Locandina Hostiles - Ostili

Hostiles - Ostili (2017)

Hostiles

Locandina Hostiles - Ostili
Hostiles - Ostili (Hostiles) è un film di genere Avventura e Drammatico di durata circa 127 minuti diretto da Scott Cooper con protagonisti Christian Bale, Rosamund Pike, Jesse Plemons, Ben Foster, Peter Mullan, Stephen Lang, Timothée Chalamet, Paul Anderson, Q'orianka Kilcher, Scott Wilson.
Prodotto da Waypoint Entertainment nel 2017 in USA [Uscita Originale il 22/12/2017 (USA, uscita limitata)] esce in Italia Giovedì 1 Marzo 2018 distribuito da Notorious Pictures.

TRAMA E SCHEDA TECNICA

1892, New Mexico. Il leggendario Capitano Joseph Blocker, implacabile sterminatore di pellerossa, sta per compiere la sua ultima missione prima di ritirarsi: scortare Yellow Hawk, un capo indiano anziano e malato terminale, dal forte dove è tenuto prigioniero alla riserva indiana situata nella sua terra d'origine, la Valle degli Orsi, dove gli è stato concesso di tornare dalla famiglia per gli ultimi giorni della sua vita. Dopo 20 anni di lotta violenta, questo gesto di umanità sembra impensabile, ma nel corso di questo lungo e tormentato viaggio questi due grandi guerrieri, un tempo rivali, impareranno a fidarsi l'uno dell'altro e a trovare la pace in una terra che non pedona.


Data di Uscita ITA: Giovedì 1 Marzo 2018
Data di Uscita USA: Venerdì 26 Gennaio 2018
Data di Uscita Originale: 22/12/2017 (USA, uscita limitata)
Genere: Avventura, Drammatico, Western
Nazione: USA - 2017
Formato: Colore
Durata: 127 minuti
Produzione: Waypoint Entertainment
Distribuzione: Notorious Pictures
Box Office: USA: 28.380.825 dollari | Italia: 431.591 euro -> Storico incassi

Recensioni redazione

6/10
Hostiles, la recensione

Christian Bale e Rosamund Pike combattono insieme una delle guerre più antiche nella storia dell'umanità, quella contro i pregiudizi tra uomini. Chi sono quindi gli ostili? Gli altri oppure noi stessi? Hostiles è un film promettente ma che non decolla lasciando lo spettatore insoddisfatto.

News e Articoli

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Con Christian Bale, un western drammatico che esplora il rapporto con i nativi americani nel 1892.

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Ambientato nel 1892, Hostiles segue il viaggio di un capitano dell'esercito che scorta un vecchio capo Cheyenne e la sua famiglia fino alla terra natia nel Montana.

Curiosita'

LA STORIA

"Nella sua essenza, l'anima americana è dura, solitaria, stoica e assassina. Finora non si è mai fusa".
D.H. Lawrence

Ambientato nel 1892, all'apice della rivoluzione industriale – quando i bufali sono scappati via, le popolazioni indigene americane sono state sconfitte e la frontiera inizia a svanire rapidamente tra i nuovi insediamenti e le città – due acerrimi avversari delle guerre indiane sono costretti ad un ultimo e inaspettato incontro.
Il Capitano di Fanteria Joseph Blocker (Christian Bale), un ex eroe di guerra, ora carceriere, e Falco Giallo (Wes Studi), capo di guerra degli Cheyenne del Nord, ora prigioniero, sono costretti a prendere parte ad uno stratagemma pubblicitario volto a rafforzare il patrimonio personale e politico del Comandante di Blocker.
Bloccato a Fort Berringer, un miserabile accampamento del Nuovo Messico, Falco Giallo deve essere liberato da Blocker e riaccompagnato nelle terre degli Cheyenne in Montana. È un gesto particolarmente cinico, poiché Falco Giallo sta morendo e alla sua morte la sua famiglia verrà imprigionata in una riserva. Blocker crede fortemente che il Capo debba morire in prigione, e viene addirittura minacciato di essere trascinato davanti alla Corte Marziale quando rifiuta di accompagnare a casa il suo nemico.
Il piano si mette in moto, così Blocker e i suoi uomini e Falco Giallo con la sua famiglia diventano alquanto complicati compagni di viaggio. Non molto tempo dopo la loro partenza, il gruppo si imbatte in Rosalee Quaid, una traumatizzata superstite del massacro dei Comanche, che si unisce con riluttanza al gruppo.
Blocker, Falco Giallo e Quaid si dirigono allora verso l'improbabile cuore di Hostiles. Sono combattenti tenaci che sono stati forgiati dalla sofferenza, dalla violenza e dalla perdita, e in loro non regna altro che sospetto e rabbia.
Impegnati a collaborare, per sopportare e sopravvivere a un viaggio di 1.000 miglia, di proporzioni simili all'Odissea, sono costretti ad affrontare i propri pregiudizi gli uni verso gli altri, e si rendono conto che le loro differenze peggiori erano state create da forze al di fuori del loro controllo. La loro trasformazione – da uno stato di antagonismo e di paura a uno di compassione e tolleranza – diventa la testimonianza della resilienza dello spirito umano e della nostra capacità di cambiamento.

LA PRODUZIONE

Come fare a raccontare una storia che si svolge nel 1892 negli Stati Uniti, ma che potrebbe anche essere facilmente ambientata a Kandahar o a Baghdad? Nell'epico West di Scott Cooper, la violenza è indiscriminata e il confine tra nemico e alleato, vincente e perdente, è così sfocato da essere irriconoscibile. In questo universo, un gruppo disparato di persone, alcune delle quali si oppongono violentemente all'esistenza dell'altro, è costretto a combattere le forze esterne che vogliono distruggerli.
A Cooper era stato inviato un soggetto dallo sceneggiatore Donald Stewart (Caccia a ottobre rosso, Giochi di potere, Sotto il segno del pericolo), ed è stato subito catturato dalla profondità della storia. "Ho sempre voluto fare un western", dice, "ma volevo farlo alle mie condizioni e volevo che avesse una reale rilevanza su quanto stia succedendo in America oggi, con tutte le questioni sulla razza e la cultura. Sappiamo tutti quali maltrattamenti abbiano subito i nativi americani e lo si può vedere anche adesso con le persone di colore. Ma anche con la comunità LGBTQ. Quel testo parlava di questioni universali".
Ha scritto così la sceneggiatura per Christian Bale, un amico intimo che era anche protagonista del suo film Il fuoco della vendetta - Out of the Furnace. Quando Bale ha letto il testo la prima volta, è rimasto subito colpito dagli elementi umani della storia e da alcuni dettagli molto profondi. "Sarebbe potuta essere ambientata in qualunque momento della storia americana", dice. "Ho immaginato Fort Berringer come se fosse Abu Ghraib. Le condizioni erano inumane per i prigionieri e i carcerieri non erano addestrati per essere delle guardie carcerarie. Erano stati addestrati per combattere".
Cooper ha utilizzato il soggetto originale di Stewart come base, lavorando diligentemente per mesi per modellare la storia in modo che riflettesse un ethos senza tempo. È stato attento ad evitare le insidie tipiche ​​di un film d'epoca, tenendosi lontano dagli abusati stereotipi dei tradizionali western.
Ha anche collaborato con il suo produttore di Black Mass - L'ultimo gangster, John Lesher, per portare la sceneggiatura in vita. "Abbiamo parlato molto di quale fosse il nucleo del film e di quanto volevamo cercare di raccontare la storia in questo contesto", ricorda Lesher. "Scott era anche la persona perfetta per farlo. Ha una profonda conoscenza dell'ambiente e della storia dell'epoca. È anche un uomo un po' rinascimentale in un certo qual modo, cosa che gli ha permesso di creare questi personaggi così articolati e molto complessi".
Secondo Lesher, un passo importante per la creazione di Hostiles è stato quello di unire le forze con il produttore Ken Kao. "La mia reazione quando ho letto la sceneggiatura è stata quella di pensare quanto fosse potente e quanto fosse rilevante per il clima sociale e politico di oggi", si meraviglia Kao. "Ai nostri giorni siamo molto individualisti, quindi in qualche modo questo è un film epocale".
Kao ha sostenuto la visione della squadra, consentendo loro di ottenere le risorse necessarie per rendere il film il più autentico possibile, cosa che includeva le riprese in loco in Nuovo Messico e in Colorado, lavorando con un fantastico team di consulenti, per garantire l'integrità culturale e storica del film.

UN ACCURATO RITRATTO DEI NATIVI AMERICANI

Per ottenere una veridicità e una profondità nella rappresentazione dei personaggi nativi americani, Cooper ha lavorato con l'acclamato filmmaker Chris Eyre (Segnali di fumo, Skins) e lo studioso Joely Proudfit. La loro organizzazione, The Native Networkers, mette in collegamento i produttori cinematografici e televisivi con quelle risorse che promuovono la precisione nella rappresentazione dei popoli nativi americani e indigeni.
Questo sostegno culturale ha impressionato indelebilmente Cooper. "I consulenti di questo film sono stati straordinari e mi hanno insegnato cose che la mia singola ricerca non avrebbe mai potuto fare", dice. "Sono stati sul set ogni giorno per aiutare gli attori con la lingua, con i gesti, con i rituali. Il loro lavoro è stato di massima importanza ed è stato profondamente gratificante per tutti noi".
Gran parte dei dialoghi degli Hostiles sono nel dialetto Cheyenne, sentito molto di rado. Eyre era stato incaricato di trovare delle fonti che non solo lo parlassero fluentemente ma che potessero anche insegnare quel linguaggio e che sapessero come i nativi americani parlavano alla fine del XIX secolo.
"La richiesta più grande che Scott e Christian ci hanno fatto è che noi, come consulenti degli Cheyenne, non commettessimo errori", dice Eyre. "Solo perché sei un nativo americano, non significa che tu conosca tutto ciò che riguarda i nativi. Sono riuscito a inserire nel progetto il Capo Phillip Whiteman e Donald Shoulder Blade. Ascoltare la lingua parlata nel dialetto giusto e nel modo corretto da parte di Christian, Wes e Rosamund, è una cosa fantastica da vedere sullo schermo. È una vittoria, milioni di persone potranno sentire questa lingua rara".
Il Capo Phillip Whiteman, consulente degli Cheyenne, ha lavorato a stretto contatto con Bale, che in un primo momento non riusciva a far uscire le parole dalla bocca. "È incredibilmente difficile", ride Bale, "ma è meraviglioso. Parlare correttamente quella lingua mi permette anche di capire un po' meglio il sistema di credenze degli Cheyenne. Ero molto sorpreso perché, anche se sembra impossibile, ha un flusso così naturale".
Cooper ha dato una propria interpretazione dei guerrieri traditori Comanche che hanno sterminato la famiglia di Rosalee Quaid e perseguitato la squadra di Blocker. Riprende un po' di storia dimenticata per darci un senso più ampio degli atti violenti di questo gruppo. Poiché il film si svolge nel 1892, già prima del 1872 quasi tutti i Comanche erano stati ritrasferiti forzatamente e registrati uno per uno dall'esercito americano. I guerrieri mostrati in Hostiles erano una delle tante bande poco conosciute che riuscirono a rimanere libere per altri due decenni. Avevano cercato vendetta sulle pianure del sud-ovest fino agli anni 1890, quando finalmente scomparvero.
William Voelker, il consulente Comanche del film, è rimasto molto impressionato dal modo in cui i filmmaker prestarono un'attenta considerazione al comportamento, al linguaggio e all'abbigliamento di questi personaggi controversi. Dando il senso della loro storia, dei torti che avevano subito e che li portarono alla distruzione. "Non è mai stata rivolta molta attenzione a quei Comanche che non avevano mai accettato il governo americano e non si erano piegati ad esso", dice. "E anche se sono orgoglioso della volontà di tutti di ricreare ogni cosa alla perfezione, l'unica cosa che ho trovato un po' divertente all'inizio era che Scott si scusava che i Comanche venissero percepiti come spietati. Non cerchiamo di indorare la nostra storia. Quella gente era assetata di sangue. Abbiamo perso tutto ed eravamo molto arrabbiati per aver perso la nostra libertà".

L'ASPETTO DEL 1892

I produttori hanno scelto alcune località del Nuovo Messico e del Colorado per la loro bellezza ruvida e la suggestiva grammatica visiva. Questo è un mondo in mutazione continua tra modernità e il vecchio West. Ha ancora spazi selvaggi, ma è sull'orlo della scomparsa. Scott Cooper ha esplorato l'impulso di questa dinamica e il modo in cui si relazioni all'evoluzione emotiva dei suoi personaggi. Ha riunito una squadra che la pensava proprio come lui, tra cui il Direttore della Fotografia Masanobu Takayanagi, il produttore cinematografico Donald Graham Burt (Gone Girl – L'amore bugiardo, Il curioso caso di Benjamin Button) e la costumista Jenny Eagan (Beasts of no nation, Our brand is crisis).
Dopo tre film insieme, Masanobu Takayanagi e Cooper collaborano in maniera molto veloce. "Masa e io abbiamo discusso sul senso del film, ed è davvero una gioia, perché quando lavori con qualcuno così a stretto contatto, come faccio io con Masa", dice Cooper, "ne condividi la sensibilità e riesci ad evocare questo mondo perché entrambi abbiamo la stessa storia in mente".
Takayanagi crea l'intensità usando i contrasti estremi e sontuosi della luce del Nuovo Messico ed è capace di inquadrare alla perfezione i momenti critici che indicano la difficoltà del viaggio dei personaggi.
In accordo con Takayanagi, Donald Graham ha creato una tavolozza di colori che si basa proprio su quella luce contrastante. Burt rifugge il colore, mantenendo un'estetica quasi in bianco e nero, che viene accentuata da toni caldi color seppia. "Si preoccupa tanto dell'autenticità", dice Cooper. "Era molto importante che la tavolozza evocasse quell'epoca, ma che ci ricordasse anche quanto la vita fosse semplice e difficile allo stesso momento. I dettagli del periodo risuonano ma poi fanno un passo indietro per lasciare spazio ai primi piani dei personaggi".
La ricerca meticolosa di Burt è particolarmente evidente nella sua differenziazione delle fortificazioni militari che Blocker attraversa dal Nuovo Mexico al Montana. Ogni tappa è un ulteriore passo avanti verso la trasformazione del secolo. Fort Berringer, un luogo simbolo della frontiera, viene deliberatamente rappresentato cadente ed è costruito con 70.000 mattoni di argilla invecchiati, mentre Fort Winslow è quasi un sobborgo, con negozi e una spaziosa abitazione del comandante, completa di un salotto e di sala da pranzo.
Burt è anche profondamente sensibile verso la costruzione dei personaggi, cosa che si manifesta nel modo in cui lui esamina ogni set. L'appartamento di Blocker a Fort Berringer è scuro, semplice e rigido, rispecchia chiaramente la mentalità del personaggio all'inizio del film, mentre la casa di Rosalee Quaid è calda e allegra all'interno, ma è circondata da un paesaggio desolato, un presagio di ciò che accadrà e un chiaro messaggio che quegli ospiti non fossero i benvenuti.
La stilista Jenny Eagan ha contribuito a creare l'epoca e a fornire indizi sulla vita interiore dei personaggi attraverso i vestiti che ha disegnato e prodotto. "Quello che fa così bene non è solo evocare una certa epoca", dice con entusiasmo Cooper, "ma capisce che i costumi aiutano il personaggio e che l'abbigliamento influenza il loro sviluppo in tutta la storia. Lei sa davvero come vestire ogni attore in modo che possa muoversi completamente nel suo ruolo".
Tutti questi personaggi sono stati spogliati, in un modo o nell'altro, della loro identità. Gli uomini della cavalleria sono limitati dai regolamenti, dagli status e dal reddito; gli Cheyenne sono alla mercé dei loro carcerieri; Rosalee Quaid è in debito verso i suoi soccorritori. Di conseguenza, Eagan deve costruire degli indizi in ogni abito che trasmetta l'essenza di chi lo indossa.
Le uniformi della cavalleria hanno costituito una sfida unica. "Quello che era interessante per le uniformi", aggiunge Eagan, "è che si possono trovare delle uniformi della Guerra Civile, ma nessuno ha mai veramente raccontato la storia di questo periodo. C'erano dei regolamenti militari ma non esiste nulla a riguardo. Dobbiamo ricrearle da zero e poi assicurarci che diano un senso generale del personaggio e che seguano il loro arco della storia".
Più affascinante e difficile da analizzare è l'abbigliamento Cheyenne dell'epoca, in gran parte perché oggi non fa più parte della loro tradizione, e anche perché si è quasi completamente occidentalizzato. Anche se storicamente la loro cultura è stata descritta in maniera dettagliata, è anche vero che l'esercito ha represso il modo di vivere degli Cheyenne. "Volevano privarli della loro identità e occidentalizzarli il più possibile", dice Eagan, citando un momento nel film in cui Falco Giallo e la sua famiglia sono vestiti in abiti tradizionali per una foto e poi costretti a toglierli quando la fotocamera è spenta.
Eagan crea anche una tavolozza di colori specifica per Rosalee Quaid. Per il momento molto breve in cui lei vive nella sua casa, lei e i suoi figli sono vestiti con colori tenui e gentili. Tutto il tremendo dolore di Rosalee viene poi illustrato quando indossa un abito rosso. "Il rosa diventa rosso, quasi come se quel rosso fosse un ematoma", riflette Eagan, "come se fosse una ferita del suo cuore".

IL CAPITANO JOSEPH BLOCKER, FALCO GIALLO E ROSALEE QUAID

Scott Cooper e Christian Bale hanno lavorato insieme per costruire il personaggio del Capitano Joseph Blocker. "Lo abbiamo tirato fuori dalla sceneggiatura e ogni giorno lo abbiamo arricchito e gli abbiamo dato vita e sangue", dice con entusiasmo Cooper. "Christian ha personificato veramente questo personaggio, con quel tipo di ruvidità e durezza che ci si potrebbe aspettare da un uomo cresciuto nel sud-ovest americano".
Bale sviluppa un ricco ventaglio emotivo per Blocker, un uomo che ha assorbito il trauma di decenni di battaglia, tanto da esserne stato deformato. Di conseguenza, la lotta del personaggio, con un'oscurità tipica da disturbo post traumatico, è palpabile. "Ha sempre avuto questa solida convinzione che tutto quello che facesse fosse giusto, ma poi gli crolla tutto addosso", dice Bale. "E allora come fa una persona così a guardarsi indietro e mettere in discussione tutto quello in cui crede?"
Blocker capisce di essere solo la pedina di un gioco, e lui è stanco di giocare. Quando lo obbligano a scortare Falco Giallo, l'uomo responsabile dell'uccisione di molti dei suoi uomini, si tira indietro, accetta solo sotto minaccia di Corte Marziale e perché perderebbe la sua pensione. Ecco come viene ripagato dopo una vita di sacrifici al servizio della nazione.
Mentre il viaggio diventa sempre più impegnativo, Blocker scopre che gli Cheyenne sono simili ai suoi uomini: non importa se si piacciano gli uni gli altri, devono fidarsi tra loro se vogliono rimanere vivi. Questa è la scintilla che porta al suo doloroso risveglio.
"È difficile per lui smettere di combattere" osserva Bale. "Soprattutto dopo che ha perso tante persone care. Ma allo stesso tempo comincia a capire che anche gli Cheyenne hanno perso tutto. Falco Giallo non ha più una tribù. Blocker è in grado di accompagnarlo verso la civilizzazione perché scopre la sua umanità".
Cooper scrisse il personaggio di Falco Giallo con Wes Studi in mente, e anche Lesher e Kao lo vollero fortemente. "Wes è uno dei nostri grandi attori", esprime Cooper, "e se non l'avessimo avuto, non so se avrei fatto il film. Era così importante per raccontare questa storia. Penso che sia bravissimo in questo ruolo. Trasmette quel tremendo potere e pathos che il personaggio di Falco Giallo richiede".
La storia di Falco Giallo è tragica. Il suo popolo è stato trucidato o si è disperso, e quando lo incontriamo nel film, ha trascorso sette anni della sua vita insieme a sua moglie, suo figlio, la nuora e il nipote, incarcerato in una cella a Fort Berringer. La sua liberazione non è gioiosa. Sta morendo di cancro e la via verso casa è pericolosa. Gli ordini di Blocker sono quelli di portare i membri sopravvissuti della famiglia alla riserva – ma non dare loro la libertà.
Studi, attore di straordinaria portata emotiva, crea un personaggio meditativo che non è caratterizzato dalla sofferenza storica. Il suo Falco Giallo può essere pragmatico, ma è anche profondamente espressivo e conserva la sua dignità di fronte a tutte quelle umiliazioni costanti.
Determinato ad avere la fine che ha scelto - a casa e con la sua famiglia - Falco Giallo si rende conto che deve riconciliarsi anche con quell'uomo. "Il rapporto di Falco Giallo con Blocker è molto complicato", dice Studi. "Loro avevano combattuto per anni, l'esercito americano e gli Cheyenne, per le terre e le risorse, così come vediamo i soldati che combattono per interessi sociali anche tutt'oggi. Il cambiamento avviene quando lui e Blocker si rendono conto che ciò che hanno fatto non è dipeso dalla propria volontà. Tutto è stato a vantaggio di qualcun altro. Detto questo, non hanno comunque intenzione di stabilire un legame", continua. "Ma combatteranno insieme per sopravvivere".
I produttori hanno cercato un'attrice che potesse ritrarre tutte le sfumature di Rosalee Quaid, una donna che, secondo Lesher, "Potesse ritrarre l'archetipo di questo destino evidente, qualcuno che incarnasse il sogno di portare la civiltà nell'ovest".
Cooper, Lesher e Kao trovarono tutto ciò nell'acclamata attrice britannica, Rosamund Pike. "Ha un livello molto elevato di emotività", prosegue Cooper. "È un'attrice che vuole sempre portare il suo personaggio a un livello completamente inaspettato. Pensa in ogni momento a come si relazionerà  a qualcosa che accadrà dopo sei, otto o dieci minuti della narrazione".
Il film inizia nella fattoria Quaid, dove Rosalee e la sua famiglia sembrano felici e al sicuro. La loro tranquillità è interrotta da un gruppo di guerriglieri Comanche e la donna, che rappresenta la civilizzazione del West, diventa l'unica superstite di un massacro.
Quando la cavalleria e gli Cheyenne la trovano, Rosalee è quasi in stato catatonico, i suoi vestiti sono strappati e non è in grado di staccarsi dalle braccia il neonato morto. In diversi momenti, ogni membro del gruppo di soccorritori partecipa nel vestire la donna, seppellire la sua famiglia e convincerla a partire con loro. È il loro primo atto collettivo e lei diventa il punto di partenza dello sviluppo del rapporto tra la famiglia di Falco Giallo, Blocker e i suoi uomini.
Quando Pike ha letto la sceneggiatura, è stata colpita dalla vivida descrizione che Cooper fa del viaggio di Rosalee. "Non ho pensato a questo film come a un film di genere", dice. "Per me è più un film esistenziale. La storia è abbastanza semplice, eppure ci sono tante cose al suo interno. Il paesaggio umano è così vasto. Ci sono enormi interazioni tra questi personaggi. Tutti hanno visto le tenebre e ne sono stati influenzati in modi diversi".

IL CAST DI SUPPORTO

Intorno al triangolo formato da Bale, Studi e Pike, in Hostiles c'è un cast di supporto formato da attori veterani ed emergenti. La famiglia di Falco Giallo comprende Adam Beach nel ruolo di suo figlio, Falco Nero; Q'orianka Kilcher come sua nuora, Donna Alce; Xavier Horsechief nel ruolo del nipote, Piccolo Orso; e Tanaya Beatty nel ruolo della moglie.
Gli uomini di Blocker includono Jonathan Majors nel ruolo del Caporale Henry Woodson, un Soldato Bisonte il cui padre ha combattuto con Blocker durante la Guerra Civile; Rory Cochrane nel ruolo del Sergente Capo Thomas Metz, collaboratore di lunga data del Capitano; Jesse Plemons nel ruolo del Luogotenente Rudy Kidder, laureato a West Point, come da regolamento; e Timothée Chalamet nel ruolo del Soldato Phillipe Dejardin, giovane recluta recentemente emigrata dalla Francia.
A Blocker in seguito si unisce il Sergente Charles Wills, interpretato da Ben Foster. Wills è il braccio sinistro di Blocker, un veterano della cavalleria che ha oltrepassato il limite, e che invece di contenere la sua rabbia, come Blocker, ha casualmente ucciso una famiglia di donne e bambini nativi americani – crimine per cui sarà punito. Ad aiutare Blocker nel mantenere Wills dentro i ranghi, il Caporale Tommy Thomas, interpretato da Paul Anderson e il Sergente Paul Malloy, interpretato dal musicista Ryan Bingham.
Due dei ruoli chiave sono gli attori più noti Adam Beach (Suicide Squad, Flags of Our Fathers) e Ben Foster (Quel treno per Yuma, Hell or High Water).
Beach dice che uno dei motivi per cui ha accettato la parte è stato perché era un'occasione per raccontare la storia dei nativi attraverso tutta l'America. "C'è una sorta di fantasia e di romanticismo attorno all'America che si trasforma in quello che è oggi", dice, "ma la realtà è ben diversa". Crede che il personaggio di Falco Nero personifichi l'idea del poter rimanere aperti e liberi anche nelle circostanze più difficili. "Spesso si fa un casino" continua Beach, "ma bisogna continuare a cercare sempre il posto a cui si appartiene e coesistere con tutti i diversi tipi di persone, e questo è un processo continuo".
Cooper voleva lavorare da molto tempo con Foster. "Mentre scrivevo la parte, potevo immaginare Ben portare in vita questo personaggio molto travagliato", dice, "e non era una cosa facile, perché il ruolo ha tante trappole. Sarebbe potuto risultare come un maniaco, ma Ben prende un'altra strada. Gli conferisce l'immagine speculare di Blocker, e mostra che c'è una linea molto sottile tra qualcuno che è stato molto crudele perché faceva parte del proprio lavoro e qualcuno che continua ad esserlo per propria volontà".

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