Il Senso della Bellezza, Arte e Scienza del CERN (2017)

Il Senso della Bellezza, Arte e Scienza del CERN

Locandina Il Senso della Bellezza, Arte e Scienza del CERNIl Senso della Bellezza, Arte e Scienza del CERN (Il Senso della Bellezza, Arte e Scienza del CERN) è un film di genere Documentario di durata circa 75 minuti diretto da Valerio Jalongo con protagonisti John Heffernan.
Prodotto da Amka Films Productions nel 2017 in Italia e Svizzera esce in Italia Martedì 21 Novembre 2017 distribuito da Officine Ubu.

Trama e Scheda Tecnica

Il racconto di un esperimento senza precedenti che vede scienziati di tutto il mondo collaborare intorno alla più grande macchina mai costruita dagli essere umani per scoprire i misteri dell'universo, ovvero, l'acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider). Il film documentario crea un parallelo tra arte e scienza e mostra come scienziati del CERN da una parte e artisti contemporanei dall'altra ci guidino nella loro ricerca della verità, tutti in ascolto di un elusivo sesto o settimo senso… la bellezza; come diceva Einstein, il mistero più grande è la nostra capacità di conoscere l'universo, di afferrarne la misteriosa semplicità e bellezza.


Data di Uscita ITA: Martedì 21 Novembre 2017
Genere: Documentario
Nazione: Italia, Svizzera - 2017
Formato: Colore
Durata: 75 minuti
Produzione: Amka Films Productions, RSI-Radiotelevisione Svizzera, Rai Cinema
Distribuzione: Officine Ubu
Note:
Film d'apertura del terzo Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, il 5 ottobre 2017.

Cast e personaggi

Regia: Valerio Jalongo
Sceneggiatura: Valerio Jalongo
Cast e Ruoli:
foto John Heffernan
Narratore (voce)

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Il Senso della Bellezza, Arte e Scienza del CERN al cinema

Al cinema il documentario di Valerio Jalongo girato all'interno del più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle: Il CERN.

Curiosita'

NOTE DI REGIA

Molti di noi assistono con sgomento alla crisi dell'Europa, del suo sistema politico, dei suoi ideali assediati da antiche diffidenze e nuovi fanatismi. C'è un'istituzione europea però che resiste, e anzi sembra aumentare il suo prestigio. È il CERN di Ginevra, creato nel dopoguerra dai fisici europei quasi come antitesi al Progetto Manhattan – che portò alle bombe americane di Hiroshima e Nagasaki.

Il CERN ha scopi pacifici, non ha finalità di lucro e le sue scoperte sono condivise e a disposizione di tutti. Forse questo spiega un singolare paradosso nella storia di questa grande comunità di scienziati: e cioè come mai un laboratorio di Fisica delle particelle, dove si persegue la conoscenza pura, senza alcuna applicazione pratica, sia stato all'origine dell'invenzione che più di ogni altra ha rivoluzionato le nostre vite. È infatti al CERN che nel 1990 nasce il World Wide Web, l'internet libero di un mondo senza più confini.

"Il senso della bellezza" racconta un momento speciale del CERN, a sessant'anni dalla sua nascita. È l'inizio di un nuovo eccezionale esperimento con l'LHC – il Large Hadron Collider. In questo anello a cento metri di profondità e lungo ventisette chilometri si producono ogni secondo miliardi di collisioni tra particelle subatomiche. Perché? Cosa stanno cercando i fisici con i loro rivelatori? Queste specie di macchine fotografiche di proporzioni titaniche come ATLAS e CMS, sono capaci di scattare quaranta milioni di "fotografie" al secondo.

Ma chiamarle "fotografie" è in realtà una semplificazione per i media. Nessun fisico usa davvero quelle immagini per elaborare le proprie teorie. Perché i fisici degli ultimi cento anni hanno imparato a loro spese che siamo di fronte ad alcuni aspetti della Natura che sembrano assurdi.

Ormai i fisici cercano di avvicinarsi a questi fenomeni per noi ancora misteriosi con la matematica, e con esperimenti che forniscono posizioni, dati statistici, numeri. Sanno di non avere più nessuna immagine concreta della Natura da offrirci. E non solo perché si tratta di realtà infinitamente piccole, invisibili. Ma perché la natura, nella sua essenza, ha un comportamento che è lontano dal senso comune e dai nostri cinque sensi.

La Fisica moderna ha distrutto le ultime certezze che venivano dalla nostra esperienza del mondo, ma non ha trovato una spiegazione altrettanto certa e definitiva. La scienza, questo dovremmo averlo capito ormai, non cerca verità assolute, è sempre in cammino, sospinta solo dal dubbio e dall'ansia di conoscere.

Molti anni fa ho letto un frammento di un filosofo greco, Eraclito. "La natura ama nascondersi" diceva. Ma la natura non è forse ciò che è ovunque intorno a noi? Cos'è che ci sfugge? C'è qualcosa di invisibile ai nostri occhi?

"Da dove veniamo? Che cosa siamo? Dove andiamo?" è uno dei quadri più belli di Paul Gauguin, e queste grandi domande di solito le associamo alla filosofia, alla religione, all'arte… non certo alle scienze esatte.

È invece questa la matrice profondamente umana che rintracciamo nella Fisica e in particolare nelle ricerche del CERN. Nonostante la complessità in cui ognuno di noi vive immerso, la frammentazione ed estrema specializzazione delle competenze e dei mestieri, resta il bisogno di superare la paura che tutto questo ci infonde, e ancora di più, l'aspirazione a comprendere di cosa siamo parte.

Come diceva Einstein, il mistero più grande è la nostra capacità di conoscere l'universo, di afferrarne la misteriosa semplicità e bellezza.

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