Gli sdraiati (2017)

Gli sdraiati
Locandina Gli sdraiati
Gli sdraiati (Gli sdraiati) è un film prodotto da Indiana Production Company nel 2017 in Italia, di genere Commedia, diretto da Francesca Archibugi. Il cast include Claudio Bisio, Antonia Truppo, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Gigio Alberti, Barbara Ronchi. In Italia, esce al cinema il 23 Novembre 2017 distribuito da Lucky Red. In vendita in DVD dal 21 Marzo 2018. Disponibile in VoD dal 14 Marzo 2018. Al Box Office italiano ha incassato circa 2.159.171 euro.

TRAMA

Giorgio (Claudio Bisio) è un giornalista di successo, amato dal pubblico e stimato dai colleghi. Insieme alla ex moglie Livia (Sandra Ceccarelli) si occupa per metà del tempo del figlio Tito, un adolescente pigro che ama trascorrere le giornate con gli amici, il più possibile lontano dalle attenzioni del padre. I due parlano lingue diverse ma ciò nonostante Giorgio fa di tutto per comunicare con il figlio. Quando nella vita di Tito irrompe Alice, la nuova compagna di classe che gli fa scoprire l'amore e stravolge la routine con gli amici, finalmente anche il rapporto con il genitore sembra migliorare. Ma l'entusiasmo non durerà a lungo perché il passato di Alice è in qualche modo legato a quello di Giorgio... Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti in continuo scontro. 

Info Tecniche e Distribuzione

Data di Uscita ITA: Giovedì 23 Novembre 2017
Genere: Commedia
Nazione: Italia - 2017
Formato: Colore
Durata: N.d.
Produzione: Indiana Production Company, Rai Cinema, Lucky Red
Distribuzione: Lucky Red
Box Office: Italia: 2.159.171 euro
Note:
Tratto dal best seller di Michele Serra.
In HomeVideo: in Digitale da Mercoledì 14 Marzo 2018 e in DVD da Mercoledì 21 Marzo 2018 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Francesca Archibugi
Sceneggiatura: Francesco Piccolo, Francesca Archibugi
Musiche: Battista Lena
Fotografia: Kika Ungaro
Scenografia: Sandro Vannucci
Montaggio: Esmeralda Calabria
Costumi: Bettina Pontiggia

Cast Artistico e Ruoli:
foto Claudio BisioClaudio Bisio
Giorgio Selva
foto Antonia TruppoAntonia Truppo
Rosalba Bendidio
foto Gaddo BacchiniGaddo Bacchini
Tito Selva
foto Cochi PonzoniCochi Ponzoni
Pinin Innocenti
foto Ilaria BrusadelliIlaria Brusadelli
Alice Bendidio

Immagini

[Schermo Intero]
Locandina italiana
Foto e Immagini Gli sdraiati
Locandina italiana
Foto dal film
Foto dal film
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Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
Foto dal film
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NOTE DI REGIA di FRANCESCA ARCHIBUGI

Le famiglie sono disfunzionali in molti modi. In genere viene raccontata la solitudine dei ragazzi, l'essere incompresi, e soli, e spesso non amati. Quello che ci ha colpito del romanzo di Michele Serra è stata una specie di disfunzionalità paradossale perché invertita, la solitudine di un padre che si sente chiuso fuori dalla vita del figlio. Lui incompreso, e forse non amato. Da questo piccolo ma centrale nucleo narrativo, che si svolge come una lunga lettera che non riceve risposta, con Francesco Piccolo abbiamo costruito la nostra storia, immaginato il romanzo famigliare. Perché un uomo realizzato, rispettato, non riesce ad ottenere rispetto dal figlio, accettazione di regole minime, di comprensione dei propri punti di vista? E soprattutto, perché se ne dà la colpa? Perché reagisce in modo scomposto, inseguendolo, sbottando, perdonando, non sapendo sostanzialmente che fare? Perché subisce troppo, subisce sempre? Dello strapotere dei bambini, e poi degli adolescenti, si dice scherzando (ma nemmeno tanto) che ha portato a cose mai viste nella storia dell'umanità. La paternità in declino è Enea che si carica il vecchio Anchise sulle spalle mentre brucia Troia. Ecco, a Milano, dentro i bastioni, come in ogni quartiere centrale e borghese delle nostre città, si rovescia l'immagine classica che ci si è fissata in testa dai libri di scuola. Nella nostra Odissea contemporanea, Anchise fino a che non muore si carica sul groppone figli più grossi di lui, li consola, li giustifica, li subisce, li mantiene. I ragazzi sono tutti così? Non lo so, non credo. Noi raccontiamo dei pezzi unici, Giorgio il padre e Tito il figlio. Un rapporto che si è complicato, avvelenato sulle piccole cose, sui singoli toni, su scelte minime. Soprattutto da un senso di colpa immotivato del padre, che si espande fino a dargli una percezione un po' allucinata della realtà. La vita di Tito è riscattata dalla vitalità, l'amore e l'amicizia, come un razzo sparato nel firmamento della vita adulta, mentre dà il peggio di sé stesso con suo padre. È il racconto di una relazione unica, individuale, Giorgio e Tito, padre e figlio, con tante persone intorno che contribuiscono a semplificarla o complicarla, come se diventasse sempre più difficile esprimere un sentimento elementare come volersi bene, e ci si incancrenisce e si patisce per problemi futili. Forse è vero che siamo una società in decadenza, che discute se sia giusto o meno che un padre obblighi a rimettere in frigo uno yogurt, fiumi di libri sull'educazione di figli sempre più smarriti, mentre flotte di ragazzi attraversano i monti e i mari sfidando la morte, per cercare nel nostro occidente nevrotico una nuova vita. E forse, portarcela.

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