brooklyn, a New York, prima tappa abituale di molti immigrati in America. John Crowley iniziò ad esplorare entrambe le realtà con una squadra che includeva il direttore della fotografia Yves Bélanger (WILD, DALLAS BUYERS CLUB), lo scenografo François Séguin (SLEVIN – PATTO CRIMINALE [LUCKY NUMBER SLEVIN]) e la costumista Odile Dicks-Mireaux (AN EDUCATION). 
Portare la produzione a Enniscorthy, una cittadina di 10,000 abitanti nel cuore della Contea di Wexford, fu fondamentale per cogliere gli aspetti della storia e percepire l'invadenza della gente ritratta nel romanzo di Colm Tóibín. "E' questo il posto da cui provengo", dice l'autore. "I miei genitori erano di Enniscorthy, pure i miei nonni erano di lì... e è stato bellissimo vedere che il film era ambientato proprio in quelle strade a cui pensavo quando ho scritto il libro".
Passeggiare tra i luoghi preferiti di Tóibín, quelli che fecero di Eilis la persona che era al suo arrivo a New York, allo stesso modo ispirò gli attori. "Quando vivi in prima persona lo spirito di un posto come Enniscorthy, la cosa incide sulla tua performance", afferma la Ronan. "Dal momento che i personaggi di BROOKLYN sono così radicati nella realtà irlandese, è stato proprio un bene per noi essere circondati da persone che lo sono per davvero, che hanno l'accento di Enniscorthy e sono cresciuti lì".
Una parte delle scene ambientate in America furono girate tra le scalinate d'ingresso degli edifici in mattoni rossi tipici di Brooklyn e le coste di Coney Island. I realizzatori del film trovarono anche un set anni '50 alternativo a Montreal, in Canada, che fu usato anche nel classico film drammatico sui gangster C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA (ONCE UPON A TIME IN AMERICA) per rappresentare la Brooklyn di un tempo, precedente a quegli anni.
Nella sua fotografia, Yves Bélanger mirava a imitare la scrittura di Tóibín con alcune delle sue tecniche più creative, usando luci non realistiche e inquadrature volte a creare una cornice lirica, in grado di riflettere sia la tenue energia degli anni '50 sia il desiderio irrefrenabile che Eilis prova in entrambi i lati dell'Oceano. "Yves ha fatto un ottimo lavoro, e non riesco ad immaginare altri direttori della fotografia che avrebbero potuto raggiungere un risultato così bello in così poco tempo come ha fatto lui" afferma la Dwyer.
Allo stesso modo, lo scenografo François Séguin dedicò tutta la sua attenzione ai dettagli nostalgici del periodo degli anni '50, ma anche alle diverse atmosfere di un'Irlanda che aveva ancora un aspetto pre-guerra nei mobili e nell'arredamento e una Brooklyn nel pieno del rapido cambiamento dopoguerra. In entrambi i posti, si sforzò di creare un profondo senso del luogo. "François è di grande talento" dice la Dwyer. "Lavorando con una vasta gamma di set in tre paesi diversi, ha creato una coesione tra loro tale da farli sembrare un tutt'uno".
Per ricreare l'epoca nelle menti degli attori furono utili anche i meravigliosi costumi creati da Odile Dicks-Mireaux, volti a richiamare l'eleganza e la grazia incomparabili della New York anni '50. Era emozionata al pensiero di tornare in quell'epoca. "Era un piacere enorme lavorare con quei personaggi", dice la Dicks-Mireaux, "e c'era un sacco di maestria e inventiva negli anni '50."
Tóibín ritiene di aver scelto quell'epoca sulla base di ragioni molto precise. Ha cercato di esplorare con attenzione quel momento tranquillo ma insidioso inscritto tra il tumulto della Seconda Guerra Mondiale e i rapidi cambiamenti sociali degli anni '60. "Volevo che questo fosse un mondo molto privato, dove avrei potuto davvero gettare uno sguardo profondo su alcune persone che altrimenti sarebbero sembrate inermi... e avrei potuto mettere loro al centro dell'attenzione. Ovviamente non esistono periodi totalmente neutri, ma questo lo è più di altri", dice lo scrittore.
I primi anni dell'era della fotografia di strada, in particolare i fugaci momenti della metropoli catturati negli scatti della misteriosa Vivian Maier e dell'icona Elliott Erwitt, il 'fotografo di New York', ispirarono la Dicks-Mireaux. In ogni caso, evitò anche solo di sbirciare la moda dell'epoca.
"John ci aveva proibito di guardare le riviste di moda perché questa è una storia di persone reali, di ragazze della classe operaia che cercano di guadagnarsi da vivere a New York" spiega Odile. "In ogni aspetto del film, John voleva che il look fosse naturale e autentico".
Alla Dicks-Mireaux piacque particolarmente mettere in contrasto la Brooklyn alla moda, di cui Eilis diventa presto parte, con il vestiario più sobrio di Enniscorthy. "C'era un'enorme differenza tra America e Irlanda negli anni del dopoguerra", spiega. "I due stili non potevano essere più diversi e ciò è perfetto per la storia che stiamo raccontando. In America era il tempo dei colori intensi – rosso, caramello, giallo ocra, rosa e colori pastello – che ancora non esistevano in Irlanda".
Un contributo altrettanto importante all'atmosfera appassionante del film è dato dalla musica, con la travolgente colonna sonora di Michael Brook (INTO THE WILD – NELLE TERRE SELVAGGE [INTO THE WILD], THE FIGHTER).  Nel film è presente un momento musicale eccezionale: Eilis fa volontariato per servire il pranzo di Natale agli oppressi immigrati irlandesi e rimane estasiata dal commovente canto di un uomo che ha nostalgia di casa.
Colm Tóibín disse a Finola Dwyer e ad Amanda Posey che era la voce eccezionale del cantante irlandese Iarla Ó Lionáird ad averlo particolarmente ispirato nella scrittura di quella scena.  Anche loro ispirate, incontrarono Ó Lionáird e furono liete di poterlo avere sul set a Montreal per cantare dal vivo "Casadh an Tsúgáin".
Ó Lionáird capì perfettamente perché la canzone avrebbe avuto un forte impatto emotivo su Eilis. "E' una canzone d'amore il cui ritornello parla di un uomo che chiede a una donna di spiegargli in che modo è legata a lui", spiega. "Questo tocca Eilis da vicino, dal momento che è legata a due mondi. Nella canzone, l'uomo dice alla donna: 'se sei con me, sei con me' e le chiede: 'stai con me alla luce del sole, mostralo a tutti, sii sincera.' Lei deve entrare nel suo futuro e decidere quale sarà".
La Ronan era commossa quanto Eilis durante la scena. "Attraverso la sua voce incredibile, Iarla è stato in grado di comunicare ogni singola emozione che si prova quando si è lontani da casa," afferma.

LA DECISIONE DI EILIS

BROOKLYN è costruito interamente sulle decisioni cruciali che Eilis deve prendere: tra Tony e Jim, tra Brooklyn e l'Irlanda, tra il suo passato e ciò che vuole per il suo futuro. Ogni persona coinvolta sapeva fin dall'inizio che la storia ruotava intorno all'incertezza della sua scelta finale.
"Alcuni saranno d'accordo con la sua scelta, altri no", afferma Amanda Posey. "Sapevamo cosa volevamo che lei facesse, in quanto realizzatori del film, e anche John lo sapeva, ma volevamo che anche il pubblico prendesse le proprie decisioni. Una delle cose belle della storia è che esplora molte tipologie differenti di amore. Con Tony, Eilis vive l'esperienza del primo amore, ma con Jim ha un legame più maturo. Poi c'è l'amore che prova per la sorella e la madre, che sono tipologie di amore ancora diverse. La storia parla proprio di come questi generi di amore possano sia distruggerti che tenerti a galla".
Per la Posey, la decisione di Eilis è dolorosa, ma necessaria. "Diventare adulti consiste in parte nel rendersi conto che, quando si decide di andare in una certa direzione, si chiudono una marea di altre porte. Ma credo che Eilis alla fine si ritrovi a sapere cosa è giusto per lei, anche se le spezza il cuore".
Finola Dwyer aggiunge: "Alla fine del film, Eilis ha un futuro chiaro davanti a sé – ma esci dal cinema sapendo che la sua decisione è stata anche un enorme sacrificio".
Saoirse Ronan pensava che la decisione di Eilis sarebbe veramente potuta andare sia in un verso che nell'altro. "Non posso dire che Eilis abbia preso la decisione giusta... credo che entrambi le avessero offerto la felicità," spiega l'attrice. "La cosa bella e straziante è che i due ragazzi sono entrambi meravigliosi. Jim è casa e Tony è una nuova vita.  Entrambi hanno terribilmente tanto da offrirle e lei lo sa".
In definitiva, la Ronan afferma di non pensare che il cuore della storia sia quale vita sceglie Eilis, ma la persona che diventa nel mentre. "Per me, la cosa importante è che diventa adulta e matura abbastanza da fare davvero una scelta e seguirla", conclude.
Domhnall Gleeson la pensa in modo simile. "Spesso uno non sa se le decisioni che prende siano quelle giuste" fa notare. "Ma la cosa importante credo sia che adesso Eilis ha davvero una scelta da fare nella vita, e non l'avrebbe avuta se non fosse mai andata in America".
Per Jim Broadbent, il pathos che accompagna la decisione di Eilis è generato dalle continue domande che essa fa sorgere. "La cosa più bella di BROOKLYN è che il pubblico probabilmente non saprà mai come andranno le cose... e non saprà mai in che modo vorrebbe che andassero" riassume.

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