Equals (2015)

Equals

Locandina Equals
Equals (Equals) è un film di genere Drammatico e Sci-Fi di durata circa 100 minuti diretto da Drake Doremus con protagonisti Kristen Stewart, Nicholas Hoult, Guy Pearce, Bel Powley, Claudia Kim, Toby Huss.
Prodotto da Freedom Media nel 2015 in USA. esce in Italia Giovedì 4 Agosto 2016 distribuito da Adler Entertainment. Al Box Office Equals ha incassato circa 294.322 euro.

TRAMA

Storia d'amore piena di sfumature, il film è ambientato in un ideale mondo del futuro dove gli esseri umani sono stati geneticamente modificati e privati delle emozioni nel tentativo di proteggere la società dalla guerra e dall'instabilità motivata dai desideri e dalle passioni che hanno distrutto le generazioni precedenti. Ma il tentativo di sopprimere i sentimenti non va sempre a buon fine e in alcuni individui le emozioni riemergono. Il Collettivo definisce questa malattia la Switched-On Syndrom (Sindrome dell'accensione) o SOS. E quando una crisi sanitaria mette a rischio la sopravvivenza della società, tutti coloro che mostrano i sintomi della SOS sono sottoposti a pesanti trattamenti farmacologici o inviati al Den, un centro correzionale dal quale nessuno è mai tornato.

Data di Uscita ITA: Giovedì 4 Agosto 2016
Genere: Drammatico, Sci-Fi
Nazione: USA - 2015
Formato: Colore
Durata: 100 minuti
Produzione: Freedom Media, Infinite Frameworks Studios, Route One Films, Scott Free Productions
Distribuzione: Adler Entertainment
Box Office: Italia: 294.322 euro
Note:
Presentato in Concorso al Festival del Cinema di Venezia 2015.
In HomeVideo: in DVD da Lunedì 5 Dicembre 2016 [scopri DVD e Blu-ray]

Recensioni redazione

EqualsEquals, la recensione

7/10
Giorgia Tropiano
Equals, in concorso a Venezia 72, è un film delicato e intimista, una storia d'amore moderna e d'impatto, con due attori protagonisti in parte.

News e Articoli

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Equals, Trailer e Poster italianiEquals, Trailer e Poster italiani

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LE ORIGINI DI EQUALS

Equals completa la trilogia di film d'amore di Drake Doremus composta dal film premiato al Sundance Like Crazy (2011) e Breathe In (2013). Equals inizia il suo viaggio verso il grande schermo con una domanda che Doremus ha rivolto al produttore Michael Pruss: "Come sarà l'amore in futuro, … pensi che come esseri umani saremmo in grado di evolverci al punto da allontanarci dalla cosa che ci rende umani?" Pruss, che è stato produttore esecutivo per la Dreamworks di Steven Spielberg, per la Paramount Pictures e per la Focus Features prima di entrare alla Scott Free, società di produzione di proprietà di Sir Ridley Scott, dove è vice presidente alla produzione e allo sviluppo, pur non trovando una risposta non è riuscito a togliersi dalla testa la domanda. "Avevamo già lavorato insieme per Like Crazy e Breathe In e per me Equals è un po' il coronamento di un viaggio durante il quale abbiamo esplorato temi quali l'amore, l'identità e il bisogno umano di soddisfazione emotiva." Pur ammettendo di non sapere cosa ci riservi il futuro, Pruss ha risposto a Doremus che in realtà conosceva un uomo che aveva vissuto nel futuro. Quell'uomo era Nathan Parker, autore del film apprezzato dalla critica Moon, diretto da Duncan Jones nel 2009. Doremus e Parker si sono capiti immediatamente e hanno avviato una sorta di brainstorming per tentare di dare una risposta alla domanda, elaborare le idee che la stessa generava prima di arrivare all'idea di una società in cui gli esseri umani vengono geneticamente modificati per privarli dei sentimenti in vista della costruzione di una società migliore. Nello sviluppare la storia, Parker si è sforzato di esaminare non solo gli aspetti positivi dell'amore, ma anche il dolore e le sofferenze che proviamo quando vogliamo molto bene a un'altra persona. "Voleva che i due protagonisti, una volta scoperto l'amore, lo vivessero come una maledizione," commenta Parker. "Nia e Silas lo rifiutano, vorrebbero fuggire, lasciarselo alle spalle ma sono attratti l'uno dall'altra perché non riescono a resistere alla forza dell'amore." Ci sono voluti poco meno di tre anni per passare dall'idea all'inizio delle riprese.

IL VIAGGIO DI EQUALS VERSO IL GRANDE SCHERMO

Mentre Doremus e Parker lavoravano alla sceneggiatura giorno e notte, Pruss e Scott Free si sono occupati di mettere insieme la produzione. Con la benedizione del direttore della produzione della Scott Free Michael Schaefer, il progetto è riuscito a suscitare l'interesse di un gruppo di pesi massimi dell'industria cinematografica e grazie a loro la produzione del film è letteralmente decollata. Presentare il progetto a Ridley Scott è stato fondamentale per la realizzazione di Equals. Racconta Pruss: "Avere Ridley Scott come produttore del film è stato non solo cruciale ma anche fonte di ispirazione per tutti noi. Naturalmente Ridley ha una certa dimestichezza con la fantascienza e credo che la sua impronta si senta chiaramente." Ann Ruark, Jay Stern e Chip Diggins di Route One, che hanno finanziato il film, hanno messo la loro esperienza a servizio del film accanto ai produttori esecutivi Ridley Scott, Russell Levine, Lee Jae Woo, e Choi Pyung Ho. La produttrice newyorchese Ann Ruark ha alle spalle importanti collaborazione con registi di grande talento tra cui Pohlad (Love and Mercy), Alejandro Gonzalez Inarritu (Biutiful, Babel), e Sam Mendes (Revolutionary Road). Commenta Ruark: "Il progetto offriva tantissime opportunità interessanti perché ci ha permesso di ripensare in maniera diversa a come girare un film ambientato nel futuro, utilizzando un'architettura meravigliosa e degli ambienti unici piuttosto che ricorrere agli effetti speciali." Le riprese sono iniziate il 4 agosto 2014 in Giappone; successivamente la produzione si è spostata a Singapore per tre settimane dove le riprese si sono concluse il 26 settembre. Chip Diggins è stato in passato a capo della produzione per la Walt Disney Company ed è stato fondatore e partner di Route One Films, la società di produzione della quale conserva ancora una quota minoritaria. "Sono molto orgoglioso di aver dato il mio modesto contributo al film perché pur essendo un film commerciale ha notevoli ambizioni artistiche. E' un film capace di attrarre un pubblico molto vario e sono certo che nessuno resterà deluso," conclude Diggins. Anche Jay Stern è uno dei co-fondatori di Route One Films e oggi gestisce la società di produzione Boone Entertainment ed è stato uno dei pezzi grossi della New Line Cinema. "Quando ho letto la sceneggiatura sono rimasto molto colpito," racconta. "Ho pensato che esprimesse in maniera profonda l'importanza della connessione tra esseri umani. Drake ha un grande talento nel descrivere le sfumature e i dettagli dell'amore romantico. Credo che sia la persona migliore per catturare gli aspetti reali dell'intimità nel mondo del futuro da lui creato." Il film è stato venduto all'estero dalla Mister Smith Entertainment, che lo ha presentato ai potenziali distributori al Cannes Film Market del 2014. UTA Independent Film Group si è occupato del finanziamento del progetto e della vendita dei diritti in Nord America.

PRIMO TRA GLI EQUALS

Drake Doremus, vincitore del premio della giuria al Sundance con il film Like Crazy, era deciso a sperimentare un genere per lui nuovo per crescere come cineasta. Scegliere un film di fantascienza è stata una mossa audace e realizzare una storia d'amore in un mondo in cui l'amore non esiste è stato ancora più coraggioso. "Per me il film parla di rapporti a lungo termine, di cosa vuol dire innamorarsi, di come affrontare i cambiamenti di un rapporto e soprattutto dell'importanza di ricordare, una volta giunto alla fine del viaggio, cosa sentivi all'inizio e perché hai deciso di intrecciare una relazione," racconta Doremus. "Il film parla del tentativo di tenere in vita l'amore malgrado i cambiamenti e le modifiche che l'amore subisce fino a diventare qualcosa di diverso. E' un argomento che mi affascina e per questo volevo descriverlo sullo schermo." Doremus ha dedicato molto tempo alle prove per creare la giusta sintonia, intimità e fiducia tra gli attori e tra gli attori e il resto della troupe e ha usato molto quello che è diventato un suo tratto caratteristico, vale a dire tanti primi piani per le scene più intime e più espressive della storia. Equals rappresenta un deciso passo in avanti in termini di ambizione per Doremus, che si è trovato lavorare su una sceneggiatura scritta da un altro. "E' stato difficile immaginare la monotonia ma anche l'apertura mentale e l'intelligenza dei personaggi. Abbiamo lavorato con tutti gli attori per trovare il tono giusto, perché i protagonisti di 'Equals' sono sensibili agli stimoli intellettuali visto che non sono dei robot. Quello che gli manca sono l'emotività e l'empatia. Trovare il tono giusto è stato difficile ma è la prima cosa alla quale abbiamo lavorato durante le prove," spiega Doremus. Doremus e gli attori principali hanno trascorso una settimana a Tokyo per fare esercizi di recitazione che gli permettessero di calarsi al meglio nei rispettivi personaggi e di trovarsi a proprio agio con gli altri attori per compiere insieme il loro viaggio."

LA SCELTA DEGLI ATTORI DI EQUALS

Poiché Silas e Nia sono presenti praticamente in ogni scena del film, era necessario scegliere due giovani attori capaci di esprimere tutte le sfumature di una sceneggiatura molto impegnativa. Ma per Doremus questa era una cosa normale visto che aveva già dimostrato la capacità di tirare fuori il meglio dagli attori nei suoi due primi film d'amore. Sia in Like Crazy sia in Breathe In, Felicity Jones ha regalato al pubblico un'interpretazione magistrale mentre la vincitrice dell'Oscar Jennifer Lawrence ha brillato come una stella nel cammeo di Like Crazy. Ma questa volta la parte della protagonista è andata a un altro astro nascente del cinema, Kristen Stewart. "Ho visto solo una manciata di attrici per questo ruolo e quando ho incontrato Kristen è stato immediatamente evidente che era disposta a dare l'anima per questa parte. Ho pensato che avesse la maturità emotiva e il talento necessari per la parte," commenta Doremus. "E' stato elettrizzante osservarla recitare e diventare a poco a poco Nia." Per quanto riguarda Silas, Doremus aveva pensato a Nicholas Hoult sin dall'inizio. Doremus aveva incontrato Hoult qualche anno prima e il personaggio di Silas è stato creato pensando a lui. Nathan Parker conferma di aver scritto la parte di Silas per Nicolas Hoult. Osserva Doremus: "E' raro trovare degli attori che aggiungono valore a un film ma che al contempo sono giusti per la parte, e Nick e Kristen sono due attori di questo tipo. Mi ritengo fortunato di averli avuti entrambi." Hoult, da parte sua, è stato immediatamente attratto dalla sceneggiatura e dall'ambientazione nel futuro. "Drake ha un tocco magnifico che ha già espresso nei suoi film precedenti e che lo rende uno dei registi più interessanti del momento. Mi riferisco soprattutto alla maniera in cui taglia e monta le scene e a come riesce a tirare fuori il meglio dagli attori. Riesce a farti fare tutto quello di cui il film ha bisogno senza che sembri una "recitazione" ma rendendo il tutto vero e credibile. Inoltre, mi ha messo sempre a mio agio." Sia per Hoult (X-Men) sia per Stewart (la saga di Twilight), due veterani delle saghe cinematografiche internazionali, Equals ha rappresentato una vera sfida e un netto cambiamento di passo rispetto ai mutanti e ai vampiri con i quali avevano interagito in passato. Il produttore Chip Diggins aggiunge: "Kristen e Nick hanno fatto una cosa che pochi attori sono disposti a fare: dopo aver interpretato delle saghe cinematografiche di grandissimo successo, hanno deciso di mettersi alla prova con un qualcosa di molto diverso e una sceneggiatura interessante. E non tutti gli attori lo avrebbero fatto. E questo era il film perfetto per provare a percorrere una nuova strada perché pur avendo un carattere commerciale ha anche notevoli aspirazioni artistiche." Nei film precedenti Hoult non aveva mai fatto prove e da questo punto di vista il set di Equals è stato una novità. "Ci siamo ritrovati in una stanza e siamo stati noi stessi per una settimana, senza mai toccare la sceneggiatura," osserva Hoult. "Durante le prove abbiamo appena accennato gli argomenti del film, e abbiamo essenzialmente parlato della vita, delle nostre esperienze e alla fine siamo arrivati a conoscerci molto bene, e a sentirci a nostro agio e al sicuro." Anche per Stewart si è trattato di un'immersione in un mondo totalmente nuovo e racconta di essersi divertita molto nell'abbandonarsi alla maniera di lavorare di Doremus. "Il suo obiettivo è non avere aspettative e cercare di far sì che ognuno di noi usasse la paura in maniera produttiva," spiega Stewart. "La sua preparazione e la sua maniera di lavorare sono una cosa a parte. Se pensi di dover imparare le battute a memoria e arrivare sul set pronta a ripeterle a pappagallo, non hai capito nulla della maniera di lavorare di Drake." Doremus dice che sia Hoult sia Stewart hanno capito immediatamente i rispettivi ruoli e il suoi metodo di lavorazione. "Si sono gettati anima e corpo nella parte e si sono abbandonati all'improvvisazione e al processo creativo," racconta il regista. "Non avevano mai fatto nulla di simile e quindi per loro si è trattato di una novità. Alla fine si sono letteralmente calati nei rispettivi ruoli." La magica alchimia che si è creata tra Hoult e Stewart è la prova del talento degli attori e del duro lavoro fatto durante le prove quando i due attori si sedevano l'uno davanti all'altra e si dicevano "ciao" per un'ora. "Alla fine di questo processo, ti ritrovi calato in una bolla di onestà," racconta Stewart. "Per un motivo a me sconosciuto, quell'esercizio fatto durante le prove ci è servito per stabilire la maniera di rivolgerci l'una all'altro. Capivo immediatamente quando stava mentendo, e lui sapeva quando ero io a mentire. Ed è un qualcosa che ti fa paura perché ti senti "nudo e vulnerabile." Hoult racconta: "Kristen è molto intelligente e la sua comprensione e la sua passione sono incredibili da vedere. E' stato elettrizzante perché non riuscivo a capire tutto quello che succedeva ma una volta che lei arrivava sul set le cose mi apparivano in tutta la loro chiarezza." Doremus racconta che all'inizio Kristen ha avuto qualche perplessità e timore nell'accettare il ruolo. "La parabola del suo personaggio è piuttosto complessa ma credo che dopo il primo giorno di prove si sia sentita pronta ad accettare la sfida e ad andare fino in fondo." Stewart racconta che Doremus fa semplicemente quello che tante persone desiderano fare: "concedere la libertà di scoprirsi". Hoult dice: "E' la prima volta che Drake lavora su una sceneggiatura scritta e per noi è stata una fortuna perché avevamo qualcosa alla quale fare riferimento; a volte quello che era scritto sulla pagina corrispondeva esattamente ai desideri del regista ma altre volte era lui a dirci di andare avanti e vedere cosa sarebbe successo. Con Kristen come co-protagonista, è stata una cosa molto facile da fare perché lei è in grado di andare ovunque sia necessario e riesce a essere molto onesta." Lo sceneggiatore Nathan Parker racconta che guardare Hoult e Stewart dare vita al mondo da lui creato sul set giapponese è stato "elettrizzante". Doremus si è assicurato la presenza di Guy Pearce per un ruolo piccolo ma fondamentale. Pearce, protagonista maschile del film di Doremus, Breathe In, interpreta il ruolo di Jonas, un uomo affetto anche lui da SOS, che incontra Silas e lo inserisce nel gruppo di sostegno formato da persone affette dalla stessa sindrome e che s'incontrano in un luogo secreto per parlare dei loro sentimenti. Doremus ha anche scritturato l'attrice australiana Jacki Weaver (Animal Kingdom) per un altro ruolo piccolo ma essenziale, quello di Bess, la dottoressa che soffre di SOS ma che lo nasconde ai suoi colleghi. Bess lavora al "Den", l'istituto sanitario di correzione dove i malati all'ultimo stadio vanno a morire, e ha visto tanta sofferenza. Doremus descrive il ruolo di Pearce in Equals con queste parole: "È un po' come il frate di Romeo e Giulietta." Per il regista, Pearce è un camaleonte che riesce ad adattarsi a qualunque mondo e a qualunque storia. "Pearce generalmente interpreta personaggi freddi e quindi è stato elettrizzante osservarlo interpretare un personaggio caloroso, aperto e generoso in Equals," racconta Doremus. "Jonas ha vissuto quello che Silas sta vivendo ora, e quindi è in grado di aiutarlo ad intraprendere questo viaggio e alla fine si sacrifica parecchio." Parker confessa di essersi ispirato a un altro personaggio di Giulietta e Romeo, la balia, per il personaggio interpretato dalla Weaver. Bess, che inizialmente è scettica ed è convinta che sia necessario nascondere la propria infermità, si lascia conquistare dalla passione e dall'amore di Nia. "Così come Jonas è una sorta di specchio di Silas, Bess è lo specchio di Nia," spiega Doremus. "Alla fine, apre il suo cuore ed è un cambiamento bellissimo per il personaggio di Jacky." Weaver ritiene che tutte le storie belle sono in fondo delle storie d'amore, che si tratti di amore platonico, di amore intellettuale e di amore erotico. "Equals è una storia d'amore," dice semplicemente l'attrice. "Contiene tante idee filosofiche serie così come suspense, emozioni e una tenera storia d'amore, non solo tra i due innamorati, ma anche l'amore per l'umanità e l'amore verso gli altri. C'è una certa gentilezza in questa storia che è molto altruista e che dice tanto sullo spirito umano." L'arrivo sul set di Pearce e Weaver ha avuto un effetto estremamente positivo e galvanizzante sulla produzione. "Guy Pearce e Jacki Weaver sono brillanti. Hanno il tipico atteggiamento distaccato e rilassato degli Australiani e sanno cosa fanno," dice Hoult. "Sono cordiali e affettuosi." Stewart dice: "La gente dice spesso - e sembra un luogo comune - che quando si gira un film, il set diventa una specie di famiglia. Devo dire che in questo caso abbiamo avuto veramente la sensazione di avere il sostegno di tutti, e questa sensazione ha cancellato tutte le paure e ci ha molto motivati."

LE LOCATION DI EQUALS

L'aspetto, le ambientazioni e il sapore futuristico del film sono importanti tanto quanto gli attori; grazie alla toccante e meravigliosa colonna sonora di Sascha Ring e Dustin O'Halloran, il film resterà moderno e attuale per le generazioni a venire. "L'idea era creare una tavolozza minimalista, di tipo zen per raccontare una storia d'amore ambientata in un mondo iper funzionale," osserva Doremus. "Siamo nel futuro, ma è un futuro realistico e credibile. Non è datato, è molto classico e semplice. L'idea è che tra venti o trenta anni il film non sembrerà sorpassato, e non c'è nulla che lo leghi al 2015. Inoltre al centro del film c'è la storia d'amore e non il mondo del futuro nel quale è ambientata. In alcuni film di fantascienza, il tema centrale del film è il mondo del futuro." Per ottenere questo effetto, il regista e i produttori sono andati a Singapore e in Giappone, paesi ideali per ricreare un mondo utopico e futurista senza le risorse di un grosso studio. "Desideravamo un'architettura che non risentisse del nostro mondo ma che comunque fosse molto ancorata alla realtà in maniera da tranquillizzare tutti e tenerli produttivi e concentrati sulle cose che contano invece che sui sentimenti forti come odio, avidità e amore" osserva Doremus. La produttrice Ann Ruark racconta che molti di coloro che hanno letto la sceneggiatura hanno pensato che avrebbero lavorato prevalentemente con il "green screen", facendo poi la maggior parte del lavoro in fase di post produzione, ma lei la pensava diversamente. "Prima di iniziare i sopralluoghi ci siamo chiesti da dove cominciare. Sapevo che in Giappone ci sono tanti esempi di meravigliosa architettura minimalista che sembravano incarnare alla perfezione il mondo che Drake aveva immaginato, ma che non era mai stato né fotografato né visto in nessun film internazionale," racconta Ruark. I realizzatori erano particolarmente interessati alle opere dell'architetto minimalista Tadao Ando. "Se guardate gli edifici di Ando, capirete perché il Giappone si adatta perfettamente al mondo di Equals, osserva lo scenografo Tino Schaedler. "Tutti i i suoi edifici sorgono in zone lussureggianti, nessuno si trova in un contesto urbano ed era la cosa della quale avevamo bisogno per raccontare la nostra storia. Volevamo trasmettere la sensazione di una sorta di città giardino dove tutto è immerso nella natura, con parchi e giardini ovunque," Schaedler, originario di Berlino e con una formazione da architetto, descrive il look del film in questi termini: "un mondo molto razionale e minimale, molto geometrico." "Quando ero studente di architettura ero un grosso ammiratore di Tadao Ando, che probabilmente è il più famoso architetto vivente del Giappone," commenta Schaedler. "Il suo poetico uso del cemento mi ha sempre attratto. I sopralluoghi presso i suoi edifici che avevo visto solo nei libri sono stati un'esperienza unica. E considerato che quegli edifici sono stati una grande ispirazione per il film sono felice di averli usati." La produzione ha scelto varie location in giro per il Giappone, da Tokyo fino al sud di Osaka, e anche sulla costa settentrionale. Ha utilizzato il centro congressi di Awaji, un'isola nella baia di Osaka, epicentro del terremoto di Kobe del 1995 e l'edificio di Tadao Ando presso il Sayamaike Museum fuori Osaka. "Il Sayamaike Museum di Tadao Ando incarna sotto molti punti di vista la società di Equals, perché molte persone avrebbero immaginato il Den come un luogo tetro, scuro, respingente mentre Drake ha scelto un luogo bello, chiaro e tranquillo per ospitare il Den, che è il posto in cui le persone vanno a morire, il che la dice lunga sul concetto di compassione del Collettivo," osserva Ruark. "L'interazione con l'architettura minimalista in un mondo lussureggiante era molto importante per Drake. L'architettura giapponese ha delle rifiniture molto eleganti e quando abbiamo guardato le foto è apparso chiaro che si trattava del futuro, di una società utopistica." L'altra componente è Singapore, che ha fornito la vegetazione lussureggiante, le infrastrutture per il lavoro in studio e per la costruzione dei set. "Quando abbiamo capito che avremmo potuto girare negli edifici di Tadao Ando, abbiamo trasformato l'intero look del film per renderlo più coeso e minimalista," racconta Schaedler. L'assenza nel film dei normali punti di riferimento urbani aiuta a proiettare lo spettatore nel futuro. "Generalmente quando ti trovi in città, le vie sono dominate dalle auto e dai negozi mentre nel mondo di Equals non c'è nulla di tutto questo," fa notare Schaedler. "E' stato fantastico spostare il nostro punto di vista e la domanda che ci siamo posti è stata: come possiamo renderlo il più bello possibile? Inserire la città nel paesaggio naturale è stato parte di questo processo." Chip Diggins spera che Equals diventi un "must" per tutti, soprattutto per coloro che hanno un certo interesse per l'architettura giapponese. "Equals si muove nel terreno dell'architettura vista come una forma d'arte ma anche come rappresentazione delle emozioni più profonde. La cosa più spettacolare è che i realizzatori hanno utilizzato cose che esistono a Singapore e in Giappone ma sono riusciti a renderle ancora più potenti e efficaci grazie al lavoro della macchina da presa che riesce a conferire una certa individualità a ogni opera di architettura che diventa un altro personaggio del film." Aggiunge il produttore Michael Pruss: "Sono convinto che l'unico luogo in cui avremmo potuto realizzare questo film è il Giappone perché per certi versi lì sembra già di essere nel futuro soprattutto per quanto riguarda l'architettura e gli edifici."

IL LOOK PER EQUALS

Anche gli interni svolgono un ruolo fondamentale nel film e diventano un altro personaggio. Tino Schaedler ha dedicato molto tempo a disegnare l'interno dell'appartamento. Cubo bianco elegante e minimale, la stanza contiene tutto ciò che serve. Quindi quando Silas ha bisogno di dormire, ecco che dal muro esce una sorta di modulo-letto. Quando decide di mangiare, ecco emergere il modulo-cucina. E tutto questo avviene in una scatola, dotata di una finestra gigantesca dalla quale si gode una meravigliosa vista sulla città. "Abbiamo concepito l'appartamento in questa maniera perché ci interessava mostrare Silas che entra in una specie di scatola vuota. Nella sceneggiatura, si parla di una stanza che somiglia molto ad una camera d'albergo, molto impersonale e abbiamo deciso di spingerci ancora oltre e mostrare una stanza completamente vuota," racconta Schaedler. "Non ci sono oggetti personali. E' uno spazio molto razionale e programmato in maniera tale che basta spingere un bottone per far uscire un divano. Questo ti permette di avere un appartamento molto piccolo e funzionale, senza sprechi." I realizzatori hanno utilizzato una tecnica di proiezione oggi quasi in disuso, per creare un paesaggio immaginario della meravigliosa città ellittica. Usando tre proiettori giganti sistemati all'interno del set, l'immagine è stata proiettata su uno schermo colossale che misurava 20 metri x 10 situato immediatamente fuori dal set. Si è trattato di una sfida tecnica e di un'illusione ottica ma nelle scene montate funziona benissimo. Tanto tempo è stato anche dedicato per disegnare il treno superveloce del film, un altro elemento di ispirazione giapponese per un mondo in cui non ci sono automobili. Anche il treno che conduce in una zona deserta alla periferia del mondo di Equals è stato realizzato apportando una piccola variazione al metodo di cui sopra, dotando il set di finestre enormi sulle quali proiettare le immagini della campagna che scorre all'esterno. Tutti i passeggeri a bordo del treno guardano uno schermo, che è situato o davanti a loro o sui finestrini, e gli schermi servono anche per la trasmissione dei dati digitali. "Essendo privi di emozioni, quando salgono sul treno i passeggeri sono più interessati agli schermi che alla socializzazione. E quindi era sensato sistemare le poltrone davanti agli schermi." Nel mondo utopico di Equals non ci sono automobili e gli esseri umani non hanno né telefoni cellulari né tablet. "Invece di dotarli di telefonini e tablet all'avanguardia, abbiamo deciso di integrare tutto negli edifici o sul treno ogni volta che è stato possibile, cosicché gli 'Equals' potessero andare in giro senza portare nulla addosso," osserva Schaedler. La collega scenografa Katie Byron, che aveva già collaborato con Doremus per tutti i suoi film precedenti racconta che una delle maggiori difficoltà di Equals è stata creare un mondo in cui il posto di lavoro dei personaggi fosse totalmente diverso da qualunque altro luogo di lavoro visto finora. "Una delle cose che volevamo evitare era un mondo tipo quello di Minority Report dove si fa tutto sfiorando uno schermo con le dita. E quindi abbiamo avuto l'idea di far utilizzare ai personaggi interpretati da Stewart, Hoult e compagnia delle penne-digitali," osserva Byron. La costumista Abby O'Sullivan usa queste parole per descrivere il processo creativo alla base del look degli abitanti di questo mondo utopico: "Abbiamo realizzato dei costumi che sono al tempo stesso funzionali ma anche eleganti, senza fronzoli e per certi versi leggermente asessuati. Uomini e donne indossano gli stessi costumi, l'unica differenza è come aderiscono al corpo." "Ho personalizzato i costumi attraverso l'uso dei tessuti. Per esempio, i costumi di Kristen e Nick sono leggermente diversi per quanto riguarda i tessuti e la consistenza," commenta O'Sullivan. "La bellezza di avere un costume personalizzato per ogni personaggio è che puoi giocare con i tessuti, le consistenze, le sfumature di colore, il tutto nell'ambito di una tavolozza molto limitata per sottolineare l'individualità dei personaggi. Per quanto mi riguarda, l'esistenza di limiti aumenta la mia creatività. Quando posso operare all'interno di un universo complesso, non è altrettanto divertente."

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