Locandina L'inganno

L'inganno (2017)

The Beguiled

Locandina L'inganno
L'inganno (The Beguiled) è un film di genere Drammatico e Western di durata circa 93 minuti diretto da Sofia Coppola con protagonisti Elle Fanning, Angourie Rice, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Colin Farrell, Oona Laurence, Addison Riecke, Wayne Pére, Emma Howard, Matt Story.
Prodotto da American Zoetrope nel 2017 in USA [Uscita Originale il 30/06/2017 (USA)] esce in Italia Giovedì 21 Settembre 2017

TRAMA E SCHEDA TECNICA

L'adattamento di Sofia Coppola del romanzo The Beguiled, opera di Thomas Cullinan, racconta le vicende di una scuola di ragazze nello stato di Virginia nel 1864. Con l'infuriare della Guardia Civile le ragazze della Miss Martha Farnsworth Seminary for Young Ladies vive protetta dal mondo esterno fino a quando un soldato ferito viene trovato nei paraggi e condotto al riparo. 


Data di Uscita ITA: Giovedì 21 Settembre 2017
Data di Uscita USA: Venerdì 30 Giugno 2017
Data di Uscita Originale: 30/06/2017 (USA)
In HomeVideo: in DVD da Mercoledì 10 Gennaio 2018 [scopri DVD e Blu-ray]
Genere: Drammatico, Western
Nazione: USA - 2017
Formato: Colore
Durata: 93 minuti
Produzione: American Zoetrope, FR Productions
Budget: 125.000.000 dollari (stimato)
Box Office: USA: 10.155.034 dollari | Italia: 1.937.909 euro -> Storico incassi

Prossimi passaggi in TV:
Giovedì 28 Giugno ore 21:15 su Premium Cinema
Venerdì 29 Giugno ore 17:49 su Premium Cinema

Cast e personaggi

Regia: Sofia Coppola
Sceneggiatura: Sofia Coppola
Musiche: Phoenix
Fotografia: Philippe Le Sourd
Scenografia: Anne Ross
Cast Artistico e Ruoli:
foto Nicole Kidman
Martha Farnsworth
foto Kirsten Dunst
Edwina Dabney
foto Colin Farrell
John McBurney
foto Wayne Pére
Capitano
foto Matt Story
Soldato confederato
foto Eric Ian
Soldato confederato (non accreditato)

News e Articoli

L'inganno di Sofia Coppola con Colin Farrell in DVD e Blu-ray

Adattamento di Sofia Coppola del romanzo The Beguiled di Thomas Cullinan, che racconta le vicende di una scuola di ragazze nello stato di Virginia nel 1864.

Cannes 2017, i premi della 70a Edizione del Festival

Palma d'oro a The Square del regista svedese Ruben Ostlund. Grand Prix è andato a 120 battements par minute di Robin Campill. Premi speciali a Jeffrey Katzenberg, Werner Herzog e Nicole Kidman.

Curiosita'

Presentato il 24 Maggio 2017 al Cannes Film Festival.

La produzione

Dopo aver esplorato personaggi del 18mo, 20mo e 21mo secolo che si trovano ad una svolta della loro vita, la regista Sofia Coppola fa un viaggio nel 19mo secolo con L'Inganno, il suo adattamento cinematografico del romanzo omonimo (The Beguiled) di Thomas Cullinan.

Viaggiano con la cineasta premio Oscar collaboratori nuovi e di vecchia data, sia davanti che dietro la macchina da presa. Sofia Coppola si riunisce con due delle sue attrici preferite, Kirsten Dunst e Elle Fanning, e dirige per la prima volta il vincitore del Golden Globe Colin Farrell e la vincitrice dell'Oscar Nicole Kidman. Questi veterani del grande schermo sono supportati da un ensemble di giovanissime attrici che muovono più o meno i loro primi passi nell'industria cinematografica.

La squadra di artigiani della fimmaker include: la scenografa Anne Ross, la montatrice Sarah Flack e la costumista Stacey Battat, ognuna delle quali ha già fatto altri film con lei; e il direttore della fotografia, candidato all'Oscar, Philippe Le Sourd, che è invece al suo primo film con la Coppola.

Il racconto, che ha elementi di un thriller psicologico pieno di tensione, si svolge nel 1864 – la Guerra di Secessione americana è iniziata da tre anni – e ruota all'interno di e intorno a un collego femminile in Virginia, uno Stato del Sud, dove un soldato unionista ferito trova rifugio.

Intrigata dalla storia del film del 1971, The Beguiled, diretto da Don Siegel e interpretato da Clint Eastwood, Geraldine Page, Elizabeth Hartman e Jo Ann Harris, la Coppola voleva esplorare il tema delle donne isolate durante la Guerra Civile. Scrivendo l'adattamento cinematografico per il suo film, è tornata al libro per raccontare la storia dalla prospettiva dei personaggi femminili.  

Nonostante ci sia tensione – sia sessuale che non – durante tutto il corso della storia, ad attrarre Farrell è stato soprattutto quello che ritiene un copione "straordinario" perché "rivela come qualunque innocenza fosse stata preservata, in tempo di guerra viene persa. Esplora anche come gli aspetti più animaleschi del comportamento umano possano essere provocati – e pervadere – anche quando non ci si trova in prima linea.

"La violenza del cuore umano è un tema senza tempo, prescinde dal periodo in cui si svolge la storia."

Kristen Dunst osserva: "La storia è tipicamente del genere 'Southern Gothic', con le cose che ribollono sotto la superfice fino a che arrivano a un punto massimo e poi esplodono. Non è horror, ma sembra ci sia l'horror dentro, con emozioni intense e distruzione – il tutto reso ancora più avvincente perché accade tra donne.

"Quando Sofia mi ha parlato di quest'idea un paio di anni fa, la mia impressione è stata che lei fosse attratta dall'idea di tante donne sole insieme."

Nicole Kidman commenta: "Ho pensato che fosse eccitante lavorare con un gruppo di donne e poi metterci in mezzo Colin.

"Ero molto contenta di supportare Sofia come regista donna, e ho sempre pensato che i suoi film fossero originali e pieni di suggestioni. Questa è la ragione principale che mi ha spinto a lavorare con lei." 

Elle Fanning aggiunge: "Oltre a lavorare di nuovo con Sofia, la ragione per cui ho voluto far parte di L'Inganno è stata che in questa storia il potere è delle donne – anche se è ambientata durante la Guerra Civile."

La vita delle donne al collegio in tempo di guerra, all'inizio della storia, è fortemente ritualizzata. Elle Fanning nota: "Si svegliano e lavorano in giardino a un determinato orario. Poi c'è la preghiera, la musica, le lezioni di francese, la cena, e poi si va a dormire. Fino a quando tutto viene scombussolato: decidono di ospitare un soldato ferito e si insinua l'egoismo."

Ross elabora: "E' raro vedere una storia di donne durante la Guerra, una storia su come interagiscono l'una con l'altra; ne L'Inganno Sofia analizza sia il loro cameratismo che il loro isolamento."  

Dati i limiti della società in cui le donne sono cresciute – o stanno ancora crescendo – la ricerca doveva essere parte della fase di pre-produzione. Ross dice: "Prima di prenderci delle licenze nel raccontare una storia inventata, dovevamo almeno sapere cosa fosse accurato e corretto storicamente."   

"Io e Sofia abbiamo cominciato facendo quello che facciamo per ogni film: condividere fotografie e immagini, collezionare cose che ci ispirano, fare una tavola delle emozioni e tracciare a grandi linee l'obiettivo del film." Le suggestioni spaziavano dal film australiano Picnic a Hanging Rock ai ritratti del pittore John Singer Sargent.

Le Sourd ha cominciato a prepararsi per L'Inganno: "un buon anno prima che cominciassero le riprese. Quello che mi ha colpito di più durante le mie ricerche, che ha incluso guardare i dagherrotipi, è stato quanto poco colore emergesse durante la Guerra Civile.

"Sofia e il produttore Youree Henley hanno preso la decisione di girare in pellicola, cosa che ho apprezzato, e poi insieme abbiamo optato per un aspetto da vecchio film 1:66/1 in modo da vedere meglio il linguaggio del corpo."

Il direttore della fotografia ha lavorato a stretto contatto con Battat e Ross sulla tavolozza di colori del film e sull'implementazione pratica della stessa. Visto che la storia si svolge più di un decennio prima che l'elettricità venisse utilizzata, scena dopo scena è stata sfruttata la luce del giorno. La luce naturale è stata integrata con delle candele, che venivano tenute in mano e venivano fatte a mano nel collegio; e, quando necessario, con luci moderne da teatro di posa.

Ross dice: "Quando McBurney [interpretato da Farrell] appare per la prima volta, il mondo in cui sta per entrare è più morbido, con tanti colori pastello. Quando ha trascorso più tempo con le donne le cose diventano più scure e rispecchiano l'atmosfera del film." 

"Ho amato la sobrietà del film; c'è pure un po' di melodramma," dice Farrell, che voleva da tempo lavorare con la Coppola.

Come spesso capita, quando i filmmaker hanno contattato l'attore per L'Inganno, lui aveva appena finito di girare un altro film con la Kidman. Farrel fa una battuta: "Io e Nicole ora siamo ognuno il 50 percento di una piccola compagnia cinematografica di repertorio!

"E' una gioia lavorare con Nicole. Quando arriva lei sul set, tutti stanno un po' meglio, dagli attori agli elettricisti."

"Tutti stavano più dritti," aggiunge la Fanning. "Specialmente quando Nicole era Miss Martha."

Con il cast pronto a interpretare queste donne del Sud, è stata gettata una rete più grande per fare ricerche e prepararsi. Sono state date lezioni di scrittura in corsivo utilizzando una penna che doveva essere intinta nell'inchiostro. Si è data dimostrazione di come mettere un laccio emostatico. Le prove prima delle riprese sono state fatte con gli attori completamente vestiti secondo lo stile dell'epoca.

La Fanning rivela: "Io vengo dalla Georgia, per cui capisco i valori con i quali sono cresciuti questi personaggi. Conosco bene il comportamento affettato 'da signora'.

"Nonostante questo, durante le prove, abbiamo dovuto vedere un insegnante di etichetta e galateo e uno di danza che ci ha insegnato le danze dell'epoca."

Farrell dice: "Le interazioni tra l'uomo e queste donne sono tutte basate sull'etichetta sociale – fino a che qulacuno non esce dalla forma accettata. E allora non è più un ambiente emotivamente formale. Non vedevo il mio personaggio come uno molto attento all'etichetta, ma Sofia ha chiesto anche a me di incontrare l'insegnante di buone maniere, e io l'ho fatto."

Molte delle attrici sono state obbligate a fare pratica con gli accenti, specifici per ogni Stato, per un'ora al giorno – e tutte si sono meravigliate di come la Kidman memorizzasse e poi conservasse la voce di Miss Martha. L'attrice dice: "Ho fatto un accento del Sud molto particolare e ho tentato di mantenerlo spesso sia prima che dopo le riprese."

Oona Laurence, Angourie Rice, Emma Howard e Addison Riecke venivano chiamate "le minorenni" perché tutte e quattro, anche se già attrici esperte, erano sotto i 18. L'amicizia tra loro è stata rinforzata dal fatto che, durante la produzione del film, il quartetto seguiva le lezioni insieme (perché le ragazze non potevano frequentare la scuola) e usava la stessa macchina per andare e venire dalle location e dai set ogni giorno.

La Coppola ha chiesto alle giovani attrici di scrivere ogni giorno un diario come se fossero i loro personaggi, con riflessioni sul passato – le famiglie dalle quali sono state separate – e sul presente al collegio. Questo ha creato un ulteriore legame tra loro e ha fatto da ponte tra lo studio del personaggio e l'immaginazione. La filmmaker ha anche dato loro del materiale che trattava in dettaglio le esperienze delle giovani donne della loro età durante la Guerra Civile.

Kristen Dunst spiega: "Miss Martha non è solo la 'dirigente' della scuola, lei dirige anche quella che è diventata una casa. Il mio personaggio, Edwina, è come una balia per le ragazze. Ma dato che la guerra dura da così tanto tempo, siamo diventate anche delle madri per loro.

"Avere delle attrici brave in ogni ruolo rende l'intera storia più significativa e i rapporti molto più complicati, e da' vitalità a ogni singola scena."

Farrell, pieno di meraviglia, dice: "Ero circondato da attrici di straordinario talento. Visto che per gran parte della storia il mio personaggio sta steso sul letto, ho avuto il posto migliore della casa per vederle lavorare!"  

Il ruolo di McBurney ha intrigato l'attore per le sue svolte e i suoi cambiamenti fisici e/o emotivi e per ogni colpo di scena. Farrell dice: "Lui è piuttosto narcisista, ma è anche uno che sa valutare le persone perché sa leggere quello di cui hanno bisogno. Sente quello che le persone potrebbero trovare disdicevole e se ne tiene alla larga, facendo leva piuttosto sul loro lato debole – sia che questo significhi offrire una parola di conforto o, al contrario, essere più discreto. 

"Probabilmente l'unica con la quale lui è sincero è il personaggio di Oona, Amy. Lei è generosa con lui fin dall'inizio, ma anche questa innocenza verrà perduta."  

Dunst riflette: "Nella storia c'è la morte, ma c'è anche il modo in cui una persona muore dentro. Ho cercato di dare a Edwina un'intensa vita interiore, di riempirla emotivamente. La sua è una sensibilità molto diversa da interpretare per me, è l'opposto di me."

Fanning nota: "Per il mio personaggio, Alicia, vedere un uomo così da vicino è una scoperta. Ha un'età in cui si è facilmente annoiati, ci si sente bloccati. Quando comincia a portare i capelli sciolti e ad aprire un po' il corsetto – sta rompendo un importante tabù. Lei non riesce a prevedere, però, che questo suo modo di provocare avrà delle conseguenze.

"Mi è piaciuto molto interpretare una ragazza che vive quello che vive lei, e di questo periodo storico, poi. E' un'ambientazione nuova per me."

Queste due stelle, già protagoniste di altri film della Coppola, sono diventate amiche velocemente. Dunst rivela: "Io e Elle finiamo ognuna le frasi dell'altra, letteralmente. Ho trovato l'anima gemella."  

Fanning dice: "Adoro Kirsten. Alcune scene sono state difficili per noi perché non potevamo guardarci altrimenti avremmo cominciato a ridere!"

La produzione ha fatto base in Louisiana, cosa che ha deliziato Riecke, che è nata e cresciuta in questo Stato – anche se interpreta un personaggio, Marie, con un accento del Mississippi.

La Coppola, come nei suoi film precedenti, ha preferito girare in ambienti veri. Quindi, quella che sullo schermo è la scuola delle ragazze, il Farnsworth Seminary, è in realtà la Madewood Plantation House, che il pubblico riconoscerà per averla vista nel videoclip di Beyoncé del brano "Sorry".

A due ore di auto da New Orleans, Madewood è stata progettata e costruita a metà del 19mo secolo, anche se la Guerra Civile ha ritardato il suo completamento. Come avviene ne L'Inganno, questa proprietà è rimasta totalmente ai margini del Conflitto. E' anche molto protetta dai disastri naturali; il proprietario Keith Marshall riferisce che "le mura di solidi mattoni sono spesse più di 60 centimetri.  

"E' una delle ville in stile neoclassico più perfette d'America." Oltre a produzioni cinematografiche e televisive, Madewood ha ospitato presentazioni di collezioni di stilisti e festival musicali. Funziona anche come bed-and-breakfast ed è un 'National Historic Landmark'.

All'interno e intorno a Madewood sono stati girati momenti chiave del film, incluse le sequenze in cucina e nella sala da pranzo in cui sono presenti tutti e otto gli attori; e le scene del capanno. La facciata storica è rimasta intatta, anche se la squadra di Ross ha dovuto piantare delle cose e decorarne delle altre per dare l'idea di trascuratezza causata dalla Guerra e dal fatto che il numero di ragazze presenti nel collegio si è parecchio ridotto.   

Anche così, la produzione è stata costretta a: "trovare un'altra casa dove poter lavorare di più all'interno e cambiare arredamento e decorazioni, ridipingere, oltre a risolvere altre questioni più legate alla logistica… " riferisce Ross.

"…per essere sicuri di non danneggiare nulla," assicura la Fanning. "Abbiamo tutti dovuto prestare molta attenzione e avere rispetto. La scalinata era epica! La casa utilizzata era di privati e si trovava a New Orleans; i suoi interni sono diventati il salotto della scuola, la sala della musica e le camera da letto, e altri ambienti presenti nel copione. 

Se il collegio consiste in queste due location - Madewood e la casa a New Orleans – la produzione ha anche girato qualche scena in e intorno alla Evergreen Plantation e al City Park di New Orleans. Quest'ultimo ha fornito proprio il giusto ambiente per la sequenza iniziale in cui McBurney viene trovato da Amy, e in cui Coppola e Le Sourd si sono lasciati ispirare dalle scene nel bosco del film Rashomon.

Per quanto riguarda gli interni dei due ambienti, la squadra di Ross ha dovuto riempire il Farnsworth Seminary con tutto, dalle Bibbie ai candelabri agli strumenti musicali. Per le scene dei pasti, il reparto fabbisogi di scena ha trovato delle posate d'argento vintage che ha poi ossidato e annerito, visto che il numero esiguo delle ragazze in collegio e la povertà data dalla Guerra non hanno lasciato tempo per compiti così poco essenziali come pulire l'argenteria. 

La pistola in casa, tenuta da Miss Martha per difesa, è una Whitneyville Dragoon, un revolver calibro 44 manifatturato anni prima della Guerra di Secessione e per questo appropriatamente contestualizzata perché appartenuta precedentemente al padre di    Miss Martha. L'ordine per il reparto fabbisogni di scena era in generale "inizio 19mo secolo", visto che gli oggetti venivano conservati e poi passati alla generazione successiva. I libri di quel periodo sono stati rappresentati da ristampe per non apparire troppo vecchi. 

Se grazie ai fabbisogni di scena e agli ambienti, il cast poteva facilmente tornare indietro nella Storia, il reparto della Battat ha reso questa sensazione ancora più immediata con i costumi fatti a mano. Indossare quei costumi ha aiutato tutti a entrare nel personaggio. "Busti tutti i santi giorni," confida la Fanning. "Il nostro girovita doveva essere misurato ogni giorno perché le gonne dovevano entrarci. C'erano così tanti bottoni piccolissimi; non ti potevi vestire da sola, e non potevi spogliarti da sola… 

"Indossare i bustini ti faceva avere un portamento differente e camminare in un modo diverso. Stacey ha fatto un lavoro fantastico con tutte quelle gonne morbide e aderenti – erano state lavate per diventare veramente scolorite, visto che, a quel tempo, i nostri personaggi avrebbero avuto solo pochissimi vestiti." Lasciandoli fuori sotto il sole di mezzogiorno, gli abiti sono stati resi ancora più sbiaditi.

Nicole Kidman esprime il suo stupore: "Sono rimasta affascinata da come Sofia ha costruito il look di L'Inganno; aveva idee molto chiare su tutto, inclusi i costumi e gli arredi – e ha dovuto mantenersi all'interno dei parametri di un budget molto ridotto."

Le riprese sono durate solo 26 giorni e sono iniziate a fine ottobre 2016. Le Sourd manovrava la sua propria cinepresa, spesso con la Coppola vicina che poteva quindi parlare direttamente agli attori mentre questi giravano più versioni di una stessa scena. Il risultato è stato che "facevamo i cambiamenti alle scene insieme," fa notare il direttore della fotografia.   

Elle Fanning ricorda: "Abbiamo fatto una festa quando abbiamo finito di girare il 100mo rullo. Era da tantissimo tempo che non lavoravo a un film girato in pellicola."  

"Con il nostro direttore della fotografia Philly e Sofia a lavorare spalla a spalla, direi che L'Inganno è il film più ricco dal punto di vista estetico in cui ho lavorato," afferma Farrell. The New World – Il nuovo mondo (di Terence Malick) è piuttosto straordinario visivamente ma lì c'è la natura pura e sola. L'Inganno è fatto di interni e arredi."

Le Sourd fa notare che "sia che girassimo in interni che in esterni, ci siamo concentrati sui personaggi e non sugli sfondi."  

Farrell aggiunge: "Su un set di Sofia Coppola non ci sono tensioni. E' un ambiente piacevole, calmo e addirittura giocoso."

La Kidman dice: "Sofia parla a bassa voce, è dolce e amabile. E' piacevole starle intorno e tutti provano per lei un grande rispetto."  

La Dunst dice: "In questo lavoro, non ci sono set come quello di Sofia. Lei coltiva l'energia positiva e così la sua visione prende vita; non mette in dubbio le sue decisioni a posteriori e ha completa fiducia nei suoi attori."  

La Fanning riflette: "Sofia è molto responsabile e cosciente, sa come vuole che venga una scena, ma il set è comunque un luogo protetto dove puoi inventare e provare cose nuove."   

Q&A con la sceneggiatrice e regista Sofia Coppola

Q: Lei ha detto che tenta di fare film personali. Cosa c'è di personale in L'inganno per Lei?

Sofia Coppola:  Non lo capisco mai fino a molto tempo dopo, e questo succede con ogni film. Cose che ho visto e persone che conosco ne diventano parte.

Sono sempre stata affascinata dal modo in cui le donne interagiscono tra di loro e ho visto come, a volte, cambiano quando c'è intorno un uomo. 

Q: Allora è L'Inganno il Suo ritorno al tema di comunità femminili che si sono evolute o si stanno evolvendo? Ne Il giardino delle vergini suicide ci sono delle sorelle in una comunità; in Marie Antoinette, c'è una corte che è un intero mondo; e in Bling Ring, c'è una cricca che finisce coll'infrangere le leggi.  

SC: Si, le dinamiche di gruppo – specialmente femminile – mi hanno sempre interessato. Penso che le dinamiche tra donne possano essere molto più sottili e sotto la superficie mentre quelle tra uomini sono più aperte, manifeste.

Sono stata attratta da questa storia perché era su un gruppo di donne – e mi ricordava un po' Il giardino delle vergini suicide, dove le ragazze sono tagliate fuori dal mondo – e perché non avevo mai davvero fatto un film su donne di varie età che si trovano in momenti differenti delle loro vite e su come si relazionano le une con le altre. Nella storia, ognuna di loro si rapporta all'uomo in maniera diversa.

Q: Sono quattro gruppi di età differenti: Miss Martha, Edwina, Alicia e le ragazze più giovani.

SC:  Ognuna di loro ha il suo proprio rapporto con McBurney.

Q: Quando e come si è imbattuta nel romanzo di Thomas Cullinan The Beguiled (L'Inganno) che ha ispirato il film?

SC: La mia amica e scenografa Anne Ross mi aveva prima parlato del film The Beguiled (La note brava del soldato Jonathan) di Don Siegel, che io non avevo mai visto ma che sapevo essere molto apprezzato. L'ho guardato e la storia mi si è fissata in testa – la sua stranezza e le sue svolte inaspettate. Non avrei mai pensato di ri-fare un film, ma ero curiosa e ho comprato il libro su cui si basava.

Ho pensato, 'perché non raccontare di nuovo la storia dal punto di vista delle donne?' In questo modo L'Inganno sarebbe stato una reinterpretazione; la premessa è vincente perché le dinamiche di potere tra uomini e donne sono universali. C'è sempre un mistero tra uomini e donne: "Oh, perché l'ha detto?" [ride]

Q: Ha pensato di cambiare l'ambientazione del libro?

SC: La gente continuava a dirmi che avrei potuto ambientarlo in un altro periodo. Ma io ero affascinata dal Sud dell'epoca della Guerra Civile americana e da come, a quel tempo, le donne venivano cresciute ed educate in relazione all'uomo, ad essere delicate e attraenti e anche delle buone padrone di casa. Il loro ruolo girava intorno all'uomo, ma poi gli uomini se ne sono andati e non c'erano più… com'è stato per loro essere lasciate da sole a sostenersi e sopravvivere?  

Q: Quindi questo non è un remake quanto piuttosto un adattamento, cosa che Lei ha già fatto prima. Il libro era raccontato dal punto di vista dell'uomo?

SC: No, è scritto da un uomo ma è raccontato dal punto di vista delle donne; in ogni capitolo la storia viene raccontata da una donna diversa.

Q: Che cosa ha scelto di mettere in evidenza del romanzo o, al contrario, di tralasciare, nel Suo racconto?

SC: C'erano degli elementi che mi sembravano esagerati; anche se la storia è piuttosto amplificata, volevo che fosse il più possibile realistica e credibile possibile.

Nel libro il soldato è irlandese. Quando ho incontrato Colin Farrell e ho sentito il suo naturale accento irlandese, ho pensato che sarebbe stato bello mantenerlo e rendere McBurney ancora più esotico per le donne. Ad un certo punto facciamo riferimento al fatto che lui è un mercenario che è stato pagato per prendere il posto di un altro uomo (come soldato unionista). Io volevo che lui affascinasse e seducesse in modo da rendere meno ovvio che è solo un problema. Dal punto di vista delle donne è, "Io voglio credergli." E con Colin, questo è possibile.

Q: E' vero, guardandole con lui sullo schermo si percepisce un senso di … se non proprio speranza, allora magari che le cose potrebbero non andare poi così male ed esplodere.

SC: Le donne devono sentire la speranza, specialmente Edwina, il personaggio di Kirsten Dunst. Per quanto riguarda McBurney, lui arriva in questo luogo ed è il paradiso. Tutte si occupano di lui e si fanno belle per lui.

Quindi è uno di quei tipi affascinanti di cui non dovresti fidarti anche se vuoi. Penso che tutti possano comprendere e immedesimarsi. Credo sia successo a tutti di incontrarne uno/a.

Q: Nel film del 1971, c'era un personaggio afro-americano, Hallie, interpretato da Mae Mercer. Ha preso in considerazione la sua storia per il suo film?

SC: Non volevo avere il personaggio di una schiava ne L'Inganno perché quello della schiavitù è un tema molto importante e non volevo rischiare di passarci sopra in maniera leggera e superficiale. Questo film racconta di un gruppo di donne lasciate sole durante la guerra.    

Q: E nel suo film ci sono meno ragazze al collegio di quante ce n'erano in The Beguiled

SC: L'idea è che molte di loro se ne sono andate.

Q: Ad un certo punto Miss Martha dice che ha mandato già tante studentesse a casa.

SC: Sì, in questo modo il collegio sembra ancora più abbandonato.

Q: Ha detto che la storia è stata amplificata. Si è divertita a farsi prendere dagli elementi thriller della trama?

SC: Mi sono ricordata di Misery (non deve morire), dove l'uomo è un ospite barra prigioniero, un film del 1990 che ho visto quando è uscito e che è rimasto nel retro dei mei pensieri. E' stato molto impegnativo perché non avevo mai fatto niente di simile a questa storia – è fuori dalla mia zona di comfort, ma l'ho fatto comunque a modo mio. Ho dovuto spingere di più delle cose, perchè di solito sono contenuta. E' stato divertente avere una trama e una bella ambientazione poetica, cosa nuova per me! [ride]

Q: Lei ha già fatto film ambientati nel passato. Visto che ha voluto mantenere l'ambientazione del libro, la Guerra di Secessiona americana, che cosa l'ha sorpresa di questo periodo che ha scoperto con le sue ricerche?  

SC: Mi ha sorpreso come vivessero quando le cose erano così scarse. Abbiamo avuto una persona che ci ha insegnato come si facevano le applicazioni mediche in quel periodo – Nicole Kidman ha imparato tutto sui bendaggi – e il lavoro a mano, il ricamo; non avevano più carta e scrivevano sui margini dei libri…

Abbiamo letto dei libri sulle buone maniere di quel tempo. Ad esempio, la donna non dovrebbe accettare un complimento perché incoraggerebbe la sua vanità. Il ruolo della donna femminile doveva essere interpretato e accentuato. Ma queste donne poi si stancarono di venir trattate così…

Q: C'era molta formalità e le donne si rivolgono l'una all'altra con "Miss" e poi il loro nome. Questo rende il dialogo più poetico…

SC: Sì, e adoro il fatto che anche verso la fine del film, quando sono riuscite ad arrivare a… qualcosa [ride], hanno sempre questa patina di affettazione e chiacchiera mondana da signore.

C'è ancora molta della formalità di quel tempo nel Sud oggi – e spesso viene pure esagerata!

Q: Quali sono stati i suoi riferimenti visivi?

SC: E' sempre un insieme di cose di tutti i generi e provenienze. Abbiamo guardato la ritrattistica della Guerra Civile, ma anche le foto di William Eggleston degli anni '70 dove c'erano donne insieme. Il film Tess. Tutti i film di Hitchcock per la suspence.

Q: Mentre il film prendeva forma, perché ha deciso che Philippe Le Sourd doveva essere il Suo direttore della fotografia? Questo è il suo primo film con lui.  

SC: Avevo già lavorato con lui su degli spot pubblicitari. Lui è davvero un artista e ho pensato che potesse portare a L'Inganno qualcosa di bello. 

Sono stata molto felice di poter girare in pellicola, con obiettivi vintage, perché diventa sempre più raro. L'aspetto visivo del film doveva essere morbido e leggero, ma anche inzuppato di sole in un ambiente caldo e con un sacco di fumo. I personaggi sono stati repressi, anche dal punto di vista sessuale.  

Q: Quell'ambiente è piuttosto concreto e palpabile.

SC: Sì, è un luogo vero con querce e barbe di frati. Madewood [Plantation House] è un luogo bellissimo ma ha anche un lato oscuro a causa della sua storia, cioé del fatto che è stato una piantagione.   

Volevo che si sentissero gli insetti, la rigogliosità… Il gruppo non può più occuparsi del posto perché sono troppe poche persone e la gente che si occupava del terreno se ne è andata. Quindi ci sono piante rampicanti che crescono all'insù, e questo contribuisce al senso di pericolo anche se all'interno le donne continuano ad avere tende di merletto e belle cose. C'è un contrasto: la casa è molto raffinata e la natura all'esterno è incolta selvaggia.

E c'è pure il contrasto tra McBurney e le donne: quest'ultime vestono con colori pastello e poi arriva quest'uomo sporco, rozzo. Loro hanno tanti strati di vestiti; sentono caldissimo ma non possono indossare abiti prendisole. Sono sempre molto accollate e abbottonate anche con la temperature più calda.

Io e [la costumista] Stacey Battat abbiamo deciso che le donne non avrebbero indossato più le gonne con il cerchio; indossano solo le gonne e gli abiti senza cerchio. Per questo motivo i vestiti sono molto simili a quelli che portiamo oggi; volevo che i costumi fossero fedeli al periodo storico ma anche moderni, autentici ma anche attraenti per un occhio contemporaneo. 

Tutto è così sbiadito che i colori si mescolano l'uno con l'altro e così le donne sembrano ancor di più un'unità indistinta. Stacey non aveva mai fatto un film in costume prima, questa è stata la sua prima volta.

Q: Come Anne Ross, ha fatto vari film con Lei –

SC: Io e Anne abbiamo buttato giù delle tavole delle emozioni che Stacey e Philippe potevano guardare in modo da essere tutti in sintonia. Il vantaggio di lavorare con delle persone che conosco da tempo è che loro sanno cosa voglio e che tra noi c'è una comprensione immediata.    

Q: Questo è uno dei motivi per cui siete riusciti a girare questo film in 26 giorni.

SC: Sì, e anche che avevamo una buona squadra locale in Louisiana.

Q: La sua montatrice di lunga data, Sarah Flack, ha iniziato a montare subito?

SC: Sì, Sarah riceveva il girato subito e montava mentre noi continuavamo a girare il seguito. Sarebbe stato bello avere più tempo. Ma con i film a basso budget è così, bisogna lavorare il più velocemente possibile.

Q: Ha parlato degli insetti nella proprietà, e questi fanno parte del sonoro di L'Inganno. C'è pochissima musica; sembra che la colonna sonora sia il martellamento delle esplosioni che sembrano a chilometri di distanza ma che, in realtà, non sono poi così lontane. 

SC: Queste vite sono così ridotte all'osso che non avrebbe avuto senso avere una grande colonna sonora. Volevo tenerla al minimo.  

Ho pensato che per il pubblico ci sarebbe stata più tensione, che in questo modo avrebbe percepito come i personaggi fossero tutti bloccati con il suono delle cicale quasi non-stop e quei cannoni in lontananza. La guerra dura da tanto tempo e sta nello sfondo; le donne ci si sono abituate. 

Q: Come i personaggi stessi, i cannoni li noti e poi non li senti più; poi magari li senti di nuovo. Perché ci sono tutti i giorni.  

SC: E' diventata la loro normalità, parte dell'ambiente.

Q: Che cosa ha reso Nicole Kidman l'attrice perfetta per interpretare Miss Martha, nella versione che Lei ha creato del personaggio?

SC: Adoro le interpretazioni di Nicole – specialmente quando interpreta ruoli leggermente 'storti' come in To Die For (Da morire). Era da tanto che volevo lavorare con lei, e quando stavo scrivendo la sceneggiatura me la sono immaginata come Miss Martha e questo mi ha aiutato. Sapevo che lei avrebbe dato tanto al personaggio, inclusi l'umorismo e la profondità. Nicole sa interpretarla in maniera così imponente che capisci subito chi è il capo di tutto il gruppo.

Q: E' verissimo. In alcune scene con McBurney è come se Miss Martha fosse un generale e lui un soldato in visita.  

SC: Sì, anche se non volevo il cliché della direttrice che incute paura. A tutte le età in questo film le donne sono delle bellezze del Sud – anche se il momento di Miss Martha come reginetta di bellezza del Sud è passato, e le feste sono finite. Quello che è diventato importante per lei è proteggere queste ragazze; deve essere forte in tempi duri e difficili.

Q: Lavora di nuovo con Kirsten Dunst – e tutti i Suoi film con lei protagonista si svolgono nel passato.

SC: E' vero; non ci avevo mai pensato prima.

Q:  Anche se era pure in Bling Ring.

SC: Faceva un cameo, e non conta. Mi piace lavorare con Kirsten, per cui ho voluto fare ancora qualcosa con lei.

Q: Cosa la rende adatta ad interpretare donne di epoche e luoghi diversi?

SC: Kirsten ha una qualità che la rende credibile come donna di un altro tempo. Questo non vuol dire che non può anche essere contemporanea. Ma quando indossa un costume d'epoca è molto credibile come donna di quel tempo.

Ne L'Inganno, volevo che lei interpretasse Edwina, l'insegnante vulnerabile, perché lei non è così; il personaggio è represso e fragile, e questo non somiglia per niente a Kirsten.

Lo stesso è stato per Elle Fanning, che è tanto dolce e generosa e che invece interpreta una "cattiva ragazza". Ho pensato che sarebbe stato divertente. Mi piace vedere le attrici interpretare ruoli che sono opposti a quello che ci si aspetterebbe da loro.

Q: In che modo Elle è ora ancora più brava come attrice di quando ha lavorato con lei l'ultima volta, sette anni fa, su Somewhere?

SC: Quando abbiamo girato Somewhere lei aveva 11 anni, ed è incredibile che ne avesse 18 quando ha fatto L'Inganno. Ha la stessa personalità ed è la stessa persona – solo in versione cresciuta. Ha ancora quel guizzo infantile ed è molto spontanea e naturale. Mi ha colpito come attrice allora, e adesso ancora di più.

Elle porta molto nell'interpretazione di Alicia, mostrando il personaggio come vanitoso e tutto preso da se stessa. Alicia è consapevole di come si presenta, come quando allarga la gonna mentre siedono tutte con McBurney e lo guarda. Nel libro, il suo personaggio è stato educato per acchiappare gli uomini.

Q: Elle è spesso circondata dalle attrici più giovani del film. Come si è imbattuta in loro quattro e le ha scelte come gruppo?

SC: Avevo una fantastica squadra che si occupava del casting. Avere delle ragazze che avessero l'età dei personaggi era importante. Volevo essere precisa e accurata; abbiamo visto tantissime giovani attrici di quell'età.

Poi abbiamo cominciato ad appendere fotografie di attrici sul muro per vedere come apparissero insieme e se fossero troppo simili, per evitare di confonderle. Ognuna di loro doveva avere una personalità forte e differente da quella delle altre. Abbiamo cominciato a mettere insieme le nostre preferite per vedere se funzionavano. Queste quattro ragazze spiccavano su tutte.

Due di loro, Oona Laurence e Emma Howard, erano state a Broadway in Matilda; Oona è brava a cantare nel ruolo di Amy, e Emma, nei panni di Emily, sembra un ritratto dell'epoca in cui si svolge il film.  

Angourie Rice è australiana e ha un gran talento; le ho fatto interpretare Jane come leziosa e affettata. Addison Riecke, che interpreta Marie, è molto divertente. Solo dopo averla incontrata mi sono resa conto che interpreta un programma televisivo, The Thundermans, che i miei figli adorano.  

Hanno lavorato tutte bene insieme. Credo si senta nel film che sono un gruppo.

Q: Nel film, Lei enfatizza ancora di più la vicinanza, mostrando molte delle ragazze condividere il letto.

SC: Sì, abbiamo immaginato che le ragazze lontane dalle loro famiglie avrebbero diviso la stanza e poi che qualcuna sarebbe entrata nel letto di un'altra perché ha paura in quella grande casa. Sono ragazzine che si stringono l'una all'altra.

Q: E' stata Lei a coltivare e alimentare questa vicinanza e intimità tra loro?

SC: Si. Abbiamo avuto un periodo di prove in cui hanno preso lezioni di danza, di buone maniere e istruzioni di cucito – di tutto quello che facevano le ragazze a quel tempo. Trascorrere tempo insieme facendo tutte queste attività ha creato un legame.

Durante le riprese – specialmente quando eravamo fuori, a Madewood – uscivano insieme e sono diventate amiche. Sono andate insieme a fare "dolcetto o scherzetto" a Halloween nella città in cui ci trovavamo.

Credo che, specialmente tra un cast e una troupe piccoli di un film a basso budget, ci sia questo cameratismo e/o atmosfera da campeggio scout quando si è in location perché non si torna alla propria vita 'regolare' ogni sera.   

Per L'Inganno, alloggiavamo tutti in questo albergo, l' 'Hampton Inn', e stavamo nella hall in pigiama. Quando giravamo gli interni nella casa a New Orleans, c'era una veranda con un grande tavolo lungo e quello finiva per essere il luogo dove passavamo il tempo. O nel giardino sul retro. Bell'atmosfera!

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