Detroit (2017)

Detroit

Locandina DetroitDetroit (Detroit) è un film di genere Crimine e Drammatico di durata circa 143 minuti diretto da Kathryn Bigelow con protagonisti John Boyega, Will Poulter, Algee Smith, Jacob Latimore, Jason Mitchell, Hannah Murray, Jack Reynor, Kaitlyn Dever, Ben O'Toole, John Krasinski.
Prodotto da Annapurna Pictures nel 2017 in USA [Uscita Originale il 28/07/2017 (USA)] esce in Italia Giovedì 23 Novembre 2017 distribuito da Eagle Pictures.

TRAMA E SCHEDA TECNICA

La storia è ispirata alle sanguinose rivolte che sconvolsero Detroit nel 1967. Tra le strade della città si consumò un vero e proprio massacro ad opera della polizia, in cui persero la vita tre afroamericani e centinaia di persone restarono gravemente ferite. La rivolta successiva portò a disordini senza precedenti costringendo così, ad una presa di coscienza su quanto accaduto durante quell'ignobile giorno di cinquant'anni fa. Il nuovo film della regista Premio Oscar® Kathryn Bigelow (Point Break, Strange Days, The Hurt Locker, Zero Dark Thirty), trascina lo spettatore in uno degli episodi più sanguinosi della moderna storia americana che però riporta a un presente quantomai attuale. 

Data di Uscita ITA: Giovedì 23 Novembre 2017
Data di Uscita USA: Venerdì 28 Luglio 2017
Data di Uscita Originale: 28/07/2017 (USA)
Genere: Crimine, Drammatico, Storico
Nazione: USA - 2017
Formato: Colore
Durata: 143 minuti
Produzione: Annapurna Pictures, First Light Production, Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), Page 1
Distribuzione: Eagle Pictures
Budget: 34.000.000 dollari (stimato)
Box Office: USA: 13.421.464 dollari | Italia: 171.842 euro -> Storico incassi

Cast e personaggi

Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura: Mark Boal
Musiche: James Newton Howard
Fotografia: Barry Ackroyd
Scenografia: Jeremy Hindle
Cast e Ruoli:

News e Articoli

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Roma 2017, Detroit di Kathryn Bigelow in anteprima

Detroit di Kathryn Bigelow alla dodicesima edizione della Festa del Cinema; il film rievoca uno dei più tragici episodi della storia statunitense.

Curiosita'

NEL CALDERONE

Come già dimostrato in modo memorabile con il film vincitore agli Oscar® The Hurt Locker e poi con Zero Dark Thirty, nominato nella categoria Miglior Film, la regista Kathryn Bigelow e lo sceneggiatore/produttore Mark Boal, premiato agli Oscar® e suo frequente collaboratore, non sono nuovi a temi controversi.
Nel loro nuovo film, il thriller drammatico DETROIT, Bigelow bilancia sapientemente l'approccio filmico esperto del cinema in stile reportage, con la narrativa piena di tensione di tipo "ci sei dentro" di Mark Boal. Supportata da un cast brillante di veterani e stelle nascenti, che includono John Boyega (Star Wars: Il risveglio della Forza), Anthony Mackie (The Hurt Locker, Captain America: Civil War), John Krasinski (13 Hours), Will Poulter (Revenant - Redivivo), Algee Smith (Army Wives - Conflitti del cuore), Jason Mitchell (Straight Outta Compton), Jacob Lattimore (Collateral Beauty), Hannah Murray (Il Trono di Spade) e Kaitlyn Dever (Justified), Bigelow ci riporta indietro nell'estate del 1967, dentro il calderone in ebollizione dei disordini civili, che in quel momento laceravano la città di Detroit. Dopo decenni di negligenza e promesse mancate, il centro urbano della città, esplose in una sediziosa violenza e la risposta militare alle sommosse, alimentò ulteriormente le fiamme della discordia. La combinazione di caos e potere in alcuni momenti offuscava la distinzione tra vittime e colpevoli. Al di là delle cospicue perdite, la vittima più grande fu l'innocenza, come dimostra la storia centrale del film. Gli eventi reali successi in una notte terrificante al Motel Algiers, così come le successive conseguenze, nonostante allora fossero ben noti, finirono con l'essere relegati in una nota storica a fondo pagina.
Nelle mani esperte di Bigelow, gli incidenti di quella fatidica notte e quello che seguì, vengono ricostruiti in maniera vivida e risorgono. Quest'approccio così vicino e personale, rispecchia la tecnica padroneggiata da Bigelow in The Hurt Locker e in Zero Dark Thirty. IL mezzo cinematografico, sostiene lei, " parla al subconscio, chiedendo allo spettatore quasi un coinvolgimento attivo."  In The Hurt Locker, Bigelow ci ha portato con successo sul terreno iracheno e in Zero Dark Thirty, direttamente all'interno dell'area di Osama Bin Laden. "In questo caso, volevo mettere lo spettatore dentro il Motel Algiers, così da fargli vivere l'esperienza quasi in tempo reale."

Nel disseppellire questo momento sostanzialmente dimenticato ma così cruciale nella storia recente americana, Bigelow e Boal hanno cercato di onorare sia i sopravvissuti, sia i defunti, in un modo che fosse premuroso e rispettoso. Boal, il primo a proporre l'idea a Bigelow e ad Annapurna Pictures attraverso la sua compagnia Page 1 Productions, ha condotto ricerche dettagliate sull'incidente e ha parlato con chiunque fosse stato coinvolto nella ribellione urbana per le strade di Detroit e ancora vivo. Siccome Kathryn Bigelow e Barry Ackroyd hanno scelto di usare uno stile filmico da documentario e reportage, lei e Billy Goldenberg, responsabile del montaggio, hanno deciso di inserire filmati d'archivio nel film, per incrementare la forza del tema narrativo centrale e immergere lo spettatore. "Nel corso del processo di ricerca, ho trovato dei filmati della ribellione che si mescolavano così perfettamente con il lavoro di Barry, da poter essere inseriti nel film, dando un'autenticità quasi tattile."  
"I film storici possono risultare leggermente antisettici, specialmente se sono passati cinquant'anni", dice Boal. "Solo quando incontri le persone che sono state realmente coinvolte, inizi ad apprezzare che i fatti storici in realtà sono la storia di persone vere. E questo è diventato il fulcro della mia sceneggiatura."
Sin dal 2014, Boal e il suo team di ricercatori hanno intervistato dozzine di partecipanti coinvolti nelle reali sommosse, dagli afro-americani residenti della comunità, alla polizia e al personale militare. Il suo team di sei ricercatori a tempo pieno, capitanati dal reporter di Detroit, vincitore del Premio Pulitzer, David Zeman, ha scoperto una collezione di materiali, tra cui giornali, reportage radio e tv, documenti del tribunale, materiale investigativo dell'FBI e del Dipartimento di Giustizia, resoconti contemporanei e ricerche sociologiche, così come altri documenti che non erano mai stati pubblicamente rilasciati dal Dipartimento di Polizia di Detroit e dall'Università del Michigan. Tra le dozzine di storie individuali con cui Boal è venuto a contatto, una emergeva in modo particolare, la cronaca storica di Larry Reed (interpretato nel film da Algee Smith), il cantante di un gruppo musicale nascente, i Dramatics, che, per levarsi dalle strade durante il coprifuoco, aveva prenotato per sé e per il suo caro amico, Fred Temple (Jacob Latimore), una stanza per la notte al Motel Algiers. "Larry si è trovato trascinato in questa vera storia criminale", dice Boal, "che ha modificato il corso della sua vita; questo, nella mia testa, è ciò che avrebbe formato la spina dorsale del film." 
Boal ha rintracciato Reed, che non aveva più parlato pubblicamente dell'incidente da decenni. Esitante all'inizio, Reed ha poi infine condiviso la sua lancinante esperienza di quella notte al Motel Algiers e Boal ne è stato così toccato, da rendersi conto che doveva portare alla luce questo momento ingiustamente ignorato dalla storia. Oltre a tutte le prove documentarie sull'Algiers, Boal è riuscito anche a rintracciare diversi altri ospiti, che erano stati forzati in un silenzio virtuale da questo terrificante incidente. Raccontare l'insieme di questa storia, ha portato con sé l'onere della responsabilità di riprodurla in maniera leale e senza giudizio, dice Bigelow, che a sua volta ha passato del tempo a parlare con i sopravvissuti. "Quando stai realizzando una storia su un evento di vita reale e incontri i testimoni di quell'evento, vuoi essere sicura che queste esperienze non siano accadute invano, che puoi trasferire la risonanza della loro storia e rivelarla al pubblico." Boal aggiunge che: "Quando scegli di raccontare una storia vera come questa, devi approcciarti con un senso di responsabilità personale, alla storia stessa e ancor più agli individui in essa coinvolti, alcuni dei quali sono sopravvissuti e altri no.  Anche se stavamo facendo un film di finzione e non un documentario, avevamo il carico della responsabilità di onorare il passato, in un modo che fosse premuroso e rispettoso."

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